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Milano Fashion Week: Donatella Versace fa la storia ricordando il fratello Gianni

È una sfilata celebrativa quella della maison Versace, conclusasi poche ore fa durante la Milano Fashion Week. Non solo e non tanto per la voce di Donatella Versace che ha accompagnato i capi della stagione SS2018, ripetendo in loop “Gianni, this is for you”, Gianni, questo è per te, tra trance-track e musica techno durante il catwalk per ricordare il fratello scomparso, ma anche e soprattutto per una collezione, quella primavera/estate del prossimo anno, che ha saputo declinare in chiave moderna i capi cult della casa della Medusa, quelli creati negli anni tra gli anni ’80 e ’90 dall’estro di Gianni Versace, capostipite della fortunata casa di moda. I modelli sono qui riproposti in un mix di continuità e innovazione che non annoia e che, in tempi di revival televisivi e reboot cinematografici, non invecchia, ma cavalca sapientemente l’onda della nostalgia degli anni ’90.

Dal mitico chiodo borchiato, il giacchetto di pelle nera con le effigi della maison italiana, alle famosissime stampe technicolor, dalle fantasie barocche e animalier allo stile un po’ pop-art con la testa di Marilyn e James Dean, forse i modelli a mio avviso meno riusciti, finendo con i giubbetti in denim.

Una collezione dove i bianchi e i neri sono accostati a colori vivaci, a tratti fluo, ma anche tanto oro, riuscendo a cogliere l’essenza di un ventennio fa della casa di moda italiana, riportando in passerella lo spirito dell’amato e compianto Gianni Versace, morto prematuramente a cinquant’anni, assassinato il 15 luglio del 1997 nella sua villa a Miami.

Bella Hadid, sulla passerella per Versace

Versace riscopre così le sue radici, puntando su modelli iconici e su tessuti che hanno contribuito a portare lo stile italiano nel mondo, permettendo alla maison di affermarsi a livello globale nell’industria del fashion.

Kaia Gerber, figlia di Cindy Crawford sulla passerella per Versace

Ma la sfilata è stata anche un ideale passaggio di testimone dalle vecchie alle nuove generazione della passerella, che trovano affermazione sulle riviste di moda. Tra le modelle infatti i volti noti, anzi famosissimi, di alcune delle top del momento, come Gigi Hadid figlia della top model Yolanda Hadid, tra le più attese a questa settimana della moda milanese, ma anche la bellissima e giovanissima Kaia Gerber, figlia (quasi clone) di Cindy Crawford.

E a chiudere quella che è stata una sfilata pressoché perfetta, destinata ad entrare negli annali della storia, c’era proprio lei, mamma Cindy, insieme alle sue colleghe super top degli anni ’90, Claudia Schiffer, Naomi Campbell, Helena Christensen e Carla Bruni, vere e proprie divinità nell’olimpo della moda, fasciate come dee in abiti di maglia metallica dorata, capo cult della maison, che con Donatella hanno chiuso questo quadro moda che fa la storia, celebrando degnamente la figura di un indimenticato Gianni.

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Thor of Sweden, l’Ancora dal design minimal svedese

Oggi è iniziata la Milano Fashion Week, la settimana della moda che porta nella capitale lombarda, fino a lunedì 25, l’haute couture che vedremo nella prossima stagione.

Due maxischermi in città, uno in Piazza San Babila e l’altro in Piazza Gae Aulenti, per seguire un evento che porta quest’anno ben 63 sfilate e 159 collezioni, per trovare tra le nuove proposte il proprio stile personale senza però rischiare di apparire demodé e antiquati.

Mentre ci toccherà aspettare ancora qualche giorno prima che magazine patinati e riviste di settore ci suggeriscano le tendenze migliori da indossare, ecco un accessorio di cui fashion blogger e fashionisti, non possono più fare a meno, e lo abbinano frequentemente alle loro mise quotidiane e agli outfit che propongono sui loro social network.

Chi gira su instagram come me lo sa bene, i bracciali con le Ancore sono già da qualche anno ormai un vero e proprio must per gli amanti del fashion. Questo accessorio è diventato nel giro di poche stagioni un classico intramontabile, che ognuno, soprattutto nella bella stagione, vuole sfoggiare al polso per sentirsi alla moda.

Sono tanti i falsi e le imitazioni da cui guardarsi. Se volete un oggetto di design, ma soprattutto di alta qualità, allora dovreste preferire lo stile minimal-chic del brand svedese di Thor of Sweden.

bracciale Thor of Sweden, instagram @marianocervone

Ho ricevuto questo bellissimo bracciale questa mattina e subito sono stato preso dalla smania di parlarvene.

Non appena l’ho indossato ho subito percepito quella piacevole sensazione di accessorio esclusivo, un oggetto di lusso, ma non per questo proibitivo.

Questo marchio produce nel suo studio e nella sua fonderia di Stoccolma una vasta linea di bracciali unisex accomunati dal tipico design dell’ancora stilizzata riconoscibile anche sul celebre logo.

Il disegno scandinavo coniuga perfettamente l’eleganza alla modernità, realizzando un gioiello classico senza tempo.

Come il celebre martello della divinità teutonica Thor, questi bracciali si propongono di incarnare la forza, la potenza, l’autostima, il successo e la determinazione per chi li indossa, e sono pensati per chi vuole un design sofisticato e innovativo al tempo stesso, esternando quella forza interiore che si trova in ognuno, sviluppando e migliorando la propria attrazione.

Materiali di grande durezza e resistenza, che vanno dall’oro 18 carati all’argento, passando per il rodio dando vita ad una collezione che si declina perfettamente con ogni stile.

Tante le combinazioni di colori e rifiniture, dall’oro rosato al grigio chiaro, dal bianco al nero per adattarsi perfettamente a qualsiasi genere, età, abbinamento.

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L’eyewear alla moda e di qualità con sconti fino al 70%. Ecco dove:

Nice to see you, dice così la mia confezione che mi è stata appena recapitata per posta, piacere di vederti. Un gioco di parole che mi anticipa già il contenuto dell’involucro. È così che si presenta GlassesUSA.com ai suoi clienti che ordinano occhiali, da vista e da sole, attraverso l’omonimo sito web.

Un ampio catalogo virtuale, che offre decine di brand tra cui scegliere e centinaia di modelli, tra i quali riuscirete a trovare sicuramente il vostro stile, ottenendo sconti che arrivano fino al 70% su prezzi al dettaglio, e per i nuovi clienti che vogliono ricevere sconti e promozioni possono ricevere coupon e promo sottoscrivendo la newsletter dal sito.

Un paio di occhiali da vista, con montatura e lenti, costa appena 48 $, con la prescrizione gratuita delle lenti inclusa con ogni montatura.

io indosso gli occhiali MUSE, seguite la mia pagina instagram: @marianocervone

Ray-Ban, Oakley, Armani, Gucci, Persol, Prada sono soltanto alcune delle griffe che è possibile trovare navigando le pagine del sito internet. Una selezione vastissima con oltre 2500 stili diversi. Modelli classici, iconici, che hanno fatto la storia dell’eyewear, e che continuiamo inconsciamente ad ammirare nei film della vecchia Hollywood, sulle copertine dei rotocalchi d’epoca, sulle riviste patinate. Ma anche montature dal taglio moderno, contemporaneo, quasi futuristico, per chi invece è alla ricerca di un accessorio stiloso, fashion, particolare.

Ma GlassesUSA.com è un sito completo per l’eyeglasses, che affianca agli occhiali una vasta scelta di lenti, trattando con i principali produttori. Da Acuvue a Biomedics, da Avaira a Air Optix. Per chi vuole vedere con chiarezza, ma con discrezione, o chi per sfizio, noia o gioia vuole cambiare il colore dei propri occhi.

Lenti fatte da ottici professionisti presso i laboratori della casa. Standard, bifocali, progressive. Ce n’è per tutti i gusti e le esigenze.

uno dei tanti modelli che potete trovare su GlassesUSA.com

Ai più grandi e blasonati marchi, c’è tutta una serie di produzioni proprie di GlassesUSA.com come Ottoto, MUSE, Amelia E. Due linee con due stili molto diversi: la prima è l’ideale per chi vuole un design che omaggia la nostra Italia, le sue forme, la sua moda. Occhiali da vista, con lenti di qualità, ma anche da sole per il mare, la città, il tempo libero. In metallo o in plastica, squadrati o tondeggianti, per vestire l’essenza del tricolore e di quell’allure italiano senza tempo.

MUSE invece è per chi ama quello stile vintage, un po’ retro, a metà tra James Dean e Lana Del Rey. Occhiali che solcano un modo di essere come un bambino ricalca un disegno, e lo fa proprio, rivisitandolo con la sua personalità.

Chi mi conosce sa bene che non poteva che ricadere su questa seconda linea la mia scelta, optando per un modello che mi ricorda quelli anni ’60 di John Fitzgerald Kennedy.

È palpabile la qualità di questa montatura, che già al tatto sento robusta, forte, ed è letteralmente visibile la qualità delle lenti attraverso le quali vedo un’immagine nitida, pulita, non distorta, ma allo stesso tempo mi sento schermato e protetto dai raggi UV.

i miei nuovi occhiali MUSE, da GlassesUSA.com

Un colpo di fulmine. Questi occhiali da sole sono resistenti e leggeri. È una sensazione bellissima quella di passeggiare per le vie della mia città, con un paio di occhiali confortevole, che mi fa sentire bene con me stesso, mi fa sentire a mio agio con il mio volto, donandomi quella sicurezza di indossare un accessorio che riesce a trasmettere quella sensazione da cui nasce il vero benessere. Quella che ti fa sentire a proprio agio, più protetto e, soprattutto, anche più alla moda.

Il sito offre inoltre un simpatico quanto utile strumento, quello dello specchio virtuale, attraverso il quale caricare una propria fotografia e provare virtualmente ogni montatura, per scegliere quella più adatta al proprio viso.

Se siete ancora titubanti sugli acquisti on-line, sappiate che questi sono acquisti a zero rischi: il trasporto e la restituzione sono gratuiti, garantendo il rimborso totale della spesa al 100% entro 14 giorni dalla consegna, senza dover motivare il reso.

Chiudo la scatola, e mi accorgo che sotto c’è scritto see you next time, ci vediamo la prossima volta. Sì, sono sicuro che questa non sarà l’ultima. Arrivederci, GlassesUSA.com.

Sfogliate il catalogo e comprate gli occhiali dei vostri sogni risparmiando fino al 70%.

Ecco il link!

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Blowhammer, brand dello urban-style italiano

Quando indossi una t-shirt Blowhammer è come sentirti avvolto da un morbido abbraccio. È così che mi sono sentito indossando una maglietta che, ne sono sicuro, sarà senza dubbio il trend di questa estate e senza dubbio un must da indossare per sentirsi alla moda. Non solo perché il brand ha dedicato la stampa di un modello di punta ad una scimmia, sdoganata da Gabbani un po’ su tutte le reti, ma anche perché l’ha declinata in un colore a metà tra l’azzurro e l’acquamarina, cui fa da sfondo un intenso antracite.

Blowhammer è un giovane brand italiano che nasce proprio nel maggio del 2013 e si è proposto di creare uno stile underground distante da quello statunitense/estero cui siamo abituati, ma che avesse personalità e carattere e di distinguesse per la sua italianità.

Mi sono divertito molto ad andare in giro per la città avvertendo questa sensazione di indossare qualcosa di originale ed esclusivo eppure allo stesso tempo alla moda e giovane. Mi sono cimentato nel fare qualche scatto nel centro storico di Napoli, a due passi da San Gregorio Armeno, coniugando questo stile urban con la storia della città di partenope.

A creare questo marchio sono stati tre giovani poco più che ventenni, uniti soltanto da passione, entusiasmo, determinazione. Erano scarse le possibilità di investimento in promozioni e campagne e si riassumevano per lo più nel passaparola dei social. Facebook soprattutto, ma anche Instagram.

Dal 2014 però il fatturato del brand è cresciuto di oltre il 1000%, passando dai 5 dipendenti iniziali alle 25 figure professionali che con lo stesso entusiasmo e la stessa passione continuano a dare vita ai prodotti che oggi è possibile acquistare on-line.

Il risultato sono collezioni che prendono spunto anche dalla natura, dagli animali, dall’arte fondendo opere quali il David di Michelangelo a forme e geometrie moderne, o ricreando con scimmie e colori giochi a metà strada tra moda urbana e pop-art.

www.blowhammer.com

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Drunknmunky, il nuovo must have della stagione

Se Gabbani ha sdoganato la scimmia nuda che balla all’ultimo Festival di Sanremo, quella di DrunknMunky ha scelto invece di essere una scimmia ubriaca, di vita forse.

Sì, perché lo slogan di questo brand è BE RILEVANT, sii rilevante. Non presuntuosamente importante o migliore, ma rilevante. Di rilievo. Di chi si fa notare, ma con discrezione. È così che mi sono sentito quando ho indossato le mie Boston Classic Navy-Gray la prima volta, cogliendo appieno l’essenza di questo motto.

le mie nuove DrunknMunky Boston Classic Navy-Gray

Quando calzo le mie scarpe quasi non le sento tanto sono comode e leggere, il che ha del prodigioso se si considera che me le hanno spedite per posta e non le avevo mai provate prima, ma che conferma che acquistarle anche attraverso il loro sito ufficiale, www.drunknmunky.it, si può. Ed è davvero ampio il loro sito web, con una scelta che spazia per contenuti e forme, passando con nonchalance dalle scarpe all’abbigliamento.

DrunknMunky è un brand di prim’ordine nella produzione dello urban style, con un vasto universo di modelli e colori, abbracciando tanto gli uomini che le donne, arrivando ai bambini.

Stile fresco, moderno, che può fare la gioia dei giovanissimi fino ad abbracciare un pubblico più ampio.

È bello anche da vedere il logo della sinuosa scimmia stilizzata sulla parte esteriore della scarpa o sagomato sotto la suola, donando un movimento a tutta la linea della scarpa.

il logo DrunknMunky
a spasso per Napoli con le mie DrunknMunky

Ho passeggiato con le mie Monky tutto il giorno per le strade di Napoli, e mi sono sentito libero come su di un prato a piedi nudi. Grazie a queste scarpe ho attirato non soltanto l’occhio dei più attenti alle mode, che me le hanno subito invidiate, ma anche di chi ha notato il confort di sentirmi liberamente me stesso, a mio agio.

Comode, su misura per me. Scarpe che non soltanto sono belle da vedere, ma confortevoli da indossare e, moda a parte, credo sia anche questa l’arma vincente di un brand che ha fatto della sua mission stile e qualità.

DrunknMunky è un brand che qualsiasi fashionblogger non può permettersi di non indossare, suggerire, stilizzare nei propri outfit. Con i suoi materiali sempre più tecnologici, tecniche avanzate di produzione come la termosaldatura e le sperimentazioni grafiche, DrunknMunky ha creato una collezione che coniuga qualità e moda, con un total look deciso, che include anche colorati capi di abbigliamento, di carattere. Scarpe che sono già un must di stagione, per tutti coloro che vogliono essere cool, ma, soprattutto, relevant.

www.drunknmunky.it

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E. Marinella lancia “Archivio”, la nuova collezione di cravatte vintage

Nato nel 1914 da Eugenio Marinella a Napoli, l’omonimo brand di cravatte artigianali, E. Marinella, si è trasformato in breve tempo in un vero e proprio must per i gentiluomini dell’aristocrazia partenopea, esportando il proprio stile in tutto il mondo dalla bottega in Piazza Vittoria a Napoli. Oggi allo storico negozio nella città del sole, si affiancano altri cinque monomarca nel mondo, da Milano a Londra, da Lugano a Tokyo, e con reparti in store che varcano l’oceano, fino ad arrivare negli Stati Uniti, attraversando tutto il vecchio continente.

Lo stile di Marinella era fortemente influenzato dalle tendenze della moda uomo britannica. Nel tempo però l’assunzione di artigiani camiciai parigini, ha permesso al marchio di insegnare le proprie tecniche di produzione del suo modello.

Dal 1999 è Maurizio Marinella a tenere il timone di un’azienda che oggi è un vero marchio di lusso della moda uomo mondiale, che vede il suo centro operativo ancora oggi sorgere sulla Riviera di Chiaia di Napoli.

e-marinella-cravatte-collezione-archivio-2016-internettualeSono tanti i politici e gli uomini illustri e regnanti che hanno indossato e indossano creazioni Marinella: dall’ex Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton a Silvio Berlusconi, da Gianni Agnelli alle teste coronate come Carlo d’Inghilterra, il Re Juan Carlos di Spagna o il Principe Alberto di Monaco.

Non solo cravatte. Oggi la linea-uomo Marinella comprenda borse, orologi, colonia, accessori e gemelli per vestire un uomo che esige la qualità dell’artigianato che si evolve senza dimenticare le proprie origini, e aggiungendo, ad un universo popolato solo da uomini, accessori, profumi, sciarpe e borse anche per la donna che, al pari del suo uomo, sogna di indossare lo stile, squisitamente napoletano, di un’opera d’arte che si fa moda senza tempo.

Oggi Marinella riscopre le proprie origini, lanciando una nuova linea di cravatte realizzata con fantasie vintage che vanno dagli anni ’30 al 1980, rinvenute nell’archivio di Napoli. È da qui che nasce la collezione ARCHIVIO, che è indaga il recupero dei materiali dell’antica boutique napoletana, realizzando veri e propri oggetti di culto da indossare e collezionare.

Marinella lancia questa nuova collezione con uno spot su YouTube che è un vero inno alle proprie origini, al barocco e ad una città, Napoli, che ha portato con orgoglio nel mondo.

Stampate su seta lavorata a mano, le fantasie sono state rinvenute da Maurizio Marinella in uno dei suoi viaggi in Inghilterra, dove suo nonno Eugenio e poi suo padre Luigi si recavano personalmente per scegliere fantasie e tessuti con cui erano realizzate camicie e cravatte: «È stato commovente trovare questo tesoro nascosto, una testimonianza tangibile della nostra lunga tradizione – ha raccontato Maurizio – non ho potuto fare altro che utilizzare queste fantasie per dar vita ad una collezione unica ed irripetibile, un vero must per gli amanti della moda e del vintage».

INTERNATTUALE

Instagram: da Forbes i dieci migliori consigli per aumentare la visibilità e i follower

Come si fa ad avere successo su instagram?

In un momento storico in cui il lavoro ristagna, è internet la vera gallina dalle uova d’oro. Sono in molti infatti a domandarsi come avere successo on-line. YouTube, blog, facebook sono i social deputati a cercare fortuna e fama, con la speranza di riuscire a incanalare il giusto flusso di follower. Tra i più gettonati instagram, il social dedicato alle sole fotografie, che si è trasformato negli anni nel vero alleato di fotografi e fashion blogger. Qui in molti provano a trovare la popolarità postando le proprie immagini, provando, puntualmente, quel senso di frustrazione e impotenza che arriva quando la propria immagine staziona intorno ad una decina scarsa di like.

Per coloro che hanno avuto la fortuna di iscriversi agli albori del 2010, anno di nascita del noto social network, le cose erano molto più facili. I diversi algoritmi e la poca diffusione sui soli utenti iOS (ovvero iPhone) ha fatto sì che i “pochi” profili potessero accrescere immediatamente di popolarità, ricevendo un bel po’ di like e follower.

Dall’aprile del 2012, quando instagram si è aperto anche ad Android, le cose son un po’ cambiate. Gli utenti erano circa 25.000.000 e riuscire a farsi notare era un po’ più complicato.

Non bastavano più le classiche foto di gattini e tramonti: instagram si è trasformato in una piattaforma con del potenziale.

Oggi gli iscritti sono circa 300.000.000 con una media di 95.000.000 di foto condivise al giorno. Difficile dunque in un oceano fotografico come questo riuscire a catturare l’attenzione dei tanti.

Cominciamo subito col dire che non esiste una formula magica. Diffidate dunque da video, tutorial, trucchi ed espedienti vari. Ma sfatiamo subito un altro mito: le sole foto belle da sole non bastano.

In molti infatti dicono che bastino delle belle foto a creare un naturale engagement con il vostro profilo. Se fosse vero, i fotografi professionisti allora avrebbero tutti una corsia preferenziale. La verità è che molti profili oggi COMPRANO un pacchetto di utenti e di like dai BOT.

instagressUno dei più noti è instagress, sito attraverso il quale è possibile sottoscrivere un pacchetto in abbonamento, automatizzando commenti, like e follow su hashtag o geolocalizzazioni precise. È questo il “robot” che lavora al vostro posto facendo girare il vostro profilo. Sì, perché si stima che ogni cento like ci siano sei nuovi utenti in più che decidono di seguirvi.

Ma abbonamenti a parte, quali sono le “tecniche” per avere una maggiore visibilità?

La prima regola è non postare foto altrui. Se condividete la foto di Mario Testino o di Bar Rafaeli augurandovi che il loro nome apporti un maggior flusso sul vostro profilo, vi sbagliate. La prima regola è quella di essere originali: uno scorcio, una strada, una via, persino un banalissimo caffè, purché vostri, saranno senza dubbio più efficaci della foto rubata da internet e condivisa per puro amore o spirito di emulazione.

NO a gattini. Il gattino può apportare un po’ di like in un singolo post, ma se il vostro profilo è costellato di gatti alla lunga stancherà e anche i seguaci che avete conquistato vi “defolloweranno”.

NO a selfie selvaggi. A meno che voi non siate Mariano Di Vaio in Armani o Belen Rodriguez a Formentera, è inutile postare un vostro selfie ogni tre ore per dire cosa state facendo, sperando che la vostra faccia abbagliata da filtri sia notata.

instagram app LG telefonia - internettualeQualche consiglio per tentare di incrementare il proprio traffico arriva dalla rivista di economia e finanza statunitense Forbes che ha svelato 50 tips. Ecco i dieci migliori:

  1. Usare degli hashtag di scambio. È probabilmente la prima regola, quella di ricorrere agli ormai consueti #FF, #instafollow, #l4l, #tagforlikes e #followback per far capire agli utenti che like e follow saranno ricambiati (e ricambiateli).
  2. Mettete like alle foto degli altri utenti, interagendo. Neil Patel ha infatti stimato che ogni 100 like ci sono più di sei nuovi utenti che vi seguono.
  3. Mettete almeno 100 like al giorno random. Secondo una stima approssimativa, sono 6.1 utenti in più ogni cento mi piace che mettete.
  4. Utilizzare gli hashtag più usati per risalire nella ricerca come #love, #instagood, #tbt and #photooftheday
  5. Il sito americano consiglia di postare alle 2 del mattino o 5 del pomeriggio; in Italia gli orari migliori sono le 14.00 e le 19.00
  6. Molti sottovalutano il potere delle didascalie, ma una bella descrizione della vostra immagine più riuscire a creare engagement più di un hashtag. Includete anche qualche domanda per creare interazione.
  7. Postate di domenica. Il sito di economia e finanza consiglia la domenica come giorno per avere una maggiore visibilità; mentre le immagini postate il mercoledì creano molto più engagement.
  8. Siate consistenti. È inutile postare mille immagini che non hanno nessuno scopo se non quello di condividere l’ennesimo inutile selfie o foto fatta per caso. Fate capire che i follower contano per voi, postando cose interessanti da vedere.
  9. Seguite le persone suggerite, seguite quelle con interessi comuni ai vostri, condividete il vostro profilo sui vostri canali social. Fate rete. Si tratta di un social, quindi social(izzate).
  10. Non eccedete con i filtri: se sono stati proprio i filtri ad aver fatto la fortuna di instagram all’inizio, oggi, paradossalmente, in controtendenza pare che siano proprio le foto senza filtri quelle che creano un maggior interesse.
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Ecco perché “Dolce & Gabbana” (non) ama Napoli

Il loro hashtag da qualche tempo è #DGLovesNaples, ovvero Dolce & Gabbana ama Napoli, ma non è vero. Per celebrare il suo trentennale la nota maison italiana ha deciso di festeggiare nel centro storico del capoluogo partenopeo, organizzando party e sfilate delle nuove collezioni e confermando la presenza di cinquecento selezionatissimi VIP, da Madonna a Sophia Loren, per un’allure ancora più esclusivo e glamour.

Un evento senza precedenti partito ieri, giovedì 7 luglio, e che si concluderà domenica 10. Per l’occasione il duo della moda siciliano più famoso al mondo ha voluto il Museo Villa Pignatelli, la zona dei Decumani, quella di San Gregorio Armeno e San Biagio dei Librai, il Castel dell’Ovo e Borgo Marinari e il noto Bagno Elena a ridosso del maestoso Palazzo Donn’Anna. Location suggestive, a metà tra barocco, storia e italianità in perfetta linea con lo stile D&G e con la nuova collezione che, dicono, è un omaggio a Sophia Loren, tesimonial D&G e madrina d’eccezione dell’evento, e alla stessa Napoli.

Ma Dolce e Gabbana amano davvero Napoli o questa è solo una strategia di marketing per un ritorno d’immagine della casa di moda messa un po’ in ombra da scandali finanziari e dichiarazioni sopra le righe sulla famiglia tradizionale?

Domenico Dolce e Stefano Gabbana celebrano Napoli, è vero: si fanno foto e selfie con gli artigiani della città e gli abitanti di quel quartiere che anche loro hanno deciso di “abitare” per qualche giorno, eppure, fermati da telecamere e giornalisti, sembrano non aver molto da dire a quella Napoli e su quella Napoli cui tanto dicono di essersi ispirati, se non un banalissimo e forse anche un po’ imbarazzato “Forza Napoli!”.

Passeggiano per le strade della città in mezzo a quella gente che hanno deciso di tagliare letteralmente fuori dal loro evento.

Un microorganismo che si insedia e rifiuta l’osmosi. Durante questi quattro giorni infatti le strade di Napoli sono blindatissime, con la sola eccezione dei residenti. Passanti e persino turisti non avranno la possibilità di scoprire e visitare quella Napoli che magari potrebbero vedere una sola volta nella loro vita. A cosa valgono dunque gli agenti preposti in lingua straniera per spiegar loro cosa sta succedendo? La verità è che un NO resta tale, in qualsiasi lingua, e che Dolce e Gabbana (non) ama Napoli.

Dolce e Gabbana ama Napoli, la ama come grandiosa location, ma preferisce tenere i suoi abitanti fuori, lontani, estranei ad un evento che in qualche modo non riguarda i napoletani, ma solo la loro città.

Dolce e Gabbana Napoli - internettualeGli stessi negozianti delle zone interessate si domandano a cosa serve restar aperti se non vi saranno passanti e turisti proprio in alta stagione ad acquistare la loro merce, annusando il mero scopo scenografico della presenza delle loro botteghe all’interno di questo grande carrozzone mediatico.

Dolce e Gabbana Napoli 2016 - internettualeCerto, per Napoli c’è lo charme, il ritorno di un’immagine a metà strada tra Mangia Prega Ama e La Grande Bellezza e la moda italiana che prepotentemente ne fa, per quattro giorni, una delle capitali dell’haute couture. Ma ci si chiede se tanta esposizione gioverà davvero in futuro al turismo di una città la cui amministrazione, elargendo il lauto dono della concessione gratuita del proprio suolo, non si cura né dei suoi residenti, né tanto meno di chi è già turista e dunque ospite del capoluogo. Mentre resta il fatto che questo anniversario è un evento di D&G e per gli illustrissimi ospiti di D&G, senza eccezioni. Incuranti persino di poter rovinare quel solo, unico, irripetibile “giorno più bello” alle tante ragazze che si sposeranno in questi giorni e che tradizionalmente vanno in Via Partenope, quella di Castel dell’Ovo e del lungomare per intenderci, a immortalare il loro amore e quel giorno del “Sì” che ricorderanno invece come giorno del NO, quello della libertà negata di potersi immortalare in una, se non LA zona più bella della città, in quel castello dal fascino antico, su quell’azzurro del mare, con il Vesuvio alle spalle. I napoletani insomma sono stranieri chiusi fuori dalla propria casa come ospiti indesiderati per quell’amore che Dolce & Gabbana prova per Napoli.

LIFESTYLE

Gutteridge, taglio moderno e gusto classico. Per l’uomo che non rinuncia all’eleganza

È uno dei marchi d’eccezione della sartoria napoletana. La sua storia potrebbe essere la trama di un serial tv sulle boutique d’alta moda. Gutteridge, inglese d’origine ma partenopeo d’adozione, è stato fondato nel 1878. È nella Napoli post-risorgimentale, ancora memore della sua grandezza quale Capitale del Mezzogiorno, che il giovane Michael Gutteridge ha voluto infatti aprire il suo primo magazzino a Piazza Dante, dove lui, genero di un noto produttore di stoffe in Scozia, avvia un florido commercio di tessuti in lana e cotone.

Il successo è tale da aprire un secondo negozio nella fervida Via Toledo, ancora oggi punto nevralgico del centro storico e commerciale della città, in quello che è l’attuale Palazzo Zevallos di Stigliano, oggi museo delle Gallerie d’Italia.

È in questo negozio che accresce la fama del nome Gutteridge, al punto che Matilde Serao, in uno dei suoi libri, racconta la storia di un commesso della prestigiosa boutique.

Il successo è tale da allargare l’offerta all’abbigliamento, mantenendo un inconfondibile stile sartoriale.

Vero luminare nel commercio, il marchio Gutteridge & Co. è il primo ad adottare la vendita per corrispondenza, per fidelizzare una clientela che ormai non è solo italiana, ma Europe.

Tra gli anni ’60 e ’70, benché la maggior parte dei napoletani ne storpino il nome chiamandolo “Guttrìg’”, diventa un vero e proprio punto di riferimento per l’acquisto dei tessuti di qualità.

Sopravvissuto a guerre mondiali e crisi economiche, il marchio è riuscito a mantenere intatta l’essenza del fascino degli storici locali di Palazzo Stigliano.

Entrare in un negozio Gutteridge è oggi un’esperienza sensoriale, come varcare uno stargate che riporta in un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Inconfondibile il profumo della maison, misto a quello delle stoffe, dei filati, e dei colorati tessuti di pullover in cashmere e pantaloni, che avvolgono il cliente dai loro scomparti in legno.

Qualità, gusto e prezzo si incontrano nella raffinata lavorazione sartoriale dei capispalla, nell’estro variegato delle sue calzature, nell’eleganza dei suoi accessori, nelle pregiate camicie, depositarie di quel sogno che Michael portò con sé a Napoli dalla lontana Scozia.

Invariata la gentilezza degli addetti alla vendita che ti accolgono come un ritorno in famiglia, accompagnandoti nella scelta giusta e che meglio si addice a qualsiasi stagione e occasione.

Le creazioni di Gutteridge sono veri e propri modi di vivere, che avvolgono il corpo e vestono l’anima. Taglio moderno e gusto classico, è questo il binomio che fa di un abito Gutteridge un capo senza tempo, per la gioia dell’uomo che vuole essere al passo con i tempi senza mai rinunciare alla propria eleganza.

ART NEWS, LIFESTYLE

Arts of Italy, la capsule collection di OVS per salvare il patrimonio italiano

Moda e arte da sempre dimorano fianco a fianco. Sin dalla notte dei tempi, il mondo sartoriale ha sempre guardato con occhio attento alla pittura, scultura e, sì, talvolta addirittura all’architettura. Stilisti e designer si sono lasciati ispirare negli anni dal mondo dell’arte, diventandone parte e, al contempo, (nuova) espressione. Lo sapevano bene le Sorelle Fontana negli anni ’50, antesignane del fashion che per la loro prima collezione avevano trovato linfa vitale in colori e forme dell’arte rinascimentale. Ispirando negli anni a venire altri creatori della moda internazionale. Ultimo nome ad aggiungersi ai cultori dell’arte è il marchio italiano OVS, che ha ideato e creato una capsule collection, con la supervisione di Davide Rampello, il quale insieme al suo team ha selezionato le opere cui ispirarsi per questa linea a sostegno dell’iniziativa Arts of Italy. Un progetto di sensibilizzazione e tutela del patrimonio artistico del nostro paese e della sua valorizzazione.

Il brand, reinterpretando alcuni capolavori musivi italiani, ha creato nuove texture, forme e stampe alla moda, certo, ma dal sapore classico. E così i mosaici della Cattedrale di Salerno si trasformano in motivo policromo per gonne e abiti ondeggianti, o rosone in pietra della Chiesa di San Pietro di Tuscania diventa la trama di un raffinato pizzo macramè. Una collezione per la donna, ma anche per l’uomo, con colori più caldi e meno vivaci della Casa romana di Spoleto, mentre le prospettive barocche della cupola di Sant’Ivo alla Sapienza di Roma si ripetono all’infinito sulle t-shirt dall’attitude street.

La collezione sarà messa in vendita dal prossimo 20 maggio solo in alcuni store selezionati del gruppo, mentre dal 19 sarà possibile acquistarla sul portale internet ovs.it

Parte del ricavato andrà a finanziare i restauri dei capolavori dell’arte italiana che l’hanno ispirata: «Il progetto Arts of Italy è nato dal desiderio di porgere un omaggio alla bellezza che incontriamo ogni giorno nelle piazze, nelle chiese, nei paesaggi italiani – ha detto Stefano Beraldo, amministratore delegato di OVS – L’idea di cercare spunti creativi nelle opere d’arte ha appassionato subito il nostro team di designer. Ho chiesto al mio amico Davide Rampello la supervisione artistica, per garantire un percorso di grande qualità».

A dare sostegno non solo alla campagna pubblicitaria, ma una vera e propria sensibilizzazione per l’arte, alcuni volti noti del mondo del cinema, della letteratura, dell’arte contemporanea, della moda catturati dall’obiettivo di Pierpaolo Ferrari: dalla scrittrice Chiara Gamberale all’attrice Margareth Madé, dal critico Achille Bonito Oliva alla stilista Marta Ferri, passando per il compositore Giovanni Allevi che dirigerà in anteprima mondiale la sua cantata sacra “Sotto lo stesso cielo” per soli, coro e orchestra, in un concerto speciale per lanciare il progetto Arts of Italy il prossimo 4 maggio all’Auditorium di Milano, portando sul palcoscenico oltre 100 musicisti.

Ma il progetto si fa anche social, permettendo di farne parte con l’hashtag #OVSArtsOfItaly e un videocontest: chiunque infatti potrà girare un filmato che racconti la “sua” bellezza italiana.

I primi tre classificati, selezionati da una giuria di esperti, tra cui anche Davide Rampello, Gaetano Pesce e Achille Bonito Oliva, riceveranno un premio in denaro e vedranno il loro cortometraggio proiettato in occasione della prossima edizione della Mostra del cinema di Venezia. Successivamente, attraverso un’operazione di crowdfunding fino alla fine dell’anno, si raccoglieranno fondi destinati a recuperare, restaurare, valorizzare le opere raccontate nei video.