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Io Dalí, al Palazzo delle Arti di Napoli fino al 10 giugno

Personaggio eccentrico e sopra le righe. Era probabilmente questo Salvador Dalí, prima ancora di essere considerato un artista di talento, che con la poetica surrealista delle sue opere ha senza dubbio contribuito a fare la storia dell’arte contemporanea dell’ultimo secolo.

È da questo presupposto che forse muove i primi passi la mostra Io Dalí, al Palazzo delle Arti di Napoli fino al prossimo 10 giugno, che si svela agli occhi degli spettatori dopo una misteriosa promozione che ben ha saputo catturare l’attenzione dei napoletani nelle passate settimane.

Una mostra, questa, soprattutto multimediale, così come si pronuncia sin dalla prima sala, dove una decina di monitor mostrano in loop interviste, opere, frammenti video dagli archivi audiovisivi storici delle TV internazionali, in cui Dalí è colto nella sua irriverente figura caratterizzata dai suoi ormai iconici baffetti neri.

Pannelli luminosi, riviste, fotografie provano invece a ricostruire la vita di un artista che nell’arco della sua esistenza ed esperienza artistica non ha fatto altro che raccontare il mondo a modo suo.

Salvador Dalí, autoritratto (1911)

Un personaggio, quello di Dalí, più attuale che mai, che ben si amalgamerebbe le dinamiche della società contemporanea, dove oggi è soprattutto l’immagine a prevalere su tutto il resto: «Sono un esibizionista; mi comporto sempre come un attor» dice di sé l’artista spagnolo.

Dalí infatti era ben consapevole dell’impatto dei media sulla gente, e sapeva come catturare l’attenzione su dé, come ottenere copertine e prime pagine di giornali, rotocalchi e magazine.

La sua ricerca artistica anticipa la “stereofonia” delle nostre immagini, quelle che oggi definiamo 3D, dipingendo immagini doppie: monocromatiche e a colori, che talvolta differiscono per dettagli infinitesimali.

Immagini in tre dimensioni e ologrammi. Erano soprattutto queste le sperimentazioni artistiche della storia recente del suo percorso, sperimentando proiezioni con colori primari, che oggi definiremmo avveniristiche, ricercando il realismo dell’immagini con cui ha anticipato l’interazione con lo spettatore.

Sono tanti gli artisti con cui si è confrontato nella sua carriera, senza temere giudizi o critiche: da Velasquez a Vermeer, dagli autori classici ai contemporanei.

Schizzidisegnidipintifoto. Sono variegate le opere esposte lungo il percorso di visita, in cui tecniche diverse si sovrappongono.

Una mostra, Io Dalí, che antepone l’uomo all’artista, e svela soprattutto una personalità, che ha contribuito a rendere grande la sua arte agli occhi del mondo.

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Salvador Dalí al Palazzo delle Arti di Napoli dal 1 marzo

Il sospetto, e la speranza, era già venuto qualche settimana fa, quando abbiamo visto per strada dei misteriosi cartelli rossi con la faccia furbetta di Salvador Dalí, in una sua iconica immagine in bianco e nero.

Nessun titolo, nessuna data, nessuna dicitura per una furba strategia di marketing che intendeva, ed è riuscita con successo, a suscitare la curiosità dei napoletani per settimane, prima dell’annuncio di qualche giorno fa.

Come molti avevano già ipotizzato, l’evento riguarda il Palazzo delle Arti di Napoli, che dal 1 marzo al 10 giugno 2018, ospiterà Io Dalí.

Una mostra che si propone di ripercorrere la carriera di Dalí, dalla nascita del mito all’immortalità di un artista, scomparso nel 1989, più vivo che mai. La poetica delle sue opere, ma anche il personaggio eccentrico un po’ sopra le righe, ne fanno un artista sempre attuale.

Per la prima volta in Italia l’esposizione indagherà anche la Vita segreta del controverso maestro del surrealismo.

Dipinti, disegni, ma anche video, fotografie e riviste ripercorreranno la carriera e la vita di Dalí.

I visitatori avranno così modo di notare come è nato il personaggio dell’artista catalano che ha senza dubbio contribuito alla diffusione delle sue opere.

Un’esposizione fondamentale per chi vuole conoscere la forte personalità del genio.

Fortemente voluta dal Comune di Napoli – Assessorato alla Cultura e al Turismo, la mostra vede la collaborazione della Fundació Gala-Salvador Dalí ed è co-organizzata con C.O.R. Creare Organizzare Realizzare.

Curatori dell’esposizione Laura Bartolomé e Lucia Moni per la Fundació Gala-Salvador Dalí e da Francesca Villanti, direttore scientifico di C.O.R. Creare Organizzare Realizzare.

Il percorso si avvale della consulenza scientifica di Montse Aguer, direttrice dei Musei Dalí e di Rosa Maria Maurell.

Info:
www.mostradalinapoli.it

(il sito sarà online a partire dalla data d’inaugurazione della mostra)
Tel. 081.7958601 – 06.85353031 – info@mostradalinapoli.it
Prevendite:
www.etes.it – Tel.081.5628040

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Salvador Dalí e il sogno del classico, a Palazzo Blu di Pisa fino al prossimo 5 febbraio

Diventa sempre più sottile la linea di demarcazione che separa Arte Classica dall’Arte Contemporanea, e se al Museo Archeologico di Napoli si ospitano artisti contemporanei e a Pompei si espongono opere di Mitoraj che dialogano con le rovine dell’antica cittadina romana, a Pisa sarà di scena dal primo ottobre fino al prossimo 5 febbraio Dalí. Il sogno del classico. A Palazzo Blu saranno infatti esposti 150 lavori dell’artista spagnolo che provengono dalle collezioni dei musei Fundación Gala-Salvador Dalí di Figueres e il Dalí Museum di St. Petersburg in Florida, le due più importanti istituzioni museali a contenere e custodire le opere del grande maestro.

Mostre: a Palazzo Blu il genio di DalìIl percorso di visita mostrerà al visitatore quanto l’arte classica, apparentemente distante dal surrealismo dell’artista, abbia in realtà influenzato fortemente anche la sua opera e produzione artistica. Raffaello e Michelangelo diventano così maestri ispiratori anche per Dalí. Lo dimostrano i nudi eroici mollemente adagiati, omaggiando al contempo le sculture classiche del V secolo a.C., ma anche la Pietà, che si fa quasi traslucida composizione di marmo e metallo, così come il David, il cui volto dialoga con il panorama circostante in amletica riflessione.

Mostre: a Palazzo Blu il genio di DalìDipinti di sculture e opere che sembrano avere una propria vita e consistenza che va al di là dei grandi maestri che le hanno generate.

Dalí riesce così felicemente a dialogare con l’arte greca e quella rinascimentale di cui ne è riflesso, sfoggiando le sue capacità di disegnatore e illustratore, certo, ma anche di letterato e dotto, come dimostrano le xilografie dedicate alla Divina Commedia, commissione del 1950 del Ministero della Pubblica Istruzione, o le illustrazioni sull’autobiografia di Benvenuto Cellini, sapientemente mixate dall’artista Salvador Dalí con iscrizioni e citazioni del corpo celliniano.

L’importante rassegna è resa possibile da MondoMostre e curata da Montse Aguer, direttrice dei musei di Dalí.