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L’Art Déco, l’amore per il lusso e la modernità in mostra a Sogliano al Rubicone

per BROWSER e DESK queste tre foto titolo L'Art Deco' nella collezione Parenti
Vogue, Collezione Parenti

Dopo Caravaggio, la moda museale del momento è sicuramente l’Art Déco. Sono ben due, tutte in territorio romagnolo, le rassegne dedicate allo stile che negli anni ’20 ha segnato un’epoca, rappresentando, ancora oggi, una fonte di ispirazione per architetti e artisti di ogni decennio a venire.

Fino al prossimo 16 luglio, al Museo di Arte PoveraSogliano al Rubicone (in provincia di Forlì-Cesena), sarà infatti possibile ammirare Art Deco nella collezione Parenti. Moda e pubblicità nell’epoca dorata successiva al Liberty, questo il titolo della rassegna che mette insieme l’ampia Collezione Parenti, oltre 300 opere.

Sono molto legato a questi luoghi, chi mi segue su instagram lo sa bene.

Lavori grafici dal tratto inconfondibile, che raccontano una smodata passione per il lusso, una ricerca estetica del bello, esprimendo la gioia per la vita e la voglia di godersela in quelli che erano gli anni ruggenti, che ambivano soprattutto alla modernità. Automobili certo, ma anche abiti dal taglio moderno, per donne che iniziavano ad emanciparsi dal semplice ruolo di mogli e madri, ma anche una velata ricerca di sensualità e piacere.

art-deco-museo-di-arte-povera-sogliano-al-rubicone-internettualeLa mostra incontra un’altra importante rassegna su questo stile, quella dei  Musei di San Domenico a Forlì fino al prossimo 18 giugno.

All’interno di Palazzo Marcosanti i visitatori potranno ammirare le opere allestite, che raccontano la fioritura di una creatività che si diffuse presto in tutta Europa, e che in Italia ebbe una notevole influenza non soltanto negli stili architettonici, ma anche nelle arti decorative e nell’industria, rappresentando un germe di quello che fu la fioritura del design italiano.

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ENIGMA e le altre: a Cesenatico l’incredibile mondo delle macchine per scrivere

PC, notebook, smartphone, iPad. Oggi è possibile scrivere su qualsiasi dispositivo, salvando il proprio lavoro su memorie interne o cloud accessibili da ogni parte. Ma nessun MacBook avrà mai il fascino di una vecchia Olivetti. Lo scalpellino dei martelli, la pressione rigida dei tasti sotto le dita, il nastro che scorre tra le bobine, la carta sul rullo. C’è tutto un mondo di sincronizzata meccanica che si muove quando si “batte” a macchina, che viene a mancare con il silenzio del digitale.

Lo sanno bene i collezionisti Cristiano Riciputi, Paolo Ingretolli e Urbano Laghi che hanno organizzato un evento che, promosso dall’Associazione italiana collezionisti macchine per ufficio, offrirà a Cesenatico il meglio della scrittura meccanica. Dal prossimo 22 al 24 aprile infatti il Palazzo del Turismo sarà animato da convegni, mostre, mercato-scambio, mentre numerosi negozi del centro storico cittadino esporranno in vetrina una macchina da scrivere.

Tra i pezzi esposti ENIGMA, celebre macchina di scrittura crittografata che decise le sorti della Seconda Guerra Mondiale, e Programma 101 (inventato da Gastone Garziera, presente all’evento), considerato il primo computer desktop programmabile datato 1965, e infine la prima Olivetti, la M1.

In rassegna anche la presentazione del libro L’incredibile mondo delle macchine per scrivere di Cristiano Riciputo e Domenico Scarzello, e una tavola rotonda con i concessionari Olivetti.

Per maggiori informazioni:

347 49 43 576

segreteriacollezionisti@gmail.com