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Napoli: pizza fritta col gelato, mentre i “pizzaiuoli” si candidano a patrimonio UNESCO

Se uno dei piatti più popolari cinesi è il gelato fritto, che da sempre desta curiosità e stupore, a Napoli c’è chi il gelato lo inserisce addirittura nella pizza fritta. È successo nell’Antica Pizzeria Masardona, a due passi dalla stazione centrale, che dal 1945 prepara buonissime pizze fritte. Un successo di qualità e gusto che ha portato la pizzeria dritta fino a Ibiza, dove la Masardona ha aperto una sede nel cuore della movida spagnola.

L’antica pizzeria ha così realizzato la prima pizza fritta della storia fatta con il gelato, postando, per la sua presentazione ufficiale, un video sulla propria pagina facebook. Questo insolito mix, perfetto equilibrio di dolce e salato, viene realizzato in collaborazione con un altro storico brand del food napoletano, la gelateria Casa Infante. Da questi due colossi arriva un’invenzione destinata a stravolgere, e senza dubbio lasciare il segno, nella tradizione culinaria napoletana.

È a Napoli infatti che la pizza è stata inventata nell’ormai lontano 1880, dall’idea di un panettiere napoletano, Raffaele Esposito, che creò un piatto che rievocasse i colori della nostra bandiera in onore della Regina Margherita di Savoia da cui, manco a dirlo, prende il nome. Oggi la pizza è, insieme alla pasta, il simbolo dell’Italia nel mondo. Ma non è la prima volta che a Napoli si prova a darne una versione diversa sposandola con le gastronomie più disparate.

Già nel 2015 Gino Sorbillo, vero e proprio artista della pizza a Napoli, sempre attento all’alta qualità e alla coltivazione biologica dei suoi ingredienti, aveva collaborato con la nota gelateria napoletana, creando il “gelato di pizza napoletana”: gelato di fiordilatte (rigorosamente di Vico Equense), confettura di Pomodoro San Marzano Dop (Presidio Slow Food), Gustarosso, sbriciolata di pizza con Farina di Agricoltura Biologica cotta a legna. Il tutto non poteva che essere spolverizzato con basilico liofilizzato campano.

L’invenzione della nuova pizza fritta con il gelato arriva proprio in concomitanza dell’annuncio della raccolta di 1,3 milioni di firme in oltre 50 paesi nel mondo di una petizione a sostegno proprio dell’arte dei pizzaiuoli napoletani come patrimonio immateriale dell’umanità UNESCO.

A rivelarlo Alfondo Pecoraro Scanio durante la Milano Food Week. L’ex ministro era infatti promotore della campagna #pizzaUnesco, e ha precisato che l’obiettivo è quello di raggiungere i due milioni di firme in almeno 100 paesi entro questo autunno.

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La pizza di Sorbillo, il vero sapore della città di Napoli

veduta di Via Tribunali dalla Pizzeria Sorbillo
veduta di Via Tribunali dalla Pizzeria Sorbillo

È una delle pizzerie più note della città di Napoli, se non LA pizzeria per antonomasia. Quella di Sorbillo non è una semplice pizza, ma una vera e propria esperienza sensoriale, vera essenza della vita napoletana. A cominciare dall’attesa, una volta comunicato il proprio nome all’ingresso, nei vicoli, tra cittadini impazienti e turisti curiosi, tra auto di passaggio e motorini. L’attesa, che al sabato sera può arrivare anche a un’ora, è una preparazione ai ritmi di una città che la vita sa godersela nonostante tutto.

Si vive prima il vicolo. Con il chiacchiericcio della gente intorno, l’entusiasmo di chi ci va per la prima volta, la consapevolezza di chi ci ritorna pregustando la creazione di un maestro artigiano della pasta quale Antonio Sorbillo con suo padre Salvatore.

Ci si sente immersi nell’atmosfera partenopea, in Via Tribunali 32, sede storica della pizzeria Sorbillo, che ha saputo estendere il proprio marchio a Piazza Trieste e Trento, con una friggitoria, Zia Esterina, che esporta la pizza fritta a ridosso di una delle piazze più belle d’Italia, Piazza del Plebiscito, trasformando i suoi clienti in parte di una cartolina vivente, e sul lungomare in Via Partenope 1, a due passi da Piazza Vittoria e dalla Colonna Spezzata, con vista su Castel dell’Ovo.

Un marchio, quello di Gino Sorbillo, che è davvero una garanzia, e che ha saputo affascinare anche il mondo della televisione de La Prova del Cuoco su raiuno con Antonella Clerici, o quello ipercritico ed elitario di MasterChef, arrivando all’evento-moda di questa estate Dolce & Gabbana, alla cui madrina d’eccezione, Sophia Loren, il maestro pizzaiolo non poteva che dedicare una pizza, rievocando i tempi in cui la pizza, fatta di sola pasta, pomodoro, mozzarella e basilico fu creata per la Regina Margherita di Savoia.

Una volta dentro la sala di Via Tribunali sono le canzoni classiche napoletane in filodiffusione a far da colonna sonora. Venturini, certo, ma anche Pino Daniele e Caruso si fondono in un’atmosfera di festa e tradizione.

Tante le pizze sul menu, così come le bevande che le accompagnano, ma se volete sentire il vero sapore di Napoli, è la pizza Margherita che dovete ordinare. Classica o DOP, con tutti gli ingredienti di origine protetta e un bocconcino di mozzarella di bufala, spesso imitato, a contornare il tutto. Un impasto leggero che si scioglie in bocca in un’armonia di sapori senza tempo.

Sottilissima e gigante. Sono questi gli aggettivi che meglio si addicono a questa straordinaria creazione della cucina partenopea esportata in tutto il mondo.

La scelta migliore per accompagnare una delle tante pizze offerte dal ricco menu Sorbillo, è senza dubbio la birra artigianale della casa. Un gusto deciso che renderà questo pasto un’esperienza indimenticabile. Sì, perché è solo dopo aver sentito la freschezza della mozzarella, il sapore corposo del pomodoro e il gusto frizzante del basilico fresco di una pizza Sorbillo che si può dire di essere stati davvero a Napoli.

Per maggiori informazioni:

www.sorbillo.it