MUSICA

“Canzone Italiana”, musica in streaming gratis dal 1900 ad oggi

Cantanti, autori e case discografiche italiane spesso lamentano il fatto che la nostra musica è poco presente nelle rotazioni radiofoniche e televisive rispetto alle produzioni estere. Se negli ultimi anni questo è vero in parte, con playlist televisive e programmi radio dedicati alla musica italiana, è altrettanto vero che la musica d’oltreoceano e d’oltremanica resta ancora un colosso insormontabile. Alice Merton, gli U2 e Camila Cabello sono solo alcuni dei nomi che occupano attualmente il podio dell’airplane radiofonico attuale, e bisogna scendere alla quinta posizione dove si è finito con lo spiaggiarsi persino un mostro sacro come Laura Pausini con il nuovo singolo Non è detto.

A dare oggi man forte alla nostra musica arriva oggi il portale Canzone Italiana. A poche ore dalla 68esima edizione del Festival di Sanremo, in un momento di grande concentrazione per la nostra musica, il sito guiderà i visitatori attraverso un secolo di canzone italiana. Musica in streaming gratuita, grazie ad una collaborazione con lo svedese Spotify, ma anche approfondimenti e schede che illustreranno quasi un secolo di musica e registrazioni dai primi del ‘900 fino agli anni 2000.

Una vera e propria enciclopedia della musica, ma anche un prezioso archivio sonoro che sarà aggiornato al ritmo di 5000 brani al mese, fino ad arrivare ai giorni nostri.

Quattro le sezioni principali: 1900-19501950-2000 con i brani suddivisi per decadi, tradizioni popolari con i suoni, le canzoni e la musica tipici di ognuna delle nostre regioni, e infine contributi speciali, con approfondimenti, mostre virtuali, bibliografie e classifiche storiche, ma anche curiosità.

Navigando le pagine si scopre così che il brano più inciso è ‘O sole mio con ben 162 registrazioni, che Con te partirò di Andrea Bocelli ha contribuito a portare nel mondo il bel canto con 12 milioni di copie vendute, o che la prima “star” della canzone italiana fu Caruso, che nel 1902 ebbe già un notevole cachet per incidere 10 opere d’aria con le quali arriverà in tutto il mondo.

Sono già 200 mila i brani che è possibile ascoltare attualmente. Un catalogo orientato anche, e forse soprattutto, ad un pubblico estero. Ogni scheda è infatti disponibile in ben 8 lingue, incluso russo, cinese e giapponese, suddividendosi in 100 playlist circa.

Sono tanti i brani letteralmente ritornati a nuova vita, frutto di un certosino lavoro di ricerca degli anni ’60, che mostrano un’Italia vitale, con voglia di cantare e ballare e che oggi potrà essere trasmessa (in streaming, s’intende) anche ai posteri.

Siete pronti a metterlo tra i preferiti del vostro brawser?

Ascoltare per credere.

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LIFESTYLE

Drunknmunky, il nuovo must have della stagione

Se Gabbani ha sdoganato la scimmia nuda che balla all’ultimo Festival di Sanremo, quella di DrunknMunky ha scelto invece di essere una scimmia ubriaca, di vita forse.

Sì, perché lo slogan di questo brand è BE RILEVANT, sii rilevante. Non presuntuosamente importante o migliore, ma rilevante. Di rilievo. Di chi si fa notare, ma con discrezione. È così che mi sono sentito quando ho indossato le mie Boston Classic Navy-Gray la prima volta, cogliendo appieno l’essenza di questo motto.

le mie nuove DrunknMunky Boston Classic Navy-Gray

Quando calzo le mie scarpe quasi non le sento tanto sono comode e leggere, il che ha del prodigioso se si considera che me le hanno spedite per posta e non le avevo mai provate prima, ma che conferma che acquistarle anche attraverso il loro sito ufficiale, www.drunknmunky.it, si può. Ed è davvero ampio il loro sito web, con una scelta che spazia per contenuti e forme, passando con nonchalance dalle scarpe all’abbigliamento.

DrunknMunky è un brand di prim’ordine nella produzione dello urban style, con un vasto universo di modelli e colori, abbracciando tanto gli uomini che le donne, arrivando ai bambini.

Stile fresco, moderno, che può fare la gioia dei giovanissimi fino ad abbracciare un pubblico più ampio.

È bello anche da vedere il logo della sinuosa scimmia stilizzata sulla parte esteriore della scarpa o sagomato sotto la suola, donando un movimento a tutta la linea della scarpa.

il logo DrunknMunky
a spasso per Napoli con le mie DrunknMunky

Ho passeggiato con le mie Monky tutto il giorno per le strade di Napoli, e mi sono sentito libero come su di un prato a piedi nudi. Grazie a queste scarpe ho attirato non soltanto l’occhio dei più attenti alle mode, che me le hanno subito invidiate, ma anche di chi ha notato il confort di sentirmi liberamente me stesso, a mio agio.

Comode, su misura per me. Scarpe che non soltanto sono belle da vedere, ma confortevoli da indossare e, moda a parte, credo sia anche questa l’arma vincente di un brand che ha fatto della sua mission stile e qualità.

DrunknMunky è un brand che qualsiasi fashionblogger non può permettersi di non indossare, suggerire, stilizzare nei propri outfit. Con i suoi materiali sempre più tecnologici, tecniche avanzate di produzione come la termosaldatura e le sperimentazioni grafiche, DrunknMunky ha creato una collezione che coniuga qualità e moda, con un total look deciso, che include anche colorati capi di abbigliamento, di carattere. Scarpe che sono già un must di stagione, per tutti coloro che vogliono essere cool, ma, soprattutto, relevant.

www.drunknmunky.it

ART NEWS

Casa Boschi-Di Stefano: il tesoro d’arte contemporanea che non ti aspetti

Casa Boschi-Di Stefano Milano - internettuale

In Via Giorgio Jan 15, al secondo piano di un palazzo costruito tra il 1929 e il 1931, si trova Casa Boschi-Di Stefano, dimora storica di Milano, oggi casa-museo gestita dalla fondazione omonima. Appartenuta ai coniugi Antonio Boschi e Marieda Di Stefano, la casa, come l’edificio che la contiene, è opera dell’architetto Piero Portaluppi, che ne ha disegnato non soltanto le finiture, seguendo un proprio disegno che continua a ripetersi negli stucchi sotto al soffitto, nella forma delle porte, persino nei tessuti che rivestono i divani e nel disegno dei vetri piombati delle finestre.

Casa Boschi-Di Stefano Milano (ascensore) - internettualeÈ uno scrigno di design, che si schiude negli arredi, nei lampadari e nelle piantane, che, insieme al mobilio tipico degli anni ’40 e ’50, si fanno espressione di un’epoca che resta viva tra le mura dell’appartamento.

Frutto tangibile del mecenatismo dei coniugi milanesi l’ampia collezione d’arte contemporanea, accumulata tra gli inizi del ‘900 e la fine degli anni ’60, durante una vita d’amore (anche per la cultura), che testimonia anche il rapporto con gli artisti che frequentavano l’abitazione, vero e proprio salotto letterario della Milano-bene.

Lungo il percorso espositivo, che si articola in tutti gli ambienti della casa, corridoi inclusi, sono tanti infatti i ritratti dei due coniugi, e di Marieda in particolare, ritratta dagli artisti più in voga del momento.

Sono undici i nuclei in cui si dividono quelle oggi sono preziose testimonianze dell’arte italiana, ordinate secondo un rigoroso criterio cronologico. Un fondo che di recente ha arricchito l’allora nascente Museo del Novecento. Tante le firme illustri di questa importante collezione, a partire da Mario Sironi, che della casa ha realizzato anche la camera da pranzo (1936), a Severini e Boccioni, passando per Funi, Marussing, Carrà, Fontana, De Chirico.

L’edificio conserva intatto il gusto art déco, nella ringhiera lungo le scale, ma, soprattutto, nel suggestivo ascensore con seduta in velluto rosso.

Il personale, che accompagna i visitatori di sala in sala, è straordinariamente gentile e disponibile, non soltanto nel raccontare la storia dei quadri e delle sculture che oggi arredano le stanze, ma anche la storia dei coniugi e di un’abitazione che, per la gioia del visitatore, si fa scrigno e al tempo stesso gioiello.

Per maggiori informazioni:

www.fondazioneboschidistefano.it