ART NEWS

Le domeniche gratuite educano alla “cultura del museo”

Musei, ingressi gratis e abolizioni. È questo il tema del giorno tra gli amanti dell’arte, da quando il neo-ministro alla cultura, Alberto Bonisoli, ha suggerito dalla Biblioteca Nazionale di Napoli la possibilità di una abolizione degli ingressi al museo la prima domenica del mese.

Immediate le reazioni di chi, favorevole, pensa sia un bene questo cambiamento, come Cecilie Hollberg, direttrice delle Gallerie dell’Accademia di Firenze, che raggiunta da SkyTG24 ha lamentato anche la carenza di personale e l’enorme sforzo per sostenere flussi maggiori nelle giornate gratuite, a chi, come l’ex Ministro della Cultura, Dario Franceschini, autore di questa iniziativa, pensa che la loro eliminazione sia un grave errore.

E in effetti questo un grave errore lo sarà, o almeno lo sarebbe, visto che si pensa ad una eliminazione sì, ma dopo l’estate.

Ed ha anche corretto il tiro Bonisoli, che definisce fake news la voce di una abolizione totale delle domeniche gratuite, e che tiene a precisare di voler dare più autonomia e scelta alle singole realtà museali e parchi archeologici: «La gratuità nei #musei? – twitta – non solo resterà ma sarà aumentata. Questo è un nostro impegno» ha detto il ministro, allegando un video in cui ha spiegato di voler “adattare le regole alle singole specificità, perché Milano non è Pompei – aggiunge – e idealmente [la gratuità] sarà pure aumentata attraverso un’operazione di valorizzazione intelligente si riesca a rendere più fruibile quello che è il nostro enorme patrimonio».

Dati alla mano, l’introduzione delle domeniche al museo, dal 2014, ha contribuito ad una crescita dei musei di oltre il 50%, con un grande ritorno di immagine e l’avvicinamento di persone all’arte tradizionalmente lontane dall’ambiente museale.

Da nord a sud sono tanti quelli che intendono mantenere attivo l’accesso gratuito. Da Giuseppe Sala, sindaco di Milano, che intende andare avanti per la gioia di vedere così tanti visitatori nei musei milanesi, al sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto, che ha detto: «Grazie alla Domenica al Museo, negli ultimi tre anni e mezzo migliaia di famiglie hanno potuto scoprire Ercolano».

Secondo una prima analisi effettuata dall’AGI oggi, nel quinquennio successivo all’introduzione delle domeniche gratuite ad opera del ministro Franceschini, i visitatori dei musei sono cresciuti del 53%, con una crescita dei visitatori totali paganti del 36,4%.

È vero, potrebbero essere molti altri i fattori e le concause che hanno portato a questo esponenziale aumento dei flussi, perché correlation doesn’t imply causation, però va riconosciuto a questa riforma il merito di aver avvicinato gli italiani al loro straordinario patrimonio artistico.

E, numeri alla mano, un merito Franceschini ce l’ha davvero. Se si considerano tutti gli altri casi che danno diritto ad entrare gratis (età, insegnanti, giornalisti, studenti d’arte ecc.) chi ha usufruito dell’accesso gratuito ai musei è comunque una quota minoritaria rispetto a chi avrebbe già diritto ad un accesso omaggio e, a fronte dei 10.9 milioni di ingressi gratuiti nella prima domenica del mese, di fatto solo 3.5 milioni hanno effettivamente beneficiato dell’esenzione del biglietto.

Insomma un piccolo specchietto delle allodole, potremmo bonariamente definirlo, che ha contribuito finora ad una maggiore fruizione dei musei e dei luoghi d’arte, e ha saputo rendere più vicine e vive opere di inestimabile valore, e luoghi che nell’immaginario collettivo sono spesso percepiti come antiquati e polverosi, contribuendo invece alla loro scoperta, e incentivandone la visita anche nel corso dell’anno, pagando.

Sì, perché è questo che ha fatto Dario Franceschini, ha implicitamente educato gli italiani alla “cultura del museo”, che è diventato una più che valida alternativa allo scialbo giro nel centro commerciale del fine settimana. E se è giusta l’osservazione di chi pensa che non sia necessariamente questo il target di visitatore medio da attrarre, è altrettanto vero che una visita al museo, gentilmente offerta dallo stato italiano, (di)mostra che c’è un mondo altro, e può rappresentare un input alla crescita della persona, al suo benessere psicofisico, alla sua formazione culturale, e può senza dubbio alimentare quel sacro fuoco di una passione che ti accompagna tutta la vita.

Annunci
ART NEWS

I 10 musei italiani preferiti dagli utenti di TripAdvisor

Anno che va, classifica che trovi. Dicembre, tempo di bilanci e, spesso, anche classifiche. Quali sono state le mete più visitate del 2017? Ecco una top ten, secondo gli utenti di TripAdvisor, dei luoghi più visti negli ultimi dodici mesi. Per chi vuole scoprire i musei più visti e per chi invece vuole prendere spunto per i propri viaggi.

Museo Egizio di Torino (da wikipedia)

Al primo posto si classifica quest’anno il Museo Egizio di Torino. Con quasi un milione di visitatori l’anno, 37.000 pezzi dislocati su 60.000 metri quadri è senza dubbio il museo più importante, dopo quello del Cairo, sull’Antico Egitto, e di certo quello più apprezzato dagli utenti del sito di viaggi, di cui scrivono, e con giusta causa, “Full immersion nell’Antico Egitto”.

Gallerie degli Uffizi, corridoio piano superiore (da wikipedia)

Ci spostiamo a Firenze. Al secondo posto infatti è la Galleria degli Uffizi, la seconda scelta dei viaggiatori. Anch’io quest’anno ho avuto il piacere postando su instagram alcune immagini. Botticelli e la Nascita di Venere e Raffaello Sanzio sono di certo il manifesto di questo nostro vanto italiano, ma sono tantissimi gli artisti, da Giotto a Tiziano, da Veronese a Tintoretto, passando per PontormoBronzinoCaravaggio e tantissimi altri.

“Averla vista in foto è nulla in confronto al trovarsi di fronte a questa magnifica scultura” sono queste le parole di qualcuno che ha visto per la prima volta il David di Michelangelo, scultura-principe delle Gallerie dell’Accademia a Firenze, che in questa classifica, tutta italiana, sono al terzo posto dei siti preferiti.

Quarto posto per la Galleria Borghese a Roma. A destare interesse è soprattutto la vasta collezione di opere di Caravaggio. Ce ne sono ben sei, tra cui il Fanciullo con canestro di frutta, il Bacchino Malato e la Madonna dei Palafrenieri.

“Tutta la storia del Cristianesimo a disposizione”, qualcuno ha scritto. In realtà c’è molto di più nelle sale dei Musei Vaticani che, a dispetto delle quotidiane file chilometriche per entrare (nel 2015 sono stati visitati da ben sei milioni di visitatori), sono la quinta preferenza del sito di travel.

C’è anche il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo in questa classifica, che io ho avuto il privilegio di scoprire in uno dei miei tanti soggiorni romani. Location fugace del film Mangia Prega Ama, dove Julia Roberts scorge una bellissima Roma al tramonto dalle sue terrazze, il museo è noto per il suo “passetto” che lo lega allo Stato del Vaticano, ed è stato protagonista anche del romanzo di Dan Brown, Angeli e Demoni.

Non solo arte e archeologia. In questa classifica c’è anche il Museo Nazionale del Cinema. 700.000 visite lo scorso anno, il museo, che si trova all’interno della Mole Antonelliana a Torino, ha aperto al pubblico nel 1953. Sono ben 3200 i metri quadri dedicati alla settima arte, che è raccontata attraverso un’ampia biblioteca, poster e manifesti di film e, naturalmente, una collezione di pellicole.

Una classifica trasversale quella degli utenti del sito, che va da Nord al Sud del nostro paese e che annoverano anche il Collezione Peggy Guggenheim a Venezia. All’interno del Palazzo Venier dei Leoni, il museo fa parte della Solomon R. Guggenheim Foundation e tra le sue collezioni vanta quelle di artisti come PicassoDuchampChagallDalì e molti altri.

Ritorniamo a Torino per il Museo Nazionale dell’Automobile. Confesso che questa per me è una sorpresa. Mi aspettavo solo musei d’arte e di archeologia, e invece scopro con piacere che l’interesse dei visitatori va dai dipinti ai motori. Il museo torinese, è uno dei musei dell’automobile più importanti al mondo. I suoi spazi sono visibili anche attraverso Google Maps e la funzione Street View, e contiene mezzi di trasporto che vanno da carrozze di fine Settecento ad auto degli anni 2000.

E c’è anche un po’ di Napoli in questa classifica. Ultimo, ma non ultimo, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ormai noto anche con il suo acronimo, MANN, che chiude questo decalogo del web. Il museo conta una importantissima collezione archeologica e tra i suoi fiori all’occhiello può vantare una Sezione Egizia, di recente ristrutturazione, che è seconda in Italia soltanto al Museo Egizio di Torino. Dalla statuaria greca agli affreschi Pompeiani è una pagina in pietra di storia dell’arte.

ART NEWS

Tutte le grandi mostre della stagione autunno-inverno 2016/2017 da non perdere

Chiusi gli ombrelloni e ritornati a lavoro, tra i vacanzieri di fine agosto e gli ultimi giorni di sole, la maggior parte degli italiani è già proiettata sui programmi, cittadini, della prossima stagione autunnale. Se per i prossimi ponti e le gite fuori porta bisognerà aspettare novembre e dicembre, l’Immacolata ci regalerà un fine settimana a cominciare dal giovedì, da questo settembre, con buona pace di chi preferisce partire, si inaugurerà un ricco calendario di eventi culturali, che porterà per la prima volta capolavori mai visti nella nostra penisola, per un ventaglio temporale che va dal ‘400 all’arte contemporanea di Burri.

calendar date - internettualeAd inaugurare idealmente l’agenda delle grandi mostre ci pensa il Palazzo del Quirinale a Roma, con Guttuso. Inquietudine di un realismo: dal 10 settembre fino al prossimo 9 ottobre sarà possibile ammirare le opere dell’artista di Bagheria di ispirazione religiosa.

Nello stesso giorno alla Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo a Parma si inaugura una retrospettiva dedicata ai grandi maestri dell’arte contemporanea ai tempi del boom economico nel nostro paese: Italia Pop. L’arte negli anni del boom, questo il titolo della collettiva, che mette insieme alcuni dei grandi esponenti del secolo passato, da De Chirico a Burri, da Schifano a Fioroni, che potranno essere ammirati solo fino all’11 dicembre.

A Palazzo Roverella di Rovigo dal 17 settembre fino al prossimo 14 gennaio sarà invece la volta della mostra Nabis, Gauguin e la pittura italiana di Avanguardia, dialogo tra l’artista francese e le avanguardie italiane.

Torino invece ospiterà a Palazzo Chiablese, dal 20 settembre al 29 gennaio, Eduard Hopper. Dopo il successo di pubblico di Bologna, il pittore statunitense sarà adesso accolto nel capoluogo piemontese, dove dal 21 settembre al 19 gennaio, nello straordinario contesto della Reggia di Venaria ci sarà anche la rassegna Brueghel. Capolavori dell’arte fiamminga, importante collettiva dedicata ai più grandi esponenti dell’arte fiamminga attivi tra il XVI e XVII secolo.

Come già anticipato ieri in un post, a Palazzo Reale di Milano arrivano invece Hokusai, Hiroshige, Utamaro dal 22 settembre al 29 gennaio, con una selezione di oltre 200 opere dei tre maestri giapponesi.

Perugia invece si appresta a celebrare il centenario della nascita del proprio concittadino Alberto Burri, originario di Città di Castello, con una importante retrospettiva, Alberto Burri: lo Spazio di Materia – tra Europa e U.S.A, che dal 24 settembre al 6 gennaio negli Ex Seccatoi del Tabacco di Città di Castello sarà allestita questa straordinaria antologica che ripercorre le fasi più importanti dell’artista scomparso nel 1995, che contribuì ad influenzare alcuni dei più importanti esponenti della scena contemporanea mondiale: da Fontana a Manzoni, passando per Christo e Pollock.

Anche la città di Ferrara si prepara a festeggiare un importante anniversario: Orlando Furioso 500 anni. Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi, questo il titolo dell’evento che dal 24 settembre fino all’8 gennaio metterà insieme i capolavori di Mantegna, Paolo Uccello, Tiziano e tanti altri, il cui patrimonio iconografico ha senza dubbio ispirato il letterato italiano nella composizione delle sue opere e di quello che fu il suo poema più famoso, L’Orlando Furioso, pubblicato per la prima volta cinque secoli fa.

Nella suggestione rinascimentale del Chiostro del Bramante a Roma da fine settembre fino al 19 febbraio arriverà Love. L’arte contemporanea incontra l’amore, collettiva d’eccezione che mette insieme i più grandi nomi dell’arte contemporanea, da Andy Warhol a Tom Wesselmann.

Per fortuna il loro calendario non ha profetizzato la fine del mondo, altrimenti dall’8 ottobre al 5 marzo non avremmo potuto ammirare la mostra Maya. Il linguaggio della bellezza, a Palazzo della Gran Guardia di Verona, per immergersi in un’altra cultura e un altro tempo.

A Palazzo Forti invece, sempre a Verona, dal 15 ottobre al 17 marzo, ci sarà anche Picasso. Figure (1895-1972), antologica che indaga le forme del corpo del maestro spagnolo, dal cubismo agli del dopoguerra.

Di nuovo Andy Warhol, questa volta a Genova, protagonista assoluto di Andy Warhol. Pop Society, a Palazzo Ducale dal 21 ottobre al prossimo 26 febbraio.

Il Mudec di Milano ospiterà invece cento opere dell’artista “maledetto” Jean-Michel Basquiat, definito da molti “il James Dean dell’arte” e morto di AIDS a quasi trent’anni.

Dal 29 ottobre al prossimo 17 aprile, al Museo di Santa Caterina di Treviso ci sarà Storie dell’Impressionismo. I grandi protagonisti da Monet a Renoir, da Van Gogh a Gauguin, una delle correnti artistiche più amate e riprodotte di sempre: 140 opere, provenienti da collezioni internazionali, con una particolare attenzione alla produzione di Cezanne.

Palazzo Magnani di Reggio Emilia dal 5 novembre al 14 febbraio allestirà Liberty in Italia. Artisti alla ricerca del Moderno.

A concludere questo primo ciclo di eventi, con l’inizio dell’inverno dall’11 novembre all’8 gennaio avremo nel Complesso del Vittoriano, Antonio Ligabue, pittore naif attivo in Italia nel corso del ‘900, mentre Palazzo Albergati di Bologna dedicherà una retrospettiva all’amatissima pittrice messicana Frida Kahlo dal 15 novembre al 15 marzo.

Chiude degnamente questo straordinario calendario di grandi eventi culturali Vermeer a Capodimonte: il pittore olandese, noto per la sua ragazza con l’orecchino di perla, arriva nel Museo di Capodimonte a Napoli dal 21 novembre al 9 febbraio, portando per la prima volta La suonatrice di liuto, custodita dal Met di New York.