INTERNATTUALE, LIFESTYLE

Micol Graziano, ghostwriter di lettere d’amore: «Cari innamorati, abbiate coraggio»

“Mia amata immortale […]”. Quante volte, dopo aver visto il film Sex and the City, avete pensato di googlare la famosa lettera che Beethoven scrisse alla donna di cui era segretamente innamorato? E quanti hanno provato a cercare su Amazon il libro, in realtà immaginario, Lettere d’amore di uomini illustri, letto da Carrie Bradshaw nel film del 2008?

Sarah Jessica Parker and Chris Noth in Sex and the City (2008)

Sì, perché persino I più eloquenti possono trovare delle difficoltà nel mettere nero su bianco i propri sentimenti, impresa che diventa addirittura impossibile per chi già non è avvezzo a tracciare su di un foglio i propri pensieri d’amore.

E da queste premesse che parte l’idea di Micol Graziano, giornalista e scrittrice napoletana. Un passato nella redazione di RDS e esperienza nella carta stampata, che ha trasformato la sua passione per le arti, la letteratura, il cinema e, soprattutto, la scrittura in una professione vera e propria.

Sostenitrice del pensiero positivo, sulla sua pagina si legge una citazione di Bob Proctor che dice “Niente è più potente di un pensiero positivo unito ad un’azione positiva”: «Le idee ti salvano. Ho studiato tanti saggi sul pensiero positivo»

Come nasce l’idea di scrivere lettere d’amore per gli altri?

«Cercavo lavoro e me ne sono inventata uno – dice in merito a questa sua idea di scrivere per gli altri. Sono giornalista e scrittrice, so raccontare storie, ho una laurea in lettere, divoro libri. Posso mettere al servizio degli altri queste mie competenze. L’amore è sempre di moda, e la cultura una carta vincente».

Cosa devono raccontarti i tuoi committenti per poter scrivere una bella lettera d’amore?

«Devono descrivermi il rapporto che hanno con la persona che amano. Cosa li rende felici e cosa no».

Un lavoro di immedesimazione difficile…

«Mi riesce naturale. Ho scritto per il teatro. Amo la letteratura. È una questione di sensibilità»

Quali i motivi che spingono a scrivere una lettera alla persona amata?

«I motivi sono diversi. Alcuni vogliono sorprendere il partner, altri chiudere una storia, altri ancora conquistare»

Negli anni ’90 gli SMS oggi WhatsApp: siamo una società che scrive tanto e male?

«Sì, si scrive in maniera sciatta. Sono orribili i messaggi digitati di fretta sul bus o in ascensore.

E questa noncuranza, a mio avviso, inaridisce le relazioni»

Più importanza alla forma o al contenuto?

«Chi scrive deve saperlo fare; bisogna dire cose intelligenti e in maniera corretta. Se vuoi fare colpo, usa bene la penna!»

Quanto tempo occorre per scrivere una lettera?

«Un paio d’ore oppure un giorno intero. Cerco ispirazione nella musica, nella letteratura, nel cinema. Nell’arte. Ogni storia racchiude un mondo speciale. Cerco sempre di essere originale»

Chi sono le persone che vengono da te?

«Uomini e donne. Posso dire che sono sempre persone molto romantiche e gentili»

La lettera più insolita che ti sei ritrovata a scrivere…

«Lettere da lasciare ai posteri»

La lettera invece che non hai mai scritto…

«La lettera che non ho mai scritto…? Quella per un supereroe dai poteri magici. O per la fata turchina»

Cosa rappresentano oggi le parole nella nostra società e, soprattutto, tra due persone che si amano?

«Le parole sono lame affilate. Possono fare molto male. Le belle parole sono anche lampada per i passi, luce illuminante, diceva il miliardario Jim Rohn. Le parole giuste aprono la porta del successo»

Un Augurio, come se fosse la chiusura di una tua lettera, a tutti gli innamorati in vista di San Valentino…

«Cari innamorati, uscite allo scoperto e abbiate coraggio. Se necessario ditevi addio. Con eleganza, of course».

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LIBRI

Le storie segrete di cinquanta famosissimi capolavori dell’arte

Cosa sappiamo veramente delle opere d’arte più famose al mondo? La Gioconda, La ragazza con l’orecchino di perla, ma anche Notte Stellata, l’Urlo di Munch o il bacio di Klimt. Celebrati talvolta anche dall’arte contemporanea, sono quadri famosissimi al punto da tramutarsi in vere e proprie icone della cultura pop mondiale raffigurate in ogni dove: dai calendari alle agende, dalle cartoline ai gadget più disparati, passando per le cover degli smartphone e arrivando persino alle emojii di WhatsApp.

Capolavori della storia dell’arte la cui fama gli ha dato una vita propria, che trascende il nome dell’artista che le ha create e la propria epoca, acquisendo una modernità senza tempo.

Eviscerati da qualsiasi tecnologia, riprodotti su qualsiasi superficie e riproposti in ogni salsa, questi dipinti sono costantemente sotto gli occhi di tutti. Ma quanto ne sappiamo davvero a riguardo?

A questa domanda ha provato a rispondere Lauretta Colonnelli che arriva in libreria con Cinquanta Quadri – i dipinti che tutti conoscono. Davvero? Come suggerisce il sottotitolo, la giornalista del Corriere della sera si domanda e ci domanda se li conosciamo veramente, e presenta al pubblico una selezione di cinquanta tra i dipinti più “usurati”, raccontandone storia, aneddoti, curiosità, segreti e notizie su opere che tutti vediamo, ma che, molto probabilmente, pochi conoscono.

Un esempio su tutti i due angioletti “imbronciati”, spesso visti da soli, fanno in realtà parte della Madonna Sistina di Raffaello.

Erroneamente creduta una tela, la Gioconda è invece un olio su tavola (di pioppo), che lo stesso Leonardo Da Vinci portò con sé alla corte di Francesco I cui la vendette durante il suo soggiorno.

I noti volti dei due Duchi di Urbino (che di recente ho visto agli Uffizi), dipinti da Piero Della Francesca nascondono un segreto: sono stati ritratti di profilo in quanto il committente, Federico da Montefeltro, si sfigurò parte del viso durante un torneo, e aveva chiesto all’artista di ritrarlo soltanto dal profilo buono, il sinistro.

Spesso sfondo dei desktop dei nostri laptop, La Notte Stellata di Van Gogh fu dipinta dall’artista olandese all’interno del manicomio di Saint Remy in Provenza (Francia). Pennellate vigorose e violente, date probabilmente durante i suoi momenti di follia, che hanno reso immortale la campagna sottostante che l’artista vedeva dalle grate della finestra della sua stanza.

Ma sono davvero tante le opere che sono mostrate sotto una luce nuova, di una conoscenza che va al di là della mera percezione visiva.

Quadri che custodiscono in sé storie segrete che, con questo volume, vengono adesso rivelate. A tutti.

Il libro è edito da Edizioni Clichy. Per maggiori informazioni:

www.edizioniclichy.it

INTERNATTUALE, TELEVISIONE

NAT GEO spiega cos’è il gender e la rivoluzione di genere

Siamo giunti nel XXI secolo con la presunzione di chi crede di aver imparato la lezione, senza aver realmente studiato. La vita però ci ha presentato il suo esame, e alla prima prova abbiamo puntualmente ripetuto gli stessi errori: discriminazioni, razzismo, genocidi. L’uomo sembra essere ritornato negli anni ’50, quando l’America di Eisenhower, memore della schiavitù del secolo precedente, si divideva ancora rigidamente in bianchi e neri e, ignorando le stragi belliche nei campi di concentramento nazisti, continuava ad attribuirsi una superiorità di razza.

A quasi settant’anni da quel periodo storico nulla o poco sembra cambiato, e sotto la patina dell’uguaglianza ancora mal si cela la nuova ondata di un razzismo, nemmeno troppo velato, da parte di autorità e cittadini.

Stragi in moschee, sparatorie sui “negri”, attentati in club gay. Stiamo progredendo o stiamo rievocando l’era pre-bellica per una nuova guerra mondiale?

Abbiamo paura della libertà altrui e, in un momento storico in cui dovremmo temere soprattutto l’odio, ci preoccupiamo invece di combattere l’Amore. L’amore “diverso”, quello “arcobaleno”, quello tra persone dello stesso sesso, come se, attribuirgli un’etichetta, lo rendesse meno importante di un qualsiasi altro amore.

Katie Couric (photo credit: Andrew Eccles) (photo credit: Andrew Eccles)
Katie Couric (photo credit: Andrew Eccles) (photo credit: Andrew Eccles)

A raccontare questa rivoluzione di genere ci penserà questa sera il canale satellitare National Geographic alle ore 20.55 con il programma Gender, la rivoluzione. Condotto dalla giornalista americana Katie Couric, si tratterà di un viaggio di oltre due ore in cui si cercherà di comprendere meglio il concetto di sessualità “fluida”: agender, transgender, androgini, genderfluid, genderqueer, intersex, transessuali. Termini, a volte neologismi, sconosciuti ai più nel loro reale significato, che ne fanno uso quasi ed esclusivamente dispregiativo ignari dei mondi che rappresentano davvero.

Proverà a spiegarli la Couric grazie anche all’aiuto di medici, scienziati, sociologi, ma anche famiglie, illustrando allo spettatore, e ai tanti scettici che ancora non sono convinti, che il mondo non si divide soltanto in maschi e femmine.

INTERNATTUALE, TELEVISIONE

«La forza della vita è solo l’amore» il bellissimo messaggio di Letizia Leviti prima di morire

Era il volto gentile di SkyTG24. Dopo due anni di coraggiosa lotta contro una malattia che non perdona, Letizia Leviti se n’è andata a soli 45 anni. Ma prima di farlo ha voluto lasciare una straordinaria eredità spirituale che arricchisce e purifica, ed è un grande monito per la vita da parte di chi va incontro alla morte con valore e serenità:

«È molto importante riconoscere la propria vita, riconoscere le cose più importanti della propria vita. Non trascurate mai le vostre famiglie, neanche per il lavoro. Il lavoro non deve dominarci, niente deve dominarci, nemmeno la malattia deve dominarci. Bisogna essere liberi, liberi di amare, e saper amare. Amare profondamente. Amare il proprio lavoro, amare la propria famiglia, amare i propri amici, amare i propri nemici. Arrabbiarsi, ma amare. La forza della vita, il senso della vita è solo l’amore. L’amore è quello che ci spinge a fare le cose migliori nel corso di tutta la nostra vita. E quando succede una cosa come quella che è successa a me, è bello sentirsi pieni, sentirsi sereni, sentirsi in pace col mondo. Sentire di aver fatto quello che si voleva fare, con sincerità, anche pagando un prezzo. Un prezzo che non è mai troppo alto nei confronti poi del fatto che la vita è vera, è vissuta, sta finendo. È successo tante volte a me di pensare “sta finendo”, è successo anche di pensare “che bella questa vita!”, fino alla fine l’ho pensato. Ho pregato perché stessi qui, con i miei bambini, con mio marito, con mia mamma, nel mio mondo. Ma non sono arrabbiata. Ognuno di noi ha un destino, un percorso, e il mio cerchio si vede che doveva chiudersi così. Però, ricordate queste parole, perché sono importanti, perché se al termine della vita una persona si accorge di aver sbagliato, di non aver fatto quello che aveva desiderato, voluto, si accorge di non aver amato, io credo che una malattia, e poi l’esito di questa malattia sia affrontato con molta angoscia. […] Questo messaggio non so se può servirvi, però pensateci perché è molto importante. Bisogna pensarci quando si ha tempo per pensarci».

Ed è con un grandissimo abbraccio che ricorderemo una donna straordinaria e custodiremo questo messaggio come una grande eredità da tramandare e vivere. Ciao, Letizia!

Letizia Leviti skytg24 - internettuale