CINEMA

Anche Abel Ferrara vuole Napoli: «La cultura meridionale mi ha salvato»

È bello vedere che da oltre oceano sempre più attori, registi e produttori scelgono la mia Napoli per ambientare o girare le loro storie e raccontarla facendola un po’ propria. Sono mesi ormai che mi occupo con piacere dei set cinematografici e televisivi aperti nella città, e con un pizzico di soddisfazione ne scrivo perché a Napoli, parafrasando un pezzo di Jo Squillo, oltre ai problemi c’è di più.

Anche Abel Ferrara cede al richiamo della sirena Partenope. Il regista newyorkese, ospite del Festival di Laceno d’oro-Festival internazionale del cinema di Avellino, ha infatti parlato dei suoi prossimi progetti, anticipando che verrà a Napoli per un progetto teatrale da realizzare insieme al cantautore (e amico) Nino D’Angelo. Da tempo i due si conoscono e si stimano, a lui è dedicata la canzone O’ mericano di D’Angelo, ed è proprio nel Trianon di Forcella che Ferrara intende realizzare questo progetto cui tiene, ma del quale non può dire di più.

Lo spettacolo pare dovrebbe intitolarsi Forcella Strit, gioco di parole anglo-napoletano, e comprenderebbe un laboratorio per ragazzi del popolare quartiere napoletano. Era già stato annunciato dallo stesso Nino D’Angelo, direttore artistico del Trianon, in cartellone per il mese di marzo.

Il regista dice di essersi ristabilito del tutto, e di aver superato il problema delle sue dipendenze, ad aiutarlo, dice sarebbe stata proprio la cultura meridionale: «La capacità di fare gruppo, e naturalmente il percorso compiuto con la fondazione Leo di Vallo di Maddaloni nel casertano – ha detto Ferrara dalle pagine dell’ANSA – La mia terapia prevedeva anche non vivere più in città come Napoli e New York, proprio per superare le mie esperienze passate. Ora la mia vita è solo cinema e famiglia».

Il regista infatti da tempo vive a Roma, dove è ambientato il suo docufilm, Piazza Vittorio, che ha presentato proprio alla 42esima edizione della kermesse avellinese.

Intanto Abel continuerà a passare del tempo nel nostro paese e a girare un altro film, Siberia, in una delle regioni italiane, il Trentino Alto Adige, dove troverà gli attori Willem Dafoe, protagonista della pellicola, insieme a Isabelle Huppert e Nicolas Cage: «Mi serve la neve, anche se si parlerà sopratutto di una Siberia interiore».

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CINEMA, LIBRI

Napoli protagonista della serie tratta da “L’Amica geniale” di Elena Ferrante

Probabilmente i suoi libri hanno destato scalpore più per la sua identità di scrittrice, nascosta ai più, che per la trama in sé. Sto parlando di Elena Ferrante, che dal 2011 ad oggi è in testa alle classifiche di vendita di tutto il mondo con la saga de L’Amica geniale (edizioni e/o), senza tuttavia aver mai rivelato il suo vero nome.

Divisa in due parti, infanzia e adolescenza, la storia dei romanzi percorre la vita di due bambine, le due amiche Elena Greco e Raffaella Cerullo, che inizia nella Napoli dei primi anni ’50. L’una povera, figlia di un umile calzolaio, costretta ad interrompere gli studi; l’altra, Elena, figlia di un usciere comunale, riesce invece ad arrivare fino al liceo. Entrambe le ragazzine si mostrano insofferenti alle regole del “rione” in cui vivono, e spesso le loro vite si ritroveranno ad intrecciarsi fino al matrimonio di Lila, Raffaella, che chiude il primo capitolo della quadrilogia letteraria.

La copertina del libro “L’amica geniale” di Elena Ferrante

A far da contorno alle vicende delle due protagoniste, tanti scorci e usanze di Napoli, che nel volume, sin dalla copertina, si fa quasi silenziosa terza protagonista, dalle miserie del dopoguerra fino ad una timida ripresa economica negli anni del boom, vessata dalla malavita organizzata.

Un racconto che si fa quello di una intera città, e che diventerà una serie televisiva. Lo annuncia oggi l’ANSA, sulle cui pagine si legge che si sono aperti i casting a Napoli per ricercare le due bambine protagoniste della serie che sarà diretta da Saverio Costanzo.

L’inizio delle riprese è previsto per questa estate. Le location non sono ancora state confermate dalla Film Commission Campania, che si augura possano svolgersi tutte a Napoli, e se ciò dovesse trovare conferma, il capoluogo partenopeo si trasformerà in un vero e proprio set a cielo aperto quest’anno, poiché protagonista anche delle riprese di Napoli Velata, il nuovo film che il regista Ferzan Ozpetek inizierà a girare subito dopo la promozione di Rosso Istanbul ora nelle sale.

Titolo internazionale di quest’opera è The Neapolitan Novels, prodotta dalla Fandango e Wildside insieme ad altri partner stranieri.

Ad occuparsi dei casting sarà Laura Muccino che, come cognome suggerisce, è sorella dei ben più noti Muccino registi, e che in questi giorni sarà alla ricerca delle bambine che daranno il volto alle protagoniste del romanzo.

Un progetto di ampio respiro che è riuscito a destare l’attenzione anche delle autorevoli pagine del New York Times dal quale si apprende che la serie si suddividerà in quattro stagioni, così come i volumi della Ferrante, ogni stagione consterà di otto episodi, per un totale di trentadue puntate da cinquanta minuti ciascuna, e coprirà un arco temporale che va dal secondo dopoguerra agli inizi degli anni 2000.

Insieme a Francesco Piccolo e Laura Paolucci ci sarebbe anche la misteriosa Elena Ferrante a collaborare alla stesura della sceneggiatura.

Ancora poco si sa sulla messa in onda dello sceneggiato, che potrebbe arrivare sugli schermi Rai già nel 2018, e rappresenterebbe per Napoli una delle più grandi produzioni degli ultimi anni.

Un’ottima cosa per Napoli, reduce dal successo della fiction poliziesca I Bastardi di Pizzofalcone, che ha battezzato il turismo “cinematografico” alla volta delle location che hanno fatto da sfondo alle avventure del commissario Lojacono e i suoi agenti.

Con questa nuova produzione, che sarà trasmessa anche all’estero, potrebbe incrementarsi il turismo nella città di Partenope, che torna ad essere grande protagonista di arte, cultura, letteratura e cinema.