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La Collezione Cavallini-Sgarbi ritorna a Ferrara con opere inedite

Un omaggio alla natia Ferrara, quello di Elisabetta e Vittorio Sgarbi, che portano oltre cento opere della propria collezione, Cavallini-Sgarbi, della madre Caterina Cavallini, in quello che forse è il luogo più rappresentativo della città, il Castello Estense, patria della cultura italiana.

La mostra animerà dal prossimo 3 febbraio al 3 giugno 2018 le quattordici stanze del castello, da Niccolò dell’Arca a Gaetano Previati, attraversando secoli di storia dell’arte, regioni, artisti.

Una selezione delle oltre 4000 opere d’arte della collezione, molte delle quali mai esposte al pubblico, e che qui debuttano per la prima volta. Opere inedite che si rivolgono con particolare attenzione proprio agli artisti ferraresi ed emiliani: «Un dono alla mia famiglia – in particolare a mio fratello Vittorio e a mia madre, Caterina Cavallini, senza tralasciare i silenzi compiaciuti di mio padre Giuseppe, scrittore – una famiglia che ha consacrato una vita alla ricerca, alla scoperta, alla cura del bello» ha commentato Elisabetta Sgarbi, sorella del più noto critico d’arte Vittorio, ma anche editrice di grande successo (sua l’etichetta da lei fondata La Nave di Teseo), e presidente della Fondazione Cavallini Sgarbi che ha reso possibile questa straordinaria esposizione: «Questa mostra – dice Dario Franceschini dalle pagine di ANSA.it – è un’ulteriore conferma che la via intrapresa dal Ministero di abbattere il confine tra pubblico e privato è sicuramente giusta».

 

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Un’ultima cena da 1 milione di euro da Eataly per Leonardo Da Vinci

Fondata nel 2004, la catena Eataly si è trasformata in poco più di dieci anni in un vero e proprio punto di riferimento nell’Italia e nel mondo per la vendita e somministrazione di prodotti alimentari squisitamente italiani. Molto più di un semplice ristorante-supermaket, ma un rappresentante di quella italianità culinaria di alta qualità. Dalla prima apertura a Torino, i suoi punti vendita si dislocano oggi da nord a sud del nostro paese: da Milano a Bari, passando per Forlì (dove ho avuto la possibilità di fotografare la bellissima piazza Saffi) a Roma. Ma i suoi store hanno varcato anche i confini, dal Giappone al Brasile, dalla Danimarca alla Turchia, solcando persino i mari con ben due ristoranti di bordo sulle prestigiose navi da crociera Costa Divina e Costa Preziosa.

Non c’era brand migliore dunque per finanziare il restauro de L’ultima cena, opera del 1498 del maestro Leonardo Da Vinci.

Ne parlo con piacere non soltanto come cliente convinto e contento di un brand che rende grande l’Italia nel mondo, esaltando ed esportando i suoi saperi e sapori, ma anche, e forse soprattutto, da appassionato di storia dell’arte, che è felice di sapere che la catena di Oscar Farinetti destinerà ben 1 milione di euro al recupero di un’opera che, per sua stessa natura, ha sempre subito un po’ troppo l’incuria del tempo.

I bombardamenti della seconda guerra mondiale distrussero parzialmente il refettorio del convento Domenicano di Santa Maria delle Grazie a Milano dove l’opera si trova, la quale miracolosamente si salvò, protetta appena da una cresta di volta, restando alla mercé degli agenti atmosferici per giorni.

L’affresco, di 460 cm per 880, è stato dipinto con tempera grassa, il suo ultimo restauro risale ormai al 1977.

Eataly è il solo privato a far parte di questa grande operazione di recupero, che intende donare al capolavoro di Da Vinci almeno cinquecento anni in più, puntando ad aumentare il quasi mezzo milione di visitatori l’anno, con una media di 1300 visitatori al giorno che, involontariamente, contribuiscono al suo deterioramento portando particelle e polveri nell’ambiente in cui si trova.

Un restauro, questo, che si propone di guardare anche alle nuove tecnologie, e che permetterà l’introduzione di 10 metri cubi di aria pulita, contro gli attuali 3500, all’interno del refettorio.

La conclusione di questi lavori, già iniziati, è prevista per il 2019, anno in cui coinciderà anche il cinquecentenario dalla morte del grande maestro del rinascimento italiano.

Anche il Ministero dei Beni Culturali stanzierà 1.200.000 euro in tre anni: «Questo restauro avviene con risorse pubbliche e con un impegno del privato – ha commentato il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini – segno che un passo avanti è stato fatto anche in settori dove in Italia siamo più indietro».

Questa sinergia infatti mostra quanto il ministro della cultura continui ad incentivare e promuovere la cooperazione, tra due settori, quello pubblico e quello privato, apparentemente lontani, per la salvaguardia del nostro patrimonio storico-artstico: «Credo sia giusto per un’azienda mettere a disposizione una parte dei propri ricavi per un progetto così. Lo facciamo non perché vogliamo vendere di più – fa subito eco Oscar Farinetti – almeno per i prossimi 500 anni l’umanità non si perderà questa cena».

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Festa della Donna: musei gratis per le donne l’8 marzo

C’è un’inversione di tendenza da qualche tempo a questa parte. Se negli ultimi anni la Festa della Donna si era trasformata da commemorazione e festa dei diritti a becero raduno negli stripclub per sole signore, dallo scorso anno l’8 Marzo è invece l’occasione per avvicinarsi alla cultura gratuitamente.

TORINO. MUSEI REALI - PALAZZO REALE MARIA JOSÈ PRINCIPESSA DI PIEMONTE 1929
TORINO. MUSEI REALI – PALAZZO REALE
MARIA JOSÈ PRINCIPESSA DI PIEMONTE
1929

Grazie a una bellissima iniziativa del Ministero dei Beni Culturali infatti, le donne potranno entrare gratuitamente in tutti i musei statali. L’annuncio arriva tramite una campagna social che sceglie volti femminili che hanno fatto la storia: da Saffo a Jane Burden Morris, da Artemisia Gentileschi a Madame de Stael. Sono oltre trenta le locandine che animeranno i canali social @MuseiItaliani fino all’8 marzo.

Nel frattempo si rinnova anche la consueta caccia al tesoro cui il ministero invita i cittadini in visita nei musei. L’hashtag di questa occasione sarà #8marzoalmuseo attraverso il quale è possibile condividere contenuti in tema, catturando con il proprio smartphone e condividendolo su instagram, il social network deputato alla fotografia, ritratti di donne di tutte le epoche nei dipinti, le sculture, i vasi figurati, arazzi, affreschi di tutte le collezioni museali.

Nel frattempo domenica 5 marzo, si rinnova la consueta prima domenica del mese, durante la quale tutti i cittadini potranno accedere gratuitamente nei principali musei nazionali del nostro Paese.

per maggiori informazioni:

http://www.beniculturali.it/8marzo

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Presto un biglietto di ingresso al Pantheon a Roma

Se, come me, avete visitato Santa Maria in Cosmedin nella prima parte dello scorso 2016, allora probabilmente siete tra i fortunati ad aver potuto scattare una foto gratuita vicino alla famosa Bocca della Verità a Roma. Dallo scorso settembre infatti per sentirsi un po’ Audrey Hepburn e scattare una foto vicino al celebre tombino romano, ogni visitatore dovrà pagare 2 €. La decisione è stata presa dal rettore della Chiesa, per tutelare il monumento visitato da migliaia di turisti ogni giorno.

mariano-cervone-roma-bocca-della-verita-cosmedin-internettualeA questo potrebbe presto aggiungersi il Pantheon. Tra i monumenti (gratuiti) più visitati della Capitale, l’antico tempio romano, dedicato (come suggerisce il nome) a tutti gli dei, convertito poi in basilica cristiana nel VII secolo, è visto ogni anno da circa 7 milioni di visitatori.

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Cupola del Pantheon dall’interno

Come tutte le opere e i monumenti, anche il Pantheon richiede dei costi di manutenzione e gestione. Naturale dunque che il Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, stia meditando di introdurre un biglietto d’accesso per visitare il sito. La magra consolazione per noi visitatori e amanti dell’arte e dell’archeologia è che, pare, si tratterà di un costo molto basso.

Trattandosi, di fatto, di un luogo di culto è più complicato, ma, assicura Franceschini: «siamo a buon punto con i rapporti con la Chiesa».

Franceschini desidera riuscire a far convivere la fruibilità per i visitatori e il culto per i fedeli che invece accorrono per le celebrazioni. D’altronde esperienze di questo tipo esistono già in Italia. Basti pensare al Duomo di Milano: «Penso che entro questa legislatura il Pantheon sarà visitabile a pagamento» ha infine chiuso il ministro.

Affrettatevi dunque a visitarlo adesso, per vedere il sole penetrare attraverso l’iconico buco nella cupola della struttura, diventata celebre e ispiratrice per molte altre costruzioni coeve e contemporanee.

Gli introiti che proverranno dai biglietti saranno naturalmente impiegati per salvaguardare la struttura. In questo modo anche il Pantheon “potrà contribuire al fondo di solidarietà, come fanno il Colosseo e tutti gli altri musei, versando il 20 per cento degli incassi”.

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Nasce il Parco Archeologico del Colosseo con un nuovo direttore-manager

C’è aria di cambiamento a Roma. Il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, nell’ottica di valorizzare i beni archeologici e architettonici del paese, continua con le nomine di Direttori-manager internazionali, che sappiano meglio gestire e valorizzare il patrimonio, in un’ottica imprenditoriale. Anche l’Anfiteatro Flavio dunque, ai più noto come Colosseo, ne avrà uno. Nasce infatti un Parco Archeologico del Colosseo che annette il Palatino, i Fori e la Domus Aurea.

In linea con una nuova cultura di impresa che sta doverosamente investendo da qualche anno l’ambito Archeologico-Artistico con la riforma Franceschini del 2014, anche il Colosseo a Roma, come Pompei a Napoli, ridisegna  le competenze dell’area archeologica romana.

colosseo-interno-internettualeCon questa riforma la Soprintendenza Speciale, a scomputo della perdita del  Colosseo, Fori Palatino e Domus Aurea, incorporerà le competenze che erano della soprintendenza ordinaria, che invece verrà del tutto eliminata.

La Soprintendenza Speciale potrà sopravvivere anche grazie al 25-30% degli introiti che arriveranno dai biglietti emessi dal Parco del Colosseo.

Come per gli altri musei autonomi, anche il direttore-manager del Colosseo arriverà da una selezione internazionale.

Il solo cambiamento sostanziale, per il momento, sarà quello del nome dunque, che diventerà Parco Archeologico. Per ora il direttore resta l’attuale soprintendente Massimo Osanna, la riforma e la conseguente selezione prenderanno il via alla scadenza del suo mandato.

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Il Ministro Franceschini presenta “Cinema2Day”: ingresso in sala a soli 2 euro

La cultura non è mai stata così accessibile a tutti. Dopo le domeniche al museo, che grande successo hanno riscosso, grazie ad un eccezionale ingresso gratuito ogni prima domenica del mese in tutti i musei e siti archeologici statali, il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Dario Franceschini, in occasione della 73esima edizione del Festival del Cinema di Venezia, ha fatto un importante annuncio.

Insieme ai vertici di ANICA, Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e multimediali, all’ANEC e all’ANEM, Associazione Nazionale Editori Musicali, Franceschini ha presentato alla stampa l’iniziativa Cinema2Day direttamente dal Lido.

Cinema2Day cinema Franceschini 2 euro iniziativa - internettualeDal prossimo 14 settembre ogni secondo mercoledì del mese il biglietto d’ingresso al cinema per tutta la giornata costerà soltanto 2 euro.

«L’obiettivo più che contendersi la platea attuale di spettatori che è più ristretta in Italia rispetto ad altri paesi – ha detto il ministro – è lavorare insieme per aumentare il numero di persone che guardano i film».

Sono oltre tremila in Italia le sale che hanno già aderito all’iniziativa, che durerà sei mesi. Condivisa dal ministero, produttori, distributori e esercenti cinematografici, questa nuova proposta, per apportare nuovi flussi di pubblico nelle sale, abbasserà anche il prezzo dei film in 3D: con Cinema2Day il prezzo del biglietto diminuirà a 4-5 euro.

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#museums4italy: domenica 28 i biglietti d’ingresso andranno alle vittime del terremoto

Domenica 28 agosto il biglietto d’ingresso per i principali musei statali sarà devoluto alle vittime del terremoto che ha duramente colpito il centro Italia la notte del 24 agosto scorso. L’iniziativa si chiama #museums4italy

No, non si tratta di un ingresso al museo gratuito, né delle domeniche al museo. Questa volta il biglietto si paga eccome, però farlo avrà un altro sapore: «Tutti gli incassi dei musei statali della prossima domenica 28 agosto saranno destinati ai territori terremotati» a dichiararlo il Ministro de Beni Culturali, Dario Franceschini, il quale invita tutti gli italiani, e questa volta anche per una buona causa, ad “andare nei musei in segno di solidarietà con le popolazioni coinvolte dal sisma della scorsa notte”.

Questa iniziativa andrà naturalmente ad aggiungersi alle tante altre da parte del governo. In questo modo MIBACT destinerà gli incassi non solo dei musei ma anche delle aree archeologiche statali di domenica 28 a interventi sul patrimonio culturale gravemente danneggiato dal terremoto di magnitudo 6.0.

Chiesa di Sant'Agostino AMATRICE-Foto Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale
Chiesa di Sant’Agostino
AMATRICE-Foto Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale

Secondo una prima stima resa nota dal ministro dei beni e delle attività culturali, sarebbero circa 293 i beni culturali colpiti solo nella zona più ristretta, dei quali “cinquanta – dice Franceschini – gravemente danneggiati o crollati”.

Un numero, questo, destinato senza dubbio a salire, come ammette lo stesso ministro alla cultura, data la grande vastità del sisma.

I dati sono frutto delle prime ricognizioni da parte dei corpi del corpo di Comando per la tutela dei beni culturali, operativi in queste ore sui luoghi del disastro.

Chiesa di Sant'Agostino AMATRICE-Foto Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale
Chiesa di Sant’Agostino
AMATRICE-Foto Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale

Oltre agli aiuti e a non essere abbandonati, i comuni chiedono una ricostruzione dei propri borghi che sia fedele all’immagine che si è tramandata nei secoli fino ad oggi: «Una sfida che dovremo raccogliere» fa sapere con coraggio il ministro, che non si arrende di fronte alle probabili difficoltà e gli sforzi che tale impegno richiederà: «Si può ricostruire garantendo anche la sicurezza antisismica – aggiunge – quei luoghi devono tornare ad essere così come sono stati».

Alcuni di questi luoghi, come il borgo di Amatrice, erano stati aggiunti di recente nella lista dei borghi più belli d’Italia. Infinita la lista stilata dal ministero con i nomi dei luoghi di culto, dei monumenti e degli edifici storici gravemente danneggiati dal terremoto, di queste piccole frazioni dislocate su ben tre regioni, tra Lazio, Marche e Umbria.

E se il numero 45500 ha raccolto oltre sei milioni di euro per le vittime, la visita ai musei e alle aree archeologiche di domani, domenica 28 agosto, potrà permettere agli italiani non soltanto di avvicinarsi maggiormente alla cultura del proprio territorio o di quello in cui sono ospiti, ma di sentirsi più vicini gli uni agli altri contemplando quell’arte e bellezza che si spera possano presto ritrovare le regioni colpite da questa catastrofe.

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A Reggio Calabria riapre il (nuovo) Museo Archeologico Nazionale

È il secondo museo, dopo quello di Capodimonte, più visitato del sud Italia. Riaperto oggi a Palazzo Piacentini, il Museo Nazionale Archeologico di Reggio Calabria ritrova oggi i suoi 11 mila metri quadri completamente riqualificato, in cui trovano una nuova e più degna collocazione non solo i due Bronzi di Riace, simbolo del sito stesso, ma anche i tanti reperti inediti che vanno ad arricchire la collezione storica.

Un museo che raccoglie e racconta le meraviglie della Magna Grecia, e che vuole rappresentare una sfida del sistema museale italiano.

Sull’onda del successo della riqualificazione del Museo Egizio di Torino, che nell’ultimo anno ha totalizzato un milione di visitatori, anche al Sud si punta soprattutto sul patrimonio culturale: «Un museo che conquista i suoi visitatori, accompagnandoli nell’affascinante storia dell’antichità calabrese, sviluppata dal Paleolitico alla tarda età romana su quattro livelli di esposizione permanente» ha spiegato il direttore Carmelo Malacrino.

200 vetrine per un percorso espositivo che parte dalle prime manifestazioni dell’uomo di Neanderthal in Calabria, passando per l’Homo Sapiens, fino alle prime città-Stato e i santuari della Magna Grecia, da oggetti d’uso nella quotidianità ai ricchissimi corredi funerari delle necropoli di Gioia Tauro e di Locri, fino alla città stessa di Reggio Calabria, con reperti che ripercorrono la genealogia della storia e del rigoglioso sviluppo. Culmine dell’itinerario di visita è la sala della statuaria magnogreca, dei mastodontici Bronzi di Riace, ma anche quelli di Porticello, oggi esposti in una sala completamente climatizzata “anti-corrosione”.

«Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria dimostra – chiosa – come si può vincere la sfida del sistema museale italiano. Abbiamo trovato un sistema museale con le collezioni più straordinarie del mondo, ma non adeguato ai tempi rispetto al modo di presentare quelle collezioni».

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Il “Museo Egizio” di Torino ad un anno dal nuovo allestimento da 50 milioni di euro

Pasquetta e la pioggia, un connubio indissolubile che puntualmente si ripete ogni anno. Se le condizioni climatiche spesso rovinano le nostre gite fuori porta, un cielo coperto con possibilità di precipitazioni sparse può invece trasformarsi in un vero e proprio toccasana per la cultura. È quello che è successo ieri, Lunedì dell’Angelo, quando, con grande soddisfazione per il Ministro della cultura Dario Franceschini, i poli museali italiani hanno registrato presenze record. 36 mila infatti le persone che nella sola giornata di lunedì 28 marzo hanno affollato il Colosseo, 25 mila a Pompei, 22 mila presenze tra i Giardini Reali di Torino e i suoi musei, mentre sono state 20 mila le persone accorse agli Uffizi a Firenze.

Fila di almeno un’ora, con una coda fino alla parallela di Via Accademia delle Scienze a Torino, per entrare anche al Museo Egizio, che, dopo l’investimento di 50 milioni di euro per un completo riallestimento delle sale inaugurato il 1 Aprile 2015, ad un anno esatto sembra perfettamente proiettato tra i grandi poli museali all’avanguardia europei.

Sulla falsariga della sistemazione del Louvre, il percorso di visita parte dai sotterranei del museo. Ticket office, e una pesante e, forse, inutile audioguida con schermo touch da mettere al collo per iniziare la visita.

È dal piano -1 infatti che si comincia, con la storia stessa dell’Egizio e il nucleo fondante delle sue collezioni, acquistate con le prime campagne di scavo agli inizi del ‘900, per arrivare fino al secondo, l’ultimo, piano dell’edificio con i reperti dell’Epoca Predinastica, riscendendo pian piano di nuovo fino al Piano Terra dove il percorso si conclude con la scenografica Galleria dei Re, attraverso una linea cronologica che va dal 4000 a.C. al 700 d.C., con alcune aree tematiche e la ricostruzione di contesti storici. Tra questi la faraonica, è proprio il caso di dirlo, Tomba di Kha, ritrovata integra, il cui corredo è strategicamente dislocato lungo le sale del primo piano, dove, esattamente quando la stanchezza e il calo dell’attenzione iniziano a farsi sentire, ad accogliere i visitatori c’è la Caffetteria, vero e proprio punto ristoro, dove, oltre al tradizionale servizio Bar, i visitatori avranno modo di assaggiare i piatti del giorno e una squisita pasticceria.

Discreti, ma di grande efficacia, monitor con ricostruzioni 3D che contestualizzano i reperti, mostrandone l’esatta collocazione negli originari siti di rinvenimento.

Fino al prossimo 4 settembre nei 600 mq dedicati alle sole esposizioni temporanee, trova posto Il Nilo a Pompei, prima di tre tappe monografiche, in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e la Soprintendenza di Pompei, ad accogliere pezzi dell’arte antica campana di ispirazione egizia, indagando il culto di Iside all’ombra del Vesuvio, con oggetti e immagini che rappresentavano gli dei d’Egitto e tutto il regno nell’immaginario collettivo dell’epoca. La mostra si concluderà con due nuove esposizioni all’interno degli Scavi di Pompei (ad aprile) e nelle sale del MANN da giugno, per un evento culturale che invita i visitatori a spostarsi, e a scoprire la meraviglia dell’Antico Egitto anche fuori dal capoluogo piemontese.

Attraverso la Valle delle Regine, suggestive sale con sarcofagi mummiformi di donne egizie, si giunge sino all’Epoca Romana e Tardoantica.

Unica nota di demerito, per un allestimento museale altrimenti perfetto, l’installazione dei grandi sarcofagi in grovacca, liscissima pietra nera, posti a ridosso di una parete, laddove una disposizione centrale, che meglio ne evidenziasse il prestigio e l’unicità della lavorazione, sarebbe senza dubbio stata di maggior effetto.

Un percorso espositivo che tiene conto delle esigenze, anche fisiologiche, del visitatore, con bagni e sedute ad ogni piano, fasciatoi, ascensori (adatto dunque anche ai disabili), un servizio guardaroba (dal costo aggiuntivo di 1 €) e che, come una lezione di archeologia e storia dell’arte, concentra, in un crescendo di emozioni visive e non solo, i reperti cui va un maggior livello di attenzione all’inizio, lasciando in ultimo quelli che invece hanno il compito non soltanto di erudire, ma anche, e forse soprattutto, quello di meravigliare il visitatore attonito.

Per maggiori informazioni:

www.museoegizio.it