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Katy Perry torna con “Witness”, tra elettronica e dance. Ecco com’è

Katy Perry è tornata e cambia pelle, dimostrando di essere un vero cavallo di razza, che va oltre il fenomeno musicale del momento o il colpo di fortuna. Lei, che nel 2011 ha eguagliato il primato di Michael Jackson in 53anni di storia delle classifiche americane, diventando la seconda artista (e la prima donna) ad aver avuto ben cinque canzoni nella top-chart estratte da un unico album, Teenage Dream.

A quattro anni dal fortunatissimo PRISM, la cantante di Santa Barbara ritorna adesso con WITNESS, testimone, e c’è già chi grida al capolavoro, a dispetto dei primi singoli estratti non proprio fortunatissimi.

Che la Perry avesse intenzione di cambiare sound, l’avevamo intuito già lo scorso febbraio, quando ritornò un po’ a sorpresa con Chained to the Rhythm, brano in collaborazione con Skip Marley che vira verso un’elettronica più matura e meno commerciale. Ma il pezzo si ferma soltanto alla numero 4. Per correre ai ripari la cantante ha provato a rimediare con Bon Appétit, altro singolo, altra collaborazione: questa volta c’è il gruppo hip hop Migos, continuando ad indagare quelle sonorità elettroniche, a tratti lounge, che caratterizzano un po’ tutto questo nuovo lavoro dell’artista, ma la ricezione è persino peggiore e il singolo si arena addirittura al 59esimo posto in classifica.

Lo scorso maggio invece è stata la volta di Swish Swish (a mio avviso tra i migliori pezzi) in cui gioca la carta della rapper che da Bionic di Christina Aguilera a David Guetta ha provato a salvare la carriera a tanti big e non con collaborazioni e sperimentazioni non sempre riuscite, ma musicalmente interessanti, Nicki Minaj. Il brano è un campionamento di Star 69 dei Fatboy Slim. Scritto dalla stessa Perry è prodotto dal DJ Duke Dumont, la cui impronta vagamente dance è fortissima.

Il pezzo ha un’accoglienza migliore nelle chart dance, arrivando al settimo posto, non abbastanza tuttavia da scalare i posti alti nella classifica generale.

Ma Witness, composto da ben 15 tracce nella versione standard, potrebbe ancora riservare qualche sorpresa, a cominciare dalle ipnotiche Roulette e Déjà Vu.

Da tenere d’occhio Bigger than me e Save as Draft, in cui ritornano le sonorità del singolo del passato inverno, Rise, e lo spirito combattivo dell’artista che chiude questo lavoro con un’intensa ballad, Into me you see.

artwork di copertina di WITNESS di Katy Perry

E se come me vi siete chiesti il perché di una copertina in cui l’artista si copre gli occhi e guarda con la bocca, sappiate che dell’artwork la cantante ha detto: «La musica mi ha permesso di viaggiare, ha rieducato la mia mente e ha cambiato la mia prospettiva su tante cose. La mia educazione e la mia coscienza vengono dalla mia voce, ed esattamente così che io vedo, ed è ciò che oggi testimonio a voi e ciò che voi testimoniate a me. Ed è per questo motivo che l’occhio è nella mia bocca».

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MUSICA

“Dangerous Woman” di Ariana Grande è il miglior disco del 2016: ecco perché

Ariana Grande Dangerous Woman album cover - internettualeSi intitola Dangerous Woman, in uscita domani, il nuovo album di Ariana Grande, che torna con questa nuova raccolta di inediti a due anni dal successo di My Everything. Anticipato dal singolo Focus, quando ancora il progetto si chiamava Moonlight, il disco è stato ribattezzato in corso d’opera prendendo il nome dalla titletrack lanciata come singolo lo scorso marzo. Perché è proprio questo che la cantante di origini italiane adesso vuole dimostrare di essere ai suoi fan, una donna pericolosa. Donna sì, perché alla soglia dei ventitré anni vuole uscire dall’orbita delle teen idol, per tentare di proiettarsi nel firmamento delle artiste che contano davvero. E le premesse in questo nuovo lavoro ci sono tutte, non solo perché la Grande, spesso paragonata a Mariah Carey, è una delle migliori voci emergenti, ma anche, e forse soprattutto, perché Dangerous Woman è senza dubbio l’album della svolta, quello della maturità artistica di cui il disco precedente era solo il preludio.

Quaranta minuti di musica che si suddividono nelle quindici tracce della Deluxe Edition, che spaziano dal Pop all’R&B. Ad aprire il disco c’è proprio la ballad Moonlight, calda, avvolgente, sofisticata, ma probabilmente non abbastanza aggressiva e per questo relegata a mera traccia, che tuttavia con il suo ritornello orecchiabile arriva al primo ascolto.

È in brani R&B come Let me love you (in coppia con Lil Wayne), o quelli che strizzano l’occhio al pop, come Be Alright, che è impossibile non pensare, ascoltandola, alla Mariah degli anni ’90, con suadente voce in falsetto e cori che accompagnano un ritmo irresistibile. Ma è in brani come Into you che la vera Ariana viene fuori.

Prodotto, tra gli altri, dal Re Mida della musica statunitense, Max Martin, il disco trova il suo apice in uno dei pezzi migliori del disco, Leave me Lonely, in cui l’artista sfodera la potenza della sua voce limpida, duettando con la voce graffiante di Macy Gray.

La sensualissima in Touch it, in chiusura, è la chiara dimostrazione che Ariana pericolosa lo è davvero, ma, soprattutto che è una donna che sa mettersi in gioco e vincere. Dangerous Woman è infatti un florilegio di potenziali singoli, con brani di altissima qualità che ne fanno uno degli album migliori del 2016, e di Ariana (la) Grande erede di Mariah Carey.