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Le bellezze tra Napoli e Caserta discriminate dalla guida Feltrinelli

In questi giorni non si fa altro che parlare del caso della Guida Feltrinelli su Napoli, Italia del Sud e isole, che definisce l’entroterra partenopeo a nord del capoluogo “poco attraente”, liquidandolo come, cito testualmente, “una distesa di sobborghi poco entusiasmanti”. Non mi dilungherò sul fatto che chi scrive ha aggiunto con nonchalance che questa parte del territorio è quasi tutta dominata dalla camorra o che è definito, a suo dire, addirittura triangolo della morte. Una persona che scrive con tanta superficialità di un territorio, è senza dubbio poco (in)formata, e si è ritrovata suo malgrado a riempire pagine senza le necessarie conoscenze che chi vuole redigere un prontuario per orientare i visitatori dovrebbe doverosamente avere.

Sono 23 i chilometri che separano la città metropolitana di Napoli e Caserta, e innumerevoli i paesi e le frazioni che custodiscono all’interno dei loro “sobborghi poco entusiasmanti” tesori di inestimabile valore.

Non starò qui ad elencarli tutti, ma voglio citarne alcuni per sopperire alla totale mancanza di informazione che la guida (non) ha dato di questi territori.

È quasi superfluo menzionare, come ha fatto il nostro disinformato giornalista, la Reggia di Caserta, che tra i suoi primati vanta quello di essere la residenza reale più grande al mondo per estensione.

complesso paleocristiano di Cimitile

E allora basta spostarsi di poco a nord di Napoli, a Cimitile, che tra le sue meraviglie vanta lo straordinario Complesso Paleocristiano di San Felice. Dedicato ai santi Felice e Paolino, l’edificio fu costruito tra il 484 e il 523, e conta numerosi affreschi e mosaici con fondo oro e azzurro. Il campanile invece è datato tra il XII e il XIII secolo, a pianta quadrata, si trova tra la parte occidentale dell’abside e l’ingresso.

Salendo, nell’area dell’avellinese, c’è Avella, che tra i tuoi tesori può vantare il bellissimo Castello di Avella o di San Michele. Domina l’intera città dal promontorio su cui è stato costruito. Si tratta di una roccaforte longobarda, costruita nel VI secolo e dedicata all’Arcangelo Michele. Costruita per controllare il territorio, ha subito numerosi attacchi, tra cui quello dei saraceni nell’883.

Duomo di Sant’Agata dei Goti

La storia di Sant’Agata dei Goti attraversa la storia antica, passando dall’epoca romana all’alto medioevo, dal periodo normanno a quello angioino, passando per il feudalesimo. In un intricato gioco di dominazioni, distruzioni e ricostruzioni, che hanno portato all’edificazione di monumenti straordinari. Uno su tutti il Duomo. Fondato nel 970, ricostruito nell’arco del XII secolo, è stato più volte rimaneggiato a seguito dei danneggiamenti dovuti al terremoto del 1688. Bellissimo il portale in stile romanico con capitelli corinzi e caratteristiche foglie di acanto.

Famoso in tutta la Campania per il suo caratteristico mercatino di Natale, il paesino di Limatola nel beneventano, vede sorgere sul suo promontorio che sovrasta tutta la cittadina il bellissimo Castello di Limatola. Costruito dai Normanni, nel rinascimento si trasformò da fortezza militare a dimora signorile, pur mantenendo le originarie caratteristiche difensive. Dal 2010 è un albergo ristorante, ed offre il suggestivo fascino di vivere e abitare nella Storia.

Anfiteatro Santa Maria Capua Vetere

A nord di Caserta, a Capua, sono tanti i monumenti che potrei elencare e fare una scelta è davvero difficile, non solo perché l’Abbazia Benedettina, quella di Abbazia di Sant’Angelo in Formis, che è considerata uno dei monumenti medievali più importanti di tutto il Sud Italia, ma anche perché sono davvero tantissimi i monumenti e i complessi religiosi di pregio, che meriterebbero pagine e pagine. Tra questi il bellissimo Anfiteatro Campano o Capuano, sito a Santa Maria Capua Vetere, che per dimensioni è secondo soltanto al Colosseo di Roma, e che probabilmente ispirò il monumento più noto di Roma, essendo, quello capuano, il primo anfiteatro del mondo romano, servendo da modello per tutti gli altri. Fu anche sede di una prima e molto nota scuola di gladiatori, e fu il luogo dal quale Spartaco nel 73 a.C. guidò la famosa rivolta.

E infine non posso non citare Carditello, con la sua omonima Reale Tenuta di Carditello, appartenuta ai Borbone. Architetto di questa magione fu Francesco Collecini, allievo e collaboratore di Luigi Vanvitelli. In stile neoclassico, la tenuta fu costruita per volontà di Carlo di Borbone, e trasformata poi in casino di caccia per volontà di Ferdinando IV di Borbone. Con i suoi scaloni monumentali, affreschi, il parco è una vera e propria residenza reale, che offre ai visitatori l’eleganza e l’essenza della dinastia borbonica.

Reale Tenuta di Carditello

La mia, imprecisa e sommaria “guida”, è naturalmente solo un modo per dire ai lettori della guida Feltrinelli, che l’entroterra campano non è un far west desolato abitato da camorristi con il grilletto facile come lo ha frettolosamente immaginato il disinformato giornalista, ma è un florilegio di epoche, monumenti e costruzioni che raccontano di un hinterland artisticamente vivo e culturalmente stimolante.

Fate attenzione dunque alle guide che scegliete in libreria, spesso redatte con precisi scopi propagandistici, atte ad evidenziare la bellezza dei soliti luoghi e a nascondere tutto quanto di bello un territorio può svelare.

Fate ricerche, prima di visitare un posto, anche solo su wikipedia per farvi una sommaria idea, andate su YouTube, informatevi, ma soprattutto non siate semplici viaggiatori, ma cacciatori di bellezza.

tutte le immagini sono prese da wikipedia.
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LIFESTYLE

Aroundly, l’app gratuita che trasforma lo smartphone in guida turistica virtuale personalizzata

È la storia di un sogno, di un’amicizia e di riscatto del Sud, quella di Aroundly, applicazione mobile che sta rapidamente scalando le classifiche di download negli store digitali, che permette di trasformare un viaggio in un percorso esperienziale e, al tempo stesso, social. Un nuovo modo di scoprire la propria città grazie a chi la conosce meglio o scoprirne di nuove attraverso gli occhi di chi le conosce meglio, e che trasformerà la propria visita in un’esperienza da condividere.

Disponibile per iOS e Android dallo scorso dicembre, Aroundly è un fenomeno anche virale che si sta rapidamente diffondendo sui profili instagram dei travelblogger di tutta Italia, ed io, in quanto viaggiatore novizio che si appropinqua a scoprire le bellezze della nostra penisola, non potevo esimermi dall’intervistare il suo creatore, Vito Santarcangelo.

Ingegnere informatico di 30 anni e PhD Student in Computer Vision presso l’Università di Catania, Vito decide nel 2014 di fondare la iInformatica S.r.l.s. insieme al suo migliore amico Giuseppe Oddo, conosciuto nelle aule del politecnico di Bari. Oggi la società è composta da un team di ragazzi provenienti dal Sud (tra cui un napoletano) e si propone come obiettivo quello di realizzare esperienze digitali, che hanno una particolar vocazione per l’innovazione. Ad aiutarli nell’impresa tutto un team di programmatori.

Partiamo dall’inizio: che cos’è Aroundly?

«È un esperimento scientifico e sociologico innovativo di guida turistica virtuale personalizzata».

Negli store si legge che Aroundly consente di scoprire percorsi inediti: come funziona esattamente?

«Il progetto brevettato dalla iInformatica è un sistema di navigazione personalizzato sulle caratteristiche del singolo viaggiatore, considerando anche sesso, età, compagnia, stile di viaggio e tempo a disposizione. E dà la possibilità di condividere il proprio tour con altre persone in un’ottica di “leader-followers”».

Perché un viaggiatore, o traveller come si definiscono oggi, dovrebbe scaricarla?

«Aroundly ha una base di conoscenza costruita da esperti del posto. In ogni città sono stati coinvolti ragazzi esperti del proprio territorio. L’applicazione, infatti, annovera molti brillanti giovani delle varie accademie delle belle arti italiane. Non è la classica app con un elenco o mappa di monumenti da visitare, ma rappresenta una esperienza egocentrica costruita su misura che accompagna il viaggiatore come un amico del posto».

Come nasce l’idea di quest’app?

«L’idea è ben rappresentata dalla frase del video di lancio, realizzato dal regista Nicolò Montesano: “buon istante a tutti i viaggiatori”. L’obiettivo dell’app è quello di valorizzare ogni istante del proprio viaggio e regalare emozioni in una esperienza digitale completamente nuova».

Qual è il concept che c’è dietro?

«In un mondo caratterizzato da una forte attenzione alla singola persona (basti pensare ad instagram, social network egocentrico per antonomasia), abbiamo pensato di voler rendere unica l’esperienza del viaggio, cercando di fornire contenuti utili anziché generici che caratterizzano la maggior parte delle app turistiche e i siti on-line. Il tutto finalizzato ad una valida promozione e valorizzazione del nostro territorio, in cui spesso il turista, straniero e non, si trova disorientato».

L’app è per ora disponibile per alcune città del Sud Italia: quali sono le prossime città in cui sarà possibile utilizzarla?

«L’app annovera dieci città del sud e un solo esperimento al nord, con Trieste. Sbarcherà a giorni in Puglia con il lancio di Alberobello e Lecce. Per la Basilicata ci sarà il lancio di Maratea. È anche previsto un esperimento all’estero, nella città bulgara di Plovdiv, che sarà capitale europea della cultura del 2019 insieme alla mia Matera. Stiamo raccogliendo numerosissime proposte di molti ragazzi per l’estensione di Aroundly in altre città, e ciò ci rende notevolmente orgogliosi e fiduciosi sul futuro dell’app».

Non solo travel, ma anche, se vogliamo, “social”…

«Conoscere nuova gente e condividere l’esperienza sono gli ingredienti vincenti per vivere al meglio il proprio viaggio».

Quanto impegno richiede oggi sviluppare un’applicazione?

«Aroundly ha richiesto uno sviluppo di oltre un anno. App più semplici come iPlaya, una delle nostre prime app, realizzata per la gestione degli stabilimenti balneari e prenotazione degli ombrelloni, ha richiesto quattro mesi».

Chi sono gli sviluppatori?

«L’app ha visto la firma dei nostri brillanti dipendenti Michele Di Lecce e Vincenzo Ribaudo. Alcune delle nuove funzionalità sono state sviluppate da Alberto Tuzzi e Diego Sinitò. Tutta la grafica invece è stata realizzata da Antonio Ruoto».

Quanto è difficile fare impresa al Sud oggi?

«È uno scenario complesso, ma dalla sua complessità nascono sfide altamente motivanti. Il team tutto made in Sud, siciliani, campani, sardi e lucani, è sicuramente il nostro punto di forza oltre che motivo di orgoglio».

Cosa speri per il futuro di questa app?

«Aroundly è un’iniziativa no-profit e mi auguro possa estendersi su tutto il territorio nazionale e possa diventare anche un punto di riferimento per i turisti oltre i confini della nostra nazione».

Cosa suggerisci a chi viaggia con Aroundly?

«Di raccontarsi ad Aroundly. È la cosa migliore per modellare un percorso personalizzato, grazie all’intelligenza artificiale della nostra app».

Un viaggio che ognuno dovrebbe fare nella vita…

«Consiglio a tutti un tour del Sud Italia. La nostra Italia meridionale regala sempre esperienze magiche grazie ai suoi posti unici, che raccontando di storia, culture e tradizioni restituiscono esperienze sensoriali fatte di immagini, suoni e profumi indimenticabili».

Per maggiori informazioni:

www.aroundly.it

www.iinformatica.it