CINEMA, LIFESTYLE

10 documentari per comprendere meglio l’arte, la letteratura, la moda

La settimana scorsa ho parlato dei film estivi da vedere per sentirsi già in vacanza. Poi ho scoperto il sito streaming CHILI, che senza abbonamento, mi permette di vedere film e serie TV pagando il solo spettacolo. Un catalogo ricchissimo, con offerte che partono da 90 centesimi anche per film recenti. Sfogliando il catalogo mi sono appassionato alla sezione documentari, e così ho stilato un decalogo di dieci documentari da non perdere assolutamente per conoscere meglio il mondo dell’arte, della letteratura, della moda.

Primo fra tutti Così parlò De Crescenzo. Anno 2017, questo documentario è da vedere assolutamente, in vista dei 90 anni del filosofo, attore, fotografo e regista Luciano De Crescenzo, che negli anni ha sapientemente unito tutte le sue passioni, per raccontare l’essenza di Napoli e del popolo napoletano. Non mancano naturalmente riferimenti all’amata filosofia, ma anche all’arte, analizzata e talvolta dissacrata, e a quel modus vivendi squisitamente napoletano.

Ve ne ho parlato su instagram e anche qui fino allo sfinimento e, in vista della fiction rai che vedremo in autunno, non posso non suggerirvi Ferrante Fever, un documentario che vi porta ancora una volta nei vicoli di Napoli, in cui la misteriosa scrittrice partenopea, che si nasconde dietro lo pseudonimo di Elena Ferrante, ha ambientato la sua quadrilogia della serie L’Amica Geniale, di cui a breve vedremo i primi otto episodi. Un viaggio che vede tra le testimonianze di questo documentario personalità come Roberto Saviano, i registi Mario Martone e Roberto Faenza e molti altri.

Tra quelli che mi ha incuriosito di più c’è MaradoNapoli La città racconta il mito, in cui si ripercorre la vita, la storia calcistica e le gesta di un calciatore, Maradona, che a Napoli è venerato come un Dio vivente, e il cui ricordo, nel cuore dei napoletani, negli anni è rimasto immutato.

Chiusa la doverosa parentesi partenopea, sono tanti i documentari in catalogo che parlano anche di arte, a cominciare da Alla ricerca di Van Gogh, dove Zhao Xiaoyong, ex contadino cinese diventato un pittore, ci parla del mercato dell’arte in Cina, dove sono molto richieste e duplicate le opere del pittore olandese, e di cosa significa la poetica e l’iconografia di questo straordinario artista celebre in tutto il mondo.

Forse non molti sanno che il noto quanto misterioso artista Banksy è passato anche da Napoli, dove ha dipinto una Madonna con una pistola sui muri della città, che il popolo napoletano ha fatto proteggere apponendo un vetro affinché non se ne perdano le tracce. Ma il documentario che vi suggerisco, Banksy does New York, della HBO analizza il percorso artistico di questo artista che con le sue iconiche opere non soltanto ha segnato un’epoca, ma rappresenta una voce contro i poteri forti e la politica, parodiando spesso scelte, situazioni, persone e personaggi.

Per ultimo ma non ultimo, Il sale della Terra. Documentario che ho visto in prima tv sulla rete di stato RAI5, che ha ripercorso le fotografie e tutto il lavoro che c’è dietro del famoso fotografo naturalista Sebastião Salgado, che racconta in prima persona cosa vuol dire aspettare la luce e il momento giusto per raccontare quell’istante che poi farà la storia della fotografia. Una finestra sul suo mondo per apprezzare ulteriormente lo straordinario sforzo di raccontare paesaggi e panorami spesso sconosciuti ai più, che rappresentano non soltanto un momento alto per la fotografia, ma anche una preziosa testimonianza documentaristica.

La moda. Chi mi segue sui social sa che per me la moda è più un vettore culturale, che non un mero apprezzamento estetico in sé, e che bisogna conoscere anche la moda per capire meglio la storia dell’arte e i riferimenti da cui stilisti e addetti ai lavori traggono continuamente ispirazione. Per capire meglio questo mondo il mio primo consiglio è Franca chaos and creation, dedicato alla figura della compianta Franca Sozzani, leggendario direttore di Vogue Italia, che analizza le scelte editoriali e le copertine spesso controverse e provocatorie del noto magazine di moda italiano.

Dior and I (2014)

Il 1 luglio del 2012 Raf Simons ha debuttato come direttore creativo della maison di moda Dior. Il documentario Dior and I ripercorre le sette settimane di lavoro che hanno portato alla creazione della sua prima collezione di haute couture per la casa di moda francese. Uno straordinario spaccato per sbirciare nel backstage e nella parte preparatoria di una collezione, e quanto lavoro si nasconde dietro alla parola “lusso”.

About face. Se la moda è la vostra passione non potete non vedere questo documentario, che racconta la vita delle più famose modelle del Novecento. Tra le protagoniste la bellissima Carmen Dell’Orefice, una delle signore della moda, che all’età di 87 anni continua a calcare copertine e passerelle di tutto il mondo. Perché forse è vero ciò che diceva Coco Chanel “la moda passa, lo stile resta”.

E dopo questa tripletta di terzine tematiche, un suggerimento dettato dalla curiosità: Il naufragio dell’Andrea Doria – La verità tradita. Sono un amante dei disastri e delle teorie complottiste che spesso si nascondono dietro. L’Andrea Doria è di certo uno di quei casi che ha segnato tutta un’epoca, restando ancora oggi vivo nella memoria storica di noi italiani e delle cronache dei giornali. Questo documentario del 2006 prova a svelarci il perché di questo affondamento e quali furono le vere cause che hanno portato questa nave ad inabissarsi nelle acque.

Ma qualsiasi siano le vostre scelte, siate curiosi. Ma soprattutto siate.

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LIFESTYLE

Penelope Cruz nel Chiostro di Santa Chiara a Napoli per Carpisa

Che Carpisa stesse cambiando rotta, lo avevamo capito dallo stile delle sue borse. Lo storico marchio di borse, valigie e pelletteria nato nel 2001, è passato infatti dalla produzione di borse economiche, dei primi anni, con le quali ha fatto concorrenza persino agli ambulanti, ad un’idea di moda accessibile che coniugasse l’idea di design, lusso e convenienza.

Una percorso che ha portato il fast fashion brand ad oltre 600 negozi in Italia e all’estero, passando per le campagne in televisione e a testimonial d’eccezione come Penelope Cruz.

Il premio Oscar spagnolo, infatti, già volto della maison il cui headquarter è a Nola (Napoli), ritorna quest’anno come testimonial e co-designer di una capsule collection, che l’attrice ha disegnato in collaborazione con la sorella minore, Monica.

Cruz Collection, questo il nome, sarà la linea di punta primavera/estate 2018 del brand, che per la sua promozione ha scelto l’occhio del fotografo Nico Bustos, che ha spesso catturato la diva sulle copertine dei magazine patinati di moda e lifestyle.

Penelope Cruz per Carpisa (Chiostro di Santa Chiara, Napoli)

Location di questa campagna lo straordinario Chiostro del Monastero di Santa Chiara a Napoli, di cui vi ho già parlato qualche settimana fa qui, e di cui potete vedere qualche immagine sul mio profilo instagram.

Per seguire la campagna e tutto ciò che la riguarda, e condividere a vostra volta la vostra borsa Caprisa by Penelope Cruz, vi basterà tenere d’occhio l’hashtag #SpringInNaples.

Penelope Cruz, campagna Carpisa

Sono davvero felice che un sito come il Chiostro di Santa Chiara diventi anche luogo glamour, in cui arte e moda si incontrano. I vivaci colori delle maioliche ad opera della nota bottega dei Massa, le luci e le ombre del portico completamente affrescato, e la sacralità del posto, incorniciano perfettamente la straordinaria bellezza dell’attrice di Volver, e lo stile chic e un po’ bohémien delle sue borse, perfette compagne per signore e signorine per la bella stagione di quest’anno.

LIFESTYLE

Gucci Garden, giardino delle delizie a Palazzo della Mercanzia a Firenze

L’ultima tendenza del lusso è la declinazione food. Se Tiffany a New York ha infatti aperto un Blue Box Cafè nella sua iconica gioielleria sulla quinta strada, Gucci a Firenze inaugura oggi il suo Gucci Garden a Palazzo della Mercanzia. Un giardino delle delizie, a cura di Alessandro Michele, direttore artistico della maison.

Il museo della casa di moda italiana, che ha sede nello storico Tribunale di Piazza della Signoria, si trasforma così in uno spazio multifunzione, che vuole stimolare anche i sensi olfattivi e gustativi dei suoi ospiti.

Costruito nel 1359, in piena epoca medievale, il palazzo della casa di moda risponde allo squisito gusto fiorentino del tempo. Il tribunale ha visto il passaggio di avvocati forestieri e consiglieri cittadini, scelti tra le arti maggiori per giudicare le cause dei mercanti fiorentini in qualunque parte del mondo si trovassero, e tutte le controversie commerciali tra i membri delle corporazioni delle Arti a Firenze.

In origine la facciata comprendeva anche un portico, dove Taddeo Gaddi avrebbe dipinto La Verità che cava la lingua alla Bugia, mentre Sandro Botticelli e il Pollaiolo invece una serie di Virtù, oggi visibili all’interno delle sale degli Uffizi.

Bellissima la massima latina che recita Omnis sapientia a Domino Deo est, ogni conoscenza (o forse è più appropriato dire giudizio) viene dal Signore.

Ancora ben visibili tutti gli stemmi che rappresentano le arti maggiori e minori.

Gucci Garden, interno

Sede del museo Gucci dal 2011, inaugurato in occasione del novantesimo della maison nata nel 1921, vede oggi gli ambienti tripartiti, dove trova posto una boutique al pian terreno, in cui sarà possibile acquistare oggetti a tiratura limitata, creati proprio per questo spazio, ispirati allo storico marchio.

Scatole con la caratteristica texture della casa di moda, manichini vestiti di raso, ma anche oggetti più recenti, memorabilia e Gucci Decor, arrivando alla nuova collezione di borse con pipistrelli e occhi e l’arte contemporanea.

Ma è il lato sinistro a destare maggiore attenzione, dove ospiterà un’osteria, naturalmente Deluxe, curata dallo chef tre volte stellato Michelin, Massimo Bottura, conosciuto soprattutto per la sua Osteria Francescana al centro di Modena e per i Refettori.

La Galleria Gucci, che vede i suoi spazi in perenne trasformazione, è curata da Maria Luisa Frisa ed è organizzata per aree tematiche.

Convivialità con stile ed eleganza. Sono questi i tre elementi che rendono il lusso esperienziale. Cene gourmet, piatti esotici, cake design. La cucina incontra la moda, per un food che vuole essere piacere per gli occhi prima che per il palato.

LIFESTYLE

“Colazione da Tiffany”, adesso è davvero possibile farlo

Se anche voi avete sognato tante volte di fare colazione da Tiffany, insieme a Holly Golightly, guardando l’omonimo film del 1961 con Audrey Hepburn, sappiate che da oggi questo sogno può diventare realtà. Non occorrerà più infatti passeggiare con cappuccino e cornetto in mano sul marciapiede della quinta strada per ammirare le vetrine della nota gioielleria di New York. All’interno del noto flagship store apre da domani infatti Blue Box Cafè, assolutamente il primo nel suo genere.

Le aspiranti (e gli aspiranti) Holly Golightly potranno infatti ammirare l’inizio di Central Park dall’alto del quarto piano della nota boutique di New York. Come i suoi noti gioielli di design, anche la boulangerie non poteva essere da meno: un caffè e un croissant, in perfetto stile Hepburn, costerà ben 29 dollari, con un’ampia scelta di avocado toast, uova tartufate e salmone affumicato con burro.

Situato al quarto piano di 727 Fifth Avenue, il luxury caffè si trova in un rinnovato spazio che offrirà anche la visione di un’ampia collezione di accessori per la casa e collezioni di lusso. Capo creativo di questo nuovo interessante progetto, che consente una vera colazione con Stile, è Reed Krakoff, direttore artistico della maison dallo scorso gennaio.

Il piano del caffè offre uno sguardo sulla collezione quotidiana di oggetti di Krakoff, tra cui racchette da ping-pong in noce con impugnatura in pelle blu e rossa, e le “tazzine di carta” rese in finissima porcellana cinese.

Un piano che si propone di attrarre un pubblico fondamentalmente giovane, forse già attratto da Tiffany ma forse allontanato dall’alto costo di pregiatissimi oggetti che, come Holly, può ammirare soltanto dalle sue vetrine, e che si propone adesso di attirare quel nitrito pubblico di instagrammer e fashion blogger che con i loro scatti possano restituire pubblicità alla famosa gioielleria.

«È un nuovo motivo per visitare e scoprire il quarto piano della nostra gioielleria di New York – ha detto a Vanity Fair il vicepresidente Richard Moore, cui si deve la gestione della boutique e il design delle sue famosissime vetrine – ci auguriamo che attiri clienti che possano così scoprire la quotidianità di una casa completamente allestita dalla nuova collezione di arredo e accessori di lusso firmati Tiffany».

In perfetto stile Tiffany, nel caffè dominano i colori che hanno reso celebre la gioielleria nel mondo, come il suo verde, e finissime porcellane rigorosamente Krakoff.

La sensazione sarà quella di pranzare all’interno di una delle famosissime scatoline di Tiffany: «Il design di questo spazio – continua Moore –  nasce dall’idea di una full-immersion nel mondo di Tiffany. Non solo la sensazione di ritrovarsi in una confezione Tiffany, ma circondati anche dall’ospitalità di Tiffany».

Gli ospiti della gioielleria potranno così avere una visione esclusiva sul noto parco newyorkese e poi sentirsi completamente avvolti dal lussuoso mondo della maison.

LIFESTYLE

Phone-Case in legno, elegante accessorio di tendenza e di qualità

Chi ama la moda lo sa bene, il mondo del fashion non è fatto soltanto di stili, fantasie e colori, ma anche di materiali, e uno dei trend maggiori degli ultimi anni è sicuramente il legno. Occhiali da sole, orologi, bracciali, ma anche cover per telefoni. Sì, ci fanno letteralmente di tutto, ed anche io mi sono fatto prendere da questa wood-mania che sta spopolando.

Ho scelto così una cover per il mio iPhone, fedele compagno di viaggio e strumento indispensabile per i miei racconti sul web.

Mi piaceva l’idea del legno perché credo sia un materiale resistente, raffinato, che rappresentasse una elegante protezione per il mio telefono.

Ho navigato per un’ora circa il sito woodnstuffonline.com, letteralmente ammaliato dalle diverse tipologie di scocca per il mobile, e dai tanti accessori glamour del loro catalogo virtuale.

Alla fine la mia scelta è ricaduta su di una cover TITIKATA in legno di palissandro. Una basic, non particolarmente lavorata o rifinita come altre, che dà soprattutto risalto alle venature nerastre di questo prezioso legno di origine brasiliana.


Perfettamente integra nel suo involucro di polistirolo, la cover è arrivata dopo appena qualche giorno con un pacco ordinario da firmare, una vera garanzia per chi come me è sempre in giro e non ha il portiere, perché rappresenta la certezza di ricevere o rintracciare comunque il proprio pacco e, a limite, andare a ritirarlo.

È stato il perfetto regalo di bentornato dopo il mio viaggio a Milano. Chi mi segue su instagram lo sa già, sono stato nella capitale lombarda per qualche giorno, alla scoperta delle ultime tendenze culturali e non solo, e dopo aver visto tendenze e stravaganze post-fashion-week sono felice di pubblicare un post su di un accessorio come questo phone-case, che è assolutamente bello da vedere, al punto che la mia nuova tentazione è quella di poggiare al contrario il telefono sulla mia scrivania, ma è anche molto piacevole al tatto. Liscio, resistente, che si adatta perfettamente alle forme del mio smartphone, e che non ostruisce in alcun modo i tasti laterali di funzionamento, quello di accensione o fori vitali come quelli di carica e cuffia, spesso ostacolati o parzialmente coperti da cover di scarsa qualità o farlocche.

Alta qualità e basso costo, è soprattutto questo il binomio di woodnstuffonline.com che presenta una grande varietà di modelli, per gli amanti di Samsung o della mela di Cupertino, ma anche per tutti coloro che non rinunciano a seguire la moda senza per questo dover spendere tanto o troppo.

LIFESTYLE

Milano Fashion Week: Donatella Versace fa la storia ricordando il fratello Gianni

È una sfilata celebrativa quella della maison Versace, conclusasi poche ore fa durante la Milano Fashion Week. Non solo e non tanto per la voce di Donatella Versace che ha accompagnato i capi della stagione SS2018, ripetendo in loop “Gianni, this is for you”, Gianni, questo è per te, tra trance-track e musica techno durante il catwalk per ricordare il fratello scomparso, ma anche e soprattutto per una collezione, quella primavera/estate del prossimo anno, che ha saputo declinare in chiave moderna i capi cult della casa della Medusa, quelli creati negli anni tra gli anni ’80 e ’90 dall’estro di Gianni Versace, capostipite della fortunata casa di moda. I modelli sono qui riproposti in un mix di continuità e innovazione che non annoia e che, in tempi di revival televisivi e reboot cinematografici, non invecchia, ma cavalca sapientemente l’onda della nostalgia degli anni ’90.

Dal mitico chiodo borchiato, il giacchetto di pelle nera con le effigi della maison italiana, alle famosissime stampe technicolor, dalle fantasie barocche e animalier allo stile un po’ pop-art con la testa di Marilyn e James Dean, forse i modelli a mio avviso meno riusciti, finendo con i giubbetti in denim.

Una collezione dove i bianchi e i neri sono accostati a colori vivaci, a tratti fluo, ma anche tanto oro, riuscendo a cogliere l’essenza di un ventennio fa della casa di moda italiana, riportando in passerella lo spirito dell’amato e compianto Gianni Versace, morto prematuramente a cinquant’anni, assassinato il 15 luglio del 1997 nella sua villa a Miami.

Bella Hadid, sulla passerella per Versace

Versace riscopre così le sue radici, puntando su modelli iconici e su tessuti che hanno contribuito a portare lo stile italiano nel mondo, permettendo alla maison di affermarsi a livello globale nell’industria del fashion.

Kaia Gerber, figlia di Cindy Crawford sulla passerella per Versace

Ma la sfilata è stata anche un ideale passaggio di testimone dalle vecchie alle nuove generazione della passerella, che trovano affermazione sulle riviste di moda. Tra le modelle infatti i volti noti, anzi famosissimi, di alcune delle top del momento, come Gigi Hadid figlia della top model Yolanda Hadid, tra le più attese a questa settimana della moda milanese, ma anche la bellissima e giovanissima Kaia Gerber, figlia (quasi clone) di Cindy Crawford.

E a chiudere quella che è stata una sfilata pressoché perfetta, destinata ad entrare negli annali della storia, c’era proprio lei, mamma Cindy, insieme alle sue colleghe super top degli anni ’90, Claudia Schiffer, Naomi Campbell, Helena Christensen e Carla Bruni, vere e proprie divinità nell’olimpo della moda, fasciate come dee in abiti di maglia metallica dorata, capo cult della maison, che con Donatella hanno chiuso questo quadro moda che fa la storia, celebrando degnamente la figura di un indimenticato Gianni.

LIFESTYLE

L’eyewear alla moda e di qualità con sconti fino al 70%. Ecco dove:

Nice to see you, dice così la mia confezione che mi è stata appena recapitata per posta, piacere di vederti. Un gioco di parole che mi anticipa già il contenuto dell’involucro. È così che si presenta GlassesUSA.com ai suoi clienti che ordinano occhiali, da vista e da sole, attraverso l’omonimo sito web.

Un ampio catalogo virtuale, che offre decine di brand tra cui scegliere e centinaia di modelli, tra i quali riuscirete a trovare sicuramente il vostro stile, ottenendo sconti che arrivano fino al 70% su prezzi al dettaglio, e per i nuovi clienti che vogliono ricevere sconti e promozioni possono ricevere coupon e promo sottoscrivendo la newsletter dal sito.

Un paio di occhiali da vista, con montatura e lenti, costa appena 48 $, con la prescrizione gratuita delle lenti inclusa con ogni montatura.

io indosso gli occhiali MUSE, seguite la mia pagina instagram: @marianocervone

Ray-Ban, Oakley, Armani, Gucci, Persol, Prada sono soltanto alcune delle griffe che è possibile trovare navigando le pagine del sito internet. Una selezione vastissima con oltre 2500 stili diversi. Modelli classici, iconici, che hanno fatto la storia dell’eyewear, e che continuiamo inconsciamente ad ammirare nei film della vecchia Hollywood, sulle copertine dei rotocalchi d’epoca, sulle riviste patinate. Ma anche montature dal taglio moderno, contemporaneo, quasi futuristico, per chi invece è alla ricerca di un accessorio stiloso, fashion, particolare.

Ma GlassesUSA.com è un sito completo per l’eyeglasses, che affianca agli occhiali una vasta scelta di lenti, trattando con i principali produttori. Da Acuvue a Biomedics, da Avaira a Air Optix. Per chi vuole vedere con chiarezza, ma con discrezione, o chi per sfizio, noia o gioia vuole cambiare il colore dei propri occhi.

Lenti fatte da ottici professionisti presso i laboratori della casa. Standard, bifocali, progressive. Ce n’è per tutti i gusti e le esigenze.

uno dei tanti modelli che potete trovare su GlassesUSA.com

Ai più grandi e blasonati marchi, c’è tutta una serie di produzioni proprie di GlassesUSA.com come Ottoto, MUSE, Amelia E. Due linee con due stili molto diversi: la prima è l’ideale per chi vuole un design che omaggia la nostra Italia, le sue forme, la sua moda. Occhiali da vista, con lenti di qualità, ma anche da sole per il mare, la città, il tempo libero. In metallo o in plastica, squadrati o tondeggianti, per vestire l’essenza del tricolore e di quell’allure italiano senza tempo.

MUSE invece è per chi ama quello stile vintage, un po’ retro, a metà tra James Dean e Lana Del Rey. Occhiali che solcano un modo di essere come un bambino ricalca un disegno, e lo fa proprio, rivisitandolo con la sua personalità.

Chi mi conosce sa bene che non poteva che ricadere su questa seconda linea la mia scelta, optando per un modello che mi ricorda quelli anni ’60 di John Fitzgerald Kennedy.

È palpabile la qualità di questa montatura, che già al tatto sento robusta, forte, ed è letteralmente visibile la qualità delle lenti attraverso le quali vedo un’immagine nitida, pulita, non distorta, ma allo stesso tempo mi sento schermato e protetto dai raggi UV.

i miei nuovi occhiali MUSE, da GlassesUSA.com

Un colpo di fulmine. Questi occhiali da sole sono resistenti e leggeri. È una sensazione bellissima quella di passeggiare per le vie della mia città, con un paio di occhiali confortevole, che mi fa sentire bene con me stesso, mi fa sentire a mio agio con il mio volto, donandomi quella sicurezza di indossare un accessorio che riesce a trasmettere quella sensazione da cui nasce il vero benessere. Quella che ti fa sentire a proprio agio, più protetto e, soprattutto, anche più alla moda.

Il sito offre inoltre un simpatico quanto utile strumento, quello dello specchio virtuale, attraverso il quale caricare una propria fotografia e provare virtualmente ogni montatura, per scegliere quella più adatta al proprio viso.

Se siete ancora titubanti sugli acquisti on-line, sappiate che questi sono acquisti a zero rischi: il trasporto e la restituzione sono gratuiti, garantendo il rimborso totale della spesa al 100% entro 14 giorni dalla consegna, senza dover motivare il reso.

Chiudo la scatola, e mi accorgo che sotto c’è scritto see you next time, ci vediamo la prossima volta. Sì, sono sicuro che questa non sarà l’ultima. Arrivederci, GlassesUSA.com.

Sfogliate il catalogo e comprate gli occhiali dei vostri sogni risparmiando fino al 70%.

Ecco il link!

LIFESTYLE

Blowhammer, brand dello urban-style italiano

Quando indossi una t-shirt Blowhammer è come sentirti avvolto da un morbido abbraccio. È così che mi sono sentito indossando una maglietta che, ne sono sicuro, sarà senza dubbio il trend di questa estate e senza dubbio un must da indossare per sentirsi alla moda. Non solo perché il brand ha dedicato la stampa di un modello di punta ad una scimmia, sdoganata da Gabbani un po’ su tutte le reti, ma anche perché l’ha declinata in un colore a metà tra l’azzurro e l’acquamarina, cui fa da sfondo un intenso antracite.

Blowhammer è un giovane brand italiano che nasce proprio nel maggio del 2013 e si è proposto di creare uno stile underground distante da quello statunitense/estero cui siamo abituati, ma che avesse personalità e carattere e di distinguesse per la sua italianità.

Mi sono divertito molto ad andare in giro per la città avvertendo questa sensazione di indossare qualcosa di originale ed esclusivo eppure allo stesso tempo alla moda e giovane. Mi sono cimentato nel fare qualche scatto nel centro storico di Napoli, a due passi da San Gregorio Armeno, coniugando questo stile urban con la storia della città di partenope.

A creare questo marchio sono stati tre giovani poco più che ventenni, uniti soltanto da passione, entusiasmo, determinazione. Erano scarse le possibilità di investimento in promozioni e campagne e si riassumevano per lo più nel passaparola dei social. Facebook soprattutto, ma anche Instagram.

Dal 2014 però il fatturato del brand è cresciuto di oltre il 1000%, passando dai 5 dipendenti iniziali alle 25 figure professionali che con lo stesso entusiasmo e la stessa passione continuano a dare vita ai prodotti che oggi è possibile acquistare on-line.

Il risultato sono collezioni che prendono spunto anche dalla natura, dagli animali, dall’arte fondendo opere quali il David di Michelangelo a forme e geometrie moderne, o ricreando con scimmie e colori giochi a metà strada tra moda urbana e pop-art.

www.blowhammer.com

LIFESTYLE

Drunknmunky, il nuovo must have della stagione

Se Gabbani ha sdoganato la scimmia nuda che balla all’ultimo Festival di Sanremo, quella di DrunknMunky ha scelto invece di essere una scimmia ubriaca, di vita forse.

Sì, perché lo slogan di questo brand è BE RILEVANT, sii rilevante. Non presuntuosamente importante o migliore, ma rilevante. Di rilievo. Di chi si fa notare, ma con discrezione. È così che mi sono sentito quando ho indossato le mie Boston Classic Navy-Gray la prima volta, cogliendo appieno l’essenza di questo motto.

le mie nuove DrunknMunky Boston Classic Navy-Gray

Quando calzo le mie scarpe quasi non le sento tanto sono comode e leggere, il che ha del prodigioso se si considera che me le hanno spedite per posta e non le avevo mai provate prima, ma che conferma che acquistarle anche attraverso il loro sito ufficiale, www.drunknmunky.it, si può. Ed è davvero ampio il loro sito web, con una scelta che spazia per contenuti e forme, passando con nonchalance dalle scarpe all’abbigliamento.

DrunknMunky è un brand di prim’ordine nella produzione dello urban style, con un vasto universo di modelli e colori, abbracciando tanto gli uomini che le donne, arrivando ai bambini.

Stile fresco, moderno, che può fare la gioia dei giovanissimi fino ad abbracciare un pubblico più ampio.

È bello anche da vedere il logo della sinuosa scimmia stilizzata sulla parte esteriore della scarpa o sagomato sotto la suola, donando un movimento a tutta la linea della scarpa.

il logo DrunknMunky
a spasso per Napoli con le mie DrunknMunky

Ho passeggiato con le mie Monky tutto il giorno per le strade di Napoli, e mi sono sentito libero come su di un prato a piedi nudi. Grazie a queste scarpe ho attirato non soltanto l’occhio dei più attenti alle mode, che me le hanno subito invidiate, ma anche di chi ha notato il confort di sentirmi liberamente me stesso, a mio agio.

Comode, su misura per me. Scarpe che non soltanto sono belle da vedere, ma confortevoli da indossare e, moda a parte, credo sia anche questa l’arma vincente di un brand che ha fatto della sua mission stile e qualità.

DrunknMunky è un brand che qualsiasi fashionblogger non può permettersi di non indossare, suggerire, stilizzare nei propri outfit. Con i suoi materiali sempre più tecnologici, tecniche avanzate di produzione come la termosaldatura e le sperimentazioni grafiche, DrunknMunky ha creato una collezione che coniuga qualità e moda, con un total look deciso, che include anche colorati capi di abbigliamento, di carattere. Scarpe che sono già un must di stagione, per tutti coloro che vogliono essere cool, ma, soprattutto, relevant.

www.drunknmunky.it

CINEMA, LIFESTYLE

Animali Notturni: arriva finalmente al cinema il secondo film dello stilista Tom Ford

tony-susan-adelphi-animali-notturni-libro-film-internettualeFilm di questo weekend è stato Animali Notturni. A quasi sette anni da A Single Man, lo stilista Tom Ford si è rimesso dietro la macchina da presa. Ed è un ritorno felice, il suo, che con questa pellicola, presentata in anteprima alla 73esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia lo scorso settembre, ha ricevuto la nomination al Leone d’Oro, aggiudicandosi il Leone d’Argento – Gran premio della Giuria.

Ancora una volta è un libro ad ispirare la seconda fatica cinematografica dello stilista di Gucci, che sceglie il romanzo Tony e Susan di Austin Wright edito in Italia da Adelphi.

Se nella prima pellicola c’era il fascino di una bellissima Julianne Moore, è un’altra rossa, Amy Adams, ad animare la fantasia dello stilista che qui è anche sceneggiatore.

Non ci sono le solitudini di uomini soli qui. Il secondo film di Ford è un omaggio all’arte contemporanea e al cinema del passato. Una gallerista, la Adams, è ossessionata dalla violenza del romanzo scritto dal suo ex marito, interpretato da Jake Gyllenhaal, un thriller violento, che lei crede una velata minaccia e una chiara volontà di vendetta.

jake-gyllenhaal-in-animali-notturni-2016-internettualeRicorda molto le atmosfere di Arancia Meccanica e Funny Games, Animali Notturni, che trova il talento dello stilista nell’elegante overture di Abel Korzeniowski che accompagna i titoli di testa, componendo una colonna sonora che non maschera, ma enfatizza ogni espressione attoriale dei suoi protagonisti.

È un racconto nel racconto, una narrazione che si fa via via inspiegabilmente violenta, tesa, di una violenza gratuita e inspiegabile, che diventa paranoia.

Come recita il titolo, animali notturni, i protagonisti di questa vicenda si muovono e vivono di notte: notturne sono le letture di Susan, che come in una sorta di Eyes Wide Shut contemporaneo vive, pagina dopo pagina, le fantasie scritte del marito fino a farle sue; notturna è la storia narrata da Tony nel suo libro, su di un’imprecisata statale verso il Texas, tra i Motel tanto cari alla cinematografia statunitense e il lusso di una villa e gli ambienti dell’alta borghesia.

I costumi sono quelli di Arianne Phillips, già collaboratrice di Ford-regista e costumista di Madonna, che reinterpreta, senza eccessi, il glamour della moda con piccoli sprazzi di stravagante eleganza.

amy-adams-in-animali-notturni-2016-internettualeIntensa Amy Adams che vive sulla propria pelle le inquietudini cui, specularmente, Gyllenhaal dà il volto.

Se fate parte di quelli che cercano un senso ad ogni pellicola come a quest’opera, sappiate che Hitchcock non aveva sempre ragione dicendo che “il cinema è la vita con le parti noiose tagliate” e che talvolta un film, proprio come la vita che imita, può apparentemente non avere un senso, se non quello di trasmettere delle sensazioni. E se l’intento di Ford era quello di trasmettere delle sensazioni più che una narrazione coerente, l’obiettivo con questo film è pienamente raggiunto.