MUSICA

La lotta di San Michele. L’opera musicale a San Lorenzo Maggiore il 7 dicembre

Si intitola San Michele l’Angelo dell’Apocalisse l’opera musicale che andrà in scena venerdì 7 dicembre alla Basilica di San Lorenzo Maggiore. Nel cuore della sacralità e della tradizione natalizia napoletana, a due passi da San Gregorio Armeno.

Un’opera musicale dalla narrazione vigorosa. Come suggerisce lo stesso titolo, ispirata a quello che forse è il libro più forte della Bibbia, l’Apocalisse.

Protagonista assoluto non poteva che essere lui, San Michele Arcangelo, Principe delle milizie celesti, che combatte Lucifero, l’angelo ribelle, in una appassionata lotta tra bene e male che va avanti dalla notte dei tempi.

Scritta dal compositore Simone Martino, vanta la prestigiosa collaborazione del poeta Lorenzo Cioce in collaborazione con Padre Gaetano Saracino per la dimensione spirituale.

Un testo dunque qualitativamente alto, diretto da Andrea Palotto e prodotto da AriluMusic.

Ma lo spettacolo sarà anche una preziosa occasione per fare beneficenza. L’intero ricavato della serata infatti andrà a In Nome di Concetta ONLUS, associazione che si propone la nobile causa di assistere gli ammalati oncologici e le loro famiglie, offrendo un aiuto concreto a chi lotta.

Tanti gli obiettivi già raggiunti dall’Associazione attraverso l’organizzazione di eventi e raccolte fondi, come tiene a sottolineare il Presidente dell’Associazione, Alfredo Amoroso: «È grazie a voi che l’Associazione Vive, con il vostro sostegno siamo riusciti ad aprire uno sportello d’ascolto presso il reparto di Oncologia dell’ ospedale Monaldi di Napoli supportando il lavoro di un’esperta psico-oncologa, a donare un acquario alla struttura, ad acquistare una videocamera ad alta definizione 3D per la microchirurgia in laparoscopia per il reparto di oncologia pediatrica dell’ Ospedale Pausillipon Santobono di Napoli, ad istituire venti borse di studio destinate ad abili ricercatori oncologici per la partecipazione al master in “Interventi bio-psico-sociali e relazionali nelle malattie croniche e terminali dell’età evolutiva” presso l’ Università Suor Orsola Benincasa oltre a collaborazioni con le strutture ospedaliere per l’implementazione di progetti volti ad aiuti concreti agli ammalati e alle loro famiglie».

L’appuntamento, assolutamente da non perdere, è dunque per il 7 dicembre alle ore 20.30 alla Basilica di San Lorenzo Maggiore a Napoli.

Per info e prenotazioni:

INDC Onlus: Centro direzionale Napoli Is. E7, 14° piano

Basilica San Lorenzo Maggiore: P.zza S.Gaetano 316, Napoli

Email: segreteria@indconlus.org | info.arilu@libero.it

Telefono: 081 7509011

Mobile/whatsapp: 329 0631381

http://bit.ly/SanMichele_operaMusicale

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ART NEWS

Il miracolo del sangue di Santa Patrizia nella chiesa di San Gregorio Armeno a Napoli

Chiostro San Gregorio Armeno, cappella
Chiostro San Gregorio Armeno, cappella

Nel cuore di Napoli se c’è un confine tra il caos della città e la pace, è senzaSan Gregorio Armeno Santa Patrizia Chiesa laboratorio - internettuale dubbio quello della Chiesa di San Gregorio Armeno, notoriamente conosciuto come Chiesa di Santa Patrizia.

Lungo l’antica via dell’arte presepiale si nasconde infatti anche il chiostro annesso, un’oasi di pace, fondato sulle rovine del tempio di Cerere intorno all’anno Mille. Secondo la leggenda il monastero, di cui era sede, sarebbe stato fondato da Sant’Elena Imperatrice, madre dell’Imperatore Costantino, mentre un altro racconto vuole che il monastero fosse stato abitato, tra gli altri, anche dalle monache basiliane, seguaci di Santa Patrizia, che vi sarebbero insediate dopo la morte della Santa, conservandone e venerandone le reliquie, insieme a quelle di San Gregorio Armeno.

Santa Patrizia, discendente di Costantino, avrebbe abitato il monastero nel IV in seguito ad un naufragio sulle coste del capoluogo partenopeo, dove vi sarebbe rimasta fino alla sua morte avvenuta il 13 agosto del 365.

Le sue reliquie sono state traslate nella chiesa dal 1864, venerate oggi dalle suore che abitano il complesso conventuale, contenute in un reliquiario in oro e argento. Insieme al più noto miracolo di San Gennaro, anche quello di Santa Patrizia vede compiersi la liquefazione del sangue della santa, ogni martedì e ogni 25 agosto, giorno in cui è generalmente festeggiata.

Monastero San Gregorio Armeno, affresco ingresso
Monastero San Gregorio Armeno, affresco ingresso

Entrare nel convento di San Gregorio Armeno è un’esperienza mistica. Attraversare il cancello un po’ nascosto del convento, salendo pian piano i gradoni d’accesso, è un po’ come passare un varco, oltre il quale non c’è più il chiacchiericcio dei venditori pastorai e di turisti attoniti dinanzi alle loro creazioni. Si è immersi in un mondo altro, fatto di silenzio, meditazione, spiritualità. Accolti da sfarzosi affreschi, a metà tra religione e mitologia, si è subito catturati dalla ruota degli esposti, laborioso marchingegno attraverso il quale i bambini meno fortunati erano affidati alle monache e alla speranza di un destino migliore.

Il chiostro è un luogo pregno di misticismo, come gli antichi laboratori che, come fotografie seppia, raccontano della laboriosa regola monacale, o il giardino in cui non mancano colture personali, cui fa da coro il canto degli uccelli.

Troneggia in un tripudio di verde la mastodontica fontana barocca di Matteo Bottiglieri, chiusa, dalla quale si distinguono le grandi statue di Cristo e la Samaritana, richiamando così il passo evangelico.

Monastero San Gregorio Armeno, ruota degli esposti
Monastero San Gregorio Armeno, ruota degli esposti

Ma ciò che forse più di ogni altra cosa stupisce il visitatore, è la ricchissima decorazione della Chiesa di Santa Patriza. Consacrata nel 1579 al santo armeno, la chiesa, costruita tra gli altri da Giovanni Vincenzo Della Monica, vede una navata unica allungata con quattro cappelle ai lati e cinque arcate a tutto sesto per lato. La cupola è decorata da La Gloria di Luca Giordano, mentre il soffitto a cassettoni è invece realizzato nel 1580 da Teodoro d’Errico, pittore fiammingo. Un trionfo di oro, stucchi, decorazioni, attraverso le quali s’intravede la severa clausura che collega il chiostro al corpo centrale della chiesa.

La Chiesa di San Gregorio Armeno è la fedele quanto ricca trasposizione in pietra della fede verso Dio, in un binomio di ricchezza e austerità, ascetismo e venerazione.