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Il 25 e 26 marzo tornano le Giornate FAI: i luoghi da scoprire a Napoli

È un traguardo importante quello delle Giornate FAI di quest’anno, che giungono al loro venticinquesimo anniversario, festeggiando, come di consueto, la primavera appena iniziata.

Sono tanti gli appuntamenti che il prossimo weekend, il 25 e il 26 marzo, porteranno i tesserati e non alla scoperta di nuovi luoghi da tutelare, ricercando al contempo nuovi sostenitori di questa nobile associazione che dal 1975 contribuisce, senza scopi di lucro, a salvaguardare il patrimonio artistico-culturale e ambientale italiano.

Un tempo per lo più appannaggio del nord Italia, oggi sono tantissimi i luoghi del cuore FAI dislocati in tutta la penisola. Tanti i vantaggi per i soci, che possono beneficiare di sconti e convenzioni anche in altre strutture e realtà culturali di tutto il Paese.

Le Giornate di Primavera del FAI sono un appuntamento irrinunciabile per chi vuole conoscere meglio il territorio, ma anche nuovi paesaggi e monumenti da valorizzare.

Come il Museo Civico Gaetano Filangieri. Fondato nel 1882 dal Principe di Satriano, Gaetano Filangieri, il museo ha sede nello storico Palazzo Como risalente al XV secolo, che rappresenta una rara testimonianza a Napoli dell’architettura rinascimentale. Un tripudio di manufatti, che vanno dalle maioliche a alle porcellane, passando per mobili, dipinti e stoffe, raccontano la città, seguendo un criterio e un gusto espositivo squisitamente ottocentesco.

È invece un mio luogo del cuore quello del Chiostro dei Santi San Marcellino e Festo e dell’omonima Chiesa, cui sono da sempre particolarmente legato. Un complesso conventuale del VII secolo che è oggi sede dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, e i bellissimi (non mi stancherò mai di dirlo) musei di scienze naturali, quello di Paleontologia, Zoologia, Antropologia e Mineralogia. Bellissima la decorazione interna ad opera di Vanvitelli e uno straordinario pavimento maiolicato, dove oggi si trova il museo di paleontologia, ad opera della bottega della famiglia Massa, la stessa del Chiostro di Santa Chiara.

Le Giornate di Primavera di quest’anno saranno anche l’occasione per scoprire il Conservatorio di Musica di San Pietro a Majella, a due passi dal centro storico della città, il Museo della Ceramica Duca di Martina, con una bellissima collezione, tra le tante, di porcellane cinesi, all’interno della Villa Floridiana al Vomero e i laboratori artistici del Teatro San Carlo.

In Piazzetta Sant’Andrea delle Dame sarà possibile visitare l’omonimo complesso monastico fondato da quattro nobildonne nel 1584, figlie del notaio Pascandolo, che lo fecero costruire a spese della propria famiglia.

Ma le Giornate del FAI sono anche un’occasione unica, ed esclusiva per tutti i soci, di visitare luoghi come la bellissima Villa Rosebery, uno dei massimi esempi di architettura neoclassica a Napoli, con vista sul mare, noché una delle residenze del Presidente della Repubblica Italiana.

I tesserati FAI potranno vedere anche il Parco Letterario di Nisida, ricordando, nel suggestivo isolotto scrittori classici come Omero, con una visita da “Ciceroni in erba”: saranno gli studenti dei licei  “Duca degli Abruzzi”, “Galilei”, “Gentileschi”, “Sannazaro”, “Umberto I” a guidare infatti i visitatori alla scoperta delle bellezze naturali e letterarie del parco.

Infine voglio segnalare un altro ingresso esclusivo per i possessori di una tessera FAI, quello del Castel Capuano, anche noto come Tribunale della Vicaria a Napoli, manco a dirlo in Via Tribunali, risalente al XVI secolo. Durante la dominazione dei Viceré a Napoli, fu adattato alla nuova funzione di tribunale, eliminando tutte quelle strutture squisitamente militari, per rendero un luogo adatto ad ospitare il Sacro Regio Consiglio, la regia Camera della Sommaria, la Gran Corte Civile e Criminale della Vicaria e il tribunale della Zecca.

Per una lista completa di tutti i luoghi aperti durante questo weekend non solo a Napoli e in Campania, ma in tutta Italia, vi rimando al sito ufficiale:

www.giornatefai.it

ART NEWS, LIFESTYLE

Un weekend sotto il sole di Firenze

Avete presente il film con Raoul Bova e Diane Lane, Sotto il sole della Toscana? Ecco, proprio quello, dove loro si innamorano tra colline e cipressi. Dimenticatelo. Perché oltre i verdeggianti panorami bucolici c’è molto di più.

Non so che idea avessi di Firenze prima. Forse, scorgendola ogni volta solo attraverso il finestrino di un treno, accompagnata da quei caratteristici colori giallo-verde che scorrono dietro il vetro, dagli alberi che tracciano la terra battuta, me l’ero immaginata un po’ così: una piccola cittadina dai tetti rossi incastonata nella natura. Buon cibo, quei sapori tipici del centro Italia, dove il gusto selvatico della cacciagione è accompagnato dal sapore corposo di un buon vino rosso.

la ribollita della trattoria il Contadino, a Firenze – (instagram @marianocervone)

È così che è iniziato il mio viaggio. Chi mi segue su instagram, già sa che ho trascorso il mio ultimo weekend nella città di Dante, e il mio primo amore non poteva che essere la Ribollita. Un piatto povero della tradizione italiana, fatto con pane raffermo e verdure, ma denso come un risotto, ricco e saporito, che mi ha conquistato al primo assaggio.

Ho scoperto per caso la Trattoria Il Contadino, nei pressi di Santa Maria Novella. TripAdvisor dice che ha il miglior rapporto qualità/prezzo. Diffido sempre un po’ da quanto c’è scritto nelle recensioni, e invece devo dire che è assolutamente vero. L’ambiente è piccolo, intimo, ma abbastanza largo da non stare accalcati gli uni sugli altri come in molti locali moderni, che non garantiscono nemmeno il minimo spazio vitale per una intima conversazione a due. I camerieri simpatici, il menù è ricco, composto per lo più, e non poteva essere altrimenti, da piatti tipici fiorentini, il che mi ha spinto a ritornarci anche una seconda volta. Alla mia gustosa Ribollita, ho fatto seguire una bistecchina di maiale davvero ottima, accompagnata da un contorno di piselli, pancetta e cipolle e, naturalmente, del buon vino della casa. Ma ho avuto modo di assaporare anche delle buonissime tagliatelle con carne di cinghiale, seguite da un buonissimo Peposo all’Impruneta, paese tipico delle colline toscane da cui prende il nome, a base di vitello, con grani di pepe nero e cotto nel vino. Davvero delizioso.

Firenze è piccola, contenuta, una città a misura d’uomo, punteggiata da caffè storici come Scudieri, dove l’antichità di questo bar, nato nel 1939, la si percepisce sin dagli arredi, ed è un obbligo morale per un visitatore prendere almeno un caffè in questo locale, godendosi il sole caldo di una mattina di marzo.

È probabilmente questo il periodo migliore per scoprire la città e i suoi monumenti, quando il freddo comincia a cedere il passo ai primi cieli tersi della primavera.

il Campanile di Giotto, dalla Cupola di Brunelleschi (instagram @marianocervone)

Il mio soggiorno fiorentino è stato a metà tra percorso di storia dell’arte ed excursus interiore, dove ogni gradino fatto, era parte di una ascensione non solo turistica, ma spirituale. Grazie ad un biglietto cumulativo, ho infatti percorso i gradini che mi hanno portato sulla cuspide della Cupola del Brunelleschi prima, dove ho avuto Firenze ai miei piedi, vincendo persino il mio senso di vertigine, e il Campanile di Giotto poi. Un’esperienza quasi mistica, che aveva un retrogusto del Cammino di Santiago; uno di quei percorsi in cui ti ritrovi quasi corpo a corpo con la gente, in comunione con il mondo intero, attraverso piccoli gradini secolari, cunicoli stretti, il panorama, la luce. È la luce, in una straordinaria giornata di primavera in anticipo, quella che mi ha avvolto, ripagandomi della fatica delle scale, degli spazi angusti, del caldo. La luce, che ti mostra un lato inedito della città, dall’alto, a contatto con il vento, a contatto con il sole, a contatto con te stesso.

Curiosa l’usanza beneaugurale di inserire una monetina nella bocca del porcellino (in realtà cinghiale) dell’omonima Fontana del Porcellino, sotto la loggia del Mercato Nuovo di Firenze. Datata 1633, ad opera di Pietro Tacca, secondo la leggenda per ricevere il buon auspicio la moneta, una volta rilasciata deve cadere nella grata ai piedi del cinghiale dove scorre l’acqua: se la oltrepassa, la fortuna è assicurata.

David di Michelangelo, Gallerie dell’Accademia (instagram @marianocervone)

Nell’immaginario collettivo la statua del David di Michelangelo si trova agli Uffizi. In realtà è alle Gallerie dell’Accademia, che ho visitato, spezzando un po’ il fiato con un percorso museale. Ho ammirato anche io l’archetipo di quella ieratica virilità rinascimentale che ha oscurato persino la perfezione della statuaria greca. Ma le Gallerie dell’Accademia sono una rivelazione, con la bellissima gipsoteca di monumenti funerari o celebrativi, e le languide donne ritratte in una pudica e maliziosa nudità.

ragazzi che aspettano il tramonto sulle scale di Piazzale Michelangelo a Firenze

Dopo l’ampia parentesi culturale di monumenti e opere fiorentine, ho proseguito il mio giro con quello che è forse un cliché del turista a Firenze: Piazzale Michelangelo, il colle dal quale si può godere di una vista su tutta Firenze. Un’esperienza sensoriale bellissima. Aspettare che il sole si inchini alla Cupola, al Campanile a Palazzo Vecchio, allungando le ombre e colorando d’arancio il panorama circostante. Sono rimasto colpito dal numero di persone che erano lì ad aspettare che il sole calasse, a scattarsi foto a farsi selfie. Tanti i turisti che hanno aspettato il crepuscolo scandendo il tempo con bicchieri di vino o di birra, acquistati dagli ambulanti all’ombra del David di bronzo che troneggia al centro della piazza. Anch’io non ho potuto esimermi dal voler portare a casa un personale scatto del tramonto, ma l’ho fatto catturando anche quella folla di amici e fidanzatini felici, che mi hanno trasmesso la frizzantina aria dell’attesa.

Nascita di Venere, Gallerie degli Uffizi (instagram @marianocervone)

Se il giorno prima ho aspettato che il sole tramontasse sulla città, la mattina seguente la mia visita è iniziata con la visita alle Gallerie degli Uffizi (il consiglio è quello di prenotare il biglietto on-line. C’è un sovrapprezzo di 4€, ma risparmierete ore di fila e di attesa). Non avevo mai riflettuto su perché si chiamano “gallerie”, e solo percorrendole ho capito. Due corridoi, gallerie, che percorrono tutta la storia italiana, adornate di statue classiche.

Entrare negli Uffizi è come sfogliare un volume di storia dell’arte. Un’ampia pagina della cultura italiana che va da Giotto a Caravaggio, passando per Botticelli e Leonardo. Qui è racchiusa la vera Arte italiana, che trova il più straordinario compimento in quella Primavera e Venere diventate icone capaci di catalizzare l’attenzione di centinaia di visitatori che attoniti osservano la loro maestosità. Sì perché forse quelli del Botticelli sono dipinti la cui fama non tradisce le aspettative. Ma sono tanti gli artisti, prevalentemente toscani, che hanno fatto scuola, influenzando pittori di ogni epoca e nazione.

Per uno studente di storia dell’arte è un’emozione unica trovarsi faccia a faccia con quelle opere che ha visto soltanto sui libri, la materializzazione di un sogno che trova negli Uffizi il più completo compimento.

Ponte Vecchio a Firenze (instagram @marianocervone)

Un suggerimento: Ponte Vecchio visitatelo anche di notte. Le botteghe orafe, con i loro stipiti e porte in legno, sono davvero molto suggestive.

Tra le esperienze gastronomiche da fare, per un turista alla scoperta di Firenze, quella del gelato Buontalenti è un must. Nato, secondo la leggenda, ad opera di Bernando Buontalenti, architetto alla corte dei medici con la passione per la cucina, che lo avrebbe inventato nel ‘500 in occasione del banchetto nuziale di Maria de’ Medici, dando così origine alla nota crema fiorentina a base di zabaione e frutta.

Ultima tappa, per me, è stato il Museo del Duomo, un modo per finire così come ho iniziato, fatto però in un secondo momento. Approfittando della durata di 48ore dalla prima vidimazione del biglietto acquistato on-line, ho deciso di riservarmi per il mio ultimo giorno di permanenza, la visita al Museo del Duomo di Firenze. Una sorpresa, una rivelazione dove antico e contemporaneo coesistono in uno spazio sospeso tra passato e futuro. Bellissima la ricostruzione della facciata originale del Duomo all’interno del museo, dove le sculture originali, preservate dall’incuria del tempo, ritrovano le originarie collocazioni, offrendo ai visitatori una luminosa visione.

Museo del Duomo di Firenze

L’architettura del museo dialoga con la vera Cupola del Brunelleschi, che si mostra inquadrata da un lucernario e alla terrazza, con un allestimento davvero suggestivo avveniristico. Scenica la musealizzazione delle porte del battistero ad opera di Lorenzo Ghiberti e Andrea Pisano, il cui oro risplende in tutta la magnificenza di un viaggio che mi è rimasto nel cuore, e che conquisterà chiunque voglia intraprenderlo.

CINEMA

Emily Blunt al cinema con La ragazza del Treno

Caso letterario dell’estate 2015, La ragazza del treno di Paula Hawkins arriva adesso al cinema con il volto di Emily Blunt diretto da Tate Taylor, già regista dell’acclamata trasposizione cinematografica The Help.

emily-blunt-in-la-ragazza-del-treno-promo-2016-internettualeLa storia è quella di Rachel, giovane donna affetta da alcolismo, che guarda i Bennett dal finestrino del treno che tutti i giorni la conduce a New York. All’inizio per lei, con un doloroso divorzio alle spalle, è l’inconscia identificazione in quella che apparentemente è la famiglia perfetta. Pian piano il quotidiano voyerismo distratto diventa morboso, si fa ossessivo, fino a voler scendere dal treno e andare oltre la sfuggente visione dal vetro di un vagone.

È lì che comincia il vero viaggio di Rachel, che si ritrova ad affrontare la scomparsa della donna che segretamente spiava e i demoni di una separazione che proprio fatica ad accettare.

Il film di Taylor travolge lentamente il lettore nel vortice dell’alcolismo della protagonista, proiettandolo in una realtà confusa, dove ricordi e percezioni non sono quello che in realtà sembrano, come in un’escalation fino al momento del black-out.

Emily Blunt dà anima, ma soprattutto corpo, ad un personaggio complesso, non necessariamente positivo, ma che è in cerca di redenzione e di sé stessa, e di quella consapevolezza di vivere che l’alcol stancamente le strappa via a poco a poco.

Sono tanti i volti noti che orbitano intorno alla Blunt: dall’amica Cathy, Laura Prepon volto di Orange is the New Black, al cameo di Lisa Kudrow, indimenticabile Phoebe del serial Friends.

emily-blunt-in-la-ragazza-del-treno-2016Un film atipico, inizialmente sconnesso, non di facile impatto, Nella prima parte lo spettatore stenta un po’ a comprendere l’intreccio di vite che danno origine a quella che è una storia banale, ma non scontata, anomala nella narrazione delle voci che, come le storie, si sovrappongono restituendo diversi punti di vista sul focus finale.

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riedizione del romanzo di Paula Hawkins per Piemme editore

La ragazza del treno è un film che senza troppe pretese cavalca l’onda del caso letterario che l’ha generato e arriva al cinema esattamente dodici mesi dopo il best seller mondiale da cui ne è tratto, ottimo per una serata al cinema all’insegna dell’adrenalina e dell’indagine, anche psicologica.

INTERNATTUALE

Notte di San Lorenzo: i consigli dell’unione astrofili napoletani per vedere le stelle

Il 10 agosto è probabilmente il giorno più atteso per gli amanti dell’astronomia. È questa sera infatti, nella notte di San Lorenzo, che è possibile ammirare le “Perseidi”, a tutti note come “stelle cadenti”, sciame di meteoriti che ogni anno, in questo periodo, raggiunge il punto di maggior vicinanza alla nostra atmosfera e dunque di maggiore visibilità nei nostri cieli.

Il Presidente della UAN, Unione Astrofili Napoletani, Andrea Tomacelli, ci parla di questo spettacolare fenomeno e ci dà qualche dritta per poterlo osservare meglio.

La notte di San Lorenzo è un appuntamento irrinunciabile per gli amanti dell’astrofisica: un consiglio per vedere bene le stelle?

«La notte di San Lorenzo è il periodo migliore per osservare lo sciame meteorico delle Perseidi, anche se quest’anno il massimo dello sciame meteorico è previsto per il giorno 12 agosto. Per osservare al meglio il fenomeno consigliamo di spostarsi in posti non affetti da inquinamento luminoso, munirsi di una sedia bella comoda e godersi lo spettacolo guardando in direzione nord-est nella seconda parte della serata».

Come mai questo fenomeno si ripete ogni anno e perché proprio in questo periodo?

«In certi periodi dell’anno, è più probabile osservare un gran numero di meteore nel cielo notturno. Questi eventi vengono detti “piogge meteoriche” e avvengono quando la Terra, nella sua orbita intorno al Sole, attraversa delle regioni in cui sono concentrati dei detriti rocciosi lasciati per esempio da una cometa in orbita attorno al Sole. Queste piogge meteoriche vengono chiamate con il nome della costellazione dalla quale sembrano provenire. Per esempio, le Leonidi sembrano originarsi dalla regione del cielo occupata dalla costellazione del Leone»

Che cos’è tecnicamente una stella cadente?

«Una “stella cadente” non ha niente a che fare con una vera stella, le scie luminose che si possono vedere nel cielo sono causate da minuscoli pezzettini di polvere e roccia detti meteoroidi, che cadono dallo spazio nella nostra atmosfera e qui bruciano per attrito. La traccia di luce del meteoroide che brucia produce quella che viene detta una “meteora”. Le meteore vengono chiamate comunemente “stelle cadenti”».

Perché questo mito romantico di esprimere un desiderio?

«L’apparizione di una stella cadente, oggi, è associata a un sentimento di lieto stupore. Ci si sente quasi baciati dalla fortuna per assistere a un evento naturale che non è raro, ma che appare straordinario. Ma non è stato sempre così: nell’antichità le apparizioni di meteore, così come quelle di comete e di altri fenomeni passeggeri che sembravano alterare l’immutabilità del cielo, erano considerate segni infausti. Nelle antiche mitologie orientali, in quelle greche e latine, le stelle cadenti erano lacrime di divinità che piangevano a causa di disastri già avvenuti o annunciati. La tradizione popolare cristiana ha voluto introdurre un elemento positivo. Oggi, quanti ammirano quelle scintille e ricordano il sacrificio di San Lorenzo, possono chiedere una grazia, esprimere un desiderio. Come la cometa di Natale non porta più disgrazia, ma annuncia la ‘buona novella’ della nascita di Gesù, anche la pioggia delle stelle cadenti non è più temibile, diventa occasione di festa e di speranza».

L’Osservatorio di Capodimonte è tra i più importanti: quando venire a scoprirlo e cosa è possibile vedere?

«L’Osservatorio Astronomico di Capodimonte è uno degli istituti di ricerca più importanti di Italia, per partecipare alle varie manifestazioni che vengono organizzate basta seguire il sito www.oacn.inaf.it dove vengono comunicate tutte le notizie per partecipare e il programma degli eventi».

Quali gli eventi astronomici che interesseranno questa seconda parte di 2016?

«Il prossimo evento “spettacolare” sarà l’eclisse lunare di penombra il 16 settembre».

Quali sono gli appuntamenti per incontrare l’Unione Astrofili Napoletani?

«il 10 Agosto saremo a piazza del Plebiscito dalle ore 21 e il 12 Agosto presso il lido gallo di Varcaturo sempre dalle ore 21. Saremo a caccia di stelle cadenti e osserveremo luna e pianeti.  Oppure basta seguire il nostro calendario http://www.unioneastrofilinapoletani.it/CalendarioUAN/index.asp dove riportiamo tutte le nostre attività»

Un consiglio per quanti vogliono avvicinarsi a questo mondo…

«Avere tanta voglia di imparare, ancora oggi, dopo tanti anni, impariamo cose nuove. Un consiglio che mi sento di dare è quello di trovare un’associazione di astrofili più vicino casa e condividere questa passione con qualcun’altro, perché è meraviglioso».

Per maggiori informazioni:

www.unioneastrofilinapoletani.it

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Notte di San Lorenzo, ecco dove nasce la tradizione di guardare le stelle cadenti

10 Agosto, notte di San Lorenzo. Appuntamento immancabile per tutti i romantici e gli amanti dell’astrofisica. È questa notte infatti il momento tradizionalmente migliore per osservare le stelle cadenti anche ad occhio nudo.

Conosciute anche come lacrime di San Lorenzo, in onore del martirio sui carboni ardenti del santo, si tratta delle Perseidi, uno sciame di meteore che la Terra si ritrova ad attraversare durante il periodo estivo, visibile a partire dalla fine di luglio fino al 20 agosto, il cui picco è proprio nei giorni del 10-12. Forte del cielo sereno estivo, il fenomeno è spesso visibile anche alle nostre latitudini.

A dare origine a questo fenomeno sarebbe stata la cometa Swift-Tuttle che, con il suo nucleo di 10 km, ha avuto un passaggio al perielio, ovvero il punto di distanza minima di un corpo vicino alla Terra, nel 1992. Per il prossimo invece si dovrà aspettare il 2126.

Quelle che noi erroneamente chiamiamo stelle cadenti, osservandole incantati, sono in realtà particelle rilasciate durante le passate orbite della cometa.

Il nome Perseidi è dovuto al fatto che esse si trovano nei pressi della costellazione di Perseo, e si dirigono dalla costellazione di Cassiopea a quella della Giraffa.

cielo stellato porpora san lorenzo stelle - internettualeLe prime osservazioni delle Perseidi sono state fatte dai Cinesi nel 36 d.C.

Tante le tradizioni legate a questo fenomeno, alcune delle quali di epoca molto antica, come quella della Grecia, che lo associa alla Trasfigurazione di Cristo, generalmente celebrata il 6 agosto. Ma già in epoca romana si attribuiva questa fenomenologia alla divinità Priapo, dio dell’abbondanza, il quale con questo gesto fecondava i campi.

Fu la Chiesa cattolica a incanalare queste tradizioni pagane verso la figura cristiana di San Lorenzo. La scelta sarebbe inizialmente caduta per una questione fonetica, poiché il nome del santo suonava simile a quello della controparte femminile di Priapo, Larentia, festeggiata anch’essa la notte del 10 agosto.

Un rito dunque quello di alzare il naso per rimirare le stelle che continua a ripetersi dalla notte dei tempi, affascinando anche le generazioni moderne che continuano ad esprimere desideri a queste stelle che attraversano il nostro cielo portando la speranza di vederli presto realizzati.

INTERNATTUALE

Instagram: da Forbes i dieci migliori consigli per aumentare la visibilità e i follower

Come si fa ad avere successo su instagram?

In un momento storico in cui il lavoro ristagna, è internet la vera gallina dalle uova d’oro. Sono in molti infatti a domandarsi come avere successo on-line. YouTube, blog, facebook sono i social deputati a cercare fortuna e fama, con la speranza di riuscire a incanalare il giusto flusso di follower. Tra i più gettonati instagram, il social dedicato alle sole fotografie, che si è trasformato negli anni nel vero alleato di fotografi e fashion blogger. Qui in molti provano a trovare la popolarità postando le proprie immagini, provando, puntualmente, quel senso di frustrazione e impotenza che arriva quando la propria immagine staziona intorno ad una decina scarsa di like.

Per coloro che hanno avuto la fortuna di iscriversi agli albori del 2010, anno di nascita del noto social network, le cose erano molto più facili. I diversi algoritmi e la poca diffusione sui soli utenti iOS (ovvero iPhone) ha fatto sì che i “pochi” profili potessero accrescere immediatamente di popolarità, ricevendo un bel po’ di like e follower.

Dall’aprile del 2012, quando instagram si è aperto anche ad Android, le cose son un po’ cambiate. Gli utenti erano circa 25.000.000 e riuscire a farsi notare era un po’ più complicato.

Non bastavano più le classiche foto di gattini e tramonti: instagram si è trasformato in una piattaforma con del potenziale.

Oggi gli iscritti sono circa 300.000.000 con una media di 95.000.000 di foto condivise al giorno. Difficile dunque in un oceano fotografico come questo riuscire a catturare l’attenzione dei tanti.

Cominciamo subito col dire che non esiste una formula magica. Diffidate dunque da video, tutorial, trucchi ed espedienti vari. Ma sfatiamo subito un altro mito: le sole foto belle da sole non bastano.

In molti infatti dicono che bastino delle belle foto a creare un naturale engagement con il vostro profilo. Se fosse vero, i fotografi professionisti allora avrebbero tutti una corsia preferenziale. La verità è che molti profili oggi COMPRANO un pacchetto di utenti e di like dai BOT.

instagressUno dei più noti è instagress, sito attraverso il quale è possibile sottoscrivere un pacchetto in abbonamento, automatizzando commenti, like e follow su hashtag o geolocalizzazioni precise. È questo il “robot” che lavora al vostro posto facendo girare il vostro profilo. Sì, perché si stima che ogni cento like ci siano sei nuovi utenti in più che decidono di seguirvi.

Ma abbonamenti a parte, quali sono le “tecniche” per avere una maggiore visibilità?

La prima regola è non postare foto altrui. Se condividete la foto di Mario Testino o di Bar Rafaeli augurandovi che il loro nome apporti un maggior flusso sul vostro profilo, vi sbagliate. La prima regola è quella di essere originali: uno scorcio, una strada, una via, persino un banalissimo caffè, purché vostri, saranno senza dubbio più efficaci della foto rubata da internet e condivisa per puro amore o spirito di emulazione.

NO a gattini. Il gattino può apportare un po’ di like in un singolo post, ma se il vostro profilo è costellato di gatti alla lunga stancherà e anche i seguaci che avete conquistato vi “defolloweranno”.

NO a selfie selvaggi. A meno che voi non siate Mariano Di Vaio in Armani o Belen Rodriguez a Formentera, è inutile postare un vostro selfie ogni tre ore per dire cosa state facendo, sperando che la vostra faccia abbagliata da filtri sia notata.

instagram app LG telefonia - internettualeQualche consiglio per tentare di incrementare il proprio traffico arriva dalla rivista di economia e finanza statunitense Forbes che ha svelato 50 tips. Ecco i dieci migliori:

  1. Usare degli hashtag di scambio. È probabilmente la prima regola, quella di ricorrere agli ormai consueti #FF, #instafollow, #l4l, #tagforlikes e #followback per far capire agli utenti che like e follow saranno ricambiati (e ricambiateli).
  2. Mettete like alle foto degli altri utenti, interagendo. Neil Patel ha infatti stimato che ogni 100 like ci sono più di sei nuovi utenti che vi seguono.
  3. Mettete almeno 100 like al giorno random. Secondo una stima approssimativa, sono 6.1 utenti in più ogni cento mi piace che mettete.
  4. Utilizzare gli hashtag più usati per risalire nella ricerca come #love, #instagood, #tbt and #photooftheday
  5. Il sito americano consiglia di postare alle 2 del mattino o 5 del pomeriggio; in Italia gli orari migliori sono le 14.00 e le 19.00
  6. Molti sottovalutano il potere delle didascalie, ma una bella descrizione della vostra immagine più riuscire a creare engagement più di un hashtag. Includete anche qualche domanda per creare interazione.
  7. Postate di domenica. Il sito di economia e finanza consiglia la domenica come giorno per avere una maggiore visibilità; mentre le immagini postate il mercoledì creano molto più engagement.
  8. Siate consistenti. È inutile postare mille immagini che non hanno nessuno scopo se non quello di condividere l’ennesimo inutile selfie o foto fatta per caso. Fate capire che i follower contano per voi, postando cose interessanti da vedere.
  9. Seguite le persone suggerite, seguite quelle con interessi comuni ai vostri, condividete il vostro profilo sui vostri canali social. Fate rete. Si tratta di un social, quindi social(izzate).
  10. Non eccedete con i filtri: se sono stati proprio i filtri ad aver fatto la fortuna di instagram all’inizio, oggi, paradossalmente, in controtendenza pare che siano proprio le foto senza filtri quelle che creano un maggior interesse.
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ANNUNCI DI LAVORO: i sette tipi di cui non fidarsi

Come riconoscere un vero annuncio di lavoro da un perditempo qualsiasi? In un paese dove il tasso di disoccupazione giovanile è in costante crescita, quelle degli annunci di lavoro rientrano probabilmente tra le pagine più viste del web. Sono in migliaia i giovanissimi e non che sperano di occuparsi spulciando la giusta offerta in internet. Form da compilare, curriculum in PDF e lettere di presentazione sono gli strumenti per tentare di emergere tra tanti nomi con l’augurio, quantomeno, di una convocazione per un preliminare colloquio conoscitivo.

Titoli di studio, voti, esperienze pregresse, anni d’impiego. Si continua a riempire moduli in un meccanismo ciclico senza soluzione di continuità.

Ecco le principali tipologie di annuncio da cui guardarsi bene:

ANNUNCIO PARTICOLARMENTE VANTAGGIOSO

“Troppo bello per essere vero” è questa la frase che pronunciamo più spesso quando qualcosa ci appare sin troppo promettente, e probabilmente è così. Se nell’annuncio propongono un comodissimo lavoro telematico, da casa, con promesse di profitti ragguardevoli o anche solo particolarmente convenienti, allora quasi sicuramente dovrete acquistare degli utensili di lavoro o dei materiali, con dispendio di soldi, energie e un gran senso di frustrazione per avere guadagnato nulla o poco più.

MOTIVATI, VOGLIA DI CRESCERE E DI LAVORARE

Quante volte leggiamo questi requisiti tra gli annunci di lavoro. La ricerca di persone particolarmente motivate (leggasi “disperati”), con voglia di crescere (ovvero con partenza da -1) e voglia di lavorare (schiavitù aggratis). Questa tipologia di annuncio infatti quasi sempre non propone una reale posizione lavorativa, ma un ruolo indefinito, sottopagato o, molto più frequentemente, non pagato, che impiega il proprio tempo in un progetto con la speranza di un contratto concreto futuro o anche solo di un guadagno purché minimo, che puntualmente viene tradita o da una somma sin troppo forfettaria rispetto alla mole di lavoro svolto, o una immotivata gratuità per non aver raggiunto gli obiettivi prefissati.

IL COLLOQUIO IN MENO DI DODICI ORE

Spesso quando si invia un curriculum on-line è come spedire una sonda nello spazio, un puntino che si disperde in un universo di carte digitali, il cui arrivo potrebbe avvenire anche dopo mesi. Ma qualche volta dopo aver allegato il curriculum all’ennesima lettera di presentazione, potrebbe capitare di ricevere una telefonata anche in meno di dodici ore. Voci suadenti, entusiasmo e benefici in cambio di lavoro. Si parla di “impegno” e “lavoro serio” ma mai di un guadagno vero e proprio. Iscrizioni ad albi, tirocini, crediti formativi, attestati. Sono tante oggi le “scuse”, del tutto legali, che vi porteranno a svalutare il vostro lavoro accettando il sacrificio di lavorare gratis per una più “nobile causa”, spesso senza nemmeno il rimborso spese dei soli mezzi di trasporto e in alcuni addirittura casi senza nemmeno ricevere in cambio il beneficio promesso.

AL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI E PROVVIGIONI

Alcune categorie lavorative parlano di “obiettivi” e “provvigioni”, facendo scattare il minimo salariale alla sola stipula di un tot di obiettivi raggiunti, contratti firmati o clienti portati all’azienda, senza i quali il lavoro sarà stato tempo regalato gratuitamente a queste aziende. Se a tale formula è abbinata quella della “provvigione”, ovvero di una percentuale di guadagno sulla vendita effettuata o il contratto firmato, allora state pur certi che, ad eccezione per alcune isole felici abilissime nel raggiro verbale del cliente, i vostri soldi non li vedrete mai, con un senso di frustrazione crescente.

TRA I 18 E I 29 ANNI

Il governo Renzi da qualche anno ha elegantemente tolto il futuro ai meno giovani per regalarlo a giovanissimi che, grazie alla formula progetto giovani, si fanno sfruttare come schiavi fino al limite massimo della pena. Inutile inviare un curriculum se avete superato i 29 anni, al datore di lavoro non importa del master conseguito in Inghilterra nel 2000 o del Dottorato di Ricerca in Scienze dell’Astrofisica: se non avete meno di 29 anni, non potrà usufruire della formula che gli consente con quattro spicci di avere un lavoratore a tempo pieno pagandolo meno della metà di un part-time qualsiasi.

RIVOLTO AD AMBOSESSI

Per legge gli annunci di lavoro non possono discriminare il lavoratore soprattutto se per una questione di genere sessuale. Spesso però capita di leggere annunci in cui si cerca una segretariA specificando che l’annuncio è rivolto ad entrambi i sessi. Se siete maschietti, è inutile tentare, perché al lavoratore non importa che non avrete le vostre cose, non partorirete o chiederete la maternità, perché quello che cerca è una ragazza di bella presenza, preparata, che non avrà figli, non dovrà avere una vita sociale e dovrà essere completamente dedita al lavoro come Ingrid Bergman in Fiore di Cactus.

ANCHE PRIMA ESPERIENZA

Spesso le richieste delle aziende o dei singoli datori di lavoro sembrano impossibili: pretendono i massimi livelli di studio e una esperienza quantomeno decennale. Una combine impossibile per la maggior parte degli studenti che per conseguire un titolo di studio deve sgobbare tutta una vita. Ma a volte può capitare di leggere “anche senza esperienza”. Bisogna leggere con attenzione l’annuncio poiché spesso il raggiro è dietro l’angolo, approfittando della voglia di introdursi finalmente nel meraviglioso mondo del lavoro.