TELEVISIONE

Il genio indiscusso di Picasso nella serie del National Geographic

Lo so, lo so, in questi giorni vi sto parlando tanto di cinema e televisione. Ma in attesa dei grandi eventi culturali d’autunno, e delle mie prossime scoperte e visite di cui scriverò nei prossimi giorni, volevo parlarvi di Picasso. No, non il pittore, o almeno non solo.

Da qualche giorno sono letteralmente addicted della seconda stagione di Genius, incentrata, appunto, sulla figura di Picasso. Una serie antologica prodotta da National Geographic, e andata in onda proprio sul network del noto magazine scientifico quest’anno. Se la prima serie ha visto Geoffrey Rush nei panni di Albert Einstein, la seconda serie invece ha visto il debutto televisivo di Antonio Banderas nei panni del noto artista spagnolo in età adulta.

Antonio Banderas in Genius

In dieci puntate si ripercorre non soltanto la vita dell’artista che ha segnato con i suoi quadri l’arte del XX secolo, ma anche le fasi più importanti dell’evoluzione della stessa arte. I mecenati che l’hanno scoperti, i galleristi che hanno acquistato i suoi dipinti, i primi esperimenti cubisti e la loro accoglienza nei salotti intellettuali del tempo.

Una serie che intrattiene, appassiona, e restituisce il tormento della creatività dietro la genialità di chi ha avuto il coraggio di rompere con la tradizione pittorica del passato, scomponendo la prospettiva, a lungo ossessione degli artisti, scomponendo l’uso dei colori, delle forme, della realtà stessa.

Bellissimi i momenti di creazione di alcune delle opere più famose, come Les demoiselles d’Avignon e Guernica, manifesti di una rottura con il passato e strumenti di ribellione anche contro la politica.

Molto bello il cast, che vede affiancate a Banderas attrici quali la francese Clémence Poésy, volto noto ai fan della saga di Harry Potter (ma recuperate il suo Guerra e Pace del 2007 con il nostro Alessio Boni), che qui interpreta Françoise Gilot, compagna di Picasso dagli anni ’40 agli anni ’50, la britannica Samantha Colley, che dà anima e corpo a Dora Maar, una delle muse (e amanti) dell’artista. Da segnalare, nei panni dello scrittore Max Jabo, l’attore T.R. Knight, noto soprattutto per il suo ruolo di George O’Malley nella serie Grey’s Anatomy.

La seconda stagione di Genius fa la gioia di chi come me ama la storia dell’arte, e ama quelle biografie di uomini straordinari che con la tenacia, il talento e la genialità hanno avuto la forza di credere in se stessi e realizzare un sogno. Quello di diventare geni indiscussi.

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ART NEWS

Picasso, intimo e segreto dal 10 novembre a Palazzo Ducale a Genova

È un Picasso intimo, diverso dai dipinti che abbiamo visto finora esposti nei musei e nelle mostre del nostro paese e del mondo. Se le ultime mostre dell’artista spagnolo hanno visto l’esposizione delle sue opere più o meno celebri, Picasso. Capolavori dal Museo Picasso di Parigi mette insieme oltre 50 opere selezionate, appunto, dal Museo Picasso di Parigi.

Paul dessinant (1923)
Olio su tela, 130 x 97 cm
Musée National Picasso-Paris, Parigi
© Succession Picasso, by SIAE 2017

Opere dalle quali Picasso non si era mai voluto separare, e che aveva dipinto per suo diletto, da custodire e condividere con una ristretta élite di conoscenti e parenti.

Les Baigneuses (estate 1918)
Olio su tela, 27 x 22 cm
Musée National Picasso-Paris, Parigi
© Succession Picasso, by SIAE 2017

Proseguono per i musei italiani i festeggiamenti del centenario del viaggio dell’artista nel nostro Paese. Giunto in Italia nel 1917, Picasso ne rimase particolarmente colpito. La commedia dell’arte e la pittura italiana maturarono nell’artista di Malaga un momento di svolta, che lo avvicineranno a quello che è convenzionalmente chiamato “periodo neoclassico”. Influenze di questo soggiorno che sarà indelebile per la vita e la carriera del pittore, si possono riscontrare nelle sue opere dei primi anni ’20. Opere, queste, che prendono le distanze dall’astrattismo che caratterizza la sua prima produzione, e lo avvicinano ad un nuovo senso dell’immagine più asciutto, con volumi monumentali e composizioni molto più equilibrate.

Allestita a Palazzo Ducale a Genova, dal prossimo 10 novembre fino al 6 maggio 2018, la mostra porterà idealmente il pubblico italiano all’interno delle case-atelier che si sono succedute nella vita di Picasso, e che lo ispireranno ognuna nel suo personalissimo modo.

Per restituire un’immagine degli ambienti in cui si muoveva il pittore, le opere

Autoportrait (autunno 1906)
Olio su tela, 65 x 54 cm
Musée National Picasso-Paris, Parigi
© Succession Picasso, by SIAE 2017

a lui più care e i luoghi che le hanno ispirate, la rassegna raccoglie anche numerose fotografie, conducendo il pittore lungo il percorso dell’artista catalano, percorrendo le fasi dei vari stili reinventati dal pittore e che dal ‘900 agli anni ’70 caratterizzeranno le fasi salienti della sua intera carriera.

ART NEWS

Alle Gallerie d’Italia di Napoli arriva l’“Arlecchino” di Picasso fino all’11 settembre

Il suo arrivo alle Gallerie d’Italia di Napoli è il secondo scambio del percorso “L’Ospite Illustre”, progetto di Intesa Sanpaolo che porta negli spazi delle sue sedi espositive capolavori d’arte di musei esteri, grazie al quale sarà possibile ammirare l’opera Arlecchino con specchio di Pablo Picasso, un’occasione per residenti partenopei e turisti in città di ammirare il noto quadro tradizionalmente esposto nelle sale del Thyssen-Bonemisza di Madrid, e che da oggi invece, fino al prossimo 11 settembre li accompagnerà per tutta l’estate.

Di prestigio il prestito per ottenere il Picasso: le Gallerie d’Italia infatti rinunciano provvisoriamente a quella che è la loro opera-simbolo, Il martirio di Sant’Orsola, ultimo dipinto del Caravaggio conservato alle Gallerie d’Italia di Palazzo Zevallos Stigliano, che resterà a Madrid dal 21 giugno fino al prossimo 18 settembre.

L’Ospite Illustre è una rassegna che offre la possibilità di conoscere i dipinti anche al di fuori delle originarie sedi espositive e contesti storico-artistici, quasi estraendone l’essenza: «La presenza dell’Arlecchino a Napoli – hanno detto Michele Coppola, responsabile delle attività culturali di Intesa Sanpaolo, e Paloma Alarcò, responsabile di pittura moderna al Thyssen-Bornemisza all’ANSA – è particolarmente significativa perché bellezza e caratteri dell’opera derivano dal confronto di Picasso con le antiche pitture romane che ammirò nella sua visita a Pompei nel 1917».

Arlecchino con Specchio Gallerie d'Italia Zevallos 2016 - internettuale

ART NEWS

“Pompei e l’Europa”, a Napoli mostra in due parti per scoprire l’influenza della città tra XVIII e XX secolo

S’intitola Pompei e L’Europa 1748-1943 la mostra che fino al prossimo novembre sarà ospitata nel salone della meridiana del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Oltre duecento opere, che mettono a confronto l’antico e il moderno, pezzi originali dell’antica città romana che per due secoli hanno influenzato tutta una generazione di artisti europei tra il XVIII e il XX secolo. Non soltanto pittori e pitture che hanno colto e immaginato atteggiamenti della vita quotidiana di Pompei, nel periodo in cui diventava di moda il culto per l’antico e l’“ozio romano”, ma anche scultori, ceramisti e “designer” d’epoca che si sono ispirati nel tempo alla cittadina campana e a quell’inconfondibile stile definito oggi pompeiano.

Meta del “gran tour” nel Settecento, Pompei è senza dubbio l’unico esempio di cittadina romana nel mondo pervenutaci nell’interezza delle sue rovine. Coperta da strati di lapilli e cenere, la città infatti è riemersa, sin dai primi rudimentali e antiquari Scavi Borbonici in tutto il suo splendore, per diventare esempio dell’antichità in Europa e oggetto di studio per antonomasia per appassionati e studiosi di tutto il mondo.

Foto vietate per i tanti i prestiti di pregio ottenuti dal museo napoletano da musei italiani e stranieri per un percorso di visita che va da Ingres a Picasso, da Normand a Le Corbusier, da Moreau a De Chirico, influenzando le corti del vecchio continente e le loro residenze, nella letteratura come nel teatro, nella musica come nell’estetica, svolgendo un ruolo fondamentale anche nella concezione e negli sviluppi di quella che poi sarebbe stata l’archeologia moderna.

Promossa dalla Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia, la mostra, cui è stato dedicato un raffinato catalogo Electa, sarà aperta al pubblico fino al prossimo 2 novembre 2015.

Una rassegna in due tempi, la cui la seconda parte infatti è stata allestita direttamente nell’Anfiteatro di Pompei, dove ad attendere i visitatori c’è Rapiti alla morte, a cura di Massimo Osanna e Adele Lagi, 20 calchi realizzati a partire da Giuseppe Fiorelli, e che fotografarono il momento in cui la violenza dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. rase al suolo Pompei e i suoi abitanti.

Napoli, Museo Archeologico Nazionale

intero 13 euro — ridotto 9 euro

Scavi di Pompei

intero 13 euro — ridotto 7.50 euro

biglietto cumulativo per i cinque siti archeologici:

intero 22 euro — ridotto 12 euro

per maggiori informazioni:

www.mostrapompeieuropa.it