INTERNATTUALE

Unioni Civili: quando il voto è amorale e incostituzionale

Oggi l’Italia vive un momento di grande sconfitta, una caduta che ci riporta indietro di mille anni, che ci fa vivere i secoli bui della caccia alle Streghe, del nazismo e della superiorità di una presunta razza ariana, del razzismo nero degli anni ’50 in America, della paura del diverso e dell’immigrazione. Viviamo in un’epoca di terrorismo islamico e di terrorismo psicologico, cui al primo fa comodo che gli occidentali rinuncino alla propria libertà e al secondo, tutto italiano ormai, che gli omosessuali rinuncino all’idea di una vita legalmente riconosciuta.

Viviamo una morale “cattolica” dettata da persone e personaggi quali Mario Adinolfi, che difende ad oltranza quella famiglia tradizionale, benché la sua vita, con un divorzio e una figlia di primo letto, una compagna ed una figlia di secondo letto, lungi dall’essere tradizionale o normale. Siamo governati da politici come Maurizio Gasparri che, all’ennesimo fallimento della votazione della legge Cirinnà, sulle Unioni Civili, esulta sul web, alimenta l’odio scagliandosi contro chi, come IKEA, in quei valori di famiglia universale ci crede sul serio.

Ci parlano di tradizione politici come Giorgia Meloni, che prendono parte ai Family Day, annunciando candidamente gravidanze fuori dal sacro vincolo matrimoniale.

Siamo governati da politici spesso ladroni e corrotti, divorziati e risposati, con giovani compagne o coinquilini, figli illegittimi o di secondo letto, che si ricordano dei principi cattolici solo quando questi aiutano a puntare il dito sottraendo di fatto diritti a quello stesso prossimo cui, quella morale, invece, inviterebbe a tendere universalmente la mano.

Due pesi e due misure. Da una parte la difesa di una presunta tradizione che di tradizionale non ha nulla, dall’altra la libertà di amare e il diritto di formare una famiglia con la persona cui si è affettivamente legati.

Come può una Repubblica la cui Costituzione sancisce all’articolo 3 uguali diritti per tutti i cittadini, e la parità della loro dignità sociale, al di là del proprio sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, e condizioni personali e sociali, rinnegare i suoi stessi principi fondamentali? Come può quella stessa Repubblica che dovrebbe, testualmente, “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”, votare persino contro quegli stessi padri fondatori ben più lungimiranti dell’attuale classe politica al potere?

Tanti i paesi europei come l’Inghilterra, le cattolicissime Spagna e Irlanda, la Francia, il Portogallo e molti altri, che rientrano tra i paesi dove il matrimonio omosessuale è equiparato a quello eterosessuale. Persino la rigida Germania, dalla quale molto mutuiamo per questo emendamento, ha concesso ai propri cittadini le unioni civili.

È incostituzionale votare pensando alla propria realtà, alle scaramucce di partito, alle coalizioni, alla morale e all’idea di giusto e sbagliato secondo principi più o meno religiosi o pseudo-tali, e per la laicità del nostro Stato, e perché, sedendo su quei scranni si sta rappresentando il popolo, ed una parte di popolo in particolare che in questo momento sta vivendo una grave forma di discriminazione e la violazione dei propri diritti e della propria dignità in quanto essere umano.

Senza quegli omosessuali contro cui si scagliano i vari Gasparri e Adinolfi, forse l’Italia sarebbe ancora ridotta ad un paese di aborigeni agricoltori. Senza i Leonardo Da Vinci noti nel mondo, il vigore degli affreschi di Michelangelo, la libertà fluida di Caravaggio, probabilmente nemmeno l’economia italiana o il turismo sarebbero gli stessi.

Senza gli Anacreonte e i Brunetto Latini, i Winckelmann e gli Hans Christian Andersen, non avremmo oggi la poesia, l’idea di enciclopedia, lo studio metodico dell’Archeologia, favole immortali come La Sirenetta.

Non avremmo ammirato Audrey Hepburn e il suo iconico tubino nero, se l’omosessuale Truman Capote non avesse scritto il romanzo cui si ispira il film Colazione da Tiffany, non avremmo avuto gite al faro né altri romanzi senza Virginia Woolf, né provocazioni da ammirare nelle mostre di Frida Kahlo e, probabilmente, senza la macchina inventata dall’omosessuale Alan Turing, per decriptare i messaggi dei nemici, anche la Seconda Guerra Mondiale avrebbe avuto un esisto diverso, come la nostra storia.

È anche grazie al genio di queste Persone, alla loro libertà, al loro amore (omosessuale) e a loro personale modo di vedere le cose, se oggi siamo ciò che siamo. Siamo debitori verso questa subcultura omosessuale che, a dispetto di condanne, indici e censure, è riuscita tacitamente nei secoli ad essere tramandata intatta fino a noi.

Riscopri te stessa, Italia. Riscopri quella civiltà, riscopri i diritti.

Svegliati, Italia!

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LIFESTYLE

Black Friday: che cos’è e come nasce il “venerdì nero” di cui tutti parlano

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Tutti ne parlano, ma pochi sanno davvero cosa sia. Stiamo parlando del Black Friday, arrivato anche in Italia attraverso gli hashtag virali di twitter e facebook e entrato quest’anno, a quanto pare, anche nei nostro grandi magazzini.

Contrariamente a quanto la traduzione letterale potrebbe suggerire, Venerdì Nero, non si tratta di un evento negativo delle borse o di un evento nefasto, bensì del venerdì successivo al Thanksgiving americano, il giorno del ringraziamento (che tradizionalmente cade l’ultimo giovedì di novembre), ed è il giorno che ufficialmente dà il via alla stagione di shopping natalizio, incentivato dalle alte percentuali di sconto che i negozi e le catene commerciali applicano. Note ormai le code chilometriche, con tanto di pernottamenti, fuori da i negozi con alte percentuali di sconto, in attesa dell’apertura delle porte il giorno successivo.

Si stima che nel 2013 nel solo Black Friday gli Stati Uniti abbiano speso una cifra intorno ai 58 miliardi di dollari, per un totale di ottanta milioni di persone che hanno fatto acquisti.

Forte di queste grandi cifre, dei fenomeni che, grazie al web, diventano sempre più virali, e dell’e-commerce che comincia a dilagare anche nel nostro paese, quest’anno molte catene hanno deciso di celebrare questo giorno, con sconti e promozioni particolarmente vantaggiose.

Ma da dove arriva questo termine?

Il termine Black Friday, di origine incerta, sembrerebbe nato a Philadelphia. Nero perché è questo il colore del segnale che indica la pensante congestione del traffico che viene a formarsi in quel giorno. Secondo altri invece nero come il colore (dei guadagni) dei libri contabili dei commercianti, che smettevano finalmente di essere in rosso (tradizionale colore legato alle perdite).

Il Black Friday affonda le radici nel lontano 1924, quando i grandi magazzini Macy’s hanno organizzato la prima parata natalizia, per inaugurare la stagione dello shopping per antonomasia, il venerdì successivo al giorno del ringraziamento, ma è negli anni ’80 che si avrà una vera e propria esplosione del fenomeno.

Oggi sono tanti i paesi in cui questo giorno è entrato a far parte della tradizione commerciale: dal Brasile alla Spagna, dalla Francia alla Germania, passando per Regno Unito e Italia. Nel nostro paese le promozioni, per ora, si limitano agli acquisti web, ma è già certo che questo venerdì nero entrerà di diritto a far parte anche del nostro calendario.