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La grande cultura ritorna a casa: Napoli Città Libro, dal 24 al 27 maggio a Napoli

La grande cultura ritorna finalmente a casa. È così che si può dire, senza alcuna esagerazione, perché Napoli Città Libro, la grande fiera del libro e dell’editoria, come suggerisce lo stesso sottotitolo, Salone del Libro e dell’Editoria, terrà banco da giovedì 24 fino a domenica 27 maggio nel Complesso di San Domenico Maggiore, nel cuore del centro storico di Napoli.

Ed era da qualche anno che un evento del genere e di questo livello qualitativo latitava dalla città, da quando galassie e altre galassie si sono susseguite con più o meno successo per poi finire risucchiate nel buco nero dell’oblio.

Napoli Città Libro si preannuncia come uno di quegli eventi che non solo ti rendono orgoglioso di essere napoletano, ma che portano anche con fierezza e onore Napoli in Italia e nel mondo, a cominciare dal passato Salone del Libro di Torino, dove hanno sfilato e stilato opinioni e letture autori del calibro di Erri De LucaDe SilvaMaurizio de Giovanni e tanti altri. Autori ai vertici delle classifiche non per una moda effimera, ma per uno spessore culturale che ne ha fatto autori di culto.

Tanti gli eventi in questa quattro-giorni, dove lettori e scrittori, ma anche editori, avranno modo di incontrarsi in un fecondo scambio di idee, selfie di rito e autografi.

Opera di quello che è un vero e proprio miracolo Comitato Liber@Arte, nato nel marzo del 2017 con finalità di promuovere la lettura, svegliare le coscienze e sensibilizzare le Istituzioni proprio per il ritorno di un evento del genere. Soci promotori l’editore Diego Guida, l’editore Alessandro Polidoro, l’editore Rosario Bianco. Il comitato ha reso possibile, non senza un lungo lavoro di preparazione, questa rassegna che torna e fa tornare protagonisti i libri e i loro autori nella città di Partenope.

Ricchissimo il calendario di eventi, anche off, in giro per la città, che coniuga la letteratura alla fiction che ne è stata tratta, come quelli delle ore 16.00, ogni giorno, organizzato ad esempio dal AssociazioneInsolitaguida, che porterà i visitatori, sabato 26 maggio, alla scoperta dei luoghi che hanno caratterizzato la serie I Bastardi di Pizzofalcone. Perché anche, e soprattutto, questo è fare cultura, sviluppando al contempo il turismo, con la promozione del territorio e quei luoghi da far scoprire e conoscere.

Particolarmente interessante il percorso con l’associazione Le Capere, che ci condurrà per i vicoli di Napoli attraverso le pagine di Goethe e di Matilde Serao, prima donna a dirigere un quotidiano come Il Mattino, e grande narratrice di Napoli, della sua storia, di quelle superstizioni e leggende che l’hanno resa così iconica agli occhi del mondo.

Ma Napoli Città Libro non vuole proporsi come retorico incontro per addetti ai lavori che vogliono promuovere in maniera sterile il proprio lavoro, ma come aggregatore anche per e di giovani, intesi come prolifici semi del nostro futuro, coinvolgendoli in attività, come i Laboratori didattici per i più piccoli, che hanno stimolato e continueranno a stimolare quegli interessi e quelle passioni che plasmeranno gli uomini e le donne del domani.

Tra gli eventi da segnalare, la straordinaria partecipazione degli istituti e licei e Università tra cui quello di Oscom Lab Federico II, venerdì 25 maggio alle ore 10.00, quando saranno presentati alcuni filmati realizzati sulla base di testi inerenti all’arte sacra: Chiese, Arte e Simboli, monumenti di ogni tipo, Storie, Favole e Processioni. Un filmato che presenta l’Arte nella sua accezione più sacra.

Venerdì 25, alle ore 11.00, sarà presentato inoltre il volume Raccontami una storia di libri, di parole; si tratta di una raccolta illustrata di una serie di racconti e poesie selezionati dall’Istituto Ariosto.

Alle ore 12.00 di venerdì, la classe 3F dell’Istituto Degni presenterà il romanzo fantasy Il ritorno di Alice nel paese del Corallo realizzato nel Laboratorio di Lettura e Scrittura creativa della scuola a cura di un gruppo di alunni dell’indirizzo Liceo Scienze Umane e del Liceo Artistico guidati dalla docente Carolina Flauto.

Anche l’Istituto Nobel presenta una antologia di racconti, sul tema Back Home: sabato 26 maggio alle 14.15 storie di viaggio, e presentazione video dedicato al tema del corallo, sarà anche l’occasione per presentare un video a supporto dell’opera dedicato al tema del corallo, i viaggi per mare relativi alla pesca dell’oro rosso e focus sull’aspetto commerciale.

Mentre sabato 26 maggio alle ore 12.10 il Liceo De Sanctis presenta un progetto, di durata triennale realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Salerno.

Per il calendario completo degli eventi e tutte le informazioni sulla rassegna:

www.napolicittalibro.it

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ART NEWS, CINEMA

La magia del cinema sui tetti di Milano: dall’11 maggio ritorna il “Cinema Bianchini”

Arriva il caldo e ritornano i drive in e i cinema all’aperto, vero must delle serate estive. Se siete a Milano poi, quella che è quasi una tradizione della bella stagione non poteva che essere trendy e glamour, e mettere in relazione il cinema con l’architettura.

A partire dal prossimo 11 maggio ritorna, per la terza edizione, il Cinema Bianchini, rassegna cinematografica che porta sui tetti della Galleria Vittorio Emanuele II a Milano capisaldi del cinema italiano e statunitense, in perfetta linea con il clima torrido dei mesi caldi.

Da Sabrina a Vacanze Romane, da Colazione da Tiffany a A Qualcuno piace Caldo, passando per Woody Allen e Sorrentino. Una retrospettiva, questa, che guarda ai classici e al cinema contemporaneo, proponendo commedie come Tutta colpa di Freud e Perfetti Sconosciuti, offrendo ampia visibilità al cinema italiano.

Ma quella del Cinema Bianchini non è mera visione di un film all’aperto, ma un’esperienza nel cuore di Milano. Un’occasione per ammirare il tramonto sui tetti del capoluogo lombardo, e trascorrere una serata in compagnia di chi si ama. Nell’attesa che il sole tramonti e abbia inizio la magia del cinema, si potranno gustare dolci amaretti Panarello, in un’atmosfera che un po’ sogno di una notte di mezza estate.

I film qui si fanno di pura sostanza onirica, e non deve essere un caso se ad inaugurare questa interessante rassegna, che accompagnerà i milanesi fino al prossimo 11 giugno, ci sia Miracolo a Milano, perché a giudicare dalla bellissima atmosfera il miracolo si è compiuto.

Per il programma completo, ecco il link.

ART NEWS

Dei, eroi, uomini. Il Maggio dei Monumenti di Napoli dedicato a Giambattista Vico

Iniziata ufficialmente con un weekend di anticipo, il 28 aprile, la rassegna Maggio dei Monumenti, appuntamento irrinunciabile per i napoletani, è giunta alla sua XXIV edizione. Tema di quest’anno, a 350 anni esatti dalla sua nascita, Giambattista Vico, e L’età degli Dei, l’età degli Eroi, l’età degli Uomini, che accompagnerà i turisti e i partenopei fino al prossimo 3 giugno.

Giambattista Vico, figlio di Napoli e suo rappresentante, nacque nel cuore del centro storico della città, è stato un fervido lettore, animato dalla curiosità per il mondo, studioso di filosofia e di diritto.

Giambattista Vico è anche un perfetto esempio di dignità: allevò una famiglia numerosa con mezzi modesti, e visse in una casa poco più grande di quella in cui era nato.

Oggi ci restano opere meravigliose, che testimoniano la sua vita e la sua sensibilità.

L’edizione del Maggio dei Monumenti di quest’anno celebra il centro storico della città, patrimonio dell’UNESCO, attraverso gli occhi del suo illustre cittadino: chiese gotiche, rinascimentali e barocche, gli eleganti palazzi signorili, gli antichi monasteri, le sedi di istituzioni culturali e luoghi di studio sono protagonisti della più grande festa della Cultura del mondo.

Reading, spettacoli teatrali, conferenze, mostre, installazioni multimediali, visite guidate guideranno visitatori, curiosi e appassionati, attraverso le strade di Napoli nel segno della scoperta della figura del filosofo napoletano.

Tra gli appuntamenti da segnare in agenda un ciclo di conferenze Dialogo impossibile con Giambattista Vico immaginato dal professor Vincenzo Vitiello con Vincenzo Vitiello, Enzo Salomone e Paolo Cresta, il 5 e il 6 e il 26 e 27 maggio, nella sala convegni della Società Napoletana di Storia Patria al Maschio Angioino.

Una conferenza di Fabiana Cacciapuoti indagherà e confronterà Vico e Leopardi il 10 maggio, nella Sala del Capitolo di San Domenico Maggiore; mentre un’altra conferenza su Vico in San Domenico sarà condotta da Biagio De Giovanni il 17 maggio.

Chiude il ciclo il 29 maggio il filosofo Gennaro Carillo con una conferenza su Vico nella sala Loggia al Maschio Angioino.

Non solo reading e convegni, ma anche musica. Nella Villa Comunale ci sarà una serie di concerti ed eventi con la rassegna All’ombra di Vico.

Tra le curiosità, per gli amanti di instagram e di chi vuole tangibilmente catturare questo momento, una colossale statua di Giambattista Vico in cartapesta alta dieci metri è stata realizzata apposta per la rassegna e sarà collocata a Piazza Municipio.

Tra gli eventi da segnalare c’è l’apertura straordinaria della Cappella di Santa Maria di Pignatelli, in Largo Corpo di Napoli, dopo lavori di restauro che hanno riportato all’antico splendore questo straordinario monumento rinascimentale.

Il programma di questa interessante edizione è stato realizzato grazie alla collaborazione il comitato scientifico istituito dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli quali l’Istituto per la Storia del pensiero filosofico e scientifico moderno del Consiglio Nazionale delle Ricerche con la professoressa Manuela Sanna coordinatrice per il CNR delle celebrazioni per il 350° anniversario dalla nascita di Giambattista Vico.

A dare man forte per i contributi non poteva mancare l’Accademia di Belle Arti di Napoli, che con la cattedra Graphic Design guidata da Enrica D’Aguanno e tanti giovani talenti ha realizzato l’immagine grafica coordinata della manifestazione.

Sono felice e anche orgoglioso di poter dire che il Maggio dei Monumenti di quest’anno coincide con un altro importante evento culturale, quello di Napoli Città Libro, prima edizione del Salone del Libro e dell’editoria che si svolgerà all’interno del suggestivo complesso di San Domenico Maggiore dal 24 al 27 maggio, con un ricchissimo programma di oltre 100 eventi.

Per leggere il programma completo dell’intera rassegna, ecco il link.

ART NEWS, LIFESTYLE

Muse al Museo: dal 21 al 28 marzo la seconda edizione del MANN Festival a Napoli

Non solo luogo di cultura e arte, ma anche luogo di incontro. Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli si trasforma e attraversa, come una catarsi dell’anima, nuove fasi delle sue molteplici vite. Ultima, solo in ordine cronologico, quella di agorà, una piazza dal retrogusto classico, che si propone di far incontrare gli artisti e un pubblico che ha voglia di ascoltare ed interagire con loro.

Sono probabilmente queste le premesse della seconda edizione del MANN FestivalMuse al Museo, che ritorna dal 21 al 28 marzo 2018, e che lo scorso anno ha visto tra l’altro autori, come il regista Ferzan Ozpetek.

Sono oltre 100 gli ospiti che quest’anno animeranno un’edizione, questa, che, forte della scommessa vinta lo scorso anno, alza il tiro con ospiti nomi quali il Premio Pulitzer Hisham Matar, ma anche Michael NymanRichard GallianoDaniel PennacRick Wakeman, il cantautore Roberto VecchioniElio, il regista e attore Carlo VerdoneLuciano Canfora per un calendario che segue il filo conduttore della cultura e delle arti nella più ampia accezione del termine.

Lo scorso anno ho partecipato, e vi ho raccontato l’evento con grande interesse, quest’anno attendo con particolare emozione la seconda edizione che, quest’anno, è diventato un appuntamento irrinunciabile per gli amanti dell’arte e della cultura.

Musica, cinema, teatro, cantautorato trovano la loro naturale collocazione sul palco della Sala Farnese, che ogni lunedì sta già intrattenendo (gratuitamente) i visitatori con un bellissimo Festival del Barocco, con danze, suoni e cantante del 1600: «Il Museo del futuro – ha detto in merito il direttore del MANN, Paolo Giulierini – è una grande agorà dove si incontrano conservazione, ricerca e capacità di sperimentazione. La musica e l’arte teatrale, che vengono suggerite dalle statue, dai mosaici e dagli affreschi, prendono magicamente corpo in questi otto giorni di festival e connotano il MANN come grande polo culturale che diffonde nuovi linguaggi senza affrancarsi mai dalle radici della classicità».

L’evento sarà ufficialmente inaugurato mercoledì 21 marzo alle ore 15.30, quando alla Galleria Principe di Napoli ci sarà un concerto Scalzabanda & Orchestra Multietnica di Arezzo, con suoni e colori sotto la direzione di Enrico Fink, esperto di musica tradizionale ebraica e di world music, che si accompagnerà a 75 ragazzi del quartiere di Montesanto.

Qui il programma degli eventi.

ART NEWS

Il Museo Archeologico di Napoli, tra successi, nuove sale e le mostre del 2018

È un momento davvero magico, quello che sta vivendo il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che nella prima domenica del mese di febbraio ha tagliato il record di 8000 visitatori, classificandosi al terzo posto, su scala nazionale, dei siti più visitati dopo il Colosseo e i Musei Romani.

Una crescita del 60% degli spazi espositivi negli ultimi dodici mesi, e la chiusura record per il 2017 con 500.000 visitatori, hanno aperto nuovi scenari per questo 2018 appena cominciato.

A questi va naturalmente aggiunto il risvegliato interesse da parte dei media per il museo, che l’hanno voluto come silenzioso protagonista di film come Napoli Velata di Ferzan Ozpetek, la fiction Sirene su raiuno o videoclip come Mystery of Love, colonna sonora del film nominato agli Oscar di Luca Guadagnino, Chiamami col tuo nome.

MANN, sala del Toro Farnese (instagram @marianocervone)

Tra le iniziative, come vi ho già ampiamente anticipato qui, quella di nuovi spazi che eleveranno il museo napoletano al livello dei suoi grandi omologhi europei: nuovi spazi espositivi, una sala conferenze, una caffetteria sono soltanto alcune delle “Grandi opere” che attualmente interessano il MANN. Ma sono tante le novità che vedremo di qui a pochi mesi, a cominciare da nuovi allestimenti che meglio presenteranno le collezioni permanenti, passando per le tante mostre che animeranno quest’anno.

Se l’anno passato si è chiuso con la bellissima mostra sui Longobardi, che terrà compagnia al pubblico fino al 25 marzo, le festività pasquali porteranno un’altra grande rassegna incentrata sulle armi dei gladiatori. Ma non sarà il solo evento di rilievo che terrà impegnate le sale del museo che, all’insegna di questo innovativo connubio archeologico-contemporaneo che ha felicemente portato artisti della scena contemporanea nelle sale del museo di archeologia, vedranno una mostra su Star Wars e una su Pompei e gli Etruschi, che illustrerà invece quanto le due culture si sono influenzate a vicenda durante la dominazione romana e quanto invece si sono distanziate le une dalle altre sviluppando ognuna le proprie peculiarità.

Dopo tanti anni, e sono particolarmente felice di poterlo scrivere, pare che riapriranno la sezione dedicata alla Preistoria (che si trova nei sottotetti del museo) e quella dedicata alla Magna Grecia. Due ritorni, questi, che, uniti alle ritrovate sezioni egizia ed epigrafica, vede completare a poco a poco l’offerta del museo e il suo potenziale di attrattore turistico e vettore concorrenziale di cultura: «Il 2018 vedrà il cambio di marcia nell’attenzione per gli allestimenti, il decoro e i cantieri di lavoro nel Palazzo» ha anticipato il direttore Paolo Giulierini che con gioia ha annunciato un aumento di 10.000 presenze nel mese di gennaio di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2017. Un segno, questo, che fa presagire che il 2018, Anno Europeo del Patrimonio, è decisamente iniziato sotto un buon auspicio, lasciando ben sperare per “una nuova fase – continua il diretore – dopo la quale consegneremo alla città un museo con pochi pari in Italia e in Europa”.

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Notte d’Arte a Napoli. Ecco tutti gli eventi da non perdere

È un appuntamento che sa già di tradizione quello della Notte d’Arte a Napoli, che prosegue la consuetudine di visite notturne di monumenti e poli museali. Una notte bianca dell’arte insomma con visite gratuite o a prezzi ridotti.

Il centro storico del capoluogo partenopeo prende vita fino a notte inoltrata, aprendo le porte dei suoi gioielli architettonici ed artistici. Mostre, musei, palazzi storici e tanti altri attrattori animeranno le strade di Via Tribunali, di San Gregorio ArmenoSan Biagio dei Librai e Spaccanapoli.

Organizzato dalla II Municipalità in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune, l’evento è la giusta occasione per visitare luoghi della cultura della città con biglietti ridotti e, spesso, visite guidate che, complice l’incanto della notte, parleranno di racconti, favole e leggende. È questo il tema che accompagnerà la città di Napoli durante questo periodo di festività natalizie.

Tra gli appuntamenti da non perdere, vi suggerisco quello del Museo della Follia, la mostra curata da Vittorio Sgarbi (di cui vi ho ampiamente parlato qui), e che dalle ore 18.00 sarà visibile al costo di 7 € anziché il prezzo intero 12. Un’occasione particolarmente conveniente che vi porterà lungo un percorso della mente, della genialità e della follia umana che dal XIX secolo di Goya arriverà all’arte contemporanea di Cesare Inzerillo con un’opera simbolo di questa prestigiosa rassegna, passando, come promette il sottotitolo della mostra per Maradona, vera e propria divinità della fede calcistica nella città di Partenope e non solo.

Da segnalare anche la Cappella San Severo, con il suo bellissimo Cristo Velato, che consente l’accesso ad un costo di soli 3 €, per lasciarsi affascinare dalle leggende di Raimondo De Sangro, principe di Sansevero, e dalle straordinarie opere contenute all’interno di questo suggestivo monumento che è un vero e proprio scrigno massonico-esoterico.

Il Complesso di San Domenico Maggiore apre le porte al suo pubblico con lo spettacolo de Il Piccolo Regno Incantato (costo 5€) per farsi ammaliare da un percorso favolistico.

Durante la Notte d’Arte potrete ammirare anche il bellissimo, quanto famoso, maiolicato del Complesso di Santa Chiara, che applica il biglietto ridotto per tutti di soli 4,5 €. Un’esclusiva notturna, che porterà i visitatori attraverso i colori vivaci dell’iconico chiostro, le cui maioliche sono opera della bottega Massa.

Se invece amate addentrarvi nella leggenda che trascende i confini della storia, allora dovrete dirigervi a Santa Maria La Nova che, ad un costo di 3€, vi consentirà la visita a tutto il complesso, dove potrete ammirare quella che, si dice, sia la tomba del vero Conte Dracula.

Se a Chiese e luoghi di culto preferite invece dimore e palazzi storici, l’itinerario di quest’anno vede i portoni aperti anche di molti edifici noti nella città di Napoli, a cominciare dal Liceo Classico Vittorio Emanuele II, il cui emiciclo caratterizza la nota Piazza Dante, che dalle ore 20.30 fino alle 22.30 aprirà gli spazi della sua Biblioteca Storica e del Museo di Fisica e Storia Naturale; più dinamica la visita del Liceo Antonio Genovesi che alle ore 18.00 e alle ore 20.00 organizza performance e un concerto (“Ventinove e trenta“) degli stessi studenti.

Sempre dalle ore 18.00 fino a mezzanotte Palazzo Venezia (in Via Benedetto Croce) oltre al complesso e al giardino pensile che vi suggerisco caldamente di visitare, offre un percorso sull’artigianato locale.

E se invece preferite, tempo permettendo, l’atmosfera delle luminarie delle feste e degli artisti di strada, c’è La notte del Nilo, a cura di Mutua Studentesca, con spettacoli e performance che vanno da Largo Banchi Nuovi al Borgo degli Orefici, passando per Via Bellini e le Scale di San Giuseppe dei Nudi. Particolarmente suggestiva la visita guidata Tour delle Streghe a cura dell’Associazione Leucosia, con partenza dalle mura greche di Piazza Bellini (questo evento ha un costo di 5€ con prenotazione obbligatoria al numero 348 5507974).

Una Notte d’Arte particolarmente ricca quella del 2017, per vivere la magia dei racconti, delle favole e delle leggende che da sempre fanno parte della storia di Napoli.

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Un festival della cultura al Museo Archeologico di Napoli dal 19 al 25 aprile

È il primo Festival Internazionale della Cultura organizzato da un museo statale autonomo in Italia. Festival MANN, muse al museo, si propone di essere una sette giorni che mette insieme diverse discipline dell’arte dalla letteratura alla danza, dal teatro al cinema, passando per i fumetti e nuove tecnologie, occhieggiando dunque anche al difficile pubblico di giovanissimi, che potranno trovare nelle sale del museo anche la presentazione di un videogioco.

Tanti gli ospiti che animeranno dal prossimo 19 aprile al 25 la prima (e si spera non unica) edizione di questa interessante rassegna, dal mondo della musica al cinema, dall’arte alla letteratura: Niccolò Fabi, Peppe Servillo, Tosca, Cristiano De Andrè, Ferzan Ozpetek, Giorgio Pasotti, Erri De Luca sono soltanto alcuni dei nomi che con presentazioni, interviste, concerti daranno vita a qualcosa di straordinario, e che da questa edizione diventeranno Ambasciatori del MANN.

Il MANN insomma continua a rinnovarsi, allontanando sempre di più la polverosa idea di archeologia con un linguaggio nuovo, fresco, dinamico che si adatta ad una società in rapido e continuo cambiamento e, tra applicazioni e videogame per smartphone valorizzando e diffondendo non soltanto la propria immagine, ma anche, e soprattutto le sue opere.

Nel frattempo dal direttore Giulierini arriva la conferma ufficiale dell’attesa apertura di un’altra ala museale, la Sezione Epigrafica, che sarà inaugurata il prossimi 30 maggio: «Si consolidano rapporti internazionali con l’Ermitage e il Louvre, stiamo procedendo spediti allargando i servizi esterni (di prossima apertura anche la caffetteria) ed interni (il 12 maggio una nuova ala dedicata ai laboratori di restauro) ma, soprattutto, il Mann non perde di vista i cittadini. Per questo abbiamo pensato ad un Festival per grandi e piccoli a prezzi assolutamente popolari, che coniughi la magia del mondo classico dell’Archeologico al moderno concetto di cultura».

Il MANN si prepara così a competere con i grandi musei nazionali ed internazionali, offrendo ai suoi visitatori sempre più servizi, e svecchiando un’immagine che l’aveva ingiustamente un po’ adombrato.

Sette serate nel salone della meridiana, che saranno inaugurate dalla voce di Ray Wilson nella serata di mercoledì 19, con concerti che vedranno protagonisti assoluti Daniele Russo, Tosca, Gino Paoli.

Non solo soirée, ma anche i pomeriggi con i grandi incontri sono vere e proprie chicche da non perdere, a cominciare dall’intervista di Titta Fiore al regista Ferzan Ozpetek, che presto a Napoli girerà il suo nuovo film, Napoli Velata, e che parlerà con la giornalista della città di Napoli e della sua amata Istanbul.

Il Festival MANN è realizzato con la collaborazione di Luca Baldini e Officine della Cultura e il comitato onorario di Ivan Cotroneo, Luciano Stella, Andrea Milanese e Daniela Savy.

La direzione artistica è invece di Andrea Laurenzi che ha detto: «Le Muse, divinità della mitologia classica nate dall’unione di Zeus e Mnemosine, proteggevano ed ispiravano le forme d’arte, abbiamo scelto di esplorarle tutte, sia quelle classiche, come la poesia, la scrittura, la musica e la danza, sia quelle che si sono imposte in questi decenni come il cinema e il fumetto. La scelta del cast nasce proprio dalla ricerca del confronto tra artisti contemporanei provenienti da diversi contesti di formazione, che saranno ispirati dalla storia del MANN e della città di Napoli».

Per maggiori informazioni:

festivalmann.it

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Al Museo del Bargello a Firenze una mostra sulle porcellane Richard Ginori

Nata per volontà del marchese Carlo Ginori nel 1735, l’omonima fabbrica di prestigiose porcellane sorse in una villa di sua proprietà a Doccia (oggi Sesto Fiorentino), trasformandosi in breve tempo in una delle più raffinate manifatture europee. I discendenti del marchese continueranno ad occuparsene fino al 1896, quando il marchio si fonderà con la milanese Richard, dando origine a quella che oggi è Richard Ginori.

Maniffattura di Doccia (Gaspero Bruschi).Venere dei Medici (dall’antico), porcellana

Una lavorazione di pregio, con decorazioni e disegni originali che troveranno la massima espressione nelle decorazioni pittoriche “a veduta”, ad opera del fiorentino Ferdinando Ammannati, già pittore nella Reale Fabbrica di Re Ferdinando di Borbone, il quale trasferirà a Doccia il gusto neoclassico appreso e apprezzato a Napoli.

Famose le decorazioni con le vedute tipiche del tempo: dalle rovine di Pompei che caratterizzarono l’arte nella metà del ‘700 alternandosi a scene mitologiche, alla raffigurazione di piazze e palazzi di Napoli, Roma e del territorio toscano in genere.

Chi mi conosce sa che amo particolarmente questa fabbrica, a mio avviso tra le più raffinate e belle d’Italia, non solo per la sua produzione ormai storica, ma anche per le porcellane contemporanee dall’intramontabile gusto classico. Oggi alcune di quelle creazioni di pregio sono visibili all’interno del Museo di Capodimonte a Napoli, ma sono felice di segnalare una bellissima iniziativa culturale.

Il Museo Nazionale del Bargello a Firenze inaugurerà il prossimo maggio una mostra sulle statue di porcellana prodotte a Doccia. La fabbrica della bellezza. La manifattura Ginori e il suo popolo di statue, questo il titolo, è la prima rassegna in Italia che pone al centro il noto marchio.

Dal 18 maggio fino al prossimo 1 ottobre 2017 i visitatori potranno ammirare la produzione di sculture prodotte nel primo periodo, che dialogheranno così con le collezioni permanenti del museo, ma anche con una serie di cere, terrecotte e bronzi che le hanno ispirate e ne hanno fatto da modello per la loro realizzazione.

Il percorso si articola in due principali nuclei, che racconteranno la storia di questa fabbrica, la sua nascita e la formazione e la trasformazione di una invenzione di scultura in porcellana.

Ma la mostra non ha soltanto un ruolo culturale, ma anche il compito sociale di porre l’accento sul Museo di Doccia, chiuso dal maggio del 2014, e tentare di scuotere l’opinione pubblica non solo dei i fiorentini, ma di tutti i visitatori, affinché riscoprano il valore di un orgoglio tutto italiano.

INTERNATTUALE, TELEVISIONE

NAT GEO spiega cos’è il gender e la rivoluzione di genere

Siamo giunti nel XXI secolo con la presunzione di chi crede di aver imparato la lezione, senza aver realmente studiato. La vita però ci ha presentato il suo esame, e alla prima prova abbiamo puntualmente ripetuto gli stessi errori: discriminazioni, razzismo, genocidi. L’uomo sembra essere ritornato negli anni ’50, quando l’America di Eisenhower, memore della schiavitù del secolo precedente, si divideva ancora rigidamente in bianchi e neri e, ignorando le stragi belliche nei campi di concentramento nazisti, continuava ad attribuirsi una superiorità di razza.

A quasi settant’anni da quel periodo storico nulla o poco sembra cambiato, e sotto la patina dell’uguaglianza ancora mal si cela la nuova ondata di un razzismo, nemmeno troppo velato, da parte di autorità e cittadini.

Stragi in moschee, sparatorie sui “negri”, attentati in club gay. Stiamo progredendo o stiamo rievocando l’era pre-bellica per una nuova guerra mondiale?

Abbiamo paura della libertà altrui e, in un momento storico in cui dovremmo temere soprattutto l’odio, ci preoccupiamo invece di combattere l’Amore. L’amore “diverso”, quello “arcobaleno”, quello tra persone dello stesso sesso, come se, attribuirgli un’etichetta, lo rendesse meno importante di un qualsiasi altro amore.

Katie Couric (photo credit: Andrew Eccles) (photo credit: Andrew Eccles)
Katie Couric (photo credit: Andrew Eccles) (photo credit: Andrew Eccles)

A raccontare questa rivoluzione di genere ci penserà questa sera il canale satellitare National Geographic alle ore 20.55 con il programma Gender, la rivoluzione. Condotto dalla giornalista americana Katie Couric, si tratterà di un viaggio di oltre due ore in cui si cercherà di comprendere meglio il concetto di sessualità “fluida”: agender, transgender, androgini, genderfluid, genderqueer, intersex, transessuali. Termini, a volte neologismi, sconosciuti ai più nel loro reale significato, che ne fanno uso quasi ed esclusivamente dispregiativo ignari dei mondi che rappresentano davvero.

Proverà a spiegarli la Couric grazie anche all’aiuto di medici, scienziati, sociologi, ma anche famiglie, illustrando allo spettatore, e ai tanti scettici che ancora non sono convinti, che il mondo non si divide soltanto in maschi e femmine.