LIFESTYLE

L’eyewear alla moda e di qualità con sconti fino al 70%. Ecco dove:

Nice to see you, dice così la mia confezione che mi è stata appena recapitata per posta, piacere di vederti. Un gioco di parole che mi anticipa già il contenuto dell’involucro. È così che si presenta GlassesUSA.com ai suoi clienti che ordinano occhiali, da vista e da sole, attraverso l’omonimo sito web.

Un ampio catalogo virtuale, che offre decine di brand tra cui scegliere e centinaia di modelli, tra i quali riuscirete a trovare sicuramente il vostro stile, ottenendo sconti che arrivano fino al 70% su prezzi al dettaglio, e per i nuovi clienti che vogliono ricevere sconti e promozioni possono ricevere coupon e promo sottoscrivendo la newsletter dal sito.

Un paio di occhiali da vista, con montatura e lenti, costa appena 48 $, con la prescrizione gratuita delle lenti inclusa con ogni montatura.

io indosso gli occhiali MUSE, seguite la mia pagina instagram: @marianocervone

Ray-Ban, Oakley, Armani, Gucci, Persol, Prada sono soltanto alcune delle griffe che è possibile trovare navigando le pagine del sito internet. Una selezione vastissima con oltre 2500 stili diversi. Modelli classici, iconici, che hanno fatto la storia dell’eyewear, e che continuiamo inconsciamente ad ammirare nei film della vecchia Hollywood, sulle copertine dei rotocalchi d’epoca, sulle riviste patinate. Ma anche montature dal taglio moderno, contemporaneo, quasi futuristico, per chi invece è alla ricerca di un accessorio stiloso, fashion, particolare.

Ma GlassesUSA.com è un sito completo per l’eyeglasses, che affianca agli occhiali una vasta scelta di lenti, trattando con i principali produttori. Da Acuvue a Biomedics, da Avaira a Air Optix. Per chi vuole vedere con chiarezza, ma con discrezione, o chi per sfizio, noia o gioia vuole cambiare il colore dei propri occhi.

Lenti fatte da ottici professionisti presso i laboratori della casa. Standard, bifocali, progressive. Ce n’è per tutti i gusti e le esigenze.

uno dei tanti modelli che potete trovare su GlassesUSA.com

Ai più grandi e blasonati marchi, c’è tutta una serie di produzioni proprie di GlassesUSA.com come Ottoto, MUSE, Amelia E. Due linee con due stili molto diversi: la prima è l’ideale per chi vuole un design che omaggia la nostra Italia, le sue forme, la sua moda. Occhiali da vista, con lenti di qualità, ma anche da sole per il mare, la città, il tempo libero. In metallo o in plastica, squadrati o tondeggianti, per vestire l’essenza del tricolore e di quell’allure italiano senza tempo.

MUSE invece è per chi ama quello stile vintage, un po’ retro, a metà tra James Dean e Lana Del Rey. Occhiali che solcano un modo di essere come un bambino ricalca un disegno, e lo fa proprio, rivisitandolo con la sua personalità.

Chi mi conosce sa bene che non poteva che ricadere su questa seconda linea la mia scelta, optando per un modello che mi ricorda quelli anni ’60 di John Fitzgerald Kennedy.

È palpabile la qualità di questa montatura, che già al tatto sento robusta, forte, ed è letteralmente visibile la qualità delle lenti attraverso le quali vedo un’immagine nitida, pulita, non distorta, ma allo stesso tempo mi sento schermato e protetto dai raggi UV.

i miei nuovi occhiali MUSE, da GlassesUSA.com

Un colpo di fulmine. Questi occhiali da sole sono resistenti e leggeri. È una sensazione bellissima quella di passeggiare per le vie della mia città, con un paio di occhiali confortevole, che mi fa sentire bene con me stesso, mi fa sentire a mio agio con il mio volto, donandomi quella sicurezza di indossare un accessorio che riesce a trasmettere quella sensazione da cui nasce il vero benessere. Quella che ti fa sentire a proprio agio, più protetto e, soprattutto, anche più alla moda.

Il sito offre inoltre un simpatico quanto utile strumento, quello dello specchio virtuale, attraverso il quale caricare una propria fotografia e provare virtualmente ogni montatura, per scegliere quella più adatta al proprio viso.

Se siete ancora titubanti sugli acquisti on-line, sappiate che questi sono acquisti a zero rischi: il trasporto e la restituzione sono gratuiti, garantendo il rimborso totale della spesa al 100% entro 14 giorni dalla consegna, senza dover motivare il reso.

Chiudo la scatola, e mi accorgo che sotto c’è scritto see you next time, ci vediamo la prossima volta. Sì, sono sicuro che questa non sarà l’ultima. Arrivederci, GlassesUSA.com.

Sfogliate il catalogo e comprate gli occhiali dei vostri sogni risparmiando fino al 70%.

Ecco il link!

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ART NEWS

Da Mirò a Botero: le grandi mostre d’autunno

Siamo agli inizi di agosto, e mentre tutti sono già proiettati su vacanze e mete turistiche, anche quest’anno non potevo esimermi dal segnalarvi le mostre che ritroverete al vostro ritorno. E a giudicare dal ricco carnet di Arthemisia, si preannuncia un anno ricco di eventi, molti dei quali legati all’arte contemporanea e ai grandi autori del XX secolo.

Si comincia con Mirò, a Palazzo Chiablese di Torino dal 4 ottobre fino al prossimo 14 gennaio 2018.

Sono 130 le opere dell’artista catalano, grazie all’eccezionale prestito della Fundació Pilar i Joan Miró a Maiorca, fondazione che conserva la maggior parte delle opere che l’artista ha creato in oltre trent’anni di carriera, sull’isola di Palma di Maiorca.

Lungo il percorso espositivo noti dipinti quali Femme au clair de lune del 1966, Oiseaux e Femme dans la rue del 1973.

A Torino i dipinti racconteranno come il maestro spagnolo è riuscito a muoversi sapientemente attraverso le principali correnti artistiche del tempo, quali il Dadaismo, il Surrealismo e l’Espressionismo.

Miro! Sogno e colore, questo il titolo della prestigiosa rassegna, è promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Musei Reali di Torino del Gruppo Arthemisia, con il patrocinio e il supporto di Regione Piemonte e Città di Torino, in collaborazione con Fundació Pilar i Joan Miró a Maiorca e vede come curatore scientifico Pilar Baos Rodríguez.

Scendendo verso sud, al Museo della Permanente di Milano arriva Chagall. Sogno di una notte d’estate, straordinaria mostra-spettacolo che dal 14 ottobre al 28 gennaio 2018 racconta in un modo inedito le opere di Marc Chagall, fondendo spettacolo, teatro, musica, arte e tecnologia.

Se in molti pensano già alle varie “experience”, che con colossali proiezioni si stanno diffondendo in tutta la penisola, dovrà ricredersi. Questo è un vero e proprio spettacolo che vede la regia di Gianfranco Iannuzzi, Renato Gatto e Massimiliano Siccardi, che hanno costruito qualcosa di unico che riuscirà ad intrattenere, travolgere ed emozionare i visitatori. E non è un caso se in Francia questo evento è riuscito a coingolgere 500.000 visitatori.

L’evento vede il Patrocinio del Comune di Milano ed è promosso dal Museo della Permanente di Milano ed è prodotta in Italia da Arthemisia con Sensorial Art Experience. La colonna sonora è stata composta da Luca Longobardi.

Anche Bologna rende omaggio la grande arte contemporanea di fine ‘900 con una grandissima prima internazionale: Duchamp, Magritte, Dalì. I tre artisti saranno protagonisti a Palazzo Albergati, insieme a tanti altri nomi come Ernst, Tanguy, Man Ray, Picabia, Pollock e tanti altri che raccontano una grande pagina di storia dell’arte recente.

Le opere esposte, provengono dall’Israel Museum di Gerusalemme, saranno oltre duecento; tra queste icone quali Le Chateau de Pyrenees (The Castle of the Pyrenees) del 1959 di Magritte, la famosa Gioconda L.H.O.O.Q. (1919/1964) di Duchamp e Surrealist Essay (1934) di Salvador Dalí.

La mostra, aperta al pubblico dal 16 ottobre 2017 al 11 febbraio 2018, curata da Adina Kamien-Kazhdan e David Rockefeller, è prodotta ed organizzata da Arthemisia in collaborazione con l’Israel Museum di Gerusalemme.

Al Complesso del Vittoriano a Roma, nell’Ala Brasini, arriva Monet (di cui ho ampiamente parlato qui). Curata da Marianne Mathieu, la mostra, aperta dal 19 ottobre 2017 all’11 febbraio 2018,  presenta circa sessanta opere – per la prima volta esposte in Italia – del padre dell’Impressionismo, provenienti dal Musée Marmottan Monet – che nel 2016 ha festeggiato gli 80 anni di vita – testimonianza del suo percorso artistico, ma soprattutto dell’artista medesimo, dacché si tratta di opere che Monet conservava nella sua ultima dimora di Giverny, che il figlio Michel donò al museo e che rimasero sconosciute al pubblico fino al 1966.

E infine si ritorna a nord. A Verona dal 21 ottobre 2017 ci sarà una grande esposizione su Fernando Botero, già protagonista di un’altra grande esposizione prodotta da Arthemisia a Roma, che arriva ora a all’AMO Palazzo Forti di Verona. 50 suoi capolavori, molti dei quali in prestito da tutto il mondo, oltre 50 anni di carriera del Maestro dal 1958 al 2016.

Le caratteristiche figure opulente, i colori vivaci, il gioioso e giocoso mondo dell’artista colombiano declinato nelle esperienze e nei viaggi di un’intera carriera artistica, chiude degnamente questo primo ciclo di appuntamenti autunnali del calendario del gruppo Arthemisia che, con queste anticipazioni, già promette di regalarci grandi emozioni d’arte.

INTERNATTUALE

La Torre dei Biancospini, l’architetto Boeri porta il bosco verticale in Olanda

Noto soprattutto per uno dei suoi ultimi progetti, quello del Bosco Verticale a Milano, architettura del 2014 composta da due torri completamente immerse nel verde, Stefano Boeri è oggi protagonista di un altro importante progetto architettonico, che segue ancora l’onda verde lanciata dall’architetto milanese qualche anno fa. Lo studio Boeri ha infatti vinto il concorso per la riqualificazione dell’area di Jaarbeursboulevard nei pressi della Stazione di Utrecht in Olanda, La Torre dei Biancospini, è questo il titolo della monumentale opera che sarà costruita nel 2019 e dovrebbe vedere ufficialmente la luce nel 2022.

Il disegno è stato presentato dal Consorzio G&S Vastgoed and Kondor Wes sels (VolkerWessels) Projecten, e si preannuncia come un bosco verticale di nuova generazione. Una struttura a impatto zero che, sui suoi 90 metri di altezza vedrà la distribuzione di oltre 10.000 piante di diverse varietà, di cui 360 alberti e oltre 9.600 suddivisi tra arbusti e fiori, contribuendo all’assorbimento di circa 5,4 tonnellate di CO2, e che corrisponde a circa un ettaro di bosco.

Un vero e proprio ecosistema urbano, che ospiterà più di 30 specie vegetali diverse.

Da sempre l’architettura di Boeri è orientata ad un maggior rispetto della natura e un minor impatto sull’ecologia e il micro-clima dei luoghi in cui vengono erette queste opere. Basta sfogliare la gallery del suo sito web per comprendere quanto l’ambiente sia importante per l’architetto che ha felicemente esportato le sue costruzioni, a metà strada tra grattacieli e giardini pensili, in tutto il mondo: dalla Cina, dove sta realizzando una vera e propria Città-Foresta ad Anversa. Ma è solo trovandosi a contatto, anche solo visivo, con le sue costruzioni, per percepirne un immediato senso di benessere, per comprendere questo forte senso naturalistico, peculiarità di una architettura che sempre più spazio sta per fortuna prendendo in svariate città.

La Torre dei Biancospini vedrà sorgere al sesto piano un Vertical Forest Hub, centro di documentazione e ricerca sulla forestazione urbana nelle città del mondo, tanto cara al disegnatore italiano. Un luogo vivo, aperto, dove sarà possibile conoscere le soluzioni tecniche e botaniche scelte per il Bosco di Utrecht e monitorare al contempo gli stati di avanzamento degli altri Boschi Verticali in costruzione nel mondo.

La torre dialogherà con la città circostante grazie al pianoterra che sarà aperto verso l’esterno e contiguo al quartiere, quasi a fondersi con esso. Lo slancio verticale invece rispetta e valorizza le dimensioni dell’isolato che si trova tra Croeselaan e Jaarbeursboulevard.

Sono previsti inoltre, oltre alle zone per l’ufficio, anche spazi per il fitness, per lo yoga, parcheggi per le biciclette e uno spazio ricreativo.

I Biancospini dunque si propone come un vero e proprio polo del benessere nel cuore di Utrecht.

LIBRI

Libri GRATIS. La straordinaria iniziativa di una libreria a Napoli

Si chiama LibriLiberi in Movimento ed è una nuova libreria napoletana in cui i libri non costano niente. No, non è la solita trovata commerciale solo per far arrivare gente. Qui i libri sono GRATIS: «libreria gratuita, basata sullo scambio, sul prestito e sul dono di libri, riviste e fumetti» si legge sul loro blog.

Non si tratta del solito bookcrossing, né di uno scambio uno a uno, ma di una vera e propria nuova forma di mecenatismo 2.0, e di fare promozione culturale.

Ma come nasce l’idea di una libreria gratuita?

Tutto è cominciato con una libreria itinerante il cui fondo era composto da libri donati da amici e conoscenti, a bordo di un piccolo pullmino. Un modo per far circolare la cultura nei quartieri di Napoli, arrivando nelle piazze per offrire gratuitamente libri alle persone che erano davvero interessate.

Successivamente questo progetto mobile è ospitato alla Mostra d’Oltremare, dove organizza mostre d’arte ed eventi. Un’iniziativa che continua a crescere e a partire dal mese di maggio mette su radici, insediandosi insediata in un locale nel Centro Giovanile del Comune di Napoli denominato “Na.Gio.Ja.” nel Polifunzionale di Via Adriano nel quartiere di Soccavo.

Il centro non vuole essere soltanto un mero distributore gratuito di libri, ma un vero e proprio centro culturale che possa tenere impegnati i ragazzi di ogni fascia d’età, organizzando cineforum, mostre, presentazione di libri e dischi, corsi di informatica base e avanzata, corsi di inglese base e avanzato, corsi di strumenti musicali che verranno attivati grazie al prezioso aiuto di alcuni volontari.

Promotore del progetto Luigi Antonio Tufano, fondatore del Movimento ContaminArte che, insieme a Francesco Baldi, presidente dell’Associazione di volontariato “I Ragazzi della Barca di Carta”, ha dato vita a questa bellissima iniziativa che anima Soccavo, quartiere ai confini della Napoli-bene, dalle poche possibilità ma dalle molteplici potenzialità.

ART NEWS

A Napoli arrivano 5 mummie di gatto. Ecco dove

Nella Sezione Egizia del Museo Archeologico Nazionale di Napoli abbiamo persino la mummia di un coccodrillo, ma forse delle mummie di gatto possono rappresentare una sorprendente novità persino per il sazio pubblico napoletano.

Da oggi infatti è possibile vedere ben cinque mummie feline di 2500 anni fa presso il Museo Orientale Umberto Scerrato dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, a palazzo du Mesnil di Via Chiatamone 62.

Le mummie risalgono ad un periodo compreso tra il 390 e il 170 a.C. La più lunga misura ben 56 centimetri, la più corta invece 31.

Si tratta di una specie nilotica e le altre quattro libiche. Al loro interno ci sono degli scheletri di gattini uccisi in onore delle divinità in età compresa tra i 4 e gli 8 mesi.

Questo genere di mummie presentano tratti somatici dipinti a inchiostro, con occhi rossi e neri. Nel mondo se ne contano soltanto 25 esemplari.

Un evento eccezionale dunque, se si considera che questo, come tengono a precisare i promotori della mostra, è l’unico gruppo di mummie di gatto in Italia.

Una di esse in particolare ha la caratteristica di un motivo decorativo molto raro, fatto di losanghe a spina di pesce, di cui ce n’è soltanto un altro al mondo.

Per tutte le altre informazioni:

http://museorientale.unior.it

LIFESTYLE

GUCCI: murales d’autore a Milano per celebrare la nuova linea limited edition

Arte e moda, un connubio che dura sin dalla notte dei tempi. Da sempre gli stilisti infatti si sono ispirati agli artisti, dimostrando quanto anche la moda potesse farsi arte essa stessa. Dalle sorelle Fontana, ispirate dai colori del rinascimento, a Yves Saint Laurant che scelse Mondrian, ognuno a suo modo trova la propria fonte d’ispirazione.

Cambiano i tempi e cambiano anche le mode e i modi, e non sono più soltanto gli artisti che trovano posto nelle sale museali a ispirare i grandi brand dell’haute couture, ma anche gli artist della scena contemporanea che promuovono la loro arte sui social.

Lo dimostra la maison Gucci, il cui direttore artistico, Alessandro Michele, ha scoperto su instagram l’illustratrice inglese Angelica Hicks. Lo stilista è rimasto letteralmente folgorato dallo stile brioso e ironico dell’artista, selezionando una serie dei suoi disegni per una collezione di T-shirt limited edition, che sarà lanciata il prossimo 25 maggio sul sito ufficiale della casa di moda.

Undici le t-shirt, per altrettanti soggetti, per ognuno dei quali sono stati prodotti 100 pezzi, per un totale di 1100 t-shirt su distribuzione mondiale, con una speciale etichetta che indicherà anche la numerazione per ogni serie.

Per il lancio di questa linea Gucci ha chiesto all’illustratrice di “vestire” i muri di Milano, con un’installazione in Largo la Foppa, dopodiché questo spazio all’aperto nel cuore del capoluogo lombardo continuerà ad ospitare altri progetti artistici fino alla fine dell’anno, così come è già successo a New York.

Per l’occasione, oltre alla presentazione dei due murales, Gucci celebrerà l’evento con una cena il prossimo 18 maggio newyorkese.

L’arte di Angelica Hicks è a metà strada tra disegno, cartone animato, parody, seguendo un po’ le mode e i gusti shabby che da qualche tempo si stanno propagando nel design e nella moda. Una limited edition che si propone di essere romantica e divertente al tempo stesso e, come dice la stessa autrice parodiando persino Donald Trump, chic. Perché il suo motto è make America chic again, rendere l’america di nuovo chic.

ART NEWS

Art Déco, viaggio nei ruggenti anni. A Forlì fino al 18 giugno

Un viaggio, quello della mostra Art Deco – gli anni ruggenti in Italia, che, come un vivido racconto, proietta lo spettatore in un’altra dimensione spazio-temporale. Stampe, ma anche suppellettili, preziosi monili, passando per arredi d’epoca, automobili e treni. Sì, perché quello di Art Deco, ai Musei di San Domenico a Forlì fino al prossimo 18 giugno 2017, è la fastosa rievocazione dei primi del Novecento, quando tutto era lusso, raffinata ricerca di una bellezza colta e di un gusto che avrebbe segnato per molti decenni a venire di quel design, primigenio antesignano dell’inconfondibile stile italiano.

Lungo il percorso espositivo trova spazio anche una mastodontica Isotta Fraschini di tipo 8b, di un intenso blu cobalto, appartenuta a Gabriele D’Annunzio. Questa autovettura, che poteva sfrecciare ad una velocità di ben 150 chilometri orari, fu ribattezzata Traù dal poeta vate, in omaggio alla città martire della Dalmazia.

Lusso sempre, comunque e ovunque. Lo dimostrano gli sfarzosi arredi del Côte d’Azur Pullman Express, lussuosissimo treno francese che percorse la costa azzurra dal 1929 al 1939, accogliendo il passeggero di prima classe su comode poltrone, pregiati tavoli in legno, lampade e vetri con putti vendemmianti, e che tante stampe d’epoca ha ispirato per la sua promozione.

Tante le influenze che hanno ispirato le opere e le manifatture dell’epoca, che mostrano un’Italia compatta che avanza verso il progresso e una propria visione del futuro: dalle evidenti ascendenze orientali delle porcellane di Ginori al gusto classico delle anfore di Gio Ponti.

Uomini eleganti e donne alla moda. Non si può non pensare al Grande Gatsby lungo il percorso, con jazzistici preludi sonori dell’audioguida, che ricreano l’atmosfera mondana del ventennio, e gli ambiziosi progetti che l’architetto milanese per antonomasia, Piero Portaluppi, disegnò con grande ironia per la città di New York, di cui restano soltanto schizzi e modelli.

È una figura ambivalente quella dell’uomo che emerge da questa rassegna, ora atleta virile ora efebo aggraziato e un po’ dandy, così come le sensuali donne dagli sguardi languidi, come l’iconica Turandot del poster di Leopoldo Metlicovic del 1926.

Ma non è un caso invece che sia il conturbante volto di Wally Toscanini il manifesto-simbolo di questa grande esposizione, poiché incarna perfettamente l’essenza regale e ribelle di questo secolo: figlia del noto compositore Arturo, Wally è stata ritratta da Alberto Martini come una giovane regina di Saba, con il viso contornato di gioielli e perle, adagiata su di una chaise longue con un bellissimo abito di seta gialla. Questo grandioso pastello era stato commissionato dall’amante della donna, il conte Emanuele Castelbarco, sposato e di diciotto anni più grande, che ricorse a tale espediente per incontrare segretamente la giovane durante le ore di posa. I due, su suggerimento di Gabriele D’Annunzio, presero la cittadinanza ungherese, affinché il conte divorziasse e fosse libero di sposare la giovane e bella Toscanini.

I ruggenti anni ’20 sono vicini a noi contemporanei più di quanto il loro mito intramontabile non suggerisca già, con una piccola dose di trasgressione, gli amori clandestini e il loro inconfondibile stile Art Déco.

ART NEWS

Gli orsi di Paola Pivi per l’Art Week alla Rinascente di Milano

Ha un retrogusto anni ’90 qualche lavoro del nuovo progetto site specific che Paola Pivi ha realizzato per LaRinascente a Milano. Un’opera insolita che, in occasione della Art Week e del Salone Internazionale del Mobile, allestirà le vetrine del noto department store che affacciano su Piazza Duomo.

I am tired of eating fish, questo il titolo del concept, a cura di Cloe Piccoli, che vede dei variopinti orsi, alla scrivania o danzare tra colorati sfondi di oggetti d’uso quotidiano, occupare le otto grandi vetrine dello store milanese.

Un universo surreale, quello della Pivi, che nel 1999 ha anche vinto un Orso d’Oro alla Biennale di Venezia, che proietterà i passanti in un mondo governato da leggi dell’assurdo, dove tutto è capovolto e dove ogni cosa può succedere.

Tanti i riferimenti al mondo dell’arte e, inevitabilmente, a quel design squisitamente italiano e milanese in particolare, ma anche al lifestyle e al tempo libero, passando per la natura e il mondo del business.

Il progetto trasforma le vetrine dei Grandi Magazzini Milanesi in vere e proprie gallerie d’arte pubbliche.

Too Late, 1,2, cha, cha, cha, I love my ZiziI and I must stand for artI am a professional bear, I am busy today, Bad Idea: ognuno degli orsi ha un nome che è il frammento di una storia sospesa in un contesto non specificato e in un tempo imprecisato.

Un evento di grande arte contemporanea, che entra di diritto tra gli appuntamenti da non perdere, e gratuiti per giunta, dei “fuori salone” milanesi, che porta l’arte, è proprio il caso di dirlo, tra la gente in piazza.

La Pivi è una acclamata artista italiana nel mondo, che ha esposto le sue opere tra l’altro al MoMA di New York, alla Tate Gallery di Londra, ma anche a Francoforte e Shangai, e arriva con questa rassegna per la prima volta nel capoluogo lombardo, portando i suoi amati orsi dell’artista, vero marchio di fabbrica della sua poetica.

Dalla performance alla fotografia, passando per la scultura, sono tante le tecniche attraverso le quali l’artista esprime se stessa.

Quotate tra i 120 e i 230mila euro, ha realizzato anche alcune opere per la Fondazione Trussardi ai Magazzini di Porta Genova a Milano.

Il progetto per la Rinascente invece si compone prevalentemente di sculture e installazioni, che originano un allucinante mondo onirico, sospeso tra riflessione e lucida follia.

ART NEWS

Helmut Newton, tra moda e erotismo al PAN di Napoli fino al 18 giugno

È imprescindibile per un amante della fotografia o un semplice appassionato imparare dai grandi maestri che di quest’arte hanno fatto scuola e ne hanno fatto la storia. Uno fra tutti Helmut Newton, cui il Palazzo delle Arti di Napoli ha dedicato un’ampia retrospettiva, aperta al pubblico fino al prossimo 18 giugno.

FOTOGRAFIE White Women / Sleepless Nights / Big Nudes, questo il titolo della rassegna, che in tre sezioni ripercorre le principali fasi della carriera del noto fotografo americano, ispirate ai primi tre volumi pubblicati da Newton tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80.

Helmut Newton, French Vogue, Melbourne 1973

Scatti glamour, che hanno catturato volti, sguardi, espressività di top model, attrici e artisti, da Charlotte Rampling a Andy Warhol.

Chi mi segue su instagram ha già visto qualche scatto, ma chi non ha visto questa mostra dal vivo ignora che ti immergi non solo in un’altra epoca, guardando le fotografie di Newton, ma in un altro mondo.

Lusso e bellezza. È con questo binomio che si potrebbe riassumere la fotografia di Newton, le cui immagini sono patinate, eleganti, vagamente erotiche e trasgressive, ma mai volgari.

Tre sezioni in cui, a dispetto dei numeri che contraddistinguono le opere, non c’è un vero e proprio percorso di visita, ma tutto è fluido, liquido, come l’acqua delle piscine spesso fotografate da Helmut. Sì, la piscina, che in Newton si fa totem irraggiungibile del lusso, un luogo misterioso, in cui avvengono incontri. Un elemento che è quasi un’ossessione per il fotografo tedesco naturalizzato statunitense.

In questi anni Newton osa, porta la fotografia di moda fuori dagli studi di posa e dalle fredde luci dei bank.

Giardini rinascimentali, dimore storiche, prati si trasformano in inconsapevoli scenari di pose plastiche e amori saffici. Ma anche uffici, suite, alberghi e sedi di grandi brand di moda.

a sinistra Helmut Newton, Elsa Peretti, 1970 a destra Ariana Grande 2016

È un mondo lezioso quello che racconta Newton, che lo documenta e lo eviscera fino a farne quasi fredda parodia di sé stesso. Un mondo a tratti fetish, che occhieggia al bondage con straordinaria modernità. Impressionante quanto l’eredità di Newton si faccia sentire ancora oggi. Basta guardare le immagini promozionali dell’album Dangerous Woman del 2016, della cantante Ariana Grande, per percepire una chiara impronta newtoniana.

Helmut Newton, Tied Up Torso, Ramatuelle 1980

Attrici, grandi metropoli statunitensi o scorci italiani. Da Parigi a Berlino, da Nizza al Senegal. La fotografia di Helmut ha girato tutto il mondo, rivoluzionando il mondo della moda.

Quasi imbarazzano lo spettatore i Big Nudes per la loro potenza. Donne completamente nude a grandezza naturale, i Big Nudes sono una serie fotografica ispirata ai manifesti diffusi dalla polizia tedesca per ricercare gli appartenenti al gruppo terroristico della RAF. Helmut ebbe l’idea di catturare dei nudi con una macchina fotografica di dimensione media con l’intento di farne delle gigantografie.

Dopo una grande rassegna su McCurry, il PAN ospita un altro grande nome del panorama fotografico mondiale.

sopra Helmut Newton, Bergstrom over Paris, 1976 sotto Velasquez, Venere allo specchio, 1648

Una fotografia colta, quella di Newton, i cui potenti nudi occhieggiano all’eroicità della nudità greca, affondando le radici nella storia dell’arte italiana con omaggi a tratti impercettibili, altre volte invece un chiaro riferimento a quei grandi maestri che hanno tracciato il percorso da dove ha avuto origine tutto.

Curata da curata da Matthias Harder e Denis Curti, l’idea nasce nel 2011 da June Newton, vedova del fotografo. Promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, la mostra è organizzata da Civita Mostre in collaborazione con la Helmut Newton Foundation, e accompagnata da una pubblicazione edita da Marsilio.

ART NEWS

L’Art Déco, l’amore per il lusso e la modernità in mostra a Sogliano al Rubicone

per BROWSER e DESK queste tre foto titolo L'Art Deco' nella collezione Parenti
Vogue, Collezione Parenti

Dopo Caravaggio, la moda museale del momento è sicuramente l’Art Déco. Sono ben due, tutte in territorio romagnolo, le rassegne dedicate allo stile che negli anni ’20 ha segnato un’epoca, rappresentando, ancora oggi, una fonte di ispirazione per architetti e artisti di ogni decennio a venire.

Fino al prossimo 16 luglio, al Museo di Arte PoveraSogliano al Rubicone (in provincia di Forlì-Cesena), sarà infatti possibile ammirare Art Deco nella collezione Parenti. Moda e pubblicità nell’epoca dorata successiva al Liberty, questo il titolo della rassegna che mette insieme l’ampia Collezione Parenti, oltre 300 opere.

Sono molto legato a questi luoghi, chi mi segue su instagram lo sa bene.

Lavori grafici dal tratto inconfondibile, che raccontano una smodata passione per il lusso, una ricerca estetica del bello, esprimendo la gioia per la vita e la voglia di godersela in quelli che erano gli anni ruggenti, che ambivano soprattutto alla modernità. Automobili certo, ma anche abiti dal taglio moderno, per donne che iniziavano ad emanciparsi dal semplice ruolo di mogli e madri, ma anche una velata ricerca di sensualità e piacere.

art-deco-museo-di-arte-povera-sogliano-al-rubicone-internettualeLa mostra incontra un’altra importante rassegna su questo stile, quella dei  Musei di San Domenico a Forlì fino al prossimo 18 giugno.

All’interno di Palazzo Marcosanti i visitatori potranno ammirare le opere allestite, che raccontano la fioritura di una creatività che si diffuse presto in tutta Europa, e che in Italia ebbe una notevole influenza non soltanto negli stili architettonici, ma anche nelle arti decorative e nell’industria, rappresentando un germe di quello che fu la fioritura del design italiano.