INTERNATTUALE

Viviamo in una società che non vuole crescere e invecchiare

Qualche giorno fa, in metropolitana, osservavo una ragazza: sedici anni circa, insieme alle sue amiche si scattava un selfie con la cosiddetta bocca “a culo di gallina”. Una smorfia simpatica a metà strada tra un broncio malizioso e un bacio. Mi è tornato in mente quando persino Laura Pausini su instagram aveva condiviso un’immagine simile alla soglia dei quarant’anni.

Così ho cominciato a riflettere sui comportamenti dell’uomo e sull’età.

Mi sono accorto che persino le donne di cinquant’anni oggi si pongono il problema di un like su facebook come metro di misura per piacere ad un uomo, mentre ci scattiamo foto così filtrate da renderci irriconoscibili, che se dovessimo sparire per Chi l’ha visto? sarebbero ca**i per ritrovarci.

Questa settimana Monica Bellucci su Vanity Fair ha detto di non temere il tempo che passa e che una donna oggi può essere bella anche a 70 anni. E a giudicare Jane Fonda, che di anni invece ne ha 80, è proprio così.

Ma è questo che ci sta accadendo? Viviamo in una società fluida senza tempo dove tutti ci sentiamo eternamente dei ragazzini?

È come se l’uomo volesse fermare la propria età al traguardo dei 30, anche quando quel giro di boa è ormai passato da un pezzo. Prendi Madonna, che continua a saltare giù (letteralmente) dal palco al pari di Lady Gaga o Ariana Grande a circa sessant’anni, quasi a voler continuamente affermare quel primato di mito incorporeo senza tempo; o Cher, che di tour dell’addio ne ha fatti almeno tre, per altrettante decadi, annunciando ogni volta di ritirarsi dalle scene per poi ritornare più photoshoppata e botulinica al grido di uno stagionato “Girl Power”.

Negli anni ’90 Isabella Rossellini ricevette una lettera di licenziamento da Lancôme nel giorno del suo quarantesimo compleanno: paradossalmente troppo vecchia per continuare a sponsorizzare una crema antirughe.

Ma oggi una donna a quarant’anni sembra (ri)vivere una piena pubertà. Lo sa bene forse Lory Del Santo che spesso sceglie partner più giovani o Nicole Kidman che a cinquant’anni suonati non disdegna scene di nudo o in lingerie sfoggiando un corpo filiforme e perfetto al pari di una ventenne.

Anche l’età matrimoniale si è notevolmente alzata, basti pensare che Kate Middleton per le sue nozze da favola ha aspettato i trent’anni, mentre sua suocera, Diana, negli anni ’80 di anni ne aveva appena venti quando sposò l’erede al trono d’Inghilterra, Carlo.

È guardando a questo grande esercito di Wonder Woman che non posso fare a meno di chiedermi se questi siano gli effetti dell’evoluzione della vita o di un’adolescenza che continua perdurare ben oltre l’età adulta, con l’illusoria convinzione che bisturi e computer possano donarci ormai un’eterna giovinezza.

Se Bette Davis in Eva contro Eva nel 1950 era considerata una donna di mezza età e quasi fuori gioco, oggi la vita ricomincia proprio a cinquant’anni. Persino i ruoli per un’attrice si fanno più interessanti con lo scorrere del tempo: l’ha dimostrato la francese Isabelle Huppert, che a sessantatré anni ha ricevuto la sua prima candidatura agli Oscar o la rossa Julianne Moore che la statuetta l’ha vinta a cinquantaquattro anni per il ruolo della linguista affetta da Alzheimer nel 2014.

Persino Maria Ripa di Meana dovrebbe rivedere il titolo della sua famosa biografia e aggiungere almeno altri dieci anni ai suoi primi quaranta, considerati allora il nuovo punto di partenza per una donna.

Anche su facebook il divario tra adolescenti e adulti si è ristretto, e genitori e figli si scoprono a condividere le stesse emozioni e gli stessi link. Sono i social a farci questo o hanno semplicemente reso il tutto più evidente?

Anche i maschi non sono da meno. Se è vero che l’uomo risente in minor misura del tempo che passa e con gli anni acquista in fascino ciò che perde in giovinezza (basti pensare a Sean Connery e Richard Gere), è altrettanto vero che in età matura c’è una voglia di ritornare ragazzini: divorzi improvvisi, compagne più giovani, voglia di paternità in età avanzata. Johnny Deep, dopo anni (non)matrimonio con Vanessa Paradis e due figli, sposa la giovanissima Amber Heard dalla quale si separerà appena due anni dopo.

Flavio Briatore nella sua vita si è affiancato a super top da tutto il mondo: da Naomi Campbell a Heidi Klum, per poi sposare la giovane Elisabetta Gregoraci a quasi sessant’anni.

Alcuni, al pari delle donne, ricorrono persino alla chirurgia plastica con risultati decisamente disastrosi: bocche siliconate, zigomi arcuati, pelle liscissima. Se sulle donne il ritocchino riesce ad avere comunque un plasticoso allure, sul maschio invece sortisce un de-virilizzante effetto che lo fa somigliare più a un manichino che a un vero uomo.

Questa voglia di regredire, di ritornare ad una prestanza fisica che va svanendo, non è solo un fenomeno fisico, ma anche mentale, imprigionando uomini e donne in un loop adolescenziale senza soluzione di continuità. Nel 40% delle cause di divorzio si dà la colpa a WhatsApp: tresche on-line, messaggi visualizzati senza risposta, chat clandestine che si autodistruggono su snapchat. I rapporti si fanno complicati tanto quanto i nuovi modi di comunicare, e ad ogni passo per esprimere virtualmente i propri pensieri e le proprie emozioni paradossalmente si ottiene l’effetto uguale e contrario di minare la comunicazione dal vivo e i rapporti reali.

Siamo andati ben oltre la chat e i siti di incontri dei primi anni 2000, vivendo sentimenti e situazioni che continuano ad alimentare l’anima infantile che è in ognuno di noi.

Un appiattimento mentale che non corrisponde all’anagrafica parabola discendente dell’uomo, che ci trasforma tutti in bambolotti e bamboccioni che non vogliono crescere ma, soprattutto, invecchiare.

ART NEWS

Festa della Donna: musei gratis per le donne l’8 marzo

C’è un’inversione di tendenza da qualche tempo a questa parte. Se negli ultimi anni la Festa della Donna si era trasformata da commemorazione e festa dei diritti a becero raduno negli stripclub per sole signore, dallo scorso anno l’8 Marzo è invece l’occasione per avvicinarsi alla cultura gratuitamente.

TORINO. MUSEI REALI - PALAZZO REALE MARIA JOSÈ PRINCIPESSA DI PIEMONTE 1929
TORINO. MUSEI REALI – PALAZZO REALE
MARIA JOSÈ PRINCIPESSA DI PIEMONTE
1929

Grazie a una bellissima iniziativa del Ministero dei Beni Culturali infatti, le donne potranno entrare gratuitamente in tutti i musei statali. L’annuncio arriva tramite una campagna social che sceglie volti femminili che hanno fatto la storia: da Saffo a Jane Burden Morris, da Artemisia Gentileschi a Madame de Stael. Sono oltre trenta le locandine che animeranno i canali social @MuseiItaliani fino all’8 marzo.

Nel frattempo si rinnova anche la consueta caccia al tesoro cui il ministero invita i cittadini in visita nei musei. L’hashtag di questa occasione sarà #8marzoalmuseo attraverso il quale è possibile condividere contenuti in tema, catturando con il proprio smartphone e condividendolo su instagram, il social network deputato alla fotografia, ritratti di donne di tutte le epoche nei dipinti, le sculture, i vasi figurati, arazzi, affreschi di tutte le collezioni museali.

Nel frattempo domenica 5 marzo, si rinnova la consueta prima domenica del mese, durante la quale tutti i cittadini potranno accedere gratuitamente nei principali musei nazionali del nostro Paese.

per maggiori informazioni:

http://www.beniculturali.it/8marzo

ART NEWS

La bellezza delle donne imperfette: la grande lezione arriva dal Calendario Pirelli

Un tempo icona di bellezza e perfezione, il Calendario Pirelli è cambiato insieme alle donne che ogni anno rende immortali attraverso le sue eleganti foto.

Tendenza e spesso vera e propria fucina di nuovi e giovanissimi volti, ha visto negli anni posare per i suoi mesi bellezze ormai agée come l’attrice Sophia Loren e Patti Smith, che hanno dimostrato al mondo con i loro volti, lo charme e una maggiore consapevolezza di sé che la vera bellezza non ha età.

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Nicole Kidman, Calendario Pirelli 2017

E a giudicare dalle donne scelte per il 2017 ormai alle porte, deve essere ancora questo il concept che anima questa 53esima edizione: Nicole Kidman e Helen Mirren, Charlotte Rampling e Kate Winslet, Julianne Moore e Jessica Chastain. Donne bellissime, certo, ma lontane anni luce dalle filiformi ragazzine e modelle degli anni ’90 che facevano impallidire le donne e incantare gli uomini.

Oggi The Cal non è più soltanto una narcisistica ricerca di perfezione di cui far dono a selezionati clienti dell’omonima azienda di pneumatici italiana, ma una raffinata pagina di denuncia sociale.

Se i più maliziosi penseranno che sia facile per chiunque oggi posare con i ritocchi di Photoshop, sappiate che non è così. Firmato per la quarta volta da Peter Lindbergh, che ritorna dietro la macchina fotografica da solo dopo la speciale edizione per il cinquantenario con Patrick Demarchelier del 2014, racconta con coraggio queste donne del cinema senza gli artifizi del computer né quelli del make-up, mostrando ogni ruga, ogni bozzo, ogni segno del tempo che non è riuscito a scalfire il fascino di donne sempre bellissime.

Ci aveva già provato Monica Bellucci, che da una copertina di ELLE denunciava il troppo uso di Photoshop. L’aveva fatto Cindy Crawford, la bellissima topmodel degli anni ’90, che a cinquant’anni esatti ha sfidato le convenzioni posando in lingerie su Marie Claire senza l’aiuto digitale dei click, incurante di mostrare una pancia non più tonica o la pelle a buccia d’arancia.

In un’epoca di app, filtri, ritocchi a limite dell’umano e veri e propri abomini fotografici, il Calendario Pirelli insegna alle donne ad amarsi per quello che si è, e ad accettare il passare degli anni con serenità, senza rincorrere quell’eterna quanto innaturale giovinezza.

Il Calendario Pirelli dà così una lezione a tutte le donne e, in un momento storico come il nostro in cui persino il ritocco fotografico si è fatto democratico e alla portata di tutti, dice a gran forza che la vera ribellione oggi è quella di essere normali. A qualsiasi età.

Per maggiori informazioni:

http://pirellicalendar.pirelli.com/it/home

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Annie Leibovitz, “Women: New Portraits”, gratis alla Fabbrica Orobia 15 di Milano fino al 2 ottobre

Ha fotografato le più belle donne del mondo. Attrici, cantanti, atlete, politiche, trasformandole in vere e proprie icone. Trascendendo la loro bellezza, il talento, la fama, ma facendone simbolo di una femminilità altra. Annie Leibovitz ha saputo, più di ogni altro fotografo, raccontare la contemporaneità dell’universo femminile. Adesso la fotografa statunitense presenta al pubblico italiano il progetto WOMEN: New Portraits, una mostra itinerante che da San Francisco a Tokyo, da Londra a Singapore ha girato tutto il mondo e che dal 9 settembre al 2 ottobre sarà allestita negli ampi spazi della Fabbrica Orobia 15 di Milano, vero e proprio punto di riferimento della moda e del fashion del capoluogo lombardo.

Ingresso gratuito per un evento eccezionale, che rappresenta una vera e propria estensione di un progetto fotografico e non solo partito ben quindici anni fa, con il primo nucleo fotografico, WOMEN, la cui serie risale al 1999: «Da allora le donne hanno assunto più fiducia in loro stesse, avverto una nuova sensibilità» ha detto la fotografa alla presentazione della stampa della mostra.

© Licensed to London News Pictures. This image is free to use ONLY in connection with the launch of the 'WOMEN: New Portraits' exhibition. 13/1/2016. London, UK. UBS and Annie Leibovitz launch 'WOMEN:New Portraits' at Wapping Hydraulic Power Station. Here Annie stands with an earlier portrait of Queen Elizabeth II. The exhibition opens to the public from Saturday 16th January until 7th February 2016. The newly commissioned photographs by the world renowned photographer will travel to 10 cities over the course of twelve months ñ London, Tokyo, San Francisco, Singapore, Hong Kong, Mexico City, Istanbul, Frankfurt, New York and Zurich. Access will be free to the public. Photo credit: Peter Macdiarmid.
Annie Leibovitz

Il percorso si amplia con nuovi scatti realizzati in questi anni dalla Leibovitz, e alcuni lavori della serie originale prima esclusi. Sono 37 i nuovi scatti di quello che la stessa Annie definisce un “work in progress”, di questo foto-racconto collettivo di un popolo di donne che con coraggio mettono a nudo la propria anima davanti all’obiettivo della fotografa, che va dalla tennista Serena Williams alla cantante Adele, da Whoopi Goldberg a Scarlett Johansson.

Donne di successo che continuano ad essere fonte di ispirazione per altre donne e non solo.

La mostra, che rappresenta anche una importante indagine sociale nel complesso quadro evoluzionistico della figura femminile, è stata fortemente voluta e realizzata grazie alla collaborazione del gruppo UBS, partner dell’evento che lo sponsorizza e supporta a Milano e in tutto l’itinerario in giro per il mondo.

Innegabile il cambiamento guardando gli scatti di questa delicata e provocatoria artista che ha investito e continua ad investire le donne: da casalinghe a oggetto del desiderio, fino a donne manager e di grande successo. È per questo che la Leibovitz pare non avere dubbi sulle sorti della prossima presidenza americana negli Stati Uniti e dice: «Ho già un appuntamento allo Studio Ovale: Hilary sarà presidente».

Per maggiori informazioni ecco il link.

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Da Tiffany a Roma: una mostra per festeggiare un nuovo store nella capitale

Jackie Kennedy and her two year old daughter Caroline Anno: 1960
Jackie Kennedy e la sua bambina Caroline a due anni
Anno: 1960

L’immagine di Audrey Hepburn che cammina alle prime luci dell’alba per le strade di New York per far colazione dinanzi alle vetrine di Tiffany è diventata il simbolo dell’America che sogna. Erano i primi anni ’60 e gli Stati Uniti celebravano i primi 125 anni di quella che sarà considerato da molti il gioielliere per antonomasia. Sono trascorsi quasi 180 anni dalla storica fondazione della sede newyorkese nel 1837 e da allora ne ha fatta di strada Tiffany & Co., non solo nell’immaginario collettivo delle scrittrici che tanti romanzi gli hanno tributato sulla falsariga di Truman Capote, ma delle tante donne che continuano a sognare guardando le vetrine delle sue gioiellerie, proprio come la Hepburn nel film di Blake Edwards.

La fama dei suoi pacchetti è tale da battezzare un colore, il blu Tiffany, per molti verde, la caratteristica colorazione di acquamarina con cui da quasi duecento anni sono avvolti le prestigiose creazioni. Non semplici gioielli, ma vere e proprie opere d’arte osannate in tutto il mondo come icone di stile e di design.

Oggi la celebre gioielleria americana si appresta a festeggiare l’apertura di un secondo punto vendita a Roma, e lo fa con l’inaugurazione di una mostra fotografica, The Female Portrait: Photography by American Women, a Palazzo Ruspoli fino al prossimo 29 maggio.

Curata la Denis Curti, la mostra ripercorre alcune delle donne che hanno indossato negli anni le straordinarie creazioni della maison, catturate dall’occhio delicato di altre donne, come la celebre fotografa statunitense Eve Arnold.

È l’America di Camelot, l’epoca d’oro in cui John Kennedy era presidente e sua moglie Jackie, impeccabile nei suoi tailleur, era considerata una vera icona di stile ammirata in tutto il mondo. Lo dimostra una tenera foto della First Lady con sua figlia Caroline bambina, intenta ad aiutare sua madre a sistemare dei fiori in un vaso su di un tavolo della Casa Bianca.

Uno sguardo nostalgico con intento celebrativo e la voglia di guardare ad un futuro che non dimentica mai il proprio passato, per continuare a perpetuare il sogno americano e non solo.