ART NEWS

Ritrovata la testa dell’Afrodite di Doidalsas nel Parco di Ostia Antica

Come molti, ho trascorso il sabato sera a guardare Ulisse. Contrariamente a quanto il mio profilo instagram possa suggerire, il mio weekend l’ho trascorso in compagnia di Alberto Angela, che ha realizzato una bellissima puntata (prima di due) su Roma e sul sottosuolo romano. Nell’episodio, che vi linko qui nel caso ve lo foste perso, si faceva riferimento a quante sorprese può ancora riservare il sottosuolo.

A giudicare dalla scoperta di qualche giorno fa c’è da dire che è proprio vero.

Venerdì scorso è stata rinvenuta infatti una testa di Afrodite sepolta dal terreno all’interno del Parco Archeologico di Ostia Antica.

Immediatamente, data l’acconciatura dei capelli, si è pensato a Afrodite di Doidalsas o comunque ad una musa. A ipotizzarlo sono state le archeologhe Mariarosaria Barbera, direttrice del Parco, e Cinzia Morelli, senza escludere nessun’altra possibilità.

Se l’ipotesi fosse confermata, si tratterebbe dell’opera dello scultore del III secolo a.C., che avrebbe ritratto la dea al bagno, con capelli raccolti sulla sommità del capo e uno chignon appoggiato sulla nuca.

Potrebbe naturalmente trattarsi di una replica di età romana del celebre modello greco cui si è ispirato l’artista.

Il fortuito ritrovamento è avvenuto a seguito di ordinari lavori di manutenzione nei terreni di riporto di epoca post-classica.

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MUSICA

Pompei pre-sannitica: scoperta una tomba del IV secolo a.C.

Non solo romani e eruzione del 79 d.C. L’ultima emozionante scoperta nell’antica cittadina romana alle pendici del Vesuvio ci racconta di una Pompei inedita. È stata scoperta infatti una tomba di epoca pre-romana, datata IV secolo avanti Cristo circa, di una donna di età compresa tra i 35 e i 40 anni, sepolta in un insediamento sannitico, tra le prime comunità a popolare l’antica Campania. Con la salma un ricco corredo di ampolle con oli profumati e creme, forse del vino, oggetti che senza dubbio dovevano in qualche modo comporre e ricordare la vita della donna, e che fanno presupporre si tratti di una signora del tempo molto ricca.

A seppellire la tomba, come tutto il resto d’altronde, la nota eruzione del Vesuvio, che coprì l’intera città di Pompei. Tuttavia durante il secondo conflitto mondiale una bomba del 1943 cadendo a poca distanza dalla tomba ne spezza le lastre di marmo, lasciando tuttavia intatta la salma e il suo corredo il cui rinvenimento è firmato Italia e Francia.

L’importante scoperta è stata presentata dalla delegazione di studiosi del Centre Jean Be’rard di Napoli e il Soprintendente di Pompei, Ercolano e Stabia, Massimo Osanna. Il centro infatti collabora con la Soprintendenza da oltre dieci anni, secondo un programma basato su Artigianato ed Economia a Pompei.

Questo rinvenimento è la chiara dimostrazione di quanto Pompei possa essere una inesauribile fonte di sorprese, a dispetto del fatto che gli Scavi, dai Borbone in poi, vanno avanti da oltre due secoli.