ART NEWS

Festa della Donna: musei gratis per le donne l’8 marzo

C’è un’inversione di tendenza da qualche tempo a questa parte. Se negli ultimi anni la Festa della Donna si era trasformata da commemorazione e festa dei diritti a becero raduno negli stripclub per sole signore, dallo scorso anno l’8 Marzo è invece l’occasione per avvicinarsi alla cultura gratuitamente.

TORINO. MUSEI REALI - PALAZZO REALE MARIA JOSÈ PRINCIPESSA DI PIEMONTE 1929
TORINO. MUSEI REALI – PALAZZO REALE
MARIA JOSÈ PRINCIPESSA DI PIEMONTE
1929

Grazie a una bellissima iniziativa del Ministero dei Beni Culturali infatti, le donne potranno entrare gratuitamente in tutti i musei statali. L’annuncio arriva tramite una campagna social che sceglie volti femminili che hanno fatto la storia: da Saffo a Jane Burden Morris, da Artemisia Gentileschi a Madame de Stael. Sono oltre trenta le locandine che animeranno i canali social @MuseiItaliani fino all’8 marzo.

Nel frattempo si rinnova anche la consueta caccia al tesoro cui il ministero invita i cittadini in visita nei musei. L’hashtag di questa occasione sarà #8marzoalmuseo attraverso il quale è possibile condividere contenuti in tema, catturando con il proprio smartphone e condividendolo su instagram, il social network deputato alla fotografia, ritratti di donne di tutte le epoche nei dipinti, le sculture, i vasi figurati, arazzi, affreschi di tutte le collezioni museali.

Nel frattempo domenica 5 marzo, si rinnova la consueta prima domenica del mese, durante la quale tutti i cittadini potranno accedere gratuitamente nei principali musei nazionali del nostro Paese.

per maggiori informazioni:

http://www.beniculturali.it/8marzo

ART NEWS

Nasce il Parco Archeologico del Colosseo con un nuovo direttore-manager

C’è aria di cambiamento a Roma. Il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, nell’ottica di valorizzare i beni archeologici e architettonici del paese, continua con le nomine di Direttori-manager internazionali, che sappiano meglio gestire e valorizzare il patrimonio, in un’ottica imprenditoriale. Anche l’Anfiteatro Flavio dunque, ai più noto come Colosseo, ne avrà uno. Nasce infatti un Parco Archeologico del Colosseo che annette il Palatino, i Fori e la Domus Aurea.

In linea con una nuova cultura di impresa che sta doverosamente investendo da qualche anno l’ambito Archeologico-Artistico con la riforma Franceschini del 2014, anche il Colosseo a Roma, come Pompei a Napoli, ridisegna  le competenze dell’area archeologica romana.

colosseo-interno-internettualeCon questa riforma la Soprintendenza Speciale, a scomputo della perdita del  Colosseo, Fori Palatino e Domus Aurea, incorporerà le competenze che erano della soprintendenza ordinaria, che invece verrà del tutto eliminata.

La Soprintendenza Speciale potrà sopravvivere anche grazie al 25-30% degli introiti che arriveranno dai biglietti emessi dal Parco del Colosseo.

Come per gli altri musei autonomi, anche il direttore-manager del Colosseo arriverà da una selezione internazionale.

Il solo cambiamento sostanziale, per il momento, sarà quello del nome dunque, che diventerà Parco Archeologico. Per ora il direttore resta l’attuale soprintendente Massimo Osanna, la riforma e la conseguente selezione prenderanno il via alla scadenza del suo mandato.

ART NEWS

La bellissima “Sezione Egizia” del Museo Archeologico di Napoli

museo-archeologico-nazionale-di-napoli-sezione-egizia-dea-internettualeDa poco meno di un mese il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ha ritrovato la sua Collezione Egizia. Dopo oltre sei anni di chiusura al pubblico, sopperita dal compendio in una saletta, e un lavoro di ristrutturazione delle sedi espositive, il MANN riapre finalmente le storiche collezioni Borgia e Picchianti, per importanza seconde in Italia soltanto al Museo Egizio di Torino, e tra le raccolte originarie del museo napoletano.

Se seguite il mio profilo instagram, saprete già che ho trascorso all’insegna dell’arte egizia.

Composta da diverse sale, ordinate per tipologia, secondo un criterio visto anche all’Egizio di Torino. Le sale, collocate nell’originario piano interrato dell’edificio, sono una teoria di spazi in cui si susseguono i monili egizi: la plastica di piccole dimensioni, che si alterna alle stele e alle epigrafi.

Tanti gli oggetti di queste collezioni che ritrovano nuova luce, come le mummie: sono ben tre quelle custodite al MANN, tra cui quella di un bambino e di un coccodrillo.

museo-archeologico-nazionale-di-napoli-sezione-egizia-mummia-internettualeUn’esposizione moderna, che gioca con forme, ma soprattutto colori, che accompagnano i millenari manufatti egizi. I gialli, i rossi, i blu fanno da sfondo ai vasi canopi, alle teste, alle divinità umane e animali che hanno animato la storia e la cultura nell’Antico Egitto.

museo-archeologico-nazionale-di-napoli-sezione-egizia-divinita-internettualeUn allestimento che, pur non snaturando il contesto in cui si trova, è fresco, giovane, vitale, che gioca anche ad attrarre un pubblico giovane, la Generation X con lo smartphone alla mano, poco avvezza alla cultura e ai musei.

Bellissime le epigrafi che raccontano del culto dei morti, della dea Iside e di Osiride, e del viaggio, attraverso Ra, nel Regno dei Morti.

Nelle sale gli oggetti d’uso comune narrano della quotidianità di una vita altra, oltre la morte, diventando corredo funerario.

museo-archeologico-nazionale-di-napoli-sezione-egizia-papiri-internettualeIn un’ottica museale contemporanea grande attenzione è data all’illuminazione dei reperti archeologici, valorizzati da fasci di luce e teche impercettibili, lontane dagli ottocenteschi espositori in legno, di cui resta simbolicamente traccia in una vetrina all’ingresso della sezione.

museo-archeologico-nazionale-di-napoli-sezione-egizia-canopo-internettualeAd accogliere i visitatori in questo mondo di morti, il Naoforo Farnese, eletto simbolo di questa attesa riapertura nelle immagini promozionali, cui tocca fare gli onori di casa, mentre un proiettore introduce i visitatori all’Antico Egitto e i pannelli a muro ripercorrono la storia della formazione delle collezioni.

La sezione si ricollegherà probabilmente con quella delle Epigrafi, oggi chiusa, il cui percorso sotterraneo aprirà una finestra ancora più ampia sul mondo antico.

Benché siano ancora tante, troppe, le sezioni che proprio non riescono ad aprire contemporaneamente, il MANN sta riacquistando l’antico prestigio, e quello dei faraoni è un ritorno doveroso, che contribuisce a ridare all’Archeologico la dignità di un museo che vanta alcune delle collezioni più importanti del mondo.

Per maggiori informazioni:

www.museoarcheologiconapoli.it

ART NEWS

Il 24 e 25 settembre tornano le Giornate Europee del Patrimonio con ingresso nei musei a 1€

Anche quest’anno ritornano le Giornate Europee del Patrimonio, appuntamento molto atteso dagli amanti della cultura che si perpetua dal 1991 alla scoperta dell’immenso patrimonio artistico sul nostro territorio. Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo insieme al Consiglio d’Europa e alla Commissione Europea aderisce alla due-giorni, che si terrà il prossimo 24 e 25 settembre, per promuovere il dialogo tra le Nazioni della comunità europea evidenziando l’importanza dell’arte nelle dinamiche della società italiana e non solo.

gep2016_locandinaNon solo musei e siti archeologici statali, con ingresso serale nella giornata di sabato a solo 1 €, ma tanti anche i luoghi della cultura locale che vi prendono parte: dai musei civici a comuni, dalle gallerie a fondazioni e associazioni private, per un’offerta che si allarga sul panorama culturale e artistico a trecentosessanta gradi.

Ricchissimo il calendario che in un solo fine settimana concentra, su tutto il territorio, quasi mille eventi, che, lo scorso anno, ha portato nei soli luoghi dotati di bigliettazione circa 380.000 visitatori, escludendo dunque tutti quelli che hanno invece affollato siti, luoghi e associazioni più piccole.

La due-giorni rappresenta l’occasione da non perdere per scorgere aspetti inediti di luoghi ben noti, o scoprirli sotto una luce completamente diversa, con percorsi ed eventi pensati proprio per questa occasione.

Seguendo una direzione tracciata nel 2005, nota come Convenzione Faro, la #GEP2016 ruoterà quest’anno intorno al tema della partecipazione al patrimonio, una presa di coscienza dell’importanza di ammirare, custodire e proteggere questo immensa eredità lasciataci dal nostro Paese e da tutti i maestri che hanno saputo nei secoli farne la storia, rendendolo grande agli occhi del mondo.

Una sorta di prosecuzione dunque di quella che è stata la scorsa “Festa dei Musei” nei giorni del 2 e 3 giugno 2016, spostando così l’attenzione dai Musei e i Luoghi della cultura ai visitatori, che ne diventano (in)consapevolmente protagonisti e depositari di un patrimonio unico.

Ricchissimo il calendario campana che coinvolge tutte e quattro le nostre città e musei, in primis il Museo archeologico nazionale di Napoli, che propone, tra gli altri, il percorso Madamina il catalogo è questo. Visita ai Depositi del Museo, nei depositi del museo alla scoperta di quelle figure femminili come dee, muse, ninfe e imperatrici rese immortali dall’arte della statuaria e non solo; con Convivium. Vino per uomini, dèi ed eroi. E le donne? I visitatori scopriranno l’importanza del vino nel mondo antico, mentre in Duo in do chiuderà la serata di sabato 24 con il Concerto di musica classica M° Paolo Barone e M° Gabriele Cimmino.

Ma sono tantissimi gli appuntamenti in tutta Italia. Una lista completa al sito del Mibact.

ART NEWS

La Suonatrice di Liuto: Vermeer a Capodimonte per la prima volta, in una suggestiva riambientazione

È una mostra straordinaria quella che proporrà il Museo di Capodimonte a Napoli, a partire dal prossimo 21 novembre. Fino al prossimo 9 febbraio 2017 infatti, i visitatori potranno ammirare La Suonatrice di Liuto, opera del maestro fiammingo Jan Vermeer, che arriva per la prima volta nel capoluogo partenopeo. Un evento davvero eccezionale, se si considera che dell’autore olandese sono poche le opere che ci sono pervenute fino ad oggi, sparse tra i possedimenti dei musei stranieri nel mondo e in nessuna collezione italiana.

Un’occasione dunque per il pubblico del Bel Paese di ammirare un quadro generalmente esposto dall’altra parte dell’oceano, al Metropolitan Museum di New York, che ha acconsentito a questo prestito straordinario, testimoniando al contempo la forte sinergia di Capodimonte con i partner stranieri, proiettandolo tra i musei partenopei più vivi ed interessanti.

Verneer a Capodimonte Jan Verneer La Suonatrice di Liuto 2016 - internettualeLa Suonatrice di Liuto è un’opera della maturità dell’artista fiammingo, attivo fino al 1675, anno della sua morte. Il dipinto ritrae una donna, la quale con molta probabilità è stata identificata come la moglie dello stesso Vermeer. La suonatrice è colta nell’atto di accordare uno strumento, rivolgendo lo sguardo verso l’esterno, attraverso una finestra, ed una stanza, tanto cara all’artista.

Il dipinto, come tutta la poetica dell’artista, è la perfetta sintesi di quella cultura olandese medio-borghese del XVII secolo.

L’atmosfera intima, all’interno di un contesto feriale, infatti è la medesima che si respira in quella che è l’opera più famosa di Vermeer, La ragazza con l’orecchino di perla. Straordinaria la luce del mattino che entra nell’ambiente attraverso la finestra, con una ricchezza di dettagli, un realismo nella policromatica ricerca delle superfici colpite dalla luce e dalla sua posizione.

L’accurata descrizione della realtà circostante e il fotografico racconto che ne fa Veneer, permetteranno al Museo di Capodimonte un’opera di riambientazione della sala stessa all’interno della quale sarà ospitato il dipinto. In particolare troveranno posto due elementi che caratterizzano fortemente il dipinto: il liuto, identificato dagli studiosi come uno strumento a 11 corde del XVII secolo, molto simile a quello realizzato da Jean Des Moulins nel 1644 circa e conservato al Musée Instrumental du CNSM di Parigi, e la grande carta geografica dell’Europa che s’intravede alle spalle della suonatrice, riconoscibile con quella delineata da Willem Janszoon Blaeu ed inserita nel Theatrum Orbis Terrarum, atlante del 1659.

F. GUARINO S Cecilia all'organo Capodimonte - internettuale
Santa Cecilia all’organo, Francesco Guarino Museo di Capodimonte

Il dipinto di Vermeer si ritroverà così a dialogare con soggetti simili della galleria napoletana, appartenenti alla collezione permanente del Museo di Capodimonte. Donne musiciste collocate in particolari contesti devozionali-religiosi che daranno modo ai visitatori di seguire l’evoluzione del mercato dell’arte e dei diversi modi, tecniche, iconografie e contesti nel rappresentare soggetti tutto sommato simili nel corso del ‘600. Saranno ben tre le versioni di Santa Cecilia, di Bernardo Cavallino, Carlo Sellitto e Francesco Guarino, che si ritroveranno così confrontate in un percorso dai molteplici colori e stili in cui si scontrano e si incontrano per amore dell’arte immortale.

ART NEWS

Tutte le grandi mostre della stagione autunno-inverno 2016/2017 da non perdere

Chiusi gli ombrelloni e ritornati a lavoro, tra i vacanzieri di fine agosto e gli ultimi giorni di sole, la maggior parte degli italiani è già proiettata sui programmi, cittadini, della prossima stagione autunnale. Se per i prossimi ponti e le gite fuori porta bisognerà aspettare novembre e dicembre, l’Immacolata ci regalerà un fine settimana a cominciare dal giovedì, da questo settembre, con buona pace di chi preferisce partire, si inaugurerà un ricco calendario di eventi culturali, che porterà per la prima volta capolavori mai visti nella nostra penisola, per un ventaglio temporale che va dal ‘400 all’arte contemporanea di Burri.

calendar date - internettualeAd inaugurare idealmente l’agenda delle grandi mostre ci pensa il Palazzo del Quirinale a Roma, con Guttuso. Inquietudine di un realismo: dal 10 settembre fino al prossimo 9 ottobre sarà possibile ammirare le opere dell’artista di Bagheria di ispirazione religiosa.

Nello stesso giorno alla Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo a Parma si inaugura una retrospettiva dedicata ai grandi maestri dell’arte contemporanea ai tempi del boom economico nel nostro paese: Italia Pop. L’arte negli anni del boom, questo il titolo della collettiva, che mette insieme alcuni dei grandi esponenti del secolo passato, da De Chirico a Burri, da Schifano a Fioroni, che potranno essere ammirati solo fino all’11 dicembre.

A Palazzo Roverella di Rovigo dal 17 settembre fino al prossimo 14 gennaio sarà invece la volta della mostra Nabis, Gauguin e la pittura italiana di Avanguardia, dialogo tra l’artista francese e le avanguardie italiane.

Torino invece ospiterà a Palazzo Chiablese, dal 20 settembre al 29 gennaio, Eduard Hopper. Dopo il successo di pubblico di Bologna, il pittore statunitense sarà adesso accolto nel capoluogo piemontese, dove dal 21 settembre al 19 gennaio, nello straordinario contesto della Reggia di Venaria ci sarà anche la rassegna Brueghel. Capolavori dell’arte fiamminga, importante collettiva dedicata ai più grandi esponenti dell’arte fiamminga attivi tra il XVI e XVII secolo.

Come già anticipato ieri in un post, a Palazzo Reale di Milano arrivano invece Hokusai, Hiroshige, Utamaro dal 22 settembre al 29 gennaio, con una selezione di oltre 200 opere dei tre maestri giapponesi.

Perugia invece si appresta a celebrare il centenario della nascita del proprio concittadino Alberto Burri, originario di Città di Castello, con una importante retrospettiva, Alberto Burri: lo Spazio di Materia – tra Europa e U.S.A, che dal 24 settembre al 6 gennaio negli Ex Seccatoi del Tabacco di Città di Castello sarà allestita questa straordinaria antologica che ripercorre le fasi più importanti dell’artista scomparso nel 1995, che contribuì ad influenzare alcuni dei più importanti esponenti della scena contemporanea mondiale: da Fontana a Manzoni, passando per Christo e Pollock.

Anche la città di Ferrara si prepara a festeggiare un importante anniversario: Orlando Furioso 500 anni. Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi, questo il titolo dell’evento che dal 24 settembre fino all’8 gennaio metterà insieme i capolavori di Mantegna, Paolo Uccello, Tiziano e tanti altri, il cui patrimonio iconografico ha senza dubbio ispirato il letterato italiano nella composizione delle sue opere e di quello che fu il suo poema più famoso, L’Orlando Furioso, pubblicato per la prima volta cinque secoli fa.

Nella suggestione rinascimentale del Chiostro del Bramante a Roma da fine settembre fino al 19 febbraio arriverà Love. L’arte contemporanea incontra l’amore, collettiva d’eccezione che mette insieme i più grandi nomi dell’arte contemporanea, da Andy Warhol a Tom Wesselmann.

Per fortuna il loro calendario non ha profetizzato la fine del mondo, altrimenti dall’8 ottobre al 5 marzo non avremmo potuto ammirare la mostra Maya. Il linguaggio della bellezza, a Palazzo della Gran Guardia di Verona, per immergersi in un’altra cultura e un altro tempo.

A Palazzo Forti invece, sempre a Verona, dal 15 ottobre al 17 marzo, ci sarà anche Picasso. Figure (1895-1972), antologica che indaga le forme del corpo del maestro spagnolo, dal cubismo agli del dopoguerra.

Di nuovo Andy Warhol, questa volta a Genova, protagonista assoluto di Andy Warhol. Pop Society, a Palazzo Ducale dal 21 ottobre al prossimo 26 febbraio.

Il Mudec di Milano ospiterà invece cento opere dell’artista “maledetto” Jean-Michel Basquiat, definito da molti “il James Dean dell’arte” e morto di AIDS a quasi trent’anni.

Dal 29 ottobre al prossimo 17 aprile, al Museo di Santa Caterina di Treviso ci sarà Storie dell’Impressionismo. I grandi protagonisti da Monet a Renoir, da Van Gogh a Gauguin, una delle correnti artistiche più amate e riprodotte di sempre: 140 opere, provenienti da collezioni internazionali, con una particolare attenzione alla produzione di Cezanne.

Palazzo Magnani di Reggio Emilia dal 5 novembre al 14 febbraio allestirà Liberty in Italia. Artisti alla ricerca del Moderno.

A concludere questo primo ciclo di eventi, con l’inizio dell’inverno dall’11 novembre all’8 gennaio avremo nel Complesso del Vittoriano, Antonio Ligabue, pittore naif attivo in Italia nel corso del ‘900, mentre Palazzo Albergati di Bologna dedicherà una retrospettiva all’amatissima pittrice messicana Frida Kahlo dal 15 novembre al 15 marzo.

Chiude degnamente questo straordinario calendario di grandi eventi culturali Vermeer a Capodimonte: il pittore olandese, noto per la sua ragazza con l’orecchino di perla, arriva nel Museo di Capodimonte a Napoli dal 21 novembre al 9 febbraio, portando per la prima volta La suonatrice di liuto, custodita dal Met di New York.

ART NEWS

#museums4italy: domenica 28 i biglietti d’ingresso andranno alle vittime del terremoto

Domenica 28 agosto il biglietto d’ingresso per i principali musei statali sarà devoluto alle vittime del terremoto che ha duramente colpito il centro Italia la notte del 24 agosto scorso. L’iniziativa si chiama #museums4italy

No, non si tratta di un ingresso al museo gratuito, né delle domeniche al museo. Questa volta il biglietto si paga eccome, però farlo avrà un altro sapore: «Tutti gli incassi dei musei statali della prossima domenica 28 agosto saranno destinati ai territori terremotati» a dichiararlo il Ministro de Beni Culturali, Dario Franceschini, il quale invita tutti gli italiani, e questa volta anche per una buona causa, ad “andare nei musei in segno di solidarietà con le popolazioni coinvolte dal sisma della scorsa notte”.

Questa iniziativa andrà naturalmente ad aggiungersi alle tante altre da parte del governo. In questo modo MIBACT destinerà gli incassi non solo dei musei ma anche delle aree archeologiche statali di domenica 28 a interventi sul patrimonio culturale gravemente danneggiato dal terremoto di magnitudo 6.0.

Chiesa di Sant'Agostino AMATRICE-Foto Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale
Chiesa di Sant’Agostino
AMATRICE-Foto Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale

Secondo una prima stima resa nota dal ministro dei beni e delle attività culturali, sarebbero circa 293 i beni culturali colpiti solo nella zona più ristretta, dei quali “cinquanta – dice Franceschini – gravemente danneggiati o crollati”.

Un numero, questo, destinato senza dubbio a salire, come ammette lo stesso ministro alla cultura, data la grande vastità del sisma.

I dati sono frutto delle prime ricognizioni da parte dei corpi del corpo di Comando per la tutela dei beni culturali, operativi in queste ore sui luoghi del disastro.

Chiesa di Sant'Agostino AMATRICE-Foto Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale
Chiesa di Sant’Agostino
AMATRICE-Foto Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale

Oltre agli aiuti e a non essere abbandonati, i comuni chiedono una ricostruzione dei propri borghi che sia fedele all’immagine che si è tramandata nei secoli fino ad oggi: «Una sfida che dovremo raccogliere» fa sapere con coraggio il ministro, che non si arrende di fronte alle probabili difficoltà e gli sforzi che tale impegno richiederà: «Si può ricostruire garantendo anche la sicurezza antisismica – aggiunge – quei luoghi devono tornare ad essere così come sono stati».

Alcuni di questi luoghi, come il borgo di Amatrice, erano stati aggiunti di recente nella lista dei borghi più belli d’Italia. Infinita la lista stilata dal ministero con i nomi dei luoghi di culto, dei monumenti e degli edifici storici gravemente danneggiati dal terremoto, di queste piccole frazioni dislocate su ben tre regioni, tra Lazio, Marche e Umbria.

E se il numero 45500 ha raccolto oltre sei milioni di euro per le vittime, la visita ai musei e alle aree archeologiche di domani, domenica 28 agosto, potrà permettere agli italiani non soltanto di avvicinarsi maggiormente alla cultura del proprio territorio o di quello in cui sono ospiti, ma di sentirsi più vicini gli uni agli altri contemplando quell’arte e bellezza che si spera possano presto ritrovare le regioni colpite da questa catastrofe.

ART NEWS

A Reggio Calabria riapre il (nuovo) Museo Archeologico Nazionale

È il secondo museo, dopo quello di Capodimonte, più visitato del sud Italia. Riaperto oggi a Palazzo Piacentini, il Museo Nazionale Archeologico di Reggio Calabria ritrova oggi i suoi 11 mila metri quadri completamente riqualificato, in cui trovano una nuova e più degna collocazione non solo i due Bronzi di Riace, simbolo del sito stesso, ma anche i tanti reperti inediti che vanno ad arricchire la collezione storica.

Un museo che raccoglie e racconta le meraviglie della Magna Grecia, e che vuole rappresentare una sfida del sistema museale italiano.

Sull’onda del successo della riqualificazione del Museo Egizio di Torino, che nell’ultimo anno ha totalizzato un milione di visitatori, anche al Sud si punta soprattutto sul patrimonio culturale: «Un museo che conquista i suoi visitatori, accompagnandoli nell’affascinante storia dell’antichità calabrese, sviluppata dal Paleolitico alla tarda età romana su quattro livelli di esposizione permanente» ha spiegato il direttore Carmelo Malacrino.

200 vetrine per un percorso espositivo che parte dalle prime manifestazioni dell’uomo di Neanderthal in Calabria, passando per l’Homo Sapiens, fino alle prime città-Stato e i santuari della Magna Grecia, da oggetti d’uso nella quotidianità ai ricchissimi corredi funerari delle necropoli di Gioia Tauro e di Locri, fino alla città stessa di Reggio Calabria, con reperti che ripercorrono la genealogia della storia e del rigoglioso sviluppo. Culmine dell’itinerario di visita è la sala della statuaria magnogreca, dei mastodontici Bronzi di Riace, ma anche quelli di Porticello, oggi esposti in una sala completamente climatizzata “anti-corrosione”.

«Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria dimostra – chiosa – come si può vincere la sfida del sistema museale italiano. Abbiamo trovato un sistema museale con le collezioni più straordinarie del mondo, ma non adeguato ai tempi rispetto al modo di presentare quelle collezioni».

ART NEWS

San Valentino in Arte: a Torino “2 cuori 1 biglietto”, tra mitologia e regalità

Se siete innamorati (anche dell’arte), una capatina romantica a Torino è senza dubbio la soluzione per quanti vogliono trascorrere un week-end d’amore e d’arte. Si chiama “2 cuori 1 biglietto”, l’offerta in occasione della festa degli innamorati, che i Reali Musei del capoluogo piemontese mettono in atto per domenica 14 febbraio, dando a due persone l’opportunità di accedere all’intero percorso espositivo che si presenta come una ideale “maratona” di 20 secoli d’amore, fil rouge dell’intera rassegna, declinato in tutte le sue sfaccettature.

Le visite guidate, con prenotazione obbligatoria, partiranno alle 10 da Palazzo Reale con il racconto dello sfortunato amore mitologico di Enea e Didone rievocato dai fastosi arazzi, per spostarsi alla Galleria Sabauda per i “Trionfi d’amore” con alcuni dipinti dedicati a celebri fiabe d’amore.

Curioso invece scoprire dei doni di nozze presso l’Armeria Reale, mentre durante il pomeriggio, per un percorso espositivo che terrà impegnate le coppie tutta la giornata, al Museo dell’Antichità si celebrerà l’amore oltre la vita, scoprendo così opere e storie d’amore oltre i confini terreni come quella di Orfeo e Euridice.

Il percorso si chiude a Palazzo Reale con gli amori reali dei Savoia.

Dalla mitologia agli amori “reali”, un’iniziativa per vivere una giornata di amori senza tempo.