CINEMA, TELEVISIONE

L’Amica Geniale, l’attesa serie di Saverio Costanzo al cinema in anteprima esclusiva

Dal set napoletano a Venezia 75. L’Amica Geniale, fiction in otto puntate tratta dall’omonima saga letteraria di Elena Ferrante, da 10 milioni di lettori, è sbarcata con grande successo al lido di Venezia. Molto soddisfatto il regista, Saverio Costanzo che, insieme alle protagoniste dello sceneggiato prodotto dalla RAI, HBO e TimVision, ha presentato la sua opera ai cineasti del festival.

Per vederla però dovremo aspettare, pare, almeno fino a novembre, quando Raiuno la trasmetterà in prima serata. Nel frattempo però, per chi proprio non ce la fa ad aspettare, i primi due episodi dello sceneggiato si trasformano in un evento speciale al cinema, grazie alla distribuzione di Nexo Digital, il prossimo 1, 2 e 3 ottobre.

Una produzione che ha del kolossal, quella che porterà questa serie in tutto il mondo con il titolo internazionale di The Neapolitan Novel, il romanzo napoletano. Grande protagonista silenziosa di questa saga popolare è una Napoli pericolosa ed affascinante degli anni ’50, dalla quale parte un racconto lungo sessant’anni che ripercorre la vita e l’amicizia di Raffaella detta Lila e della sua migliore amica Elena chiamata Lenuccia.

150 attori, 5000 comparse, un casting durato otto mesi che ha provinato 8000 bambini e 500 adulti e la ricostruzione di un intero quartiere, il Rione, ambientazione principale della troupe, con 20.000 metri quadrati di set realizzati in appena 100 giorni di lavoro, che hanno visto la costruzione di 14 palazzine, 5 set d’interni, una chiesa e un tunnel, e il dispiego di 1500 costumi tra le creazioni originali e quelle di repertorio.

La serie di Costanzo si preannuncia come la prima di quattro stagioni, ognuna da otto episodi, che si propone di trasporre in 32 puntate tutti e quattro i romanzi della quadrilogia della Ferrante: L’Amica Geniale, Storia del nuovo cognome, Storia di chi fugge e di chi resta, Storia della bambina perduta.

La storia inizia nell’era contemporanea, con la scomparsa di un’anziana Lila, per poi trasformarsi in un grande flashback raccontato in prima persona da Elena.

Prodotta dal regista premio Oscar Paolo Sorrentino e dalla sceneggiatrice e produttrice americana Jennifer Schuur, la serie è sceneggiata da Saverio Costanzo e dalla stessa Elena Ferrante, e vede la voce narrante dell’attrice Alba Rohrwacher, mentre sono affidati a quattro sconosciute i volti delle protagoniste bambine e delle adulte: Margherita Mazzucco e Gaia Girace saranno rispettivamente Elena e Raffaella adolescenti, mentre Elisa Del Genio e Ludovica Nasti sono le piccole Lila e Lenu’.

L’appuntamento è a novembre sulle reti rai e TimVision e, se proprio non ce la fate ad aspettare, qui la lista dei cinema che trasmetteranno in anteprima esclusiva l’evento.

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Annunci
ART NEWS

La grande cultura ritorna a casa: Napoli Città Libro, dal 24 al 27 maggio a Napoli

La grande cultura ritorna finalmente a casa. È così che si può dire, senza alcuna esagerazione, perché Napoli Città Libro, la grande fiera del libro e dell’editoria, come suggerisce lo stesso sottotitolo, Salone del Libro e dell’Editoria, terrà banco da giovedì 24 fino a domenica 27 maggio nel Complesso di San Domenico Maggiore, nel cuore del centro storico di Napoli.

Ed era da qualche anno che un evento del genere e di questo livello qualitativo latitava dalla città, da quando galassie e altre galassie si sono susseguite con più o meno successo per poi finire risucchiate nel buco nero dell’oblio.

Napoli Città Libro si preannuncia come uno di quegli eventi che non solo ti rendono orgoglioso di essere napoletano, ma che portano anche con fierezza e onore Napoli in Italia e nel mondo, a cominciare dal passato Salone del Libro di Torino, dove hanno sfilato e stilato opinioni e letture autori del calibro di Erri De LucaDe SilvaMaurizio de Giovanni e tanti altri. Autori ai vertici delle classifiche non per una moda effimera, ma per uno spessore culturale che ne ha fatto autori di culto.

Tanti gli eventi in questa quattro-giorni, dove lettori e scrittori, ma anche editori, avranno modo di incontrarsi in un fecondo scambio di idee, selfie di rito e autografi.

Opera di quello che è un vero e proprio miracolo Comitato Liber@Arte, nato nel marzo del 2017 con finalità di promuovere la lettura, svegliare le coscienze e sensibilizzare le Istituzioni proprio per il ritorno di un evento del genere. Soci promotori l’editore Diego Guida, l’editore Alessandro Polidoro, l’editore Rosario Bianco. Il comitato ha reso possibile, non senza un lungo lavoro di preparazione, questa rassegna che torna e fa tornare protagonisti i libri e i loro autori nella città di Partenope.

Ricchissimo il calendario di eventi, anche off, in giro per la città, che coniuga la letteratura alla fiction che ne è stata tratta, come quelli delle ore 16.00, ogni giorno, organizzato ad esempio dal AssociazioneInsolitaguida, che porterà i visitatori, sabato 26 maggio, alla scoperta dei luoghi che hanno caratterizzato la serie I Bastardi di Pizzofalcone. Perché anche, e soprattutto, questo è fare cultura, sviluppando al contempo il turismo, con la promozione del territorio e quei luoghi da far scoprire e conoscere.

Particolarmente interessante il percorso con l’associazione Le Capere, che ci condurrà per i vicoli di Napoli attraverso le pagine di Goethe e di Matilde Serao, prima donna a dirigere un quotidiano come Il Mattino, e grande narratrice di Napoli, della sua storia, di quelle superstizioni e leggende che l’hanno resa così iconica agli occhi del mondo.

Ma Napoli Città Libro non vuole proporsi come retorico incontro per addetti ai lavori che vogliono promuovere in maniera sterile il proprio lavoro, ma come aggregatore anche per e di giovani, intesi come prolifici semi del nostro futuro, coinvolgendoli in attività, come i Laboratori didattici per i più piccoli, che hanno stimolato e continueranno a stimolare quegli interessi e quelle passioni che plasmeranno gli uomini e le donne del domani.

Tra gli eventi da segnalare, la straordinaria partecipazione degli istituti e licei e Università tra cui quello di Oscom Lab Federico II, venerdì 25 maggio alle ore 10.00, quando saranno presentati alcuni filmati realizzati sulla base di testi inerenti all’arte sacra: Chiese, Arte e Simboli, monumenti di ogni tipo, Storie, Favole e Processioni. Un filmato che presenta l’Arte nella sua accezione più sacra.

Venerdì 25, alle ore 11.00, sarà presentato inoltre il volume Raccontami una storia di libri, di parole; si tratta di una raccolta illustrata di una serie di racconti e poesie selezionati dall’Istituto Ariosto.

Alle ore 12.00 di venerdì, la classe 3F dell’Istituto Degni presenterà il romanzo fantasy Il ritorno di Alice nel paese del Corallo realizzato nel Laboratorio di Lettura e Scrittura creativa della scuola a cura di un gruppo di alunni dell’indirizzo Liceo Scienze Umane e del Liceo Artistico guidati dalla docente Carolina Flauto.

Anche l’Istituto Nobel presenta una antologia di racconti, sul tema Back Home: sabato 26 maggio alle 14.15 storie di viaggio, e presentazione video dedicato al tema del corallo, sarà anche l’occasione per presentare un video a supporto dell’opera dedicato al tema del corallo, i viaggi per mare relativi alla pesca dell’oro rosso e focus sull’aspetto commerciale.

Mentre sabato 26 maggio alle ore 12.10 il Liceo De Sanctis presenta un progetto, di durata triennale realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Salerno.

Per il calendario completo degli eventi e tutte le informazioni sulla rassegna:

www.napolicittalibro.it

LIBRI, TELEVISIONE

Piccole Donne: su SkyUno arriva la serie BBC dal romanzo di Louisa May Alcott

L’ultima versione che la mia generazione può ricordare è quella del 1994 con Winona Ryder nel ruolo di Joe March. Piccole Donne sta per ritornare sugli schermi, anzi, per essere precisi, sui piccoli schermi. Tre puntate che ripercorreranno la storia ispirata all’omonimo romanzo di Louisa May Alcott, a 150 anni esatti dalla sua pubblicazione. Un romanzo di formazione diventato non solo un classico, ma un vero e proprio cult, che racconta le vite delle quattro ragazze March: Joe, Amy, Meg e Beth e le scelte che le porteranno a diventare, come recita il titolo, delle piccole donne.

A raccogliere idealmente il testimone della Ryder c’è questa volta Maya Hawke (figlia di Uma Thurman e Ethan Hawke), che vedremo anche nella terza stagione di Stranger Things, mentre Amy avrà il volto di Kathryn Newton, già apparsa in un’altra mini-serie cult, Big Little Lies con Nicole Kidman.

Tra i volti più noti Willa Fitzgerald, famosa al pubblico per le sue partecipazioni in serie cult come GothamScream la serie e Royal Pains, mentre Beth ha il volto della bellissima Annes Elwy.

Con loro un cast di prim’ordine: dalla candidata all’Oscar Emily Watson alla veterana Angela Lansbury, nota in Italia soprattutto come La Signora in Giallo, Oscar onorario nel 2014 e vincitrice di ben quattro Tony Awards, e Michael Gambon, l’Albus Silente della serie cinematografica Harry Potter.

Emily Watson, Kathryn Newton, Maya Hawke, Willa Fitzgerald, and Annes Elwy

Siamo nel Massachusetts negli anni della Guerra di Secessione, il capo famiglia, Robert, parte per il fronte, lasciando la sua piccola famiglia di donne a casa. La madre Marmee e le loro quattro figlie.

Joe, anticonformista e ribelle, che fa da dama di compagnia all’anziana zia, la creativa Amy, che ama disegno e pittura, l’introversa Beth che suona il piano, e la sorella maggiore, Meg, che cerca approvazione e affermazione nella società.

Negli anni tante sono state le produzioni cinematografiche che hanno trasposto questa storia intramontabile: dal bianco e nero di Harley Knoles del 1933, ad una delle versioni più celebri, quella del 1949 a colori, di Mervyn LeRoy, che aveva come protagoniste Elizabeth Taylor, bionda e boccolosa per l’occasione, e Janet Leigh (che diventerà musa di Hitchcook per il film Psycho), e il nostro Rossano Brazzi (lanciatissimo all’estero) che interpretò il professore che sposa Joe.

Nel 1988 il romanzo ispira addirittura un anime, Una per tutte tutte per una, trasmesso in Italia sulla rete Mediaset, Italia1.

Questa mini-serie è invece prodotta dalla BBC One e arriva in Italia nella prima serata di SkyUno HD a partire dal prossimo 11 maggio.

ART NEWS

Salvador Dalí al Palazzo delle Arti di Napoli dal 1 marzo

Il sospetto, e la speranza, era già venuto qualche settimana fa, quando abbiamo visto per strada dei misteriosi cartelli rossi con la faccia furbetta di Salvador Dalí, in una sua iconica immagine in bianco e nero.

Nessun titolo, nessuna data, nessuna dicitura per una furba strategia di marketing che intendeva, ed è riuscita con successo, a suscitare la curiosità dei napoletani per settimane, prima dell’annuncio di qualche giorno fa.

Come molti avevano già ipotizzato, l’evento riguarda il Palazzo delle Arti di Napoli, che dal 1 marzo al 10 giugno 2018, ospiterà Io Dalí.

Una mostra che si propone di ripercorrere la carriera di Dalí, dalla nascita del mito all’immortalità di un artista, scomparso nel 1989, più vivo che mai. La poetica delle sue opere, ma anche il personaggio eccentrico un po’ sopra le righe, ne fanno un artista sempre attuale.

Per la prima volta in Italia l’esposizione indagherà anche la Vita segreta del controverso maestro del surrealismo.

Dipinti, disegni, ma anche video, fotografie e riviste ripercorreranno la carriera e la vita di Dalí.

I visitatori avranno così modo di notare come è nato il personaggio dell’artista catalano che ha senza dubbio contribuito alla diffusione delle sue opere.

Un’esposizione fondamentale per chi vuole conoscere la forte personalità del genio.

Fortemente voluta dal Comune di Napoli – Assessorato alla Cultura e al Turismo, la mostra vede la collaborazione della Fundació Gala-Salvador Dalí ed è co-organizzata con C.O.R. Creare Organizzare Realizzare.

Curatori dell’esposizione Laura Bartolomé e Lucia Moni per la Fundació Gala-Salvador Dalí e da Francesca Villanti, direttore scientifico di C.O.R. Creare Organizzare Realizzare.

Il percorso si avvale della consulenza scientifica di Montse Aguer, direttrice dei Musei Dalí e di Rosa Maria Maurell.

Info:
www.mostradalinapoli.it

(il sito sarà online a partire dalla data d’inaugurazione della mostra)
Tel. 081.7958601 – 06.85353031 – info@mostradalinapoli.it
Prevendite:
www.etes.it – Tel.081.5628040

ART NEWS

I Longobardi, un popolo che cambia la storia. Al MANN fino al 25 marzo

Per chiudere in bellezza l’anno appena passato, ho deciso di vedere la mostra i Longobardi, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli fino al prossimo 25 marzo. Una rassegna itinerante, questa, che fa tappa a Napoli dopo l’esposizione pavese al Castello Visconteo.

Longobardi. Un popolo che cambia, questo il titolo completo della rassegna, apre un’ampia parentesi monografica su questa dinastia che ha dominato il nostro paese dal II al VI secolo d.C e sulla sua evoluzione nel corso dei secoli.

Una mostra storico-artistica nel senso più ampio di questa accezione, che ripercorre non soltanto la grande maestria artigianale di questa popolazione di origine germanica, ma anche il percorso geografico che dal nord dell’Italia ha portato alla conquista anche dell’entroterra meridionale del nostro Paese.

Allestita al primo piano del museo napoletano con un allestimento che, benché bellissimo, tanto ha tolto alla pavimentazione messa in opera proveniente dall’antica Pompei.

Una ricostruzione di ampio respiro, questa, che vede lungo il suo percorso corredi funerari, monili preziosi e persino carcasse di cavalli.

I reperti sono accompagnati da video-installazioni cui sono affidate le pagine storiche della mostra, che restituiscono ricostruzioni anche tridimensionali di siti e luoghi, mostrando minuziosamente, usi, costumi e percorsi lungo la nostra penisola.

Mariano Cervone alla mostra I Longobardi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Spade, spilloni, spille, fibbie, ma anche abiti e oggetti in pelle. Sono tanti e variegati gli oggetti che è possibile vedere attraverso le eleganti vetrine esagonali, che sposano i colori del verde e dell’arancio a motivi geometrici.

Non mancano teschi e incunaboli, con approfondimenti che vanno dall’antropologia alla cultura.

Ciò che sorprende più di ogni altra cosa è l’estensione di questa rassegna, in cui trovano posto anche epigrafi e fregi ornamentali, marmi in cui era scolpita l’arte e la storia longobarda, il cui gusto orientaleggiante incontra il cristianesimo, nelle sue croci d’oro e nelle raffigurazioni.

 

Per le immagini della mostra, vi rimando al mio profilo instagram @marianocervone

ART NEWS, CINEMA

Loving Vincent, primo film dipinto su tela per raccontare la vita di Van Gogh

A metà tra film d’animazione e opera pittorica vera e propria, la pellicola Loving Vincent ripercorre la vita di Van Gogh, famosissimo artista del XIX secolo, noto per le sue tele impressioniste e la lucida follia che le ha generate. Tante e contrastanti le leggende che ruotano intorno alla sua figura, da satiro lussurioso a genio, a fannullone.

Una pellicola interamente dipinta su tela, che fonde arte e tecnologia e che forse sarà destinata ad aprire la strada ad un nuovo genere cinematografico e senza dubbio un nuovo ed innovativo modo di raccontare i grandi artisti sul grande schermo.

Night Cafè, Arles Lt Milliet (Robin Hodges) and Armand Roulin (Douglas Booth)

Riproducendo infatti ben 94 dipinti dell’artista, con la stessa tecnica e il suo stesso stile, il film racconta la vita di Van Gogh, immergendo letteralmente all’interno delle sue opere lo spettatore, che potrà così riconoscere il Caffè di notte, il Campo di grano con volo di corvi, la famosa notte stellata e i suoi tanti ritratti e autoritratti.

Le immagini sono state ricreate da un team di 125 artisti, che hanno lavorato per anni per riprodurre migliaia di immagini per questo progetto senza dubbio originale e di grandissimo impatto. E il frutto di questo duro lavoro è un film che coniuga poesia, arte, tecnologia e pittura ed è riuscito a catturare il Premio del Pubblico all’ultimo Festival d’Annecy.

Il film arriva a seguito del grandissimo successo della mostra multimediale Van Gogh Experience, altro grande esempio di come oggi la tecnologia può aiutare a diffondere l’arte attraverso un linguaggio contemporaneo, che si avvicini maggiormente a giovani e giovanissimi, poco avvezzi ai musei e, ahimè, molto ai touch screen.

Distribuito da Nexo Digital in collaborazione con Adler, vede media partner d’eccezione come Radio DEEJAY, Sky Arte HD e MYmovies.it, nell’ambito del progetto La Grande Arte al Cinema.

Marguerite Gachet (Saoirse Ronan) at the piano

La pellicola uscirà solo il 16, 17 e 18 ottobre. Per un elenco completo delle sale in cui sarà possibile vederla bisogna consultare il sito www.nexodigital.it

Non si tratta di uno sterile documentario, ma di una vera narrazione che parte dall’estate del 1891 in Francia, passando per Amsterdam, New York, Londra, Mosca, Parigi e Dallas.

Ispirata alle Lettere a Theo, la più corposa raccolta epistolare scritta dall’artista ad un caro amico, vede le parole dello stesso artista raccontare la sua vita.

Tanti i volti noti del piccolo e del grande schermo che hanno preso parte a questo interessante quanto eccezionale film: da Jerome Flynn de Il Trono di Spade a Saorise Ronan (nominata all’Oscar per Brooklyn e Espiazione), passando per Aidan Turner di Lo Hobbit e Helen McCrory di Harry Potter. A vestire i panni del protagonista, l’attore di teatro Robert Gulaczyk.

La loro partecipazione dimostra quanto un’opera del genere sia significativa e trascenda la mera passione per il mondo dell’arte e l’importanza della sua divulgazione, rendendo sempre meno netti i contorni del documentario dalla cinematografia.

ART NEWS

La Collezione Cavallini-Sgarbi ritorna a Ferrara con opere inedite

Un omaggio alla natia Ferrara, quello di Elisabetta e Vittorio Sgarbi, che portano oltre cento opere della propria collezione, Cavallini-Sgarbi, della madre Caterina Cavallini, in quello che forse è il luogo più rappresentativo della città, il Castello Estense, patria della cultura italiana.

La mostra animerà dal prossimo 3 febbraio al 3 giugno 2018 le quattordici stanze del castello, da Niccolò dell’Arca a Gaetano Previati, attraversando secoli di storia dell’arte, regioni, artisti.

Una selezione delle oltre 4000 opere d’arte della collezione, molte delle quali mai esposte al pubblico, e che qui debuttano per la prima volta. Opere inedite che si rivolgono con particolare attenzione proprio agli artisti ferraresi ed emiliani: «Un dono alla mia famiglia – in particolare a mio fratello Vittorio e a mia madre, Caterina Cavallini, senza tralasciare i silenzi compiaciuti di mio padre Giuseppe, scrittore – una famiglia che ha consacrato una vita alla ricerca, alla scoperta, alla cura del bello» ha commentato Elisabetta Sgarbi, sorella del più noto critico d’arte Vittorio, ma anche editrice di grande successo (sua l’etichetta da lei fondata La Nave di Teseo), e presidente della Fondazione Cavallini Sgarbi che ha reso possibile questa straordinaria esposizione: «Questa mostra – dice Dario Franceschini dalle pagine di ANSA.it – è un’ulteriore conferma che la via intrapresa dal Ministero di abbattere il confine tra pubblico e privato è sicuramente giusta».

 

ART NEWS

Da Mirò a Botero: le grandi mostre d’autunno

Siamo agli inizi di agosto, e mentre tutti sono già proiettati su vacanze e mete turistiche, anche quest’anno non potevo esimermi dal segnalarvi le mostre che ritroverete al vostro ritorno. E a giudicare dal ricco carnet di Arthemisia, si preannuncia un anno ricco di eventi, molti dei quali legati all’arte contemporanea e ai grandi autori del XX secolo.

Si comincia con Mirò, a Palazzo Chiablese di Torino dal 4 ottobre fino al prossimo 14 gennaio 2018.

Sono 130 le opere dell’artista catalano, grazie all’eccezionale prestito della Fundació Pilar i Joan Miró a Maiorca, fondazione che conserva la maggior parte delle opere che l’artista ha creato in oltre trent’anni di carriera, sull’isola di Palma di Maiorca.

Lungo il percorso espositivo noti dipinti quali Femme au clair de lune del 1966, Oiseaux e Femme dans la rue del 1973.

A Torino i dipinti racconteranno come il maestro spagnolo è riuscito a muoversi sapientemente attraverso le principali correnti artistiche del tempo, quali il Dadaismo, il Surrealismo e l’Espressionismo.

Miro! Sogno e colore, questo il titolo della prestigiosa rassegna, è promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Musei Reali di Torino del Gruppo Arthemisia, con il patrocinio e il supporto di Regione Piemonte e Città di Torino, in collaborazione con Fundació Pilar i Joan Miró a Maiorca e vede come curatore scientifico Pilar Baos Rodríguez.

Scendendo verso sud, al Museo della Permanente di Milano arriva Chagall. Sogno di una notte d’estate, straordinaria mostra-spettacolo che dal 14 ottobre al 28 gennaio 2018 racconta in un modo inedito le opere di Marc Chagall, fondendo spettacolo, teatro, musica, arte e tecnologia.

Se in molti pensano già alle varie “experience”, che con colossali proiezioni si stanno diffondendo in tutta la penisola, dovrà ricredersi. Questo è un vero e proprio spettacolo che vede la regia di Gianfranco Iannuzzi, Renato Gatto e Massimiliano Siccardi, che hanno costruito qualcosa di unico che riuscirà ad intrattenere, travolgere ed emozionare i visitatori. E non è un caso se in Francia questo evento è riuscito a coingolgere 500.000 visitatori.

L’evento vede il Patrocinio del Comune di Milano ed è promosso dal Museo della Permanente di Milano ed è prodotta in Italia da Arthemisia con Sensorial Art Experience. La colonna sonora è stata composta da Luca Longobardi.

Anche Bologna rende omaggio la grande arte contemporanea di fine ‘900 con una grandissima prima internazionale: Duchamp, Magritte, Dalì. I tre artisti saranno protagonisti a Palazzo Albergati, insieme a tanti altri nomi come Ernst, Tanguy, Man Ray, Picabia, Pollock e tanti altri che raccontano una grande pagina di storia dell’arte recente.

Le opere esposte, provengono dall’Israel Museum di Gerusalemme, saranno oltre duecento; tra queste icone quali Le Chateau de Pyrenees (The Castle of the Pyrenees) del 1959 di Magritte, la famosa Gioconda L.H.O.O.Q. (1919/1964) di Duchamp e Surrealist Essay (1934) di Salvador Dalí.

La mostra, aperta al pubblico dal 16 ottobre 2017 al 11 febbraio 2018, curata da Adina Kamien-Kazhdan e David Rockefeller, è prodotta ed organizzata da Arthemisia in collaborazione con l’Israel Museum di Gerusalemme.

Al Complesso del Vittoriano a Roma, nell’Ala Brasini, arriva Monet (di cui ho ampiamente parlato qui). Curata da Marianne Mathieu, la mostra, aperta dal 19 ottobre 2017 all’11 febbraio 2018,  presenta circa sessanta opere – per la prima volta esposte in Italia – del padre dell’Impressionismo, provenienti dal Musée Marmottan Monet – che nel 2016 ha festeggiato gli 80 anni di vita – testimonianza del suo percorso artistico, ma soprattutto dell’artista medesimo, dacché si tratta di opere che Monet conservava nella sua ultima dimora di Giverny, che il figlio Michel donò al museo e che rimasero sconosciute al pubblico fino al 1966.

E infine si ritorna a nord. A Verona dal 21 ottobre 2017 ci sarà una grande esposizione su Fernando Botero, già protagonista di un’altra grande esposizione prodotta da Arthemisia a Roma, che arriva ora a all’AMO Palazzo Forti di Verona. 50 suoi capolavori, molti dei quali in prestito da tutto il mondo, oltre 50 anni di carriera del Maestro dal 1958 al 2016.

Le caratteristiche figure opulente, i colori vivaci, il gioioso e giocoso mondo dell’artista colombiano declinato nelle esperienze e nei viaggi di un’intera carriera artistica, chiude degnamente questo primo ciclo di appuntamenti autunnali del calendario del gruppo Arthemisia che, con queste anticipazioni, già promette di regalarci grandi emozioni d’arte.

INTERNATTUALE

La Torre dei Biancospini, l’architetto Boeri porta il bosco verticale in Olanda

Noto soprattutto per uno dei suoi ultimi progetti, quello del Bosco Verticale a Milano, architettura del 2014 composta da due torri completamente immerse nel verde, Stefano Boeri è oggi protagonista di un altro importante progetto architettonico, che segue ancora l’onda verde lanciata dall’architetto milanese qualche anno fa. Lo studio Boeri ha infatti vinto il concorso per la riqualificazione dell’area di Jaarbeursboulevard nei pressi della Stazione di Utrecht in Olanda, La Torre dei Biancospini, è questo il titolo della monumentale opera che sarà costruita nel 2019 e dovrebbe vedere ufficialmente la luce nel 2022.

Il disegno è stato presentato dal Consorzio G&S Vastgoed and Kondor Wes sels (VolkerWessels) Projecten, e si preannuncia come un bosco verticale di nuova generazione. Una struttura a impatto zero che, sui suoi 90 metri di altezza vedrà la distribuzione di oltre 10.000 piante di diverse varietà, di cui 360 alberti e oltre 9.600 suddivisi tra arbusti e fiori, contribuendo all’assorbimento di circa 5,4 tonnellate di CO2, e che corrisponde a circa un ettaro di bosco.

Un vero e proprio ecosistema urbano, che ospiterà più di 30 specie vegetali diverse.

Da sempre l’architettura di Boeri è orientata ad un maggior rispetto della natura e un minor impatto sull’ecologia e il micro-clima dei luoghi in cui vengono erette queste opere. Basta sfogliare la gallery del suo sito web per comprendere quanto l’ambiente sia importante per l’architetto che ha felicemente esportato le sue costruzioni, a metà strada tra grattacieli e giardini pensili, in tutto il mondo: dalla Cina, dove sta realizzando una vera e propria Città-Foresta ad Anversa. Ma è solo trovandosi a contatto, anche solo visivo, con le sue costruzioni, per percepirne un immediato senso di benessere, per comprendere questo forte senso naturalistico, peculiarità di una architettura che sempre più spazio sta per fortuna prendendo in svariate città.

La Torre dei Biancospini vedrà sorgere al sesto piano un Vertical Forest Hub, centro di documentazione e ricerca sulla forestazione urbana nelle città del mondo, tanto cara al disegnatore italiano. Un luogo vivo, aperto, dove sarà possibile conoscere le soluzioni tecniche e botaniche scelte per il Bosco di Utrecht e monitorare al contempo gli stati di avanzamento degli altri Boschi Verticali in costruzione nel mondo.

La torre dialogherà con la città circostante grazie al pianoterra che sarà aperto verso l’esterno e contiguo al quartiere, quasi a fondersi con esso. Lo slancio verticale invece rispetta e valorizza le dimensioni dell’isolato che si trova tra Croeselaan e Jaarbeursboulevard.

Sono previsti inoltre, oltre alle zone per l’ufficio, anche spazi per il fitness, per lo yoga, parcheggi per le biciclette e uno spazio ricreativo.

I Biancospini dunque si propone come un vero e proprio polo del benessere nel cuore di Utrecht.

ART NEWS

ENJOY, il Chiostro del Bramante incontra il divertimento. Da settembre a Roma

Lo scorso anno LOVE, l’Arte incontra l’amore è stata senza dubbio la mostra-rivelazione della stagione. La rassegna d’arte contemporanea ha infatti registrato oltre 150.000 ingressi, con personalità del calibro dell’attrice Alessandra Mastronardi e tanti blogger che l’hanno seguita con particolare interesse, coinvolgendo soprattutto un pubblico giovane.

Dal prossimo 23 settembre fino al 18 febbraio 2018, al Chiostro del Bramante a Roma, arriverà invece ENJOY, l’Arte incontra il divertimento. La rassegna raccoglierà il testimone del precedente evento, portando nello storico chiostro romano artisti contemporanei quali TinguelyCalderFogliatiErlichCreedNetoCollishawOurlserWurmTeamLabHans op De BeeckDe DominicisGander, e i grandi protagonisti del ‘900 storico e del terzo millennio.

Il visitatore potrà perdersi nell’infinito labirinto di specchi di Leandro Erlich e stupirsi delle sculture leggere di Alexander Calder, immergendosi e riemergendo dalle installazioni ludico-concettuali di Martin Creed, ma anche nei giochi di luce di TeamLab che prendono forma soltanto a contatto con il pubblico.

Una mostra che va oltre il concetto spesso virtuale di interattività, e che porterà i visitatori a contatto con gli occhi indiscreti e inquietanti dell’artista Tony Oursler o i corpi deformati di Erwin Wurm.

Il Chiostro del Bramante diventa così punto di arte, riflessione, gioco, entrando a contatto con i diversi mondi degli artisti e la loro idea di arte.

A fare da filo conduttore il divertimento, inteso qui nell’etimologica accezione della parola: portare altrove.

Un altrove che qui si fa altro da sé, trasformazione, indagine profonda del proprio inconscio.

I visitatori infatti saranno così condotti attraverso un percorso ideale, invisibile, ma molto ben delineato, che li porterà ad una vera e propria interazione con l’arte stessa e con le sue diverse espressioni, portando i visitatori in un giocoso “fuori da sé”.

Molti dei lavori che troveranno spazio a partire dal prossimo autunno sono site specific, pensati e costruiti dagli artisti proprio per gli ambienti del Chiostro del Bramante.

Un’occasione per concepire l’arte in modo diverso, dando così un nuovo senso di “spazio e spazialità” alle opere esposte di artisti di fama mondiale.

La rassegna è curata da Danilo Eccher che, dalle pagine ufficiali del sito web dice: «La dimensione del piacere, del gioco, del divertimento, dell’eccesso sono sempre state componenti centrali dell’Arte; l’Arte sprofonda nel dolore ma si nutre di piaceri ed è sempre una danza di contrasti. L’illusione è una trasparenza che deforma la realtà, un’apparenza sottile dove tutto è possibile, suggerendo ora il dubbio dell’enigma, ora il sorriso della sorpresa».