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Colosseo. Un’icona: duemila anni di storia, a Roma fino al 7 gennaio 2018

Dall’avvio dei lavori nel 69 d.C. sotto l’imperatore Vespasiano al film Lo chiamavano Jeeg Robot del 2016, passando per le settecentesche raffigurazioni del Gran Tour e la PopArt romana di Olivo Barbieri. È davvero grandiosa, come l’opera che celebra appunto, la mostra che ripercorre i duemila anni del Colosseo, storia che è allo stesso tempo anche quella del nostro paese e della nostra cultura.

Colosseo Olivo Barbieri - internettuale
il Colosseo di Olivo Barbieri

Parte oggi fino al prossimo 7 gennaio 2018, Colosseo. Un’icona, straordinaria rassegna, all’interno dello stesso Anfiteatro Flavio, che si propone di mostrare anche aspetti inediti o poco noti di uno dei monumenti italiani più famosi e visitati al mondo.

Forma ellittica, 52 metri di altezza, 188 metri di “lunghezza” (asse maggiore) per 156 di “larghezza” (l’asse minore), per una superficie complessiva di 3357 metri cubi, che poteva ospitare fino a 73.000 persone, e che oggi invece accoglie oltre sei milioni di visitatori l’anno. Sono solo alcuni dei numeri di questo straordinario edificio, che ha visto nei secoli non solo i gladiatori, ma anche attività commerciale, residenziale e religiosa che caratterizzò la sua vita durante il Medioevo.

Con la riscoperta del mondo classico, anche il Colosseo esercita un grande fascino sulla società rinascimentale, ispirando architetti e pittori. Luogo di martirio, nel Cinquecento diventa simbolico teatro della Via Crucis.

Con la ripresa degli ideali dell’Antica Roma e l’ideale prosecuzione di ciò che fu l’Impero, nel ventennio fascista diventa ideologico proscenio del potere.

Roman Holiday
La locandina del film Vacanze Romane, 1953

È con i primi film peplum, i primi kolossal in costume, che il monumento entra nell’immaginario collettivo di tutto il mondo: da Quo vadis? con una giovanissima Sophia Loren a Mangia Prega Ama, passando per La Dolce Vita e La Grande Bellezza sono tanti i film che hanno celebrato Roma, e il Colosseo, sul grande schermo. Lo dimostra un film-documento, a cura di Silvana Palumberi per Rai Teche negli anni 2000, con una photogallery dei film selezionati, ma anche il filmato Nuovo Cinema Colosseo, corto che in 23 minuti raccoglie i più importanti film cui il Colosseo ha fatto da sfondo: dal Gladiatore a Vacanze Romane, da La commare a Roma di Fellini.

La rassegna si articola in dodici sezioni ordinate cronologicamente che, come capitoli di un libro, riassumono le tante vite dell’anfiteatro romano, con modelli, studi, disegni, dipinti. Come il Colosseo che Carlo Lucangeli realizzò tra il 1790 e il 1812.

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il Colosseo di Carlo Lucangeli, 1790-1812

Tanti i materiali, esposti qui per la prima volta, che ricostruiscono la vita medievale del monumento romano, per un insieme complessivo di centocinquanta opere e filmati rari, ottenuti grazie alla sinergia con l’Istituto Luce, Cinecittà, a cura di Giorgio Gosetti e Lorenza Micarelli – e la Casa del Cinema.

Curata da Rossella Rea, Serena Romano e Riccardo Santangeli Valenzani, con progetto di allestimento di Francesco Cellini e Maria Margarita Segarra Lagunes, la rassegna è promossa dalla Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale di Roma, con Electa, che per l’occasione pubblica anche The Colosseum Book, volume che propone alcuni dei tanti itinerari alla scoperta della fortuna post-antica dell’anfiteatro, con un’ampia raccolta di immagini a corredo, ma anche tante pagine letterarie che lo hanno celebrato e ne hanno fatto una vera icona senza tempo dell’arte e dell’archeologia italiana nel mondo.

ART NEWS

Nasce il Parco Archeologico del Colosseo con un nuovo direttore-manager

C’è aria di cambiamento a Roma. Il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, nell’ottica di valorizzare i beni archeologici e architettonici del paese, continua con le nomine di Direttori-manager internazionali, che sappiano meglio gestire e valorizzare il patrimonio, in un’ottica imprenditoriale. Anche l’Anfiteatro Flavio dunque, ai più noto come Colosseo, ne avrà uno. Nasce infatti un Parco Archeologico del Colosseo che annette il Palatino, i Fori e la Domus Aurea.

In linea con una nuova cultura di impresa che sta doverosamente investendo da qualche anno l’ambito Archeologico-Artistico con la riforma Franceschini del 2014, anche il Colosseo a Roma, come Pompei a Napoli, ridisegna  le competenze dell’area archeologica romana.

colosseo-interno-internettualeCon questa riforma la Soprintendenza Speciale, a scomputo della perdita del  Colosseo, Fori Palatino e Domus Aurea, incorporerà le competenze che erano della soprintendenza ordinaria, che invece verrà del tutto eliminata.

La Soprintendenza Speciale potrà sopravvivere anche grazie al 25-30% degli introiti che arriveranno dai biglietti emessi dal Parco del Colosseo.

Come per gli altri musei autonomi, anche il direttore-manager del Colosseo arriverà da una selezione internazionale.

Il solo cambiamento sostanziale, per il momento, sarà quello del nome dunque, che diventerà Parco Archeologico. Per ora il direttore resta l’attuale soprintendente Massimo Osanna, la riforma e la conseguente selezione prenderanno il via alla scadenza del suo mandato.

ART NEWS

Le Case del Celio, a Roma i suggestivi colori degli affreschi paleocristiani

A due passi dal Colosseo, le Case Romane del Celio sono un complesso di dimore residenziali di epoca paleocristiana, site nell’omonimo quartiere di Roma. Meno noti, ma non per questo meno suggestivi, gli ambienti che si trovano sotto la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo sono venuti alla luce alla fine del XIX secolo, e risalgono per lo più all’età imperiale e tardo antica.

Aperti ufficialmente al pubblico nel gennaio del 2002, si tratta di 20 camere ipogee disposte su più livelli in parte affrescate. Qui infatti sono racchiuse le prime testimonianze del cristianesimo, a cominciare dalle raffigurazioni dell’orante, indefinita figura iconografica in cui alcuni vi riconoscono una primigenia immagine del Cristo predicatore, mentre altri lo stesso padrone di casa che si faceva portavoce della nuova fede che si andava diffondendo nell’Impero Romano. Di questa figura, lungo il percorso espositivo, ritroviamo una seconda raffigurazione, probabilmente più recente, dalle vesti più ricche, testimoniando una diffusione del credo anche nelle classi più abbienti.

Negli anni il sito ha attraversato molti cambiamenti sociali e, conseguentemente, architettonici, trasformandosi da residenza patrizia a tipica costruzione popolare a più piani con portico e taberne, passando per una domus con un impianto termale privato. È nel III secolo d.C. che gli ambienti sono uniti fino a formare un’elegante domus signorile, di un signore benestante, certo, ma non ricco, come dimostrano gli straordinari affreschi in finto marmo.

Case del Celio Ninfeo di Proserpina - internettuale

Tra gli ambienti più suggestivi, il bellissimo il Ninfeo di Proserpina, versione romana della dea greca Persefone, in cui predomina il blu, e la passione per la dea completamente nuda, coperta solo da un drappo.

A metà strada tra città sotterranea e catacombe, secondo la leggenda sarebbe stato il luogo del martirio di Giovanni e Paolo, avvenuto durante il regno dell’imperatore di Giuliano l’Apostata.

Figure di animali e motivi floreali, si uniscono in colori sorprendentemente brillanti a simboli religiosi.

È uno stargate per il futuro invece l’Antiquarium, ricavato dalla originaria cappella ottocentesca di San Paolo della Croce, in cui sono esposti i reperti provenienti dagli scavi e dagli arredi medievali della basilica.

Case del Celio Antiquarium - internettuale

Per maggiori informazioni:

www.spazioliberocoop.it