CINEMA

C’è molta Napoli nei 21 italiani in corsa agli Oscar 2019. Eccoli:

Mancano ancora cinque mesi alla notte degli Oscar, quando il prossimo 24 febbraio 2019 l’Academy Awards premierà i migliori film, ma nel frattempo in Italia si respira già la magica atmosfera hollywoodiana.

Entro il prossimo 25 settembre infatti l’ANICA, l’Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive, sarà chiamata a scegliere la pellicola che rappresenterà il nostro Paese come miglior film straniero, ovvero non doppiato.

Sono 21 i film che ambiscono alla statuetta. C’è molta Napoli tra questi, a cominciare da A casa tutti bene di Gabriele Muccino, film corale interamente ambientato sull’isola di Ischia; CAINA, opera prima del regista Stefano Amatucci (manco a dirlo, napoletano) che affronta il delicato tema dell’immigrazione. E poi c’è Dogman, di Matteo Garrone, romano, che di Napoli e a Napoli ha lavorato e ne ha parlato tanto, a cominciare dal film Gomorra.

E poi c’è il regista di Torre del Greco Ciro Formisano, che candida invece L’esodo, pellicola con Daniela Poggi che affronta il tema degli esodati.

E poi c’è Napoli Velata, thriller di Ferzan Ozpetek con l’attrice napoletana Giovanna Mezzogiorno, in cui mistero, esoterismo, arte e vedute notturne di Napoli si mescola per dare vita ad una storia che in qualche modo cattura l’essenza di Napoli. Bellissima, in chiusura, la cover Vaseme di Arisa (inutile dirvi, a questo punto, qual è il film che spero sia candidato nella short list).

C’è anche Toni Servillo, attore feticcio di Paolo Sorrentino e già vincitore di un Oscar con La grande bellezza, nel film di Donato Carrisi che prova adesso a conquistare un posto nella cinquina: La ragazza nella nebbia, tratto dall’omonimo romanzo dello stesso Carrisi.

Roberto Andò, reduce dal successo di Venezia 75, candida il pluripremiato Sulla mia pelle, con Alessandro Borghi, film duro che indaga gli ultimi sette giorni di vita di Stefano Cucchi, morto in seguito a delle lesioni e percosse in carcere.

Paolo Genovese ci prova invece con il suo The Place, che vede tra gli altri anche la partecipazione di Sabrina Ferilli (anche lei nel cast de La grande bellezza), indagando fino a che punto l’uomo è disposto a superare i propri limiti e, talvolta, la propria morale per ottenere ciò che desidera.

C’è molta immigrazione e periferia nei film proposti all’ANICA, da Come un gatto in tangenziale (con Paola Cortellesi e un simpatico cameo di Franca Leosini), a La terra dell’abbastanza di Damiano e Fabio D’Innocenzo.

Poca commedia e molto dramma, è questo il cinema italiano che corre verso l’Oscar, proponendo, in tempi di scandalo Weinstein, film tosti come Nome di donna, con Cristiana Capotondi, di Marco Tullio Giordana, e Dove non ho mai abitato.

In un periodo storico di difficoltà e grande instabilità, il cinema sembra riflettere la realtà e sulla realtà, proponendo punti di vista, a volte inediti, ma genuinamente in puro stile italiano.

Chi ci rappresenterà? Per saperlo dovremo aspettare ancora qualche giorno.

Qui la lista completa in ordine alfabetico:

A CASA TUTTI BENE di Gabriele Muccino

CAINA di Stefano Amatucci

COME UN GATTO IN TANGENZIALE di Riccardo Milani

DOGMAN di Matteo Garrone

DOVE NON HO MAI ABITATO di Paolo Franchi

L’ESODO di Ciro Formisano

L’ETA’ IMPERFETTA di Ulisse Lendaro

IL FIGLIO SOSPESO di Egidio Termine

LAZZARO FELICE di Alice Rohrwacher

MANUEL di Dario Albertini

NAPOLI VELATA di Ferzan Ozpetek

NOME DI DONNA di Marco Tullio Giordana

QUANTO BASTA di Francesco Falaschi

LA RAGAZZA NELLA NEBBIA di Donato Carrisi

RICCARDO VA ALL’INFERNO di Roberta Torre

SEMBRA MIO FIGLIO di Costanza Quatriglio

UNA STORIA SENZA NOME di Roberto Andò

SULLA MIA PELLE di Alessio Cremonini

LA TERRA DELL’ABBASTANZA di Damiano e Fabio D’Innocenzo

THE PLACE di Paolo Genovese

TITO E GLI ALIENI di Paola Randi

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ART NEWS

Da De Nittis a Gemito, l’impressionismo napoletano a Palazzo Zevallos fino all’8 aprile

In perfetta sintonia con l’atmosfera natalizia di questi giorni, è stata inaugurata alle Gallerie d’Italia a Napoli la mostra Da De Nittis a Gemito. I napoletani a Parigi negli anni dell’Impressionismo, aperta al pubblico fino all’8 aprile.

E già percepisco questa festiva aria ottocentesca, a cominciare dalla bellissima decorazione che quest’anno adorna il monumentale ingresso di Palazzo Zevallos Stigliano a Via Toledo. Una ghirlanda illuminata sospesa a mezz’aria, tra quel senso di Dickens e il fascino vero del XIX secolo.

All’interno un albero di Natale accoglie i visitatori. Bastano questi piccoli tocchi per fare di questa esposizione, di per sé già molto interessante, la scelta perfetta per queste festività.

Non credo sia possibile, ma Palazzo Zevallos mi appare, in questo periodo, ancora più bello e mi restituisce quell’aria che tutti durante il Natale sogniamo di respirare almeno una volta.

Palazzo Zevallos Stigliano, Napoli

La mostra è allestita tra il pianterreno e il primo piano. Sono le scene bucoliche di Giuseppe Palizzi quelle che aprono questo percorso espositivo, dove la vita rurale si fa arte: scene di caccia, il mercato dei cavalli, ma anche l’imponente Incitazione al vizio di Michele Cammarano, restituiscono la quotidianità del tempo. Colori vivaci che si alternano a nuance terra, stemperati con pennellate dense, che assumono sulla tela una loro corporeità fino a diventare vere e proprie texture.

Verso la metà del XIX secolo i pittori napoletani entrano a contatto con gli artisti parigini, da Manet a Courbet, generando una proficua contaminazione, che li orienterà verso il realismo che caratterizzerà anche l’impressionismo napoletano.

Le scene monastiche di Toma e Tofano si alternano alla nuda sensualità del Bagno Pompeiano di Domenico Morelli, che ritrae con eccezionale realismo scene antiche e scene bibliche, da La figlia di Jairo alla lapidazione de La Maddalena, che diventano momenti dell’antico quasi fotografati dall’artista.

«Nelle belle serate di luna piena ci si riuniva in terrazza» sono le stesse parole di Giuseppe De Nittis a descrivere la sua opera, che ritrae una scena conviviale, allegra, probabilmente in una taverna sul mare, con tanto di cantori, cui fa da sfondo il bellissimo Palazzo Donn’Anna al chiaro di luna.

Bellissima l’Eruzione sul Vesuvio o, più dialettalmente, Sotto il Vesuvio, tema, quello del vulcano partenopeo, che ritornerà spesso nella pittura di De Nittis, come dimostra la serie di opere qui esposta.

Agli inizi del nuovo secolo i napoletani si fanno sedurre da Gaupil, potente mercante parigino, che offre loro quella visibilità che ne farà maestri, e che li porterà ad esporre le proprie opere anche Esposizioni Universali parisienne.

Vita, vanità, moda si fondono diventando opere che catturano un’epoca come un reportage.

Palazzo Zevallos Stigliano, Napoli

I dipinti di queste sale sono come finestre aperte sul secolo scorso, attraverso le quali è possibile ammirare una Napoli bellissima, negli oli di Antonio Leto e Eduardo Dalbono, con le loro spiagge di Capri, pergolati e bagnanti ammalianti come sirene. L’isola azzurra, ma anche Mergellina e la Villa Comunali. La città si è offerta ai suoi impressionisti come un perfetto scenario da catturare e condividere. Ma ci sono anche molte scene d’interni e domestiche in questa bellissima rassegna che sembra sospendere il visitatore.

Da De Nittis a Gemito Gallerie d’Italia Palazzo Zevallos Napoli 2017 2018 Giuseppe De Sanctis

Nel decennio francese, quello che va dal 1806 al 1815 i pittori napoletani sembrano ritrovare il dialogo con il paesaggio. Sono gli anni dell’Ancien Régime quelli in cui gli impressionisti spostano il loro “obiettivo” verso i parchi pubblici e gli spazi aperti, ritraendo le persone che li abitano. Donne eleganti e uomini galanti, fissati in un frangente temporale lontano. Scorgiamo nei dettagli dei loro cappotti, dei cappelli e dei colori un piglio di modernità, quasi contemporaneo, scolpiti da Gemito e dipinti da Giuseppe De Sanctis.

Sembra che gli impressionisti siano quasi la prosecuzione naturale di quell’opera di verità iniziata con Caravaggio, che raffigurano attimi di vita rubati, scevre dalle pose statiche dei secoli prima, impresse sulla tela come precorsici della fotografia.

Sono le strade, i boulevard e i suoi abitanti ciò che a metà del XIX secolo cattura l’attenzione degli impressionisti napoletani, che preferiscono luoghi come i giardini di Lussemburgo e la Senna dal Louvre, ma anche i loggioni dei teatri e la vita borghese.

Bellissime le sculture di Gemito che assumono una nuova dimensione lungo questo percorso espositivo: da Mariano Fortuny ad un Pescatore il realismo travalica la pittura per assumere la consistenza del bronzo.

La mostra dialoga perfettamente con la collezione permanente che diventa naturale prosecuzione, con le sculture di Gemito e nei tanti dipinti di quel tempo che ritraggono una Napoli radiosa prima della Guerra.

A chiudere l’esposizione sono i ritratti di Antonio Mancini, che alla fine dell’800 ritrae giovinetti borghesi e saltimbanchi, figli dei mugnai e scugnizzi, e nei suoi autoritratti anticipa quasi quello che oggi chiamiamo banalmente “selfie”, mostrandosi in studio con un accenno di sorriso come se si stesse specchiando, guardando negli occhi chi osserva. Nei suoi dipinti trovano posto anche Il pazzariello e Bacco, facce diverse di un’unica medaglia che è il popolo di Napoli.

ART NEWS

I 10 musei italiani preferiti dagli utenti di TripAdvisor

Anno che va, classifica che trovi. Dicembre, tempo di bilanci e, spesso, anche classifiche. Quali sono state le mete più visitate del 2017? Ecco una top ten, secondo gli utenti di TripAdvisor, dei luoghi più visti negli ultimi dodici mesi. Per chi vuole scoprire i musei più visti e per chi invece vuole prendere spunto per i propri viaggi.

Museo Egizio di Torino (da wikipedia)

Al primo posto si classifica quest’anno il Museo Egizio di Torino. Con quasi un milione di visitatori l’anno, 37.000 pezzi dislocati su 60.000 metri quadri è senza dubbio il museo più importante, dopo quello del Cairo, sull’Antico Egitto, e di certo quello più apprezzato dagli utenti del sito di viaggi, di cui scrivono, e con giusta causa, “Full immersion nell’Antico Egitto”.

Gallerie degli Uffizi, corridoio piano superiore (da wikipedia)

Ci spostiamo a Firenze. Al secondo posto infatti è la Galleria degli Uffizi, la seconda scelta dei viaggiatori. Anch’io quest’anno ho avuto il piacere postando su instagram alcune immagini. Botticelli e la Nascita di Venere e Raffaello Sanzio sono di certo il manifesto di questo nostro vanto italiano, ma sono tantissimi gli artisti, da Giotto a Tiziano, da Veronese a Tintoretto, passando per PontormoBronzinoCaravaggio e tantissimi altri.

“Averla vista in foto è nulla in confronto al trovarsi di fronte a questa magnifica scultura” sono queste le parole di qualcuno che ha visto per la prima volta il David di Michelangelo, scultura-principe delle Gallerie dell’Accademia a Firenze, che in questa classifica, tutta italiana, sono al terzo posto dei siti preferiti.

Quarto posto per la Galleria Borghese a Roma. A destare interesse è soprattutto la vasta collezione di opere di Caravaggio. Ce ne sono ben sei, tra cui il Fanciullo con canestro di frutta, il Bacchino Malato e la Madonna dei Palafrenieri.

“Tutta la storia del Cristianesimo a disposizione”, qualcuno ha scritto. In realtà c’è molto di più nelle sale dei Musei Vaticani che, a dispetto delle quotidiane file chilometriche per entrare (nel 2015 sono stati visitati da ben sei milioni di visitatori), sono la quinta preferenza del sito di travel.

C’è anche il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo in questa classifica, che io ho avuto il privilegio di scoprire in uno dei miei tanti soggiorni romani. Location fugace del film Mangia Prega Ama, dove Julia Roberts scorge una bellissima Roma al tramonto dalle sue terrazze, il museo è noto per il suo “passetto” che lo lega allo Stato del Vaticano, ed è stato protagonista anche del romanzo di Dan Brown, Angeli e Demoni.

Non solo arte e archeologia. In questa classifica c’è anche il Museo Nazionale del Cinema. 700.000 visite lo scorso anno, il museo, che si trova all’interno della Mole Antonelliana a Torino, ha aperto al pubblico nel 1953. Sono ben 3200 i metri quadri dedicati alla settima arte, che è raccontata attraverso un’ampia biblioteca, poster e manifesti di film e, naturalmente, una collezione di pellicole.

Una classifica trasversale quella degli utenti del sito, che va da Nord al Sud del nostro paese e che annoverano anche il Collezione Peggy Guggenheim a Venezia. All’interno del Palazzo Venier dei Leoni, il museo fa parte della Solomon R. Guggenheim Foundation e tra le sue collezioni vanta quelle di artisti come PicassoDuchampChagallDalì e molti altri.

Ritorniamo a Torino per il Museo Nazionale dell’Automobile. Confesso che questa per me è una sorpresa. Mi aspettavo solo musei d’arte e di archeologia, e invece scopro con piacere che l’interesse dei visitatori va dai dipinti ai motori. Il museo torinese, è uno dei musei dell’automobile più importanti al mondo. I suoi spazi sono visibili anche attraverso Google Maps e la funzione Street View, e contiene mezzi di trasporto che vanno da carrozze di fine Settecento ad auto degli anni 2000.

E c’è anche un po’ di Napoli in questa classifica. Ultimo, ma non ultimo, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ormai noto anche con il suo acronimo, MANN, che chiude questo decalogo del web. Il museo conta una importantissima collezione archeologica e tra i suoi fiori all’occhiello può vantare una Sezione Egizia, di recente ristrutturazione, che è seconda in Italia soltanto al Museo Egizio di Torino. Dalla statuaria greca agli affreschi Pompeiani è una pagina in pietra di storia dell’arte.

LIBRI

Sei minuti al giorno per essere felici

«Da una parte, tutti vogliamo essere felici. Dall’altra conosciamo anche le cose che ci rendono felici. Eppure non facciamo queste cose. Perché? Semplice: siamo troppo impegnati. Troppo impegnati per cosa? Troppo impegnati per provare ad essere felici» è così che Matthew Kelly, autore best-seller, spiega la mancanza di felicità da parte dei tanti, troppi, che sembrano cercarla inutilmente.

Autore di The Miracle Morning, Il Mattino del Miracolo, Kelly prova a illustrare in che modo riuscire ad essere felici in una vita frenetica come quella dell’uomo moderno, la cui sfida più grande cui è chiamato a rispondere oggi è quella di provare ad introdurre nella sua quotidianità l’accrescimento della propria persona.

Nucleo principale intorno al quale ruota il suo volume è quello di rendere tutto ciò possibile anche alla persona più impegnata della terra, richiedendo appena 6 minuti al giorno, per altrettanti step, per provare a sviluppare sé stessi: «Credo che tutti siano d’accordo sul fatto che sei minuti al giorno da dedicare alla Crescita Personale siano un tempo ragionevole – ha detto Kelly dalle pagine di halerod.com – anche quando siamo troppo impegnati, e credo si possa restare piacevolmente sorpresi da quanto possano essere potenti (e cambiare la nostra vita) sei minuti!».

Ma non si tratta di un vero e proprio miracolo, come promette il titolo del libro uscito nel 2015, o di un cambiamento immediato dopo appena sei minuti. Quello di Kelly è il graduale cambiamento del nostro schema mentale, abbracciando via via un pensiero positivo che contribuisca al raggiungimento della felicità e dei nostri obiettivi nella vita.

Minuto uno: IL SILENZIO.

Immaginate di svegliarvi al mattino senza la frenesia della routine quotidiana. Immaginate di trascorrere il primo minuto in silenzio. Seduti, calmi, tranquilli. Respirate lentamente, profondamente. Potreste dire una preghiera di gratitudine per apprezzare il momento o pregare per orientare il vostro cammino. Potreste dedicare questo primo minuto alla meditazione. Mentre ve ne restate seduti, completamente presenti in quest’ora, in questo momento. Calmate la vostra mente, rilassate il vostro corpo, e lasciate che tutto lo stress si sciolga. Sviluppando un più profondo senso di pace, propositi e senso della vostra vita.

Minuto due: AFFERMAZIONI.

Fate le vostre affermazioni quotidiane, quelle che vi ricordano il vostro infinito potenziale e le vostre priorità più importanti. Leggetele a voce alta, ad una ad una dall’alto verso il basso. Concentratevi su ciò che è importante per voi, così da accrescere la vostra motivazione per raggiungere i vostri obiettivi. Ricordando ciò di cui siete capaci rappresenta un’iniezione di fiducia. Guardando le cose che vi tengono impegnati, i vostri scopi, i vostri obiettivi saranno rinforzati per compiere le azioni necessarie per vivere la vita che volete davvero, quella che meritate, quella che sapete che è possibile per voi.

Minuto tre: VISUALIZZAZIONE.

Chiudete gli occhi, o guardate la vostra lavagna degli obiettivi e visualizzate. La vostra visualizzazione può includere i vostri obiettivi, immaginando a come potreste sentirvi quando li raggiungerete. Visualizzate lo scorrere di una giornata perfetta, immaginatevi nel godervi il vostro lavoro, sorridere con la vostra famiglia o i vostri cari, immaginando tutto ciò che vorreste facilmente realizzare durante il giorno. Immaginate come sarà, come vi sentirete, e l’esperienza di godere di ciò che farete.

Minuto quattro: SCRIVERE.

Immaginate, tirate fuori il vostro diario, e scrivete le cose per cui siete grati, le cose di cui siete orgogliosi, e ciò che avete realizzato durante la vostra giornata. Facendo ciò il vostro stato d’animo sarà potenziato, ispirato, sicuro.

Minuto cinque: LEGGERE.

Adesso prendete un libro motivazionale e investite un miracoloso minuto per leggere una pagina o due: prendete spunto, qualcosa che può aiutarvi durante la giornata. Scoprite qualcosa di nuovo che può farvi sentire meglio o essere migliore.

Minuto sei: MUOVERSI.

Finalmente è giunto il momento di alzarsi e dedicare l’ultimo minuto saltellando per un minuto e far accelerare il vostro battito cardiaco, per sentirvi energizzati, svegli e aumentare la vostra attenzione e capacità di concentrazione.

Come vi sentireste ad iniziare così la vostra giornata? C’è soltanto un modo per scoprirlo, iniziando a provare ad essere veramente felici.

ART NEWS

Il 24 e 25 settembre tornano le Giornate Europee del Patrimonio con ingresso nei musei a 1€

Anche quest’anno ritornano le Giornate Europee del Patrimonio, appuntamento molto atteso dagli amanti della cultura che si perpetua dal 1991 alla scoperta dell’immenso patrimonio artistico sul nostro territorio. Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo insieme al Consiglio d’Europa e alla Commissione Europea aderisce alla due-giorni, che si terrà il prossimo 24 e 25 settembre, per promuovere il dialogo tra le Nazioni della comunità europea evidenziando l’importanza dell’arte nelle dinamiche della società italiana e non solo.

gep2016_locandinaNon solo musei e siti archeologici statali, con ingresso serale nella giornata di sabato a solo 1 €, ma tanti anche i luoghi della cultura locale che vi prendono parte: dai musei civici a comuni, dalle gallerie a fondazioni e associazioni private, per un’offerta che si allarga sul panorama culturale e artistico a trecentosessanta gradi.

Ricchissimo il calendario che in un solo fine settimana concentra, su tutto il territorio, quasi mille eventi, che, lo scorso anno, ha portato nei soli luoghi dotati di bigliettazione circa 380.000 visitatori, escludendo dunque tutti quelli che hanno invece affollato siti, luoghi e associazioni più piccole.

La due-giorni rappresenta l’occasione da non perdere per scorgere aspetti inediti di luoghi ben noti, o scoprirli sotto una luce completamente diversa, con percorsi ed eventi pensati proprio per questa occasione.

Seguendo una direzione tracciata nel 2005, nota come Convenzione Faro, la #GEP2016 ruoterà quest’anno intorno al tema della partecipazione al patrimonio, una presa di coscienza dell’importanza di ammirare, custodire e proteggere questo immensa eredità lasciataci dal nostro Paese e da tutti i maestri che hanno saputo nei secoli farne la storia, rendendolo grande agli occhi del mondo.

Una sorta di prosecuzione dunque di quella che è stata la scorsa “Festa dei Musei” nei giorni del 2 e 3 giugno 2016, spostando così l’attenzione dai Musei e i Luoghi della cultura ai visitatori, che ne diventano (in)consapevolmente protagonisti e depositari di un patrimonio unico.

Ricchissimo il calendario campana che coinvolge tutte e quattro le nostre città e musei, in primis il Museo archeologico nazionale di Napoli, che propone, tra gli altri, il percorso Madamina il catalogo è questo. Visita ai Depositi del Museo, nei depositi del museo alla scoperta di quelle figure femminili come dee, muse, ninfe e imperatrici rese immortali dall’arte della statuaria e non solo; con Convivium. Vino per uomini, dèi ed eroi. E le donne? I visitatori scopriranno l’importanza del vino nel mondo antico, mentre in Duo in do chiuderà la serata di sabato 24 con il Concerto di musica classica M° Paolo Barone e M° Gabriele Cimmino.

Ma sono tantissimi gli appuntamenti in tutta Italia. Una lista completa al sito del Mibact.