ART NEWS

Dentro Caravaggio, mostra epocale a Palazzo Reale a Milano dal 29 settembre

Si intitola Dentro Caravaggio, e non sarà una semplice mostra, ma un evento unico e irripetibile che metterà insieme, per la prima volta, ben 18 opere del maestro milanese provenienti dai più importanti musei italiani e del mondo. Tra gli enti che impreziosiranno la mostra con i loro prestigiosi prestiti, sono ben due le gallerie napoletane: il Palazzo Zevallos-Stigliano, con quello che è considerato l’ultimo quadro del maestro, Il Martirio di Sant’Orsola, e il Museo di Capodimonte, che custodisce invece la Flagellazione di Cristo, dipinta da Caravaggio per la cappella della famiglia De Franchis nella Chiesa di San Domenico Maggiore a Napoli.Queste due opere, insieme a quelle di Galleria degli UffiziPalazzo Pitti e Fondazione Longhi a Firenze, e a quelle della Galleria Doria PamphiljMusei CapitoliniGalleria Nazionale d’Arte Antica-Palazzo CorsiniGalleria Nazionale d’Arte Antica-Palazzo Barberini di Roma e molti altri, adorneranno le sale di Palazzo Reale a Milano.

Caravaggio, Martirio di Sant’Orsola, Palazzo Zevallos-Stigliano. Napoli

Dal Metropolitan Museum of Art di New York, che in Italia ha già portato i Musici (a Napoli fino a luglio), arriverà invece la Sacra famiglia con San Giovannino, la National Gallery di Londra presterà la sua Salomé con la testa del Battista, mentre il Museo Montserrat di Barcellona sarà presente con il suo San Girolamo.

Ma sarebbe prolisso, e forse un po’ noioso, fare uno sterile elenco completo dei tanti musei che prendono parte a questa rassegna, che aprirà le sue porte al pubblico il prossimo 29 settembre, giorno in cui cade anche il 446esimo compleanno del maestro italiano, e che farà di Milano, casa natale dell’artista, capitale dell’arte rinascimentale fino al 28 gennaio 2018.

La mostra è interessante perché insieme alle opere, saranno esposte anche le rispettive immagini radiografiche, che consentiranno al pubblico di seguire di ogni opera la concezione iniziale che ne ha avuto Caravaggio fino alla realizzazione finale: «Sono emerse così – afferma in merito la curatrice Rossella Vodret – alcune costanti nelle modalità esecutive di Caravaggio, ma sono venuti anche alla luce elementi esecutivi inaspettati e finora del tutto sconosciuti: dagli strati di pittura sono affiorate una serie di immagini nascoste. Inoltre è stato sfatato il mito che Caravaggio non abbia mai disegnato, dacché sono apparsi tratti di disegno sulla preparazione chiara utilizzata nelle opere giovanili».

Grazie a una serie di riflettografie e radiografie, che penetrano in diversa misura sotto la superficie pittorica, si è potuto seguire il procedimento creativo di Caravaggio, quelli che sono stati pentimenti, rifacimenti, aggiustamenti nell’elaborazione della composizione dell’immagine.

Emblematico è il San Giovannino di Palazzo Corsini, dove le analisi della tela hanno mostrato la presenza del simbolo iconografico dell’agnello che successivamente è stato eliminato.

Dal 2009 infatti il MiBACT, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano e con l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, promuove una approfondita ricerca sulla tecnica pittorica di Caravaggio.

Organizzata e prodotta da Comune di Milano-CulturaPalazzo Reale e MondoMostre Skira, la mostra vede la collaborazione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, che trova gli allestimenti dello Studio Cerri & Associati.

Per quanto concerne le attività diagnostiche e l’esposizione partner è il Gruppo Bracco.

A corredare ulteriormente le sale di Palazzo Reale, alcuni preziosi documenti dall’Archivio di Stato di Roma e di Siena, che andranno meglio a raccontare l’esperienza umana e artistica di Caravaggio.

Curata dalla Vodret, coadiuvata da un prestigioso comitato scientifico presieduto da Keith Christiansen, la mostra ruota essenzialmente intorno a due cardini: le indagini diagnostiche e le nuove documentazioni critiche fatte sulle opere di Caravaggio, e le nuove ricerche documentarie che hanno  riscritto la cronologia giovanile dell’artista..

Un evento che idealmente si propone di riprodurre la prima epocale mostra sull’opera di Caravaggio del Novecento, a cura di Roberto Longhi, che nel 1951, proprio a Palazzo Reale a Milano, consentì all’Italia e al mondo di riscoprire l’immortale arte di Caravaggio.

ART NEWS

Frida Kahlo oltre il mito: al MUDEC di Milano nel 2018

Frida Kahlo e l’Italia, una storia d’amore destinata a continuare. È dal 2014 infatti che i musei del nostro paese hanno proposto mostre sulla figura della pittrice messicana. Dal prossimo 1 febbraio al 3 giugno 2018 è la volta del Mudec, il Museo delle Culture di Milano, gestito dal Comune e dalla divisione Cultura del Gruppo Sole 24 Ore.

Frida Kahlo. Oltre il mito, questo il titolo della mostra, sarà anche l’occasione per celebrare l’artista, oggetto di una vera e propria fridamania.

Mostre, ma anche libri e film. L’Italia è pazza della Kahlo e questa nuova esposizione ne è la conferma.

Una mostra che scava “nel profondo delle sue relazioni, dei suoi interessi e della sua poetica” dice il curatore Diego Sileo, che lavora al progetto da sei anni e ha avuto accesso all’archivio ritrovato nel 2007 in Casa Azul, dimora dell’artista a Città nel Messico: «Nel migliore dei casi la sua pittura è stata interpretata come semplice riflesso delle sue vicissitudini personali o, nell’ambito di una sorta di psicoanalisi amatoriale, come un sintomo dei suoi conflitti e disequilibri interni».

È forse un caso anomalo per un artista che la sua vita sia così prepotente e forte da oscurare quasi l’opera stessa: «l’opera si è vista rimpiazzata dalla vita e l’artista ingoiata dal mito».

Ed è questo che la mostra si propone di fare, porre soprattutto l’accento sulla produzione artistica di Frida. Per farlo il museo milanese esporrà al pubblico oltre 100 dipinti e opere, molte delle quali mai esposte in Italia e, addirittura, in Europa: quadri, ma anche disegni e fotografie scattate dalla stessa artista.

Con questa rassegna sarà possibile scoprire un lato segreto e forse poco noto della vita di Frida Kahlo, attraverso fonti e documenti inediti, come le risposte alle lettere che inviava a una vasta platea di persone.

La mostra è stata suddivisa in cinque grandi nuclei tematici che raggruppano le opere della Kahlo per politica, donna, violenza, natura, morte.

Provenienti dal Museo Dolores Olmedo di Città del Messico e dalla Jacque and Natasha Gelman Collection. Ma alcuni dipinti provengono anche da musei statunitensi come il Phoenix Art Museum, il Madison Museum of Contemporary Art e la Buffalo Albright-Know Gallery.

Nel frattempo per chi invece vuole scoprire qualcosa sulla figura dell’artista, c’è un iconico film con Salma Hayek, Frida, vincitore di ben due premi Oscar come miglior colonna sonora e miglior trucco nel 2003.

TELEVISIONE

Tutankhamon, mini-serie sulla scoperta della tomba del Faraone-bambino su Focus TV

In un panorama televisivo sempre più frammentato e competitivo, anche FOCUS, canale-costola del magazine scientifico più famoso d’Italia, ha deciso di dedicare la sua programmazione ad una produzione non prettamente di divulgazione. Succederà lunedì 22 e martedì 23 maggio in prima serata, quando il canale del gruppo Discovery Italia trasmetterà la mini-serie Tutankhamon, kolossal in quattro puntate su di una delle scoperte archeologiche più importanti del XX secolo, la scoperta della tomba del famosissimo faraone bambino.

Diretto da Peter Webber, regista tra gli altri de La ragazza con l’orecchino di perla, lo sceneggiato arriva nel nostro paese in prima TV dopo il successo che ha riscontrato in Gran Bretagna, con una media di sei milioni di telespettatori per episodio sul canale Itv.

Sam Neill, Max Irons, and Amy Wren in Tutankhamun (2016)

Presentata in anteprima al Museo Egizio di Torino, la mini-serie è ambientata tra le sabbie e le rovine della Valle dei Re, in Egitto, e vede protagonista il giovane e fascinoso Max Irons, classe ’85, figlio del noto attore Jeremy, nei

Catherine Steadman in Tutankhamun (2016)

panni dell’archeologo  Howard Carter, affiancato da Sam Neill, veterano di pellicole-avventura e noto al grande pubblico per il suo ruolo di paleontologo in Jurassic Park, che qui invece interpreta il mecenate Lord Carnarvon. I due saranno affiancati dalla giovanissima Amy Wren, che interpreta la figlia di Carnarvon, Evelyn, mentre l’attrice Catherine Steadman interpreta la giovane Maggie.

Una serie che si propone di essere avvincente e che racconterà una pagina importante di storia dell’archeologia. L’appuntamento quindi è fissato per lunedì 22 alle ore 21.15 sul canale 56 del digitale terrestre con i primi due episodi della serie.

ART NEWS

Gli orsi di Paola Pivi per l’Art Week alla Rinascente di Milano

Ha un retrogusto anni ’90 qualche lavoro del nuovo progetto site specific che Paola Pivi ha realizzato per LaRinascente a Milano. Un’opera insolita che, in occasione della Art Week e del Salone Internazionale del Mobile, allestirà le vetrine del noto department store che affacciano su Piazza Duomo.

I am tired of eating fish, questo il titolo del concept, a cura di Cloe Piccoli, che vede dei variopinti orsi, alla scrivania o danzare tra colorati sfondi di oggetti d’uso quotidiano, occupare le otto grandi vetrine dello store milanese.

Un universo surreale, quello della Pivi, che nel 1999 ha anche vinto un Orso d’Oro alla Biennale di Venezia, che proietterà i passanti in un mondo governato da leggi dell’assurdo, dove tutto è capovolto e dove ogni cosa può succedere.

Tanti i riferimenti al mondo dell’arte e, inevitabilmente, a quel design squisitamente italiano e milanese in particolare, ma anche al lifestyle e al tempo libero, passando per la natura e il mondo del business.

Il progetto trasforma le vetrine dei Grandi Magazzini Milanesi in vere e proprie gallerie d’arte pubbliche.

Too Late, 1,2, cha, cha, cha, I love my ZiziI and I must stand for artI am a professional bear, I am busy today, Bad Idea: ognuno degli orsi ha un nome che è il frammento di una storia sospesa in un contesto non specificato e in un tempo imprecisato.

Un evento di grande arte contemporanea, che entra di diritto tra gli appuntamenti da non perdere, e gratuiti per giunta, dei “fuori salone” milanesi, che porta l’arte, è proprio il caso di dirlo, tra la gente in piazza.

La Pivi è una acclamata artista italiana nel mondo, che ha esposto le sue opere tra l’altro al MoMA di New York, alla Tate Gallery di Londra, ma anche a Francoforte e Shangai, e arriva con questa rassegna per la prima volta nel capoluogo lombardo, portando i suoi amati orsi dell’artista, vero marchio di fabbrica della sua poetica.

Dalla performance alla fotografia, passando per la scultura, sono tante le tecniche attraverso le quali l’artista esprime se stessa.

Quotate tra i 120 e i 230mila euro, ha realizzato anche alcune opere per la Fondazione Trussardi ai Magazzini di Porta Genova a Milano.

Il progetto per la Rinascente invece si compone prevalentemente di sculture e installazioni, che originano un allucinante mondo onirico, sospeso tra riflessione e lucida follia.

ART NEWS

L’Art Déco, l’amore per il lusso e la modernità in mostra a Sogliano al Rubicone

per BROWSER e DESK queste tre foto titolo L'Art Deco' nella collezione Parenti
Vogue, Collezione Parenti

Dopo Caravaggio, la moda museale del momento è sicuramente l’Art Déco. Sono ben due, tutte in territorio romagnolo, le rassegne dedicate allo stile che negli anni ’20 ha segnato un’epoca, rappresentando, ancora oggi, una fonte di ispirazione per architetti e artisti di ogni decennio a venire.

Fino al prossimo 16 luglio, al Museo di Arte PoveraSogliano al Rubicone (in provincia di Forlì-Cesena), sarà infatti possibile ammirare Art Deco nella collezione Parenti. Moda e pubblicità nell’epoca dorata successiva al Liberty, questo il titolo della rassegna che mette insieme l’ampia Collezione Parenti, oltre 300 opere.

Sono molto legato a questi luoghi, chi mi segue su instagram lo sa bene.

Lavori grafici dal tratto inconfondibile, che raccontano una smodata passione per il lusso, una ricerca estetica del bello, esprimendo la gioia per la vita e la voglia di godersela in quelli che erano gli anni ruggenti, che ambivano soprattutto alla modernità. Automobili certo, ma anche abiti dal taglio moderno, per donne che iniziavano ad emanciparsi dal semplice ruolo di mogli e madri, ma anche una velata ricerca di sensualità e piacere.

art-deco-museo-di-arte-povera-sogliano-al-rubicone-internettualeLa mostra incontra un’altra importante rassegna su questo stile, quella dei  Musei di San Domenico a Forlì fino al prossimo 18 giugno.

All’interno di Palazzo Marcosanti i visitatori potranno ammirare le opere allestite, che raccontano la fioritura di una creatività che si diffuse presto in tutta Europa, e che in Italia ebbe una notevole influenza non soltanto negli stili architettonici, ma anche nelle arti decorative e nell’industria, rappresentando un germe di quello che fu la fioritura del design italiano.

INTERNATTUALE, TELEVISIONE

NAT GEO spiega cos’è il gender e la rivoluzione di genere

Siamo giunti nel XXI secolo con la presunzione di chi crede di aver imparato la lezione, senza aver realmente studiato. La vita però ci ha presentato il suo esame, e alla prima prova abbiamo puntualmente ripetuto gli stessi errori: discriminazioni, razzismo, genocidi. L’uomo sembra essere ritornato negli anni ’50, quando l’America di Eisenhower, memore della schiavitù del secolo precedente, si divideva ancora rigidamente in bianchi e neri e, ignorando le stragi belliche nei campi di concentramento nazisti, continuava ad attribuirsi una superiorità di razza.

A quasi settant’anni da quel periodo storico nulla o poco sembra cambiato, e sotto la patina dell’uguaglianza ancora mal si cela la nuova ondata di un razzismo, nemmeno troppo velato, da parte di autorità e cittadini.

Stragi in moschee, sparatorie sui “negri”, attentati in club gay. Stiamo progredendo o stiamo rievocando l’era pre-bellica per una nuova guerra mondiale?

Abbiamo paura della libertà altrui e, in un momento storico in cui dovremmo temere soprattutto l’odio, ci preoccupiamo invece di combattere l’Amore. L’amore “diverso”, quello “arcobaleno”, quello tra persone dello stesso sesso, come se, attribuirgli un’etichetta, lo rendesse meno importante di un qualsiasi altro amore.

Katie Couric (photo credit: Andrew Eccles) (photo credit: Andrew Eccles)
Katie Couric (photo credit: Andrew Eccles) (photo credit: Andrew Eccles)

A raccontare questa rivoluzione di genere ci penserà questa sera il canale satellitare National Geographic alle ore 20.55 con il programma Gender, la rivoluzione. Condotto dalla giornalista americana Katie Couric, si tratterà di un viaggio di oltre due ore in cui si cercherà di comprendere meglio il concetto di sessualità “fluida”: agender, transgender, androgini, genderfluid, genderqueer, intersex, transessuali. Termini, a volte neologismi, sconosciuti ai più nel loro reale significato, che ne fanno uso quasi ed esclusivamente dispregiativo ignari dei mondi che rappresentano davvero.

Proverà a spiegarli la Couric grazie anche all’aiuto di medici, scienziati, sociologi, ma anche famiglie, illustrando allo spettatore, e ai tanti scettici che ancora non sono convinti, che il mondo non si divide soltanto in maschi e femmine.

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Notte di San Lorenzo, ecco dove nasce la tradizione di guardare le stelle cadenti

10 Agosto, notte di San Lorenzo. Appuntamento immancabile per tutti i romantici e gli amanti dell’astrofisica. È questa notte infatti il momento tradizionalmente migliore per osservare le stelle cadenti anche ad occhio nudo.

Conosciute anche come lacrime di San Lorenzo, in onore del martirio sui carboni ardenti del santo, si tratta delle Perseidi, uno sciame di meteore che la Terra si ritrova ad attraversare durante il periodo estivo, visibile a partire dalla fine di luglio fino al 20 agosto, il cui picco è proprio nei giorni del 10-12. Forte del cielo sereno estivo, il fenomeno è spesso visibile anche alle nostre latitudini.

A dare origine a questo fenomeno sarebbe stata la cometa Swift-Tuttle che, con il suo nucleo di 10 km, ha avuto un passaggio al perielio, ovvero il punto di distanza minima di un corpo vicino alla Terra, nel 1992. Per il prossimo invece si dovrà aspettare il 2126.

Quelle che noi erroneamente chiamiamo stelle cadenti, osservandole incantati, sono in realtà particelle rilasciate durante le passate orbite della cometa.

Il nome Perseidi è dovuto al fatto che esse si trovano nei pressi della costellazione di Perseo, e si dirigono dalla costellazione di Cassiopea a quella della Giraffa.

cielo stellato porpora san lorenzo stelle - internettualeLe prime osservazioni delle Perseidi sono state fatte dai Cinesi nel 36 d.C.

Tante le tradizioni legate a questo fenomeno, alcune delle quali di epoca molto antica, come quella della Grecia, che lo associa alla Trasfigurazione di Cristo, generalmente celebrata il 6 agosto. Ma già in epoca romana si attribuiva questa fenomenologia alla divinità Priapo, dio dell’abbondanza, il quale con questo gesto fecondava i campi.

Fu la Chiesa cattolica a incanalare queste tradizioni pagane verso la figura cristiana di San Lorenzo. La scelta sarebbe inizialmente caduta per una questione fonetica, poiché il nome del santo suonava simile a quello della controparte femminile di Priapo, Larentia, festeggiata anch’essa la notte del 10 agosto.

Un rito dunque quello di alzare il naso per rimirare le stelle che continua a ripetersi dalla notte dei tempi, affascinando anche le generazioni moderne che continuano ad esprimere desideri a queste stelle che attraversano il nostro cielo portando la speranza di vederli presto realizzati.

INTERNATTUALE

Oggi è il #Withoutshoes Day: ecco perché oggi tutti si fotografano i piedi

Un po’ moda, un po’ feticcio, è uno dei fenomeni virali degli ultimi anni, un vero e proprio must soprattutto per chi sta in vacanza. È la foto dei propri piedi, con calzature o calzini alla moda, ma, molto più spesso, senza. Ma se in generale lo facciamo per seguire il trend, qualche volta farsi una foto senza scarpe potrebbe anche diventare una buona azione. È quello che ne ha fatto TOMS, noto marchio di scarpe, che spinge tutti i suoi clienti a togliere le scarpe e a fare una foto ai propri piedi, e fa del 10 maggio la giornata mondiale dei piedi nudi lanciando l’hashtag #withoutshoes, senza scarpe, su di un noto social fotografico.

“Instagramma i tuoi piedi o le tue TOMS con l’hashtag #withoutshoes – si legge sul sito – e aiuterai a donare 100.000 paia di scarpe a bambini di dieci paesi».

Per ogni foto con hashtag a piedi nudi infatti, TOMS devolverà un paio di scarpe ai bambini poveri nel mondo.

Una nobile causa che invoglia per una volta ad andare oltre la solita moda narcisista di mostrare i propri piedi, facendo una buona azione per i bambini… e la gioia dei feticisti.

Per maggiori informazioni:

www.toms.com

MUSICA, TELEVISIONE

Laura Pausini, tre prime serate su raiuno e di Sanremo dice: «Mi piacerebbe»

Laura Pausini non è più la timida ragazza di Solarolo, che, con una giacca troppo grande per la sua età e i suoi sogni, vinceva il Festival di Sanremo nel ’93. Laura Pausini è oggi una donna matura e sicura di sé, che non rinuncia alle cose cui tiene davvero, come la figlia Paola, avuta dopo una lunga, forse insperata, attesa, come quella carriera, oggi ventennale, uguale a nessun’altra, che l’ha portata in giro per il mondo, proprio lei, unica italiana di un paesello che è oggi star cosmopolita. Lo dimostra la sua musica, quella di Simili, diversa dagli esordi, a metà strada tra ballad e danze caraibiche, strizzando l’occhio al mercato, quello latino, che per primo l’ha scoperta.  Lo dimostrano anche le sue ospitate in televisione, quella spagnola, dove la cantante si diverte nello scoprire nuovi talenti come coach/giudice dei talent più in voga, con fare da diva un po’ stylish.

Adesso Laura è pronta a ritornare in televisione, quella italiana questa volta, quella di quel suo paese che ha avuto bisogno del suo successo all’estero per riscoprirla anche in patria. Era successo lo scorso anno per una sola serata per celebrare vent’anni di una meravigliosa carriera, succederà da domani sera, 1 aprile, per tre prime serate in diretta su RaiUno. Ma questa volta non sarà un One Woman Show, insieme a Laura c’è lei, Paola Cortellesi, attrice e comica, vero cavallo di razza della televisione e del grande schermo, per un Two Women Show. Tanti gli ospiti e le sorprese per uno spettacolo che vuole ricordare i grandi varietà italiani del passato, quelli di Mina e di Raffaella Carrà negli anni ’70, quelli di Milleluci e Fantastico.

Tanti gli ospiti della prima puntata da Andrea Bocelli a Marco Mengoni, da Noemi a Raoul Bova, passando per Fabio De Luigi e, dice il direttore artistico Giampiero Solari, “una grande sorpresa”: «Ospiti che non si limiteranno a fare promozione ma si metteranno in gioco con noi» dicono le due padrone di casa, per uno spettacolo ricco di sketch, monologhi, performance, (s)punti di riflessione.

E su di una possibile conduzione di quel Festival che l’ha vista trionfare vent’anni fa la Pausini dice: «Mi piacerebbe, ma penso che sia molto impegnativo per le critiche che si ricevono. Io non reggo molto quelle assurde o inventate, poi vado nei social network e rispondo».

ART NEWS, INTERNATTUALE

La magia del Carnevale a Venezia

Mentre per le strade delle città troneggiano ancora gli addobbi di Natale, con un po’ di anticipo rispetto al passato quest’anno siamo già arrivati all’ultima settimana di Carnevale, e a Venezia già si pensa ai festeggiamenti di rito per quella che è una delle festività più sentite dal capoluogo Veneto, che sarà impegnato nelle celebrazioni dal 23 gennaio al 9 febbraio. Un Carnevale, questo, all’insegna delle arti e delle arti e dei mestieri, ma, soprattutto, della tradizione. Per la Serenissima infatti il regista Marco Maccapani punterà sulle eccellenze veneziane e su quelle arti che da sempre ne caratterizzano la città. In Piazza San Marco rivivranno i maestri artigiani, che si cimenteranno nella costruzione di una gondola in undici giorni circa, ma anche maschere e altri oggetti legati alla tradizione carnevalesca. Sul fondo della bellissima piazza veneziana non ci sarà il solito palco, bensì un ponte recuperato da un magazzino del teatro La Fenice, che lo utilizzò durante la messa in scena di un’opera.