ART NEWS

Il sogno d’amore di Chagall alla Basilica della Pietrasanta a Napoli

Si intitola Sogno d’amore e, profeticamente, arriverà a ridosso di San Valentino alla Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta a Napoli, fino al prossimo 30 giugno.

Più di 150 opere suddivise in quattro sezioni tematiche, e vedono la curatela di Dolores Durán Úcar, e la produzione di un brand leader del mondo dell’arte, il Gruppo Arthemisia che, reduce dal successo di ESCHER (al PAN fino ad aprile), approda in uno dei monumenti simbolo del centro storico del capoluogo partenopeo.

Russo di nascita, francese d’adozione, Mark Zacharovič Šagal, Chagall nella traslitterazione francese, proviene da una famiglia di origine ebraica nell’allora Impero Russo, l’attuale Bielorussia. Maggiore di nove fratelli, nelle sue opere indaga spesso i luoghi e i momenti della sua infanzia, tutto sommato serena a dispetto delle condizioni in cui erano costretti a vivere gli ebrei russi sotto il dominio degli zar.

Divenuto già noto in patria come artista, si trasferisce agli inizi del XX secolo a Parigi, ed entrò nell’orbita degli artisti del quartiere di Montparnasse, alternando rientri in patria, dove aderì ai movimenti rivoluzionari, per poi ritornare nella capitale francese a partire dal 1949, stabilendosi in Provenza.

Morirà a Saint-Paul-de-Vence a 97 anni.

Sin dai suoi anni giovanili Chagall fu sempre affascinato dalla Bibbia, che l’artista considerava come la più importante fonte di poesia e ispirazione artistica. È a partire dagli anni ’30 però che comincia concretamente ad interessarsene e inizia a studiarla con dedizione, tramutando i suoi studi in un vero e proprio lavoro grazie all’editore e mercante francese Ambroise Vollard, che gli commissionò una serie di tavole a tema biblico.

Altri lavori che l’artista aveva realizzato erano l’illustrazione de Le anime morte di Gogol’ e Le Favole di La Fontaine.

I suoi studi dei testi religiosi lo porteranno in Egitto, Siria, Palestina. Da questo momento è soprattutto la Bibbia che ispirerà gran parte dei suoi lavori.

Nella sua lunga vita e nella sua lunga carriera, sono tanti gli stili che abbraccia la sua arte: dalle avanguardie, che sfiorerà appena, al cubismo e fauvismo. I suoi dipinti, a metà tra mondi onirici e meraviglia, raccontano mondi fantastici e riferimenti religiosi attraverso colori vivaci e brillanti, anticipando l’espressionismo, e la corrente del Tachisme, quell’arte astratta nata in Francia, dove il colore è l’elemento dominante che va anche oltre la forma, verso il suo mondo di colori, verso un sogno d’amore senza tempo.

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ART NEWS

La collezione di un Principe. A Palazzo Zevallos a Napoli fino al 7 aprile

Con l’arrivo delle festività natalizie, inizia a Napoli un periodo particolarmente florido per gli eventi d’arte, che vogliono conquistare il pubblico partenopeo e parte di quei turisti che giungono a frotte, per presepi e tradizioni. Ad aprire le danze quest’anno ci hanno pensato le Gallerie d’Italia, che nella loro storica sede di Palazzo Zevallos a Via Toledo, portano anche per quest’anno un evento da non perdere.

Rubens, Van Dyck, Ribera. La collezione di un principe, questo il titolo completo della rassegna che dal 6 dicembre fino al 7 aprile 2019, riporta a Napoli, e all’interno di Palazzo Stigliano parte di una prestigiosissima collezione appartenuta alla famiglia Vandeneynden, che abitò proprio nella sontuosa dimora napoletana di Via Toledo a partire dagli ultimi decenni del XVII secolo.

Sono 36 i capolavori che ritornano nelle stesse stanze che hanno abitato, tra cui le opere di Van Dyck, Rubens e Ribera.

Una collezione intima, che consentirà al pubblico di conoscere la famiglia Vandeneynden, Giovanni, ricco e potente commerciante fiammingo, che scelse Napoli come residenza per se stesso, per meglio servire le sue clientele, come era solito per molti altri commercianti del Nord Europa.

Vandeneynden aveva acquistato Palazzo Zevallos dal figlio di Juan de Zevallos Nicastro, duca di Ostuni, Francesco, e ne aveva commissionato la ristrutturazione ad un monaco certosino, fra’ Bonaventura Presti, attivo a Napoli come architetto.

Il mercante era anche uno squisito collezionista d’arte, e negli anni aveva raccolto opere straordinarie.

La mostra vuole essere un suggestivo viaggio nell’arte del Seicento del panorama italiano ed internazionale, con un focus particolare sulla produzione delle Fiandre.

La collezione vantava opere tuttora celebri, come il Banchetto di Erode di Rubens (ora a Edimburgo), e ancora esemplari di Anthony van Dyck, Aniello Falcone, Luca Giordano, Mattia Preti, Jusepe de’ Ribera, Salvator Rosa, Massimo Stanzione, Guercino, Annibale Carracci, ma anche Jan Brueghel, Jan Miel, Andrea Vaccaro e numerose nature morte nonché paesaggi e battaglie di altri maestri fiamminghi.

Prestiti eccezionali da musei nazionali ed internazionali, che hanno reso possibile questo straordinario ritorno a “casa”, nelle medesime stanze dove a lungo furono custoditi.

LIFESTYLE

Santa Lucia Svedese a Napoli il 9 dicembre: luci, canti e sapori della tradizione

Natale ormai è alle porte, e Napoli si prepara con i primi eventi per vivere la magica atmosfera delle feste. La Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, già cornice di eventi d’arte negli ultimi due anni, diventa la suggestiva scenografia della Festa di Santa Lucia Svedese. Nel centro storico infatti, proprio in Piazzetta Pietrasanta, con qualche giorno di anticipo rispetto al consueto 13 dicembre, arriva per la prima volta nella città di Napoli una delle tradizioni più amate del calendario svedese.

Ad illuminare il cuore del centro storico di Napoli, a due passi da una delle torri campanarie più antiche d’Italia, arriva un corteo di undici giovani del Liceo Musicale Nordiska Musikgymnasiet di Stoccolma, che intoneranno i canti della tradizione natalizia.

Originaria di Siracusa, in Sicilia, il culto di Santa Lucia è giunto fino in Svezia. Ad introdurre questa tradizione sarebbe stata l’aristocrazia svedese nel XVIII secolo, che voleva che la figlia maggiore vestisse i panni di Lucia, servendo la colazione a letto la mattina del 13 dicembre.

Oggi questa usanza si è evoluta, e sono migliaia i bambini nelle strade che illuminano il buio dei vicoli innevati con candele e biscotti, intonando i canti della tradizione natalizia.

In ogni angolo del Paese, delle scuole, degli uffici, degli asili ci si riunisce per ascoltare queste melodie, e celebrare la luce in attesa del Natale.

La festa di Santa Lucia è persino arrivata nelle prigioni e negli ospedali, nelle case di riposo e in tutti quei luoghi in cui la mobilità è difficile. È da questa filosofia che giunge quest’anno anche nei vicoli di Napoli, perché Santa Lucia non bisogna cercarla, ma arriva a rischiare il buio.

La celebrazione è stata fortemente voluta dall’Ambasciata di Svezia e il Consolato Onorario di Svezia a Napoli, in collaborazione con l’Associazione Polo Pietrasanta Onlus.

L’appuntamento è per domenica, 9 dicembre alle ore 18.00 sul Sagrato della Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, dove l’Ambasciatore di Svezia, Robert Rydberg, inaugura l’evento che si terrà in piazzetta.

Dopo l’esibizione, seguirà una degustazione di glögg (tipica bevanda calda speziata) e pepparkakor (biscotti speziati), mentre per i più piccini sarà servita una bibita tradizionale natalizia.

E se siete in piazzetta, andate a vedere LAPIS, il percorso sotterraneo della basilica. Sarà la perfetta chiusura di una giornata di festa, scoprendo miti e leggende della città di Napoli.

ART NEWS

RES RUSTICA: i sapori dell’Antica Pompei al MANN di Napoli fino al 18 febbraio

In un momento storico come il nostro, in cui tanta attenzione è rivolta al cibo, tra EXPO, fiere e il proliferare di programmi televisivi di cucina e cooking show, anche l’arte può contribuire a raccontare la grande passione e la tradizione del nostro Paese. E se qualche locale si è cimentato nella riscoperta delle millenarie ricette dell’Antica Pompei, una mostra invece ci svela l’originario aspetto di ciò che mangiavano i romani alle pendici del Vesuvio. Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ha infatti deciso di chiudere l’anno, e un ciclo di grandi mostre, proprio con RES RUSTICA, imponente mostra che dal 21 novembre al prossimo 18 febbraio 2019, svela la Collezione dei Commestibili di Pompei. E non è di certo un caso se il museo napoletano abbia deciso di farlo proprio nell’Anno del Cibo Italiano, il 2018, facendosi così promotore della nostra grande ricchezza agroalimentare.

Res Rustica. Archeologia, botanica e cibo nel 79 d.C., questo il titolo completo dell’esposizione, apre la sala numero 94, adiacente al grande plastico di Pompei, in cui è mostrata una mappa con le antiche rotte che gli Antichi seguivano per approdare sulle coste italiane dall’Oriente: pesche, olive, agli, melagrane, carrube, fichi, datteri, sono soltanto alcuni dei prodotti che, una volta, animarono la tavola e la quotidianità dei romani.

Oggi questi frutti ci appaiono molto diversi di come dovevano apparire ai tempi, in condizioni di estrema fragilità, carbonizzati e non.

Grazie all’importante contributo del prof. Gaetano Di Pasquale e della dott.ssa Alessia D’Auria del Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è stato risolto anche un piccolo giallo: i ritrovamenti di alcune vinacce infatti sembrano risalire ad appena il XVIII secolo, non di età romana dunque, ma di epoca borbonica. Si potrebbe trattare dei primi tentativi di viticoltura, voluti o casuali, operati durante gli scavi e i primi ritrovamenti pompeiani.

A rendere questo percorso di archeobotanica più comprensibile, alcuni video (in italiano e in inglese) che vanno ad illustrare questi preziosi reperti in relazione alle contemporanee conoscenze e scoperte.

Una seconda sala invece è dedicata all’utilizzo dei commestibili nella quotidianità, con utensili da cucina, dispense, e corredi da tavola.

Tra i reperti più interessanti, la bottiglia contenente ancora olio di oliva, mostrata da Alberto Angela in occasione della conferenza al MANN per la presentazione del programma Stanotte a Pompei.

Non solo istituzioni scientifiche. Tra i mecenati che hanno contribuito alla realizzazione di questo evento, anche ROSSOPOMODORO, che ha sostenuto l’intervento di valorizzazione della Collezione dei Commestibili del MANN.

I visitatori dell’Archeologico potranno così ammirare olive e noccioli, frutti di fico interi o spaccati, cereali, legumi, castagni e molto altro.

Nata con Carlo di Borbone e i primissimi scavi, la Collezione dei Commestibili, per volere dello stesso sovrano, andrò a costituire la Wunderkammer, stanza delle meraviglie con le mirabilia più curiose e di maggior pregio. Precluso al pubblico per anni, il nucleo ritorna a far parte delle collezioni del museo a partire dal 2018, e viene finalmente restituito al pubblico con un evento che mette già l’acquolina in bocca, e risveglia i nostri appetiti di arte e non solo.

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Che fine ha fatto il Salvator Mundi? La misteriosa sparizione dopo l’asta record

C’è un mistero che aleggia intorno al Salvator Mundi, il dipinto più costoso della storia, acquistato da Christie’s lo scorso anno per la cifra record di 450 milioni di euro.

Opera del maestro Leonardo Da Vinci, il dipinto rappresenta Gesù a mezzo busto, che regge un globo, simbolo del potere universale, mentre tiene alzata la mano destra in atto benedicente. L’opera è datata tra il 1490 e il 1519 circa, sarebbe stata realizzata da Da Vinci a Milano subito dopo la caduta degli Sforza.

Il dipinto era stato acquistato da un privato per il Dipartimento di Cultura e Turismo di Abu Dhabi. Il quadro avrebbe dovuto essere esposto, a partire dal 18 settembre di quest’anno, all’interno del Museo Louvre Abu Dhabi, ma così finora non è stato.

Ad oggi non ne conosciamo il motivo, ma tra le ipotesi più accreditate c’era quella di una possibile esposizione in occasione del primo anniversario del museo degli Emirati. Tuttavia sul sito ufficiale del Louvre arabo compaiono notizie inerenti alle celebrazioni, ma nessuna sull’esposizione del dipinto.

Un’opera di Leonardo è già di per sé un evento, se a questo si aggiunge una cifra da guinness, ne fa forse il secondo quadro più famoso al mondo dopo la Gioconda, dello stesso Da Vinci.

A questo punto è lecito domandarsi come mai, ad un anno dall’asta, il museo non abbia ancora predisposto una sua esposizione all’interno della sua collezione.

Tra le altre ipotesi quelle del restauro. Secondo alcuni rumors interni al museo, a destare un po’ di perplessità negli esperti sarebbe l’ultimo restauro effettuato, che dovrebbe risalire al 2011, in occasione di una monografica sull’artista tenutasi alla National Gallery di Londra nel novembre dello stesso anno.

Nel frattempo però il dipinto è atteso al Louvre, quello di Parigi, dove inizieranno le celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo, avvenuta il 2 maggio del 1519.

In quella occasione, presumibilmente, i visitatori del museo parigino potrebbero ammirare il Salvator Mundi fianco a fianco della più nota Gioconda.

Nel frattempo attendiamo fiduciosi che il mistero venga presto risolto, e di poter ammirare ancora la straordinaria opera di Leonardo.

P.S. io mi mangio ancora le mani per non averlo visto al Museo Diocesano a Napoli!

ART NEWS

L’Art Nouveau di Alphonse Mucha a Bologna fino al 20 gennaio

Inizia oggi, sabato 29 settembre, e si concluderà il prossimo 20 gennaio 2019, la grande retrospettiva dedicata ad Alphonse Mucha, uno dei massimi esponenti dell’Art Nouveau. L’imponente retrospettiva, che raccoglie ben 80 opere (di cui 27 esposte per la prima volta in Italia), trova spazio nelle sale settecentesche di Palazzo Pallavicini a Bologna, le stesse che nel 1770 accolsero l’enfant prodige Wolfgang Amadeus Mozart che vi si esibì appena quattordicenne.

manifesto per Gismonda, 1895

Curata da Tomoko Sato, la rassegna è organizzata dalla Mucha Foundation, e cercherà di offrire al visitatore uno sguardo inedito sulle opere e la poetica dell’artista, diventato famoso nella Parigi di fin-de-siècle.

Ceco di origine, Mucha è stato soprattutto un pittore, scultore, ma oggi lo definiremmo anche illustratore e maestro della comunicazione: nel corso della sua carriera infatti cartelloni teatrali per la diva Sarah Bernhardt e immagini pubblicitarie con donne eleganti, definendo quello che fu chiamato le style Mucha. Nato nel 1860, ha anticipato di quasi un secolo il concetto warholiano che coniugava arte, comunicazione e produzione in serie: «Sono stato felice di essere coinvolto in una forma d’arte destinata alla gente e non ai soli salotti eleganti – dirà lo stesso Mucha dei suoi cartelloni pubblicitari – Arte poco costosa, accessibile al grande pubblico e che ha trovato dimora nelle abitazioni più povere così come nei circoli più influenti».

Colorate e vivaci, le sue composizioni si sono sempre distinte per l’eleganza, e la capacità di mescolare grazia femminile alla bellezza della natura, non dimenticando mai motivi floreali, fitomorfi e riferimenti a mondi fantastici.

Questa mostra sembra particolarmente interessante perché pone al centro del percorso di visita la bellezza come aspetto teorico, indagandone ed eviscerando questo concetto nel corso delle sale espositive, raggruppate per argomenti tematici. Si susseguono così Donne-Icone e MuseLe Style Mucha-Un linguaggio visivoBellezza-Il potere dell’ispirazione.

Ad aprire il percorso di visita Gismonda, primo vero manifesto teatrale realizzato per l’attrice Bernhardt, che qui ricorda una dea bizantina, raffigurata quasi come su di un vetro di una cattedrale. È proprio da quel famoso 1 gennaio 1895 che Mucha ricevette molte lodi, la sua fama crebbe e gli furono commissionati molti cartelloni pubblicitari, e la stessa Bernhardt, colpita dal successo di quella raffigurazione, offrì all’artista un contratto per produrre tutte le scenografie e i costumi di scena, oltre che i manifesti, di tutte le sue produzioni teatrali.

Ma il suo non fu mai un lavoro statico, ma una perenne ricerca verso nuove forme, che questa mostra indaga, fino ai suoi studi per la decorazione dell’allora nuovo Municipio di Praga o il manifesto per la mostra Epopea Slava, che si tenne a Praga e Brno in occasione del decimo anniversario della nascita della sua Cecoslovacchia.

CINEMA, TELEVISIONE

L’Amica Geniale, l’attesa serie di Saverio Costanzo al cinema in anteprima esclusiva

Dal set napoletano a Venezia 75. L’Amica Geniale, fiction in otto puntate tratta dall’omonima saga letteraria di Elena Ferrante, da 10 milioni di lettori, è sbarcata con grande successo al lido di Venezia. Molto soddisfatto il regista, Saverio Costanzo che, insieme alle protagoniste dello sceneggiato prodotto dalla RAI, HBO e TimVision, ha presentato la sua opera ai cineasti del festival.

Per vederla però dovremo aspettare, pare, almeno fino a novembre, quando Raiuno la trasmetterà in prima serata. Nel frattempo però, per chi proprio non ce la fa ad aspettare, i primi due episodi dello sceneggiato si trasformano in un evento speciale al cinema, grazie alla distribuzione di Nexo Digital, il prossimo 1, 2 e 3 ottobre.

Una produzione che ha del kolossal, quella che porterà questa serie in tutto il mondo con il titolo internazionale di The Neapolitan Novel, il romanzo napoletano. Grande protagonista silenziosa di questa saga popolare è una Napoli pericolosa ed affascinante degli anni ’50, dalla quale parte un racconto lungo sessant’anni che ripercorre la vita e l’amicizia di Raffaella detta Lila e della sua migliore amica Elena chiamata Lenuccia.

150 attori, 5000 comparse, un casting durato otto mesi che ha provinato 8000 bambini e 500 adulti e la ricostruzione di un intero quartiere, il Rione, ambientazione principale della troupe, con 20.000 metri quadrati di set realizzati in appena 100 giorni di lavoro, che hanno visto la costruzione di 14 palazzine, 5 set d’interni, una chiesa e un tunnel, e il dispiego di 1500 costumi tra le creazioni originali e quelle di repertorio.

La serie di Costanzo si preannuncia come la prima di quattro stagioni, ognuna da otto episodi, che si propone di trasporre in 32 puntate tutti e quattro i romanzi della quadrilogia della Ferrante: L’Amica Geniale, Storia del nuovo cognome, Storia di chi fugge e di chi resta, Storia della bambina perduta.

La storia inizia nell’era contemporanea, con la scomparsa di un’anziana Lila, per poi trasformarsi in un grande flashback raccontato in prima persona da Elena.

Prodotta dal regista premio Oscar Paolo Sorrentino e dalla sceneggiatrice e produttrice americana Jennifer Schuur, la serie è sceneggiata da Saverio Costanzo e dalla stessa Elena Ferrante, e vede la voce narrante dell’attrice Alba Rohrwacher, mentre sono affidati a quattro sconosciute i volti delle protagoniste bambine e delle adulte: Margherita Mazzucco e Gaia Girace saranno rispettivamente Elena e Raffaella adolescenti, mentre Elisa Del Genio e Ludovica Nasti sono le piccole Lila e Lenu’.

L’appuntamento è a novembre sulle reti rai e TimVision e, se proprio non ce la fate ad aspettare, qui la lista dei cinema che trasmetteranno in anteprima esclusiva l’evento.

 

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ART NEWS

La grande cultura ritorna a casa: Napoli Città Libro, dal 24 al 27 maggio a Napoli

La grande cultura ritorna finalmente a casa. È così che si può dire, senza alcuna esagerazione, perché Napoli Città Libro, la grande fiera del libro e dell’editoria, come suggerisce lo stesso sottotitolo, Salone del Libro e dell’Editoria, terrà banco da giovedì 24 fino a domenica 27 maggio nel Complesso di San Domenico Maggiore, nel cuore del centro storico di Napoli.

Ed era da qualche anno che un evento del genere e di questo livello qualitativo latitava dalla città, da quando galassie e altre galassie si sono susseguite con più o meno successo per poi finire risucchiate nel buco nero dell’oblio.

Napoli Città Libro si preannuncia come uno di quegli eventi che non solo ti rendono orgoglioso di essere napoletano, ma che portano anche con fierezza e onore Napoli in Italia e nel mondo, a cominciare dal passato Salone del Libro di Torino, dove hanno sfilato e stilato opinioni e letture autori del calibro di Erri De LucaDe SilvaMaurizio de Giovanni e tanti altri. Autori ai vertici delle classifiche non per una moda effimera, ma per uno spessore culturale che ne ha fatto autori di culto.

Tanti gli eventi in questa quattro-giorni, dove lettori e scrittori, ma anche editori, avranno modo di incontrarsi in un fecondo scambio di idee, selfie di rito e autografi.

Opera di quello che è un vero e proprio miracolo Comitato Liber@Arte, nato nel marzo del 2017 con finalità di promuovere la lettura, svegliare le coscienze e sensibilizzare le Istituzioni proprio per il ritorno di un evento del genere. Soci promotori l’editore Diego Guida, l’editore Alessandro Polidoro, l’editore Rosario Bianco. Il comitato ha reso possibile, non senza un lungo lavoro di preparazione, questa rassegna che torna e fa tornare protagonisti i libri e i loro autori nella città di Partenope.

Ricchissimo il calendario di eventi, anche off, in giro per la città, che coniuga la letteratura alla fiction che ne è stata tratta, come quelli delle ore 16.00, ogni giorno, organizzato ad esempio dal AssociazioneInsolitaguida, che porterà i visitatori, sabato 26 maggio, alla scoperta dei luoghi che hanno caratterizzato la serie I Bastardi di Pizzofalcone. Perché anche, e soprattutto, questo è fare cultura, sviluppando al contempo il turismo, con la promozione del territorio e quei luoghi da far scoprire e conoscere.

Particolarmente interessante il percorso con l’associazione Le Capere, che ci condurrà per i vicoli di Napoli attraverso le pagine di Goethe e di Matilde Serao, prima donna a dirigere un quotidiano come Il Mattino, e grande narratrice di Napoli, della sua storia, di quelle superstizioni e leggende che l’hanno resa così iconica agli occhi del mondo.

Ma Napoli Città Libro non vuole proporsi come retorico incontro per addetti ai lavori che vogliono promuovere in maniera sterile il proprio lavoro, ma come aggregatore anche per e di giovani, intesi come prolifici semi del nostro futuro, coinvolgendoli in attività, come i Laboratori didattici per i più piccoli, che hanno stimolato e continueranno a stimolare quegli interessi e quelle passioni che plasmeranno gli uomini e le donne del domani.

Tra gli eventi da segnalare, la straordinaria partecipazione degli istituti e licei e Università tra cui quello di Oscom Lab Federico II, venerdì 25 maggio alle ore 10.00, quando saranno presentati alcuni filmati realizzati sulla base di testi inerenti all’arte sacra: Chiese, Arte e Simboli, monumenti di ogni tipo, Storie, Favole e Processioni. Un filmato che presenta l’Arte nella sua accezione più sacra.

Venerdì 25, alle ore 11.00, sarà presentato inoltre il volume Raccontami una storia di libri, di parole; si tratta di una raccolta illustrata di una serie di racconti e poesie selezionati dall’Istituto Ariosto.

Alle ore 12.00 di venerdì, la classe 3F dell’Istituto Degni presenterà il romanzo fantasy Il ritorno di Alice nel paese del Corallo realizzato nel Laboratorio di Lettura e Scrittura creativa della scuola a cura di un gruppo di alunni dell’indirizzo Liceo Scienze Umane e del Liceo Artistico guidati dalla docente Carolina Flauto.

Anche l’Istituto Nobel presenta una antologia di racconti, sul tema Back Home: sabato 26 maggio alle 14.15 storie di viaggio, e presentazione video dedicato al tema del corallo, sarà anche l’occasione per presentare un video a supporto dell’opera dedicato al tema del corallo, i viaggi per mare relativi alla pesca dell’oro rosso e focus sull’aspetto commerciale.

Mentre sabato 26 maggio alle ore 12.10 il Liceo De Sanctis presenta un progetto, di durata triennale realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Salerno.

Per il calendario completo degli eventi e tutte le informazioni sulla rassegna:

www.napolicittalibro.it

LIBRI, TELEVISIONE

Piccole Donne: su SkyUno arriva la serie BBC dal romanzo di Louisa May Alcott

L’ultima versione che la mia generazione può ricordare è quella del 1994 con Winona Ryder nel ruolo di Joe March. Piccole Donne sta per ritornare sugli schermi, anzi, per essere precisi, sui piccoli schermi. Tre puntate che ripercorreranno la storia ispirata all’omonimo romanzo di Louisa May Alcott, a 150 anni esatti dalla sua pubblicazione. Un romanzo di formazione diventato non solo un classico, ma un vero e proprio cult, che racconta le vite delle quattro ragazze March: Joe, Amy, Meg e Beth e le scelte che le porteranno a diventare, come recita il titolo, delle piccole donne.

A raccogliere idealmente il testimone della Ryder c’è questa volta Maya Hawke (figlia di Uma Thurman e Ethan Hawke), che vedremo anche nella terza stagione di Stranger Things, mentre Amy avrà il volto di Kathryn Newton, già apparsa in un’altra mini-serie cult, Big Little Lies con Nicole Kidman.

Tra i volti più noti Willa Fitzgerald, famosa al pubblico per le sue partecipazioni in serie cult come GothamScream la serie e Royal Pains, mentre Beth ha il volto della bellissima Annes Elwy.

Con loro un cast di prim’ordine: dalla candidata all’Oscar Emily Watson alla veterana Angela Lansbury, nota in Italia soprattutto come La Signora in Giallo, Oscar onorario nel 2014 e vincitrice di ben quattro Tony Awards, e Michael Gambon, l’Albus Silente della serie cinematografica Harry Potter.

Emily Watson, Kathryn Newton, Maya Hawke, Willa Fitzgerald, and Annes Elwy

Siamo nel Massachusetts negli anni della Guerra di Secessione, il capo famiglia, Robert, parte per il fronte, lasciando la sua piccola famiglia di donne a casa. La madre Marmee e le loro quattro figlie.

Joe, anticonformista e ribelle, che fa da dama di compagnia all’anziana zia, la creativa Amy, che ama disegno e pittura, l’introversa Beth che suona il piano, e la sorella maggiore, Meg, che cerca approvazione e affermazione nella società.

Negli anni tante sono state le produzioni cinematografiche che hanno trasposto questa storia intramontabile: dal bianco e nero di Harley Knoles del 1933, ad una delle versioni più celebri, quella del 1949 a colori, di Mervyn LeRoy, che aveva come protagoniste Elizabeth Taylor, bionda e boccolosa per l’occasione, e Janet Leigh (che diventerà musa di Hitchcook per il film Psycho), e il nostro Rossano Brazzi (lanciatissimo all’estero) che interpretò il professore che sposa Joe.

Nel 1988 il romanzo ispira addirittura un anime, Una per tutte tutte per una, trasmesso in Italia sulla rete Mediaset, Italia1.

Questa mini-serie è invece prodotta dalla BBC One e arriva in Italia nella prima serata di SkyUno HD a partire dal prossimo 11 maggio.

ART NEWS

Salvador Dalí al Palazzo delle Arti di Napoli dal 1 marzo

Il sospetto, e la speranza, era già venuto qualche settimana fa, quando abbiamo visto per strada dei misteriosi cartelli rossi con la faccia furbetta di Salvador Dalí, in una sua iconica immagine in bianco e nero.

Nessun titolo, nessuna data, nessuna dicitura per una furba strategia di marketing che intendeva, ed è riuscita con successo, a suscitare la curiosità dei napoletani per settimane, prima dell’annuncio di qualche giorno fa.

Come molti avevano già ipotizzato, l’evento riguarda il Palazzo delle Arti di Napoli, che dal 1 marzo al 10 giugno 2018, ospiterà Io Dalí.

Una mostra che si propone di ripercorrere la carriera di Dalí, dalla nascita del mito all’immortalità di un artista, scomparso nel 1989, più vivo che mai. La poetica delle sue opere, ma anche il personaggio eccentrico un po’ sopra le righe, ne fanno un artista sempre attuale.

Per la prima volta in Italia l’esposizione indagherà anche la Vita segreta del controverso maestro del surrealismo.

Dipinti, disegni, ma anche video, fotografie e riviste ripercorreranno la carriera e la vita di Dalí.

I visitatori avranno così modo di notare come è nato il personaggio dell’artista catalano che ha senza dubbio contribuito alla diffusione delle sue opere.

Un’esposizione fondamentale per chi vuole conoscere la forte personalità del genio.

Fortemente voluta dal Comune di Napoli – Assessorato alla Cultura e al Turismo, la mostra vede la collaborazione della Fundació Gala-Salvador Dalí ed è co-organizzata con C.O.R. Creare Organizzare Realizzare.

Curatori dell’esposizione Laura Bartolomé e Lucia Moni per la Fundació Gala-Salvador Dalí e da Francesca Villanti, direttore scientifico di C.O.R. Creare Organizzare Realizzare.

Il percorso si avvale della consulenza scientifica di Montse Aguer, direttrice dei Musei Dalí e di Rosa Maria Maurell.

Info:
www.mostradalinapoli.it

(il sito sarà online a partire dalla data d’inaugurazione della mostra)
Tel. 081.7958601 – 06.85353031 – info@mostradalinapoli.it
Prevendite:
www.etes.it – Tel.081.5628040