ART NEWS

Dentro Caravaggio, mostra epocale a Palazzo Reale a Milano dal 29 settembre

Si intitola Dentro Caravaggio, e non sarà una semplice mostra, ma un evento unico e irripetibile che metterà insieme, per la prima volta, ben 18 opere del maestro milanese provenienti dai più importanti musei italiani e del mondo. Tra gli enti che impreziosiranno la mostra con i loro prestigiosi prestiti, sono ben due le gallerie napoletane: il Palazzo Zevallos-Stigliano, con quello che è considerato l’ultimo quadro del maestro, Il Martirio di Sant’Orsola, e il Museo di Capodimonte, che custodisce invece la Flagellazione di Cristo, dipinta da Caravaggio per la cappella della famiglia De Franchis nella Chiesa di San Domenico Maggiore a Napoli.Queste due opere, insieme a quelle di Galleria degli UffiziPalazzo Pitti e Fondazione Longhi a Firenze, e a quelle della Galleria Doria PamphiljMusei CapitoliniGalleria Nazionale d’Arte Antica-Palazzo CorsiniGalleria Nazionale d’Arte Antica-Palazzo Barberini di Roma e molti altri, adorneranno le sale di Palazzo Reale a Milano.

Caravaggio, Martirio di Sant’Orsola, Palazzo Zevallos-Stigliano. Napoli

Dal Metropolitan Museum of Art di New York, che in Italia ha già portato i Musici (a Napoli fino a luglio), arriverà invece la Sacra famiglia con San Giovannino, la National Gallery di Londra presterà la sua Salomé con la testa del Battista, mentre il Museo Montserrat di Barcellona sarà presente con il suo San Girolamo.

Ma sarebbe prolisso, e forse un po’ noioso, fare uno sterile elenco completo dei tanti musei che prendono parte a questa rassegna, che aprirà le sue porte al pubblico il prossimo 29 settembre, giorno in cui cade anche il 446esimo compleanno del maestro italiano, e che farà di Milano, casa natale dell’artista, capitale dell’arte rinascimentale fino al 28 gennaio 2018.

La mostra è interessante perché insieme alle opere, saranno esposte anche le rispettive immagini radiografiche, che consentiranno al pubblico di seguire di ogni opera la concezione iniziale che ne ha avuto Caravaggio fino alla realizzazione finale: «Sono emerse così – afferma in merito la curatrice Rossella Vodret – alcune costanti nelle modalità esecutive di Caravaggio, ma sono venuti anche alla luce elementi esecutivi inaspettati e finora del tutto sconosciuti: dagli strati di pittura sono affiorate una serie di immagini nascoste. Inoltre è stato sfatato il mito che Caravaggio non abbia mai disegnato, dacché sono apparsi tratti di disegno sulla preparazione chiara utilizzata nelle opere giovanili».

Grazie a una serie di riflettografie e radiografie, che penetrano in diversa misura sotto la superficie pittorica, si è potuto seguire il procedimento creativo di Caravaggio, quelli che sono stati pentimenti, rifacimenti, aggiustamenti nell’elaborazione della composizione dell’immagine.

Emblematico è il San Giovannino di Palazzo Corsini, dove le analisi della tela hanno mostrato la presenza del simbolo iconografico dell’agnello che successivamente è stato eliminato.

Dal 2009 infatti il MiBACT, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano e con l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, promuove una approfondita ricerca sulla tecnica pittorica di Caravaggio.

Organizzata e prodotta da Comune di Milano-CulturaPalazzo Reale e MondoMostre Skira, la mostra vede la collaborazione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, che trova gli allestimenti dello Studio Cerri & Associati.

Per quanto concerne le attività diagnostiche e l’esposizione partner è il Gruppo Bracco.

A corredare ulteriormente le sale di Palazzo Reale, alcuni preziosi documenti dall’Archivio di Stato di Roma e di Siena, che andranno meglio a raccontare l’esperienza umana e artistica di Caravaggio.

Curata dalla Vodret, coadiuvata da un prestigioso comitato scientifico presieduto da Keith Christiansen, la mostra ruota essenzialmente intorno a due cardini: le indagini diagnostiche e le nuove documentazioni critiche fatte sulle opere di Caravaggio, e le nuove ricerche documentarie che hanno  riscritto la cronologia giovanile dell’artista..

Un evento che idealmente si propone di riprodurre la prima epocale mostra sull’opera di Caravaggio del Novecento, a cura di Roberto Longhi, che nel 1951, proprio a Palazzo Reale a Milano, consentì all’Italia e al mondo di riscoprire l’immortale arte di Caravaggio.

TELEVISIONE

Paolo Sorrentino elegge un nuovo papa per una nuova produzione TV

Paolo Sorrentino elegge un nuovo papa, ma non si tratta del seguito dell’acclamata serie The Young Pope. Il regista Premio Oscar per La Grande Bellezza, sarà infatti impegnato nelle riprese di The New Pope, il nuovo Papa, una nuova serie, nuovamente in collaborazione con il canale americano via cavo HBO, che porterà di nuovo Sorrentino dentro le mura del Vaticano.

James Cromwell and Diane Keaton in The Young Pope (2016)

Ma non ci sarà Papa Belardo e Suor Mary, ovvero Jude Law e Diane Keaton questa volta, né, pare, si tratti di un seguito della prima fortunata serie.

I casting infatti per trovare il volto del nuovo pontefice e di tutti i personaggi che animeranno questa nuova serie sono appena cominciati. Forte della vendita in ben 110 paesi nel mondo di un telefilm ormai cult, questa nuovo serial è scritto dallo stesso Sorrentino in collaborazione con Umberto Contarello, ed è prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside e co-prodotta da Mediapro. Distributore internazionale è FremantleMedia International.

Grande delusione dunque per chi aveva visto nel finale aperto di The Young Pope la possibilità di una seconda stagione che, a questo punto, sfuma completamente con questo nuovo progetto.

Ho sempre temuto i seguiti, le seconde stagioni le produzioni dovute ad un grande successo o comunque un prodotto il cui ciclo vitale sembra essersi esaurito già nel momento in cui si trasforma inconsapevolmente in un cult.

La produzione partirà alla fine del 2018.

Nel frattempo Toni Servillo, attore prediletto di Sorrentino, ha confermato da Fabio Fazio l’indiscrezione che circolava da tempo sul desiderio di girare un film intorno alla figura di Silvio Berlusconi da parte del regista napoletano. L’attore vestirà i panni del Cavaliere ed ex Premier, che per Sorrentino aveva già interpretato Giulio Andreotti ne Il Divo, e che ritorna adesso davanti alla macchina da presa dopo La Grande Bellezza.

ART NEWS

La Basilica di San Benedetto a Norcia messa in “gabbia”

A quasi un mese dalla terribile scossa di terremoto che ha colpito nuovamente il Centro Italia, a Norcia, piccolo comune nella provincia di Perugia, si pensa non soltanto al benessere dei cittadini sopravvissuti al sisma, ma anche al recupero delle sue prestigiose opere d’arte. A cominciare dalla Basilica di San Benedetto, gravemente distrutta dalla scossa dello scorso 26 e 30 ottobre.

Oggi alle ore 12 sono cominciati i lavori della messa in sicurezza della facciata superstite e parte della cosiddetta “vela”. È stata infatti costruita una “gabbia”, una grande struttura di tubi innocenti alta circa 18 metri, che avrà il compito di garantire l’equilibrio alle parti dell’imponente struttura che ancora sono rimaste in piedi.

Secondo la leggenda la Basilica sorge dov’era la casa natale dei Santi Benedetto e Scolastica, nati nel 480 d.C. A farne menzione è lo stesso Gregorio Magno nella sua opera i Dialoghi. Elevata a rango di Basilica da Papa Paolo VI nel 1968, dagli anni 2000 essa è sede della comunità monastica maschile benedettina Maria Sedes Sapientiae.

L’attuale nucleo del complesso ecclesiastico risale al XIII secolo, quando l’impianto fu notevolmente ampliato.

Oggi dell’importante struttura perugina restano soltanto la facciata e l’abside. Il corpo centrale è stato per lo più distrutto dal crollo dell’adiacente campanile che ha travolto la chiesa riducendola ad un cumulo di macerie.

gabbia-basilica-san-benedetto-norcia1L’importante opera di manutenzione e recupero è stata realizzata in appena un mese e mezzo dall’accaduto, a pochi metri di distanza dalle stesse macerie dell’antica basilica di origine Medievale.

A collocare questa struttura tubolare a ridosso della facciata sarà una grande gru, già collocata a Piazza San Benedetto.

Il responsabile del nucleo interventi, Luca Nassi, ha detto ad ANSA: «Ci sarà in pratica – ha aggiunto – una unica struttura che abbraccerà la facciata sui due lati impedendo qualsiasi movimento. A quel punto sarà possibile rimuovere in sicurezza i detriti e le macerie della basilica».

A tenere salda la struttura saranno due piattaforme in cemento realizzate a ridosso del sagrato della basilica.

I finanziamenti per questa importante operazione di recupero storico-artistico e culturale sono del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

CINEMA

“Napoli velata”, il prossimo film di Ferzan Ozpetek completamente girato a Napoli

È un festival del cinema ricco di sorprese, quello di Venezia 73, che oltre i film in concorso vede l’annuncio di interessanti titoli di prossima produzione. Se Paolo Sorrentino infatti ha annunciato il titolo del suo prossimo film, Loro, biopic assolutamente non autorizzato incentrato sulla vita dell’ex Premier Silvio Berlusconi, anche Ferzan Ozpetek, in questi giorni al Lido come Presidente di Giuria del Premio MigrArti al miglior documentario, ha già annunciato il titolo del prossimo set che lo vedrà impegnato dietro la macchina da presa.

Ultimate le riprese di Rosso Istanbul, film tratto dal suo omonimo romanzo girato nella sua città natale, con un cast turco la cui uscita, in Turchia, è prevista per febbraio 2017, il regista di Mine Vaganti è già proiettato sul suo prossimo film da girare, che lo riporterà di nuovo nel nostro Paese.

ferzan-ozpetek-in-istanbul-kirmizisi-rosso-istanbul-internettualeNapoli velata, questo il titolo del film che probabilmente riusciremo a vedere solo nel 2018. Ozpetek infatti sta attualmente lavorando alla sceneggiatura insieme a Gianni Romoli, già a lavoro con il regista in quello che per molti è il suo capolavoro, Le fate ignoranti, ma anche nell’acclamato Cuore sacro. Facile dunque intuire i toni della pellicola che, dopo Allacciate le cinture, potrebbe portare il regista a indagare ancora le atmosfere un po’ cupe e misteriose degli esordi: «Spero proprio di iniziarne le riprese la prossima primavera, subito dopo l’uscita nelle sale di ‘Rosso Istanbul’» scrive questa mattina Ozpetek sui social.

Che il film alluda anche alla Cappella San Severo e al suo famoso Cristo Velato? Non possiamo saperlo. Di certo il titolo lascia intendere una presenza predominante della città, la quale tra vicoli vedute e monumenti saprà senza dubbio rappresentare la scenografia e l’ideale protagonista silenziosa della prossima pellicola del regista naturalizzato italiano.

Il film, di cui Ozpetek non ha reso noto la trama e il cast che lo comporrà, sarà interamente girato nel capoluogo partenopeo agli inizi del prossimo anno, e sarà realizzato dalla R&C Produzioni: «Dopo Roma e Lecce, anche Napoli mi abita dentro da sempre, soprattutto dopo ‘La Traviata’ al San Carlo – ha scritto oggi il regista su facebook – Devo tornarci per restituirle quel pezzo di cuore che le ho rubato».

ART NEWS, CINEMA

Debutta il 24 maggio a Roma “La Traviata” di Sofia Coppola con i costumi di Valentino

Debutta il 24 maggio al Teatro Costanzi di Roma La Traviata di Verdi, che vede alla regia l’italoamericana premio Oscar Sofia Coppola.

L’Opera e il cinema, due realtà parallele che s’incontrano di tanto in tanto come pianeti che danzano nello spazio. Ed è una Traviata molto attesa quella della regista al suo debutto nella lirica, che si avvale delle scenografie di Nathan Crowley, già scenografo de Il Cavaliere Oscuro, e dei costumi di uno dei massimi nomi dell’haute couture italiana, Valentino, che per l’occasione è ritornato personalmente a disegnare i costumi dei ruoli principali, lasciando invece a Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli, direttori creativi della sua maison, i costumi di Flora e del coro, realizzati in collaborazione con la sartoria del Teatro dell’Opera.

Marie Antoinette Sofia Coppola Traviata Opera Roma - internettualeUn’idea che nasce dallo stesso Valentino Garavani, che ha fortemente voluto la regia della Coppola dopo averne ammirato la trasposizione in chiave pop della biografia della regina di Francia in Marie Antoinette con Kirsten Dunst.

La storia è ormai un classico. La giovane, ma cagionevole, Violetta Valéry, corteggiata donna della nobiltà parigina di metà Ottocento, si innamora per la prima volta, ricambiata, del giovane Alfredo, la cui relazione è fortemente osteggiata dal padre di lui, che si oppone all’idea che il figlio possa sposare una donna dal torbido passato.

A dirigere l’orchestra ci sarà invece il maestro cremonese Jader Bignamini, direttore associato della Verdi di Milano. A interpretare Violetta ci sarà Francesca Dotto e Maria Grazia Schiavo, mentre Alfredo avrà il volto, e la voce soprattutto, di Antonio Poli, Arturo Chacón-Cruz e Matteo Desole.

E se per ora nulla o poco è dato sapere, di una cosa è certo il Ministro Dario Franceschini che in questi giorni ha incontrato la Coppola: «Un accostamento di sicuro successo che si potrebbe ripetere anche in futuro» e che per ora sarà replicata per quindici volte fino al prossimo 30 giugno.

Quella che si preannuncia come una sontuosa messa in scena della nota opera verdiana, si propone di avvicinare i giovani al mondo della lirica, con la freschezza apportata dalla regista di film cult quali Il Giardino delle Vergini Suicide e Bling Ring, e l’estro creativo, tutto italiano di Valentino Garavani e della sua prestigiosa casa di moda che aggiungono alla storia ispirata al romanzo La Signora delle Camelie del francese Alexandre Dumas (figlio) un tocco glamour e contemporaneo.

Maggiori informazioni al link.

ART NEWS

La pinacoteca Francesco Podesti di Ancona riapre al pubblico dal 9 giugno

Pinacoteca Ancona sala Pietro Zampetti - internettualeDal prossimo 9 giugno Ancona avrà di nuovo la sua Pinacoteca. Chiusa al pubblico dal 2012, per sottoporre l’edificio a lavori di adeguamento alle attuali norme vigenti, la Pinacoteca civica Francesco Podesti sarà finalmente restituita al suo pubblico. A farne l’annuncio il sindaco della città, Valeria Mancinelli, la quale ha detto: «La riapertura restituisce ai cittadini il loro patrimonio storico e culturale».

Degli originari quasi 4000 mq per ora saranno aperti al pubblico solo 1400 circa, di cui 650 fanno sostanzialmente parte di Palazzo Bosdari, sontuoso edificio rinascimentale appartenuto all’omonima nobile famiglia della Repubblica di Ragusa, le cui origini sarebbero addirittura serbo-croate.

Gli altri 700 metri quadri, che comporranno questa prima parte del nuovo percorso di visita, fanno parte dell’ampliamento dagli spazi dell’adiacente Palazzo Bonomini. Entro l’anno troveranno una nuova sistemazione anche il chiostro e il portone principale dell’antica costruzione residenziale, che comprende anche la biglietteria e la sala conferenze, per un totale di altri 500 metri quadri che si andranno ad aggiungere a quelli finora recuperati e già fruibili.

Per la parte che rimane invece bisognerà attendere l’arrivo di nuovi fondi che ne consentano la ristrutturazione e riapertura. L’ingresso al museo è stato temporaneamente posto in Vicolo Foschi, per un percorso di visita che affiancherà alle opere d’arte del passato quelle della scena artistica contemporanea.

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La storia dei ragazzi del Siani per salvare la Chiesa di Sant’Anna dei Lombardi a Napoli

La Chiesa di Sant’Anna dei Lombardi è parte di un complesso monastico sito in Piazzetta Monteoliveto a Napoli, e rappresenta uno straordinario esempio dell’arte rinascimentale partenopea che si manifesta in un tripudio di stucchi, sculture e pitture.

In occasione del Maggio dei Monumenti è promossa la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “Salviamo Sant’Anna dei Lombardi”: l’accesso alla Chiesa ha eccezionalmente un costo di 5 euro (3, ridotto) per finanziare i lavori di restauro che andranno ad interessare gran parte della struttura danneggiata dall’incuria del tempo. In compenso però la visita guidata è offerta dagli alunni dell’Istituto Giancarlo Siani.

Sant'Anna dei Lombardi Napoli navata centrale - internettualeI ragazzi accolgono i visitatori con il sorriso e, suddivisi in 7-8 guide per altrettante parti dell’edificio, lo illustrano nell’ambito di un “progetto scuola” che mette in comunicazione le ultime classi del liceo turistico con quella che potrebbe essere la loro professione futura, per un riuscito e felice esperimento di tirocinio.

Il percorso di visita parte dall’esterno, dall’architettura, dalla fondazione nel 1410 per volere di Gurello Origlia, protonotario del re Ladislao di Durazzo, e dalla sua facciata in piperno grigio, caratterizzata da un arco, nel cui atrio c’è il monumento sepolcrale dell’architetto Domenico Fontana. Si passa poi all’interno, all’organo d’inizio Seicento che sovrasta la navata principale dalla controfacciata, contornato da angeli ad opera di Battistello Caracciolo sotto il quale si possono ammirare gli altari dedicati alle famiglie Ligorio e Del Pezzo, con le bellissime sculture di Madonne, Santi e Bambini finemente scolpiti rispettivamente da Giovanni Da Nola e Girolamo Santacroce.

Sant'Anna dei Lombardi organo controfacciata - internettualeI ragazzi si scambiano non senza imbarazzo il testimone di monumento in monumento, mentre sfilano dinanzi agli occhi attoniti dello spettatore affreschi di Giuseppe Simonelli e dipinti di Francesco Solimena. I più ardimentosi mostrano un piglio internazionale, cimentandosi con nonchalance in guide in lingua.

La visita culmina con la Cappella del Vasari, in cui il bianco delle volte si tinge dei vivaci colori delle allegorie, affrescate sui soffitti dell’ex refettorio, le cui pareti sono coperte, a mo’ di studiolo, dalle tarsie di Fra Giovanni da Verona che alternano santi a vedute seicentesche della città di Napoli.

L’emozione e l’entusiasmo che riescono a trasmettere i ragazzi del Siani valgono da sole il costo del biglietto d’ingresso. Tra emotività, qualche piccola incertezza e una gran carica di adrenalina tipica dell’adolescenza, i ragazzi mostrano con passione le diverse cappelle e navate di Sant’Anna dei Lombardi, in una ininterrotta suggestione di forme, colori, volti che si rincorrono. E allora sì, salvate Sant’Anna dei Lombardi, visitatela, ma fatelo nei weekend, quando dalle 9 alle 13 i ragazzi dell’Istituto Siani potranno accompagnarvi con la loro passione lungo i suoi ambienti rinascimentali.

ART NEWS

Da Tiffany a Roma: una mostra per festeggiare un nuovo store nella capitale

Jackie Kennedy and her two year old daughter Caroline Anno: 1960
Jackie Kennedy e la sua bambina Caroline a due anni
Anno: 1960

L’immagine di Audrey Hepburn che cammina alle prime luci dell’alba per le strade di New York per far colazione dinanzi alle vetrine di Tiffany è diventata il simbolo dell’America che sogna. Erano i primi anni ’60 e gli Stati Uniti celebravano i primi 125 anni di quella che sarà considerato da molti il gioielliere per antonomasia. Sono trascorsi quasi 180 anni dalla storica fondazione della sede newyorkese nel 1837 e da allora ne ha fatta di strada Tiffany & Co., non solo nell’immaginario collettivo delle scrittrici che tanti romanzi gli hanno tributato sulla falsariga di Truman Capote, ma delle tante donne che continuano a sognare guardando le vetrine delle sue gioiellerie, proprio come la Hepburn nel film di Blake Edwards.

La fama dei suoi pacchetti è tale da battezzare un colore, il blu Tiffany, per molti verde, la caratteristica colorazione di acquamarina con cui da quasi duecento anni sono avvolti le prestigiose creazioni. Non semplici gioielli, ma vere e proprie opere d’arte osannate in tutto il mondo come icone di stile e di design.

Oggi la celebre gioielleria americana si appresta a festeggiare l’apertura di un secondo punto vendita a Roma, e lo fa con l’inaugurazione di una mostra fotografica, The Female Portrait: Photography by American Women, a Palazzo Ruspoli fino al prossimo 29 maggio.

Curata la Denis Curti, la mostra ripercorre alcune delle donne che hanno indossato negli anni le straordinarie creazioni della maison, catturate dall’occhio delicato di altre donne, come la celebre fotografa statunitense Eve Arnold.

È l’America di Camelot, l’epoca d’oro in cui John Kennedy era presidente e sua moglie Jackie, impeccabile nei suoi tailleur, era considerata una vera icona di stile ammirata in tutto il mondo. Lo dimostra una tenera foto della First Lady con sua figlia Caroline bambina, intenta ad aiutare sua madre a sistemare dei fiori in un vaso su di un tavolo della Casa Bianca.

Uno sguardo nostalgico con intento celebrativo e la voglia di guardare ad un futuro che non dimentica mai il proprio passato, per continuare a perpetuare il sogno americano e non solo.

ART NEWS

“Il Nilo a Pompei”, arriva negli scavi la seconda tappa della mostra iniziata a Torino

Partita dalle bellissime sale del Museo Egizio di Torino qualche mese fa (dove resta fino al prossimo 4 settembre), la seconda parte della mostra Il Nilo a Pompei avrà invece luogo all’interno della città all’ombra del Vesuvio, sepolta dall’eruzione del 79 d.C.

Una mostra straordinariamente moderna, ma soprattutto, come nuova tecnologia esige, interattiva. Oltre agli eccezionali prestiti, per scoprire quanto l’Egitto fosse arrivato pure alle pendici del vulcano campano, anche tanti video e installazioni, che con suggestivi effetti di luce e “aiuti” multimediali, porta i visitatori alla scoperta di un inedito itinerario egizio all’interno allestito all’interno dell’Anfiteatro e della Palestra Grande degli Scavi Archeologici, ma che li porta anche per le strade lastricate di Pompei alla volta di edifici di culto come il Santuario di Iside o la Casa dei Pigmei.

Così come le riproduzioni a guardia dell’edificio torinese, diventate simbolo del museo in tutto il mondo, i visitatori ritroveranno Sekhmet, dea egizia dal sinuoso corpo di donna e testa felina, affascinante quanto misteriosa e inquietante.

Un micro-cosmo all’interno degli Scavi, che si amalgama al contempo con l’antica città stessa. Faraoni e culti, regine e divinità. Sono tanti i reperti giunti fino a Pompei per quella che si preannuncia come una delle esposizioni più importanti del 2016.

I visitatori potranno ammirare manufatti e gioielli dedicati ai culti di Iside e Osiride, passando per arredi e affreschi delle più belle domus pompeiane, dove era permeata la moda della cultura egizia, e il fascino esotico di quelle terre lontane.

Inaugurata oggi, la mostra resterà fino al prossimo 2 novembre, quando cederà il passo alla terza e ultima parte di questo mini-tour culturale alla volta dell’Egitto nelle sale del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

CINEMA

Festival di Cannes: Kirsten Stewart e tutti gli altri protagonisti della prossima edizione

Manca ancora qualche mese alla Croisette, ma a Cannes già si parla di concorrenti, potenziali vincitori, e fuori concorso per il festival del cinema più glamour. Le riviste per gli amanti del cinema, da Variety all’Hollywood Reporter, già parlano di film, registi e attori, che sfileranno sul tappeto rosso dall’11 al prossimo 22 maggio.

Sean Penn a Steven Spielberg, Oliver Stone, Pedro Almodovar sono soltanto alcuni dei nomi che arrivano dalle prime indiscrezioni.

Se bisognerà aspettare ancora il prossimo 14 aprile per la conferenza della presentazione ufficiale del programma, tra gli italiani in concorso invece si parla di Paolo Virzì, con La Pazza Gioia, Marco Bellocchio con Fai bei sogni, dal romanzo omonimo di Massimo Gramellini, Gabriele Muccino con Summertime, ma si parla anche di Indivisibile di Eduardo De Angelis, incentrato sulla storia di due sorelle siamesi, appunto, indivisibili.

Dagli Stati Uniti arrivano, fuori concorso, Oliver Stone con Snowden (con Joseph Gordon-Levitt), Money Monster con George Clooney, Julia Roberts, Jack O’Connell e Dominic West in una storia di mala-finanza.

Esordio alla regista per l’attore, già premio Oscar, Sean Penn, che potrebbe arrivare a Cannes con The Last Face, che vede protagonista, un’altra attrice premio Oscar nonché compagna dell’attore, Charlize Theron e il premio Oscar spagnolo Javier Bardem.

Secondo alcune indiscrezione pare quasi certa la presenza di Steven Spielberg con il film Il Gigante Gentile, mentre Pedro Almodovar arriverà con l’esilarante Julieta.

Potrebbe esserci anche il cineasta Terrence Malick che, a due anni dal suo To the wonder, ritorna con un documentario intitolato Voyage of Time, mentre Martin Scorsese potrebbe arrivare con Silence (attualmente in fase di post-produzione), che narra la persecuzione subita da due preti cattolici portoghesi nel Giappone del XVII secolo.

Poche le bandiere francesi. Se lo scorso anno i nostri cugini hanno partecipato con ben quattro film, la prossima edizione vedrebbe rappresentata la Francia con Slack Bay di Bruno Dumont, pellicola che vede protagoniste, tra gli altri, Juliette Binoche e Valeria Bruni Tedeschi (sorella dell’ex Premiere Dame Carla), e Frantz di Francois Ozon.

Tra gli altri film in concorso Nocturama, meglio noto come Paris is Happening, di Bertrand Bonello, mentre gli inglesi confidano molto in Florence Foster Jenkins, film che vede la tre-volte-premio-Oscar Meryl Streep interpretare magistralmente la vera storia di una nota cantante d’opera stonata.

L’ex vampira Kirsten Stewart, sempre più votata al cinema impegnato, arriva a Cannes con ben due film: Personal Shopper di Olivier Assayas e Cafè Society, film di Woody Allen con Jesse Eisenberg che aprirà, fuori concorso, questa già attesissima 69esima edizione del Festival.