INTERNATTUALE

Famosi del web: ecco perché la favola di Cenerentola non esiste

In un mondo fatto di raccomandazioni e endorsement sospetti, quanto è credibile credere ancora al mito di Cenerentola?

Chiara Ferragni e Sofia Viscardi sono senza dubbio le “Cenerentole” più famose del web: fashion blogger la prima, ha costruito un impero recensendo e indossando capi d’alta moda; YouTuber la seconda, è diventata famosa sproloquiando in webcam delle sue giornate e di altre amenità. Entrambe, con linee di scarpe firmate e romanzi in libreria, ci hanno fatto credere alla favola contemporanea di Cenerentola che sostituisce la scarpetta di cristallo con like e visualizzazioni, e trova il principe azzurro nella personale affermazione di se stessa.

Ma sono tanti i nomi della televisione, dell’editoria e della musica che arrivano da internet: da Antonio Pinna a Frank Matano, passando per il duo Benji & Fede che con riflessioni argute, scherzi telefonici e cover musicali sono fuoriusciti dall’anonimato per assurgere alla gloria mediatica.

Ultimo, soltanto in ordine cronologico, di questa dinastia di “principi poveri”, che ambiscono a diventare ricchi, è Emanuele Fasano. Presentato nella notte della finalissima di Sanremo 2017 come il pianista della Stazione di Milano di un video, caricato da un regista, che in tre giorni avrebbe totalizzato tre milioni di visualizzazioni, che lo avrebbero portato ad un contratto con la Sugar, casa discografica di Caterina Caselli.

In realtà bastano poche ricerche su Google per scoprire che anche Emanuele non è un principe che si riscatta dalla povertà grazie al suo talento, ma è figlio di Franco Fasano, rinomato autore di brani come Ti lascerò (vincitore di Sanremo nel 1989), Io amo e Mi manchi (grandi successi di Fausto Leali). Così come Sofia Viscardi, che candidamente nelle interviste parla dei prestigiosi impieghi dei propri genitori, come organizzatori di eventi e comunicazione, i quali hanno lavorato con nomi come Roberto Saviano (che la YouTuber ha avuto modo di intervistare) e Chiara Ferragni, la quale a sua volta è figlia di Marina Di Guardo, che ha seguito per dieci anni lo showroom di Blumarine.

I nuovi talenti, e sedicenti tali, provano così a riciclarsi on-line, fingendo di entrare dalla porta sul retro in un mondo che invece li accoglie con tutti gli onori del caso dal portone principale.

Trasmissioni televisive, contratti pubblicitari, pubblicazioni di dischi e libri, per personaggi che sembrano riprodursi per cooptazione, mentre tanti altri sgomitano e continuano a sgomitare sul web e non solo, nel vano tentativo di far notare le proprie idee e far sentire la propria voce.

L’Italia continua ad essere una democrazia fondata però sulla raccomandazione, che continua a preferire un esercito di “figli di…”, piuttosto che dare chance al vero popolo che anima la rete e prova inutilmente a farsi notare.

Sì, perché quando si è figli di un autore che ha collaborato con nomi come Fausto Leali e Anna Oxa, vincendo un Sanremo, scritto brani che fanno parte della storia della canzone italiana, e collaborato con tante altre personalità in ambito musicale, è un po’ difficile riuscire a credere alla favola del pianista che, del tutto casualmente, si ritrova a suonare un pianoforte alla stazione e per puro caso viene notato, nell’ordine, da un regista prima e addirittura da Caterina Caselli dopo.

Sarà che sono figlio di Napoli, e di talenti che suonano e cantano al pianoforte della stazione ne vedo e ne sento tutti i giorni: ripresi con gli smartphone da centinaia di visitatori che ogni giorno applaudono, si emozionano, si divertono. Eppure nessun regista, nessun Ferzan Ozpetek di passaggio (che a Napoli girerà un film), ha mai notato il loro spirito, il loro talento, la loro passione che trasmettono a chi abbandona o arriva in città, al punto da donare loro fama e successo.

I media provano ogni volta a raccontarci una rivisitazione della favola di Cenerentola per quell’inconscio meccanismo di immedesimazione, per quell’empatia, che scaturisce e che avvertiamo verso quell'”uno di noi” che ce l’ha fatta, riconoscendovi un modello da seguire e cui ispirarsi, così da accrescere quel naturale processo di supporto da parte di potenziali fan, che guardano ammirati e stupefatti un sedicente talento che spesso non c’è, e che automaticamente bolla gli haters, i detrattori di quel talento, come “invidiosi” che rosicano e non ce l’hanno fatta.

Sono tanti i musicisti che suonano per le vie di Napoli, eppure, a dispetto de I Bastardi di Pizzofalcone, Non dirlo al mio capo, e di attori e registi che vanno e vengono da Napoli, nessuno di loro è stato notato al punto da cambiare vita. Meno talentuosi? Non credo, a giudicare dalle loro performance con cui ogni giorno animano la città. Meno fortunati? Forse. Ma la loro sventura non è quella di non essere notati dal famoso regista di passaggio, dal proverbiale talent scout che ferma belle ragazze per strada o dal video on-line che fa un botto di visualizzazioni. La loro sfortuna è probabilmente quella di avere tanto talento e nessun “santo protettore” che lo promuova.

Quindi i giornali, i magazine, le televisioni dovrebbero smetterla continuare a venderci la favola di Cenerentola, illudendo i ragazzi che continuano a sperare in quell’anima di passaggio che possa notarli in strada, in quelle fashion blogger che tentano inutilmente di far crescere i profili instagram, in quegli interpreti che caricano video su YouTube senza superare le sessanta visualizzazioni della cerchia di amici e parenti.

La favola di Cenerentola (in Italia) non esiste. Esistono soltanto raccomandazioni e strategie di marketing. Ma questa, se fosse una fiaba, sarebbe senz’altro una favola nera.

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Instagram: da Forbes i dieci migliori consigli per aumentare la visibilità e i follower

Come si fa ad avere successo su instagram?

In un momento storico in cui il lavoro ristagna, è internet la vera gallina dalle uova d’oro. Sono in molti infatti a domandarsi come avere successo on-line. YouTube, blog, facebook sono i social deputati a cercare fortuna e fama, con la speranza di riuscire a incanalare il giusto flusso di follower. Tra i più gettonati instagram, il social dedicato alle sole fotografie, che si è trasformato negli anni nel vero alleato di fotografi e fashion blogger. Qui in molti provano a trovare la popolarità postando le proprie immagini, provando, puntualmente, quel senso di frustrazione e impotenza che arriva quando la propria immagine staziona intorno ad una decina scarsa di like.

Per coloro che hanno avuto la fortuna di iscriversi agli albori del 2010, anno di nascita del noto social network, le cose erano molto più facili. I diversi algoritmi e la poca diffusione sui soli utenti iOS (ovvero iPhone) ha fatto sì che i “pochi” profili potessero accrescere immediatamente di popolarità, ricevendo un bel po’ di like e follower.

Dall’aprile del 2012, quando instagram si è aperto anche ad Android, le cose son un po’ cambiate. Gli utenti erano circa 25.000.000 e riuscire a farsi notare era un po’ più complicato.

Non bastavano più le classiche foto di gattini e tramonti: instagram si è trasformato in una piattaforma con del potenziale.

Oggi gli iscritti sono circa 300.000.000 con una media di 95.000.000 di foto condivise al giorno. Difficile dunque in un oceano fotografico come questo riuscire a catturare l’attenzione dei tanti.

Cominciamo subito col dire che non esiste una formula magica. Diffidate dunque da video, tutorial, trucchi ed espedienti vari. Ma sfatiamo subito un altro mito: le sole foto belle da sole non bastano.

In molti infatti dicono che bastino delle belle foto a creare un naturale engagement con il vostro profilo. Se fosse vero, i fotografi professionisti allora avrebbero tutti una corsia preferenziale. La verità è che molti profili oggi COMPRANO un pacchetto di utenti e di like dai BOT.

instagressUno dei più noti è instagress, sito attraverso il quale è possibile sottoscrivere un pacchetto in abbonamento, automatizzando commenti, like e follow su hashtag o geolocalizzazioni precise. È questo il “robot” che lavora al vostro posto facendo girare il vostro profilo. Sì, perché si stima che ogni cento like ci siano sei nuovi utenti in più che decidono di seguirvi.

Ma abbonamenti a parte, quali sono le “tecniche” per avere una maggiore visibilità?

La prima regola è non postare foto altrui. Se condividete la foto di Mario Testino o di Bar Rafaeli augurandovi che il loro nome apporti un maggior flusso sul vostro profilo, vi sbagliate. La prima regola è quella di essere originali: uno scorcio, una strada, una via, persino un banalissimo caffè, purché vostri, saranno senza dubbio più efficaci della foto rubata da internet e condivisa per puro amore o spirito di emulazione.

NO a gattini. Il gattino può apportare un po’ di like in un singolo post, ma se il vostro profilo è costellato di gatti alla lunga stancherà e anche i seguaci che avete conquistato vi “defolloweranno”.

NO a selfie selvaggi. A meno che voi non siate Mariano Di Vaio in Armani o Belen Rodriguez a Formentera, è inutile postare un vostro selfie ogni tre ore per dire cosa state facendo, sperando che la vostra faccia abbagliata da filtri sia notata.

instagram app LG telefonia - internettualeQualche consiglio per tentare di incrementare il proprio traffico arriva dalla rivista di economia e finanza statunitense Forbes che ha svelato 50 tips. Ecco i dieci migliori:

  1. Usare degli hashtag di scambio. È probabilmente la prima regola, quella di ricorrere agli ormai consueti #FF, #instafollow, #l4l, #tagforlikes e #followback per far capire agli utenti che like e follow saranno ricambiati (e ricambiateli).
  2. Mettete like alle foto degli altri utenti, interagendo. Neil Patel ha infatti stimato che ogni 100 like ci sono più di sei nuovi utenti che vi seguono.
  3. Mettete almeno 100 like al giorno random. Secondo una stima approssimativa, sono 6.1 utenti in più ogni cento mi piace che mettete.
  4. Utilizzare gli hashtag più usati per risalire nella ricerca come #love, #instagood, #tbt and #photooftheday
  5. Il sito americano consiglia di postare alle 2 del mattino o 5 del pomeriggio; in Italia gli orari migliori sono le 14.00 e le 19.00
  6. Molti sottovalutano il potere delle didascalie, ma una bella descrizione della vostra immagine più riuscire a creare engagement più di un hashtag. Includete anche qualche domanda per creare interazione.
  7. Postate di domenica. Il sito di economia e finanza consiglia la domenica come giorno per avere una maggiore visibilità; mentre le immagini postate il mercoledì creano molto più engagement.
  8. Siate consistenti. È inutile postare mille immagini che non hanno nessuno scopo se non quello di condividere l’ennesimo inutile selfie o foto fatta per caso. Fate capire che i follower contano per voi, postando cose interessanti da vedere.
  9. Seguite le persone suggerite, seguite quelle con interessi comuni ai vostri, condividete il vostro profilo sui vostri canali social. Fate rete. Si tratta di un social, quindi social(izzate).
  10. Non eccedete con i filtri: se sono stati proprio i filtri ad aver fatto la fortuna di instagram all’inizio, oggi, paradossalmente, in controtendenza pare che siano proprio le foto senza filtri quelle che creano un maggior interesse.