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L’atlante dei cammini d’Italia, per scoprire le bellezze naturali del nostro Paese

Da qualche settimana è stato attivato on-line un portale web che mappa tutti i cammini che è possibile percorrere a piedi: www.camminiditalia.it è questo il sito che è stato presentato agli inizi del mese al Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo a Roma, in presenza del ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del TurismoDario Franceschini.

Non sono mai stato un amante dei percorsi naturalistici, francamente ho sempre preferito i cammini cittadini, anche per svariati chilometri, distratto, forse, da boutique, negozi e gente che contribuiscono senza dubbio a rendere più leggero il mio incedere. Eppure, ogni volta che cammino in autostrada, mi accorgo che gli scorci, i colori e i panorami più belli, soprattutto illuminati dall’alba o dal tramonto sono proprio quelli naturalistici. Nessuna skyline, per quanto moderna, avveniristica e suggestiva potrà mai competere con lo splendore della natura. Me ne sono accorto ieri, percorrendo l’autostrada che da Cesenatico mi ha portato a Milano, dove ho ammirato distese immense di alberi tinti d’oro, di turchese, d’arancio fino a quello scintillio crepuscolare che precede il tramontare del sole.

il portale del sito http://www.camminiditalia.it

È così che mi sono ricordato della presentazione di questo portale che rappresenta la prima pagina ufficiale dei cammini d’Italia. Una mappatura, un vero e proprio atlante virtuale dove trovare idee e suggerimenti per tutti i percorsi da fare a contatto con la natura: dal Cammino di Dante, attraversando i luoghi in cui in esilio il poeta compose la Divina Commedia, alla Via degli Dei, dal Sentiero del Dürer alla Via degli Abati passando per i tanti cammini francescani, laureatani e benedettini, oltre a tutti quelli dedicati ai santi.

Ogni percorso attraversa da Nord a Sud il nostro paese, e si prefigge come compito quello di incentivare il turismo sviluppando nuovi modelli di fruizione e gestione sostenibile per garantire e favorire l’integrazione ambientale-paesaggistica, insieme alle attività agricole, artigianali e turistico-culturali del sistema Paese.

Il progetto rientra nel Piano Strategico del Turismo del quinquennio 2017-2022, ed è una costola, o se vogliamo una vera e propria prosecuzione, di una iniziativa avviata nel 2016 con L’Anno Nazionale dei Cammini.

Naturalmente non tutti i percorsi sono o saranno ammessi al portale, a meno che non rispondano a precisi requisiti tra cui “la fruibilità dei percorsi, la segnaletica orizzontale e/o verticale, la descrizione online della tappa, i servizi di alloggio e ristorazione entro i 5 km dal Cammino, la manutenzione del percorso garantita dagli Enti locali, la georeferenziazione ed un sito in cui sono raccolte le principali informazioni per i viaggiatori” ha spiegato il Direttore generale del Turismo del MibactFrancesco Palumbo.

Sto già sfogliando il sito, molto intuitivo e ben fatto, che, alla sezione cammini d’Italia, mi conduce ad una mappa del nostro paese dove posso selezionare i percorsi in relazione al nome o alla collocazione geografica, per veri e propri spunti di viaggio o itinerari aggiuntivi a mete già prefissate.

Sono oltre 40 quelli che, ad oggi, è possibile trovare sulle pagine web, per intraprendere un percorso personale e spirituale, da soli o con gli amici, a contatto con le tante bellezze e meraviglie di cui soltanto questa nostra bellissima Italia è capace.

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La maison FENDI adotta la Galleria Borghese, tra Caravaggio e mostre internazionali

Prosegue il binomio pubblico e privato, e in particolare quello di moda e arte. Dopo il Palazzo della Civiltà e la Fontana di Trevi, prosegue la scalata di FENDI alla conquista di Roma, e al consistente contributo per un completo recupero e valorizzazione, che ha portato finora all’investimento di 10 milioni di euro.

La maison italiana ha deciso ora di adottare per tre anni la Galleria Borghese.

Merito della riforma museale attuata dal ministro Dario Franceschini, che ha avvicinato l’Italia agli standard europei, incentivando le cooperazioni tra le grandi aziende e le grandi realtà museali.

Una strategia vincente che, in tempi di crisi, ha portato i 38 milioni di visitatori nei musei italiani del 2013 a 45,5 cui vanno sommati i +12 dell’anno in corso. Cifre di tutto rispetto, che fanno dell’Italia il cardine per la cultura nel mondo, e dell’arte il principale attrattore che porta qui a frotte i turisti.

Ma cosa succederà adesso?

Grazie a questa nuova collaborazione tra la casa di moda italiana e il museo romano, sarà istituito un Centro di Ricerca su Caravaggio e una piattaforma digitale.

Il Caravaggio Reserch Institute, che si propone di essere il più completo corpus scientifico sull’artista, e vero paradigma per lo studio di tutta la sua carriera pittorica: «Il piano prevede la costituzione nella Galleria Borghese di un centro di studi, diagnostica e ricerca storica su Caravaggio e sulle sue opere – spiega l’ideatrice Anna Coliva – che sia il più completo esistente così da proporsi come riferimento per la ricerca sull’artista a livello mondiale. Il progetto si completa con la creazione di una piattaforma digitale che rappresenti la più esaustiva banca dati online relativa a Caravaggio. Per divulgare tale progetto di ricerca, la Galleria Borghese e Fendi hanno concepito un programma espositivo sull’artista che approderà in tre anni dagli Stati Uniti all’Oriente asiatico».

L’ambizioso progetto infatti prevede una serie di mostre di cui la prima tappa sarà novembre 2017 al Getty Museum di Los Angeles, dove approderanno ben tre opere dell’artista provenienti dalla galleria borghese: il San Girolamo, il Giovane con canestro di frutta e il David con la testa di Golia.

Se tra il XVIII e il XX secolo le opere di Caravaggio furono per lo più snobbate, a partire dagli anni ’50 vi fu un vero e proprio boom sulla figura dell’artista e sulla sua arte, che diffuse la sua fama e l’eccezionalità delle sue opere in tutto il mondo. Grazie allo storico dell’arte Roberto Longhi, che dimostrò la forte influenza di Caravaggio su tutta la produzione artistica nella pittura barocca, stile che emerse dal manierismo successivo alla morte dell’artista.

Caravaggio dunque come biglietto da visita e azioni dal valore in ascesa, in un mercato, quello dell’arte, in cui i musei diventano aziende in cui investire.

La prima mostra in partnership con FENDI alla Galleria Borghese invece partirà il 31 ottobre fino al prossimo 4 febbraio 2018. Dedicata a Gian Lorenzo Bernini vedrà importanti prestiti da prestigiosi musei europei, tra cui il Louvre, la National Gallery e il Victoria & Albert Museum di Londra, il Thyssen Bornemisza di Madrid, il Staatliche Museum di Berlino, il Metropolitan Museum di NY, proseguendo il festeggiamento del ventennale della riapertura del museo, avvenuta nel 1997, inaugurando idealmente una nuova Era di successi d’Arte e, è proprio il caso di dirlo, di glamour.

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La Collezione Cavallini-Sgarbi ritorna a Ferrara con opere inedite

Un omaggio alla natia Ferrara, quello di Elisabetta e Vittorio Sgarbi, che portano oltre cento opere della propria collezione, Cavallini-Sgarbi, della madre Caterina Cavallini, in quello che forse è il luogo più rappresentativo della città, il Castello Estense, patria della cultura italiana.

La mostra animerà dal prossimo 3 febbraio al 3 giugno 2018 le quattordici stanze del castello, da Niccolò dell’Arca a Gaetano Previati, attraversando secoli di storia dell’arte, regioni, artisti.

Una selezione delle oltre 4000 opere d’arte della collezione, molte delle quali mai esposte al pubblico, e che qui debuttano per la prima volta. Opere inedite che si rivolgono con particolare attenzione proprio agli artisti ferraresi ed emiliani: «Un dono alla mia famiglia – in particolare a mio fratello Vittorio e a mia madre, Caterina Cavallini, senza tralasciare i silenzi compiaciuti di mio padre Giuseppe, scrittore – una famiglia che ha consacrato una vita alla ricerca, alla scoperta, alla cura del bello» ha commentato Elisabetta Sgarbi, sorella del più noto critico d’arte Vittorio, ma anche editrice di grande successo (sua l’etichetta da lei fondata La Nave di Teseo), e presidente della Fondazione Cavallini Sgarbi che ha reso possibile questa straordinaria esposizione: «Questa mostra – dice Dario Franceschini dalle pagine di ANSA.it – è un’ulteriore conferma che la via intrapresa dal Ministero di abbattere il confine tra pubblico e privato è sicuramente giusta».

 

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Un’ultima cena da 1 milione di euro da Eataly per Leonardo Da Vinci

Fondata nel 2004, la catena Eataly si è trasformata in poco più di dieci anni in un vero e proprio punto di riferimento nell’Italia e nel mondo per la vendita e somministrazione di prodotti alimentari squisitamente italiani. Molto più di un semplice ristorante-supermaket, ma un rappresentante di quella italianità culinaria di alta qualità. Dalla prima apertura a Torino, i suoi punti vendita si dislocano oggi da nord a sud del nostro paese: da Milano a Bari, passando per Forlì (dove ho avuto la possibilità di fotografare la bellissima piazza Saffi) a Roma. Ma i suoi store hanno varcato anche i confini, dal Giappone al Brasile, dalla Danimarca alla Turchia, solcando persino i mari con ben due ristoranti di bordo sulle prestigiose navi da crociera Costa Divina e Costa Preziosa.

Non c’era brand migliore dunque per finanziare il restauro de L’ultima cena, opera del 1498 del maestro Leonardo Da Vinci.

Ne parlo con piacere non soltanto come cliente convinto e contento di un brand che rende grande l’Italia nel mondo, esaltando ed esportando i suoi saperi e sapori, ma anche, e forse soprattutto, da appassionato di storia dell’arte, che è felice di sapere che la catena di Oscar Farinetti destinerà ben 1 milione di euro al recupero di un’opera che, per sua stessa natura, ha sempre subito un po’ troppo l’incuria del tempo.

I bombardamenti della seconda guerra mondiale distrussero parzialmente il refettorio del convento Domenicano di Santa Maria delle Grazie a Milano dove l’opera si trova, la quale miracolosamente si salvò, protetta appena da una cresta di volta, restando alla mercé degli agenti atmosferici per giorni.

L’affresco, di 460 cm per 880, è stato dipinto con tempera grassa, il suo ultimo restauro risale ormai al 1977.

Eataly è il solo privato a far parte di questa grande operazione di recupero, che intende donare al capolavoro di Da Vinci almeno cinquecento anni in più, puntando ad aumentare il quasi mezzo milione di visitatori l’anno, con una media di 1300 visitatori al giorno che, involontariamente, contribuiscono al suo deterioramento portando particelle e polveri nell’ambiente in cui si trova.

Un restauro, questo, che si propone di guardare anche alle nuove tecnologie, e che permetterà l’introduzione di 10 metri cubi di aria pulita, contro gli attuali 3500, all’interno del refettorio.

La conclusione di questi lavori, già iniziati, è prevista per il 2019, anno in cui coinciderà anche il cinquecentenario dalla morte del grande maestro del rinascimento italiano.

Anche il Ministero dei Beni Culturali stanzierà 1.200.000 euro in tre anni: «Questo restauro avviene con risorse pubbliche e con un impegno del privato – ha commentato il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini – segno che un passo avanti è stato fatto anche in settori dove in Italia siamo più indietro».

Questa sinergia infatti mostra quanto il ministro della cultura continui ad incentivare e promuovere la cooperazione, tra due settori, quello pubblico e quello privato, apparentemente lontani, per la salvaguardia del nostro patrimonio storico-artstico: «Credo sia giusto per un’azienda mettere a disposizione una parte dei propri ricavi per un progetto così. Lo facciamo non perché vogliamo vendere di più – fa subito eco Oscar Farinetti – almeno per i prossimi 500 anni l’umanità non si perderà questa cena».

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Festa della Donna: musei gratis per le donne l’8 marzo

C’è un’inversione di tendenza da qualche tempo a questa parte. Se negli ultimi anni la Festa della Donna si era trasformata da commemorazione e festa dei diritti a becero raduno negli stripclub per sole signore, dallo scorso anno l’8 Marzo è invece l’occasione per avvicinarsi alla cultura gratuitamente.

TORINO. MUSEI REALI - PALAZZO REALE MARIA JOSÈ PRINCIPESSA DI PIEMONTE 1929
TORINO. MUSEI REALI – PALAZZO REALE
MARIA JOSÈ PRINCIPESSA DI PIEMONTE
1929

Grazie a una bellissima iniziativa del Ministero dei Beni Culturali infatti, le donne potranno entrare gratuitamente in tutti i musei statali. L’annuncio arriva tramite una campagna social che sceglie volti femminili che hanno fatto la storia: da Saffo a Jane Burden Morris, da Artemisia Gentileschi a Madame de Stael. Sono oltre trenta le locandine che animeranno i canali social @MuseiItaliani fino all’8 marzo.

Nel frattempo si rinnova anche la consueta caccia al tesoro cui il ministero invita i cittadini in visita nei musei. L’hashtag di questa occasione sarà #8marzoalmuseo attraverso il quale è possibile condividere contenuti in tema, catturando con il proprio smartphone e condividendolo su instagram, il social network deputato alla fotografia, ritratti di donne di tutte le epoche nei dipinti, le sculture, i vasi figurati, arazzi, affreschi di tutte le collezioni museali.

Nel frattempo domenica 5 marzo, si rinnova la consueta prima domenica del mese, durante la quale tutti i cittadini potranno accedere gratuitamente nei principali musei nazionali del nostro Paese.

per maggiori informazioni:

http://www.beniculturali.it/8marzo

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Presto un biglietto di ingresso al Pantheon a Roma

Se, come me, avete visitato Santa Maria in Cosmedin nella prima parte dello scorso 2016, allora probabilmente siete tra i fortunati ad aver potuto scattare una foto gratuita vicino alla famosa Bocca della Verità a Roma. Dallo scorso settembre infatti per sentirsi un po’ Audrey Hepburn e scattare una foto vicino al celebre tombino romano, ogni visitatore dovrà pagare 2 €. La decisione è stata presa dal rettore della Chiesa, per tutelare il monumento visitato da migliaia di turisti ogni giorno.

mariano-cervone-roma-bocca-della-verita-cosmedin-internettualeA questo potrebbe presto aggiungersi il Pantheon. Tra i monumenti (gratuiti) più visitati della Capitale, l’antico tempio romano, dedicato (come suggerisce il nome) a tutti gli dei, convertito poi in basilica cristiana nel VII secolo, è visto ogni anno da circa 7 milioni di visitatori.

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Cupola del Pantheon dall’interno

Come tutte le opere e i monumenti, anche il Pantheon richiede dei costi di manutenzione e gestione. Naturale dunque che il Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, stia meditando di introdurre un biglietto d’accesso per visitare il sito. La magra consolazione per noi visitatori e amanti dell’arte e dell’archeologia è che, pare, si tratterà di un costo molto basso.

Trattandosi, di fatto, di un luogo di culto è più complicato, ma, assicura Franceschini: «siamo a buon punto con i rapporti con la Chiesa».

Franceschini desidera riuscire a far convivere la fruibilità per i visitatori e il culto per i fedeli che invece accorrono per le celebrazioni. D’altronde esperienze di questo tipo esistono già in Italia. Basti pensare al Duomo di Milano: «Penso che entro questa legislatura il Pantheon sarà visitabile a pagamento» ha infine chiuso il ministro.

Affrettatevi dunque a visitarlo adesso, per vedere il sole penetrare attraverso l’iconico buco nella cupola della struttura, diventata celebre e ispiratrice per molte altre costruzioni coeve e contemporanee.

Gli introiti che proverranno dai biglietti saranno naturalmente impiegati per salvaguardare la struttura. In questo modo anche il Pantheon “potrà contribuire al fondo di solidarietà, come fanno il Colosseo e tutti gli altri musei, versando il 20 per cento degli incassi”.

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Nasce il Parco Archeologico del Colosseo con un nuovo direttore-manager

C’è aria di cambiamento a Roma. Il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, nell’ottica di valorizzare i beni archeologici e architettonici del paese, continua con le nomine di Direttori-manager internazionali, che sappiano meglio gestire e valorizzare il patrimonio, in un’ottica imprenditoriale. Anche l’Anfiteatro Flavio dunque, ai più noto come Colosseo, ne avrà uno. Nasce infatti un Parco Archeologico del Colosseo che annette il Palatino, i Fori e la Domus Aurea.

In linea con una nuova cultura di impresa che sta doverosamente investendo da qualche anno l’ambito Archeologico-Artistico con la riforma Franceschini del 2014, anche il Colosseo a Roma, come Pompei a Napoli, ridisegna  le competenze dell’area archeologica romana.

colosseo-interno-internettualeCon questa riforma la Soprintendenza Speciale, a scomputo della perdita del  Colosseo, Fori Palatino e Domus Aurea, incorporerà le competenze che erano della soprintendenza ordinaria, che invece verrà del tutto eliminata.

La Soprintendenza Speciale potrà sopravvivere anche grazie al 25-30% degli introiti che arriveranno dai biglietti emessi dal Parco del Colosseo.

Come per gli altri musei autonomi, anche il direttore-manager del Colosseo arriverà da una selezione internazionale.

Il solo cambiamento sostanziale, per il momento, sarà quello del nome dunque, che diventerà Parco Archeologico. Per ora il direttore resta l’attuale soprintendente Massimo Osanna, la riforma e la conseguente selezione prenderanno il via alla scadenza del suo mandato.

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Il Ministro Franceschini presenta “Cinema2Day”: ingresso in sala a soli 2 euro

La cultura non è mai stata così accessibile a tutti. Dopo le domeniche al museo, che grande successo hanno riscosso, grazie ad un eccezionale ingresso gratuito ogni prima domenica del mese in tutti i musei e siti archeologici statali, il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Dario Franceschini, in occasione della 73esima edizione del Festival del Cinema di Venezia, ha fatto un importante annuncio.

Insieme ai vertici di ANICA, Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e multimediali, all’ANEC e all’ANEM, Associazione Nazionale Editori Musicali, Franceschini ha presentato alla stampa l’iniziativa Cinema2Day direttamente dal Lido.

Cinema2Day cinema Franceschini 2 euro iniziativa - internettualeDal prossimo 14 settembre ogni secondo mercoledì del mese il biglietto d’ingresso al cinema per tutta la giornata costerà soltanto 2 euro.

«L’obiettivo più che contendersi la platea attuale di spettatori che è più ristretta in Italia rispetto ad altri paesi – ha detto il ministro – è lavorare insieme per aumentare il numero di persone che guardano i film».

Sono oltre tremila in Italia le sale che hanno già aderito all’iniziativa, che durerà sei mesi. Condivisa dal ministero, produttori, distributori e esercenti cinematografici, questa nuova proposta, per apportare nuovi flussi di pubblico nelle sale, abbasserà anche il prezzo dei film in 3D: con Cinema2Day il prezzo del biglietto diminuirà a 4-5 euro.

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#museums4italy: domenica 28 i biglietti d’ingresso andranno alle vittime del terremoto

Domenica 28 agosto il biglietto d’ingresso per i principali musei statali sarà devoluto alle vittime del terremoto che ha duramente colpito il centro Italia la notte del 24 agosto scorso. L’iniziativa si chiama #museums4italy

No, non si tratta di un ingresso al museo gratuito, né delle domeniche al museo. Questa volta il biglietto si paga eccome, però farlo avrà un altro sapore: «Tutti gli incassi dei musei statali della prossima domenica 28 agosto saranno destinati ai territori terremotati» a dichiararlo il Ministro de Beni Culturali, Dario Franceschini, il quale invita tutti gli italiani, e questa volta anche per una buona causa, ad “andare nei musei in segno di solidarietà con le popolazioni coinvolte dal sisma della scorsa notte”.

Questa iniziativa andrà naturalmente ad aggiungersi alle tante altre da parte del governo. In questo modo MIBACT destinerà gli incassi non solo dei musei ma anche delle aree archeologiche statali di domenica 28 a interventi sul patrimonio culturale gravemente danneggiato dal terremoto di magnitudo 6.0.

Chiesa di Sant'Agostino AMATRICE-Foto Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale
Chiesa di Sant’Agostino
AMATRICE-Foto Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale

Secondo una prima stima resa nota dal ministro dei beni e delle attività culturali, sarebbero circa 293 i beni culturali colpiti solo nella zona più ristretta, dei quali “cinquanta – dice Franceschini – gravemente danneggiati o crollati”.

Un numero, questo, destinato senza dubbio a salire, come ammette lo stesso ministro alla cultura, data la grande vastità del sisma.

I dati sono frutto delle prime ricognizioni da parte dei corpi del corpo di Comando per la tutela dei beni culturali, operativi in queste ore sui luoghi del disastro.

Chiesa di Sant'Agostino AMATRICE-Foto Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale
Chiesa di Sant’Agostino
AMATRICE-Foto Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale

Oltre agli aiuti e a non essere abbandonati, i comuni chiedono una ricostruzione dei propri borghi che sia fedele all’immagine che si è tramandata nei secoli fino ad oggi: «Una sfida che dovremo raccogliere» fa sapere con coraggio il ministro, che non si arrende di fronte alle probabili difficoltà e gli sforzi che tale impegno richiederà: «Si può ricostruire garantendo anche la sicurezza antisismica – aggiunge – quei luoghi devono tornare ad essere così come sono stati».

Alcuni di questi luoghi, come il borgo di Amatrice, erano stati aggiunti di recente nella lista dei borghi più belli d’Italia. Infinita la lista stilata dal ministero con i nomi dei luoghi di culto, dei monumenti e degli edifici storici gravemente danneggiati dal terremoto, di queste piccole frazioni dislocate su ben tre regioni, tra Lazio, Marche e Umbria.

E se il numero 45500 ha raccolto oltre sei milioni di euro per le vittime, la visita ai musei e alle aree archeologiche di domani, domenica 28 agosto, potrà permettere agli italiani non soltanto di avvicinarsi maggiormente alla cultura del proprio territorio o di quello in cui sono ospiti, ma di sentirsi più vicini gli uni agli altri contemplando quell’arte e bellezza che si spera possano presto ritrovare le regioni colpite da questa catastrofe.