TELEVISIONE

TREDICI… ragioni per vedere il nuovo serial Netflix

copertina della nuova edizione del libro di Jay Asher, Mondadori

La serie televisiva del momento è TREDICI, nuova produzione Netflix, che ritorna protagonista assoluta con una produzione originale. Il serial ha subito raccolto consensi di pubblico e critica. Un teen drama, manco a dirlo, in tredici episodi, che si è subito distinto per la qualità dei suoi contenuti. Non il classico telefilm glamour sugli adolescenti, che snocciola patemi d’amore e di vita, ma un vivido affresco sulla gioventù di oggi, custode inconsapevole del nostro futuro.

13 Reasons Why, questo il titolo originale della serie, che tradotto sta più o meno per 13 Motivi per cui…, ruota intorno alla figura di Hannah Baker (Katherine Langford, al suo debutto televisivo da protagonista) che decide di togliersi la vita, registrando però tredici audiocassette dove in ognuna spiega una ragione per cui ha deciso di compiere il gesto estremo.

Un flashback che incuriosisce lo spettatore sin dai primi minuti, quando il giovane Clay Jensen si ritrova con una scatola contenente le registrazioni, che indicano anche lui tra le ragioni del suicidio.

Prosegue quindi, per la piattaforma di streaming video a pagamento più diffusa al mondo, la nostalgia degli anni ’90 e, dopo il successo del paranormale Stranger Things, propone adesso un’altra serie che occhieggia a quelli che sono diventati grandi classici del piccolo schermo, mixando drama ad atmosfere a metà strada tra Twin Peaks (altro grande ritorno di questa stagione) e Stephen King.

Lo scorso marzo l’Hollywood Reporter ha anticipato che Netflix ha già commissionato una seconda stagione del telefilm.

Molto bravi gli attori, a cominciare da Katherine Langford perfetta nel ruolo di adolescente un po’ torbida e turbata, che vive le problematiche di una qualsiasi adolescente. Tante le tematiche affrontate nel telefilm, dal suicidio al (cyber) bullismo, passando per la violenza sessuale.

Ispirata all’omonimo romanzo di Jay Asher del 2007, la serie, come di consueto per Netflix, è già stata interamente pubblicata sulla piattaforma il 31 marzo scorso, trasformandosi in poche settimane prima in cult e poi in vero e proprio fenomeno mediatico.

E se proprio vogliamo trovare, parafrasandone il titolo, tredici ragioni per guardare questa nuova produzione di certo possiamo annoverare: per l’attore Dylan Minnette (che interpreta l’inquieto Clay), la talentuosa Katherine, per il documentario Tredici: oltre in cui produttori e psicologi affrontano le tematiche trattate, per le controversie che ha generato sulla stampa americana (e che senza dubbio faranno discutere), per scoprire una versione inedita della cantante e attrice Selena Gomez (che qui è produttrice esecutiva), per il ruolo ricorrente di Kate Walsh (indimenticata dottoressa Montgomery di Gray’s Anatomy), per comprendere le ragioni della censura che il telefilm ha avuto in alcuni paesi come la Florida, per (ri)scoprire il romanzo originale edito in Italia da Mondadori, per un teen drama che fa riflettere, per le tematiche poco trattate in TV ma di grande attualità, per entrare nella psicologia di una ragazza come tante apparentemente felice, per scoprire come potrebbe svilupparsi la trama della seconda stagione, per scoprire qual è il ruolo del protagonista nella morte della giovane Hannah.

Unica pecca, forse, quella della nostalgia per il passato. Dubito che degli adolescenti nati tra la fine e gli inizi degli anni 2000 possano conoscere, o quantomeno sentire la mancanza, di un passato analogico, affidando le proprie memorie a delle vecchie (e senza dubbio più scenografiche) audiocassette. Nell’era digitale sarebbe stato più logico, seppur meno suggestivo, che Hannah affidasse la sua storia all’iPhone, ad un iPad o qualsiasi altro strumento del web 2.0; io stesso, che appartengo invece ai millennials, faticherei a trovare uno stereo o un registratore analogco su cui imprimere la mia voce.

In compenso i fan troveranno tutte le risposte, o forse no, nell’ultimo episodio della stagione che, sin dalla prima puntata, promette già molte sorprese e colpi di scena.

ART NEWS

Nasce JACK, la TV dell’arte contemporanea

Da qualche anno gli appassionati d’Arte riescono a soddisfare la propria voglia di cultura con canali di qualità come Sky Arte HD, sulla piattaforma a pagamento di Murdoch, e RAI5, rete gratuita del digitale terrestre della tv di stato che trasmette contenuti di qualità come prime teatrali, documentari, film d’essai. Da oggi quel pubblico ha una nuova rete televisiva e una nuova piattaforma. Si chiama Jack Contemporary Art TV ed è un nuovo canale streaming web che si occupa, come suggerisce il nome, di arte contemporanea.

Una web-tv dal taglio internazionale, che vede tra le quattordici istituzioni, nazionali e internazionali, la partecipazione del Museo MADRE di Napoli.

museo_madre_cortile_ridottoL’idea è del MAXXI di Roma, il quale si è avvalso della partnership tecnologica di Engineering.

Il nome, JACK, familiare, immediato, comune, è quello che rimanda ad un collegamento elettrico, ad una carta da gioco, ma anche ad un nome qualsiasi che appartiene all’immaginario di tutti.

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l’home page http://www.jackarts.tv

A partire da oggi, mercoledì 25 gennaio, sul sito www.jackarts.tv i telespettatori potranno vedere contenuti esclusivi dedicati all’arte contemporanea e ai suoi protagonisti, mettendo in relazione centri internazionali riconosciuti per l’impegno e la qualità della loro ricerca nell’ambito della sperimentazione e produzione artistico-culturale.

Oltre ai contenuti esclusivi pensati appositamente per la piattaforma, gli utenti-visitatori potranno vedere delle dirette streaming, commenti degli utenti e contenuti di art blogger.

Architettura, arte, cinema, design, ma anche fashion, performing arts e fotografia. Sono tante le sezioni del sito web, facile ed intuitivo, che indaga il mondo della creatività a trecentosessanta gradi, con interviste, reading, documentari, backstage e persino tutorial.

Da Roma ad Amsterdam, da Istanbul a Lisbona, passando per Napoli, JACK unisce tante e diverse esperienze, punti di vista, ma anche culture, per raccontare l’universale linguaggio dell’arte a chiunque sia pronto a farsene ispirare e a voler contribuire a questa risorsa di pensiero e di azione.

JACK contribuirà così alla diffusione dell’arte contemporanea, supportando i musei che la promuovono. Mission di questa tv infatti è soprattutto quello di avvicinare il pubblico all’arte contemporanea.

TELEVISIONE

Master of Photography, il talent rivelazione in onda su Sky Arte

Nell’asfittico panorama della televisione italiana, ancora dormiente per la pausa estiva, il canale satellitare Sky Arte ha deciso di lanciare una novità in una serata qualsiasi di mezza estate, mandando in onda Master of Photography, primo talent europeo trasmesso in contemporanea in cinque nazioni, che cerca il nuovo maestro dell’obiettivo tra dodici aspiranti fotografi.

Il format nasce da un’idea di Roberto Pisoni, direttore del canale d’arte della piattaforma di Murdoch, e vede il debutto alla conduzione dell’ex modella e attrice Isabella Rossellini, la quale, insieme ai tre giudici esperti di fotografia Oliviero Toscani, Rut Blees Luxemburg e Simon Frederick, ricerca il vincitore tra i concorrenti accorsi da tutto il vecchio continente.

Se il lancio di un prodotto di qualità come questo sembrava strano a metà stagione calda, la scelta della rete si spiega nella struttura un po’ debole del format, che segue stancamente il tradizionale schema di programmi analoghi, senza tuttavia trovare una propria caratterizzazione.

Non ci sono formule o eliminazioni “iconiche”, né si percepisce la presenza della Rossellini, che qui è relegata a mera cerimoniere del programma senza una reale interazione con il pubblico o i concorrenti.

Sono gli stessi giudici infatti che presentano di volta in volta le prove da affrontare, ad introdurre i fotografi-ospiti e decretare i vincitori e gli eliminati di puntata, mentre alla Rossellini è relegato un piccolo ruolo di cerimoniere e interlocutore con i giudici nella sola fase di decisione senza una reale interazione, apportando poco o niente della sua importante esperienza come modella o attrice a contatto con fotografi di scena e direttori della fotografia non solo per i concorrenti, ma nel corso di tutta la puntata.

Quei giudici, memori forse dei troppi MasterChef e Hell’s Kitchen, un po’ pretenziosi e puntigliosi, emettendo tuttavia sentenze dure, ma tutto sommato giuste.

Isabella Rossellini Master of Photography Sky Arte - internettualeIl programma riesce ad essere accattivante, ma avrebbe bisogno di mutuare qualche cambiamento da programmi che indagano ambiti diversi, ma tutto sommato analoghi, come Project Runway e America’s Next Top Model, apportando una maggiore centralità di una conduttrice d’eccezione quale Isabella Rossellini, con una maggiore sinergia con i ragazzi e con gli stessi giudici, non soltanto con un siparietto nella fase decisionale, ma anche durante quella di giudizio.

Master of Photography è tuttavia una vera rivelazione, un programma che riesce a fare la gioia degli amanti della fotografia, e di coloro che sono alla ricerca di un consiglio tecnico da maestri dell’immagine che ne hanno fatto la storia.

INTERNATTUALE, MUSICA

MTV lascia la TV in chiaro: com’è cambiata la musica negli ultimi quindici anni

MTV, storica rete televisiva italiana dedicata alla musica, ha definitivamente abbandonato il digitale terrestre, spostandosi sulla piattaforma satellitare a pagamento Sky. E già c’è chi parla di svolta epocale, vedendo, in questo passaggio, la fine di un’Era e di un modo di fare musica fatto anche di emozioni e sensazioni.

Erano gli anni ’90, quelli delle Spice Girls e dei Backstreet Boys. Gli anni di Total Request Live in Piazza Duomo a Milano e quelli di Select con Daniele Bossari nel pomeriggio.

MTV Kris & Kris Rete A - internattualeLa mia generazione ancora se lo ricorda MTV Italia, la Music Television italiana, figlia di quella (programmazione) europea, che a metà anni ’90 andava in onda sulle frequenze di Rete A, mantenendo il doppio logo.

Non c’era YouTube né milioni di visualizzazione on-line. Erano gli anni in cui la musica passava esclusivamente dalla TV.

Non c’era crisi economica o spending review. Prima un videoclip poteva costare anche un milione di dollari, come Play di Jennifer Lopez, che se volevi guardarlo in anteprima dovevi aspettare la premiere in televisione, appuntandoti la data e l’ora esatta della messa in onda sul diario, tra un’interrogazione in latino e un compito di matematica.

Non esisteva lo streaming, né i siti news musicali on-line. Gli spettacoli di MTV, come la gloriosa edizione dei Video Music Awards del 2003, quando Madonna e Britney Spears si scambiarono un tenero bacio saffico, o quando, nel 2001, la Spears stupì tutti ballando con un serpente intorno al collo in una performance che è diventata icona della musica contemporanea.

Britney Spears Madonna Kiss - internettualeC’erano i Brand New notturni, con gli artisti emergenti e i videoclip esclusivi, quelli che li passava solo MTV prima di tutti, anche prima di VIVA, allora primo concorrente in chiaro del colosso musicale italiano.

Erano i tempi di Napster 1.0 e dei primi download illegali, degli mp3 e del Peer2Peer, che di lì a poco avrebbero giocoforza rivoluzionato la discografia e il diritto d’autore che stavano minando.

In poco più di un decennio il mondo della musica infatti è completamente cambiato. La musica non si acquista più nei negozi, ma comodamente a casa con carta di credito da iTunes. Non si aspetta più l’uscita fisica del compact disc, del singolo, degli Enhanced CD, quelli con i contenuti speciali che dovevi guardare dal Personal Computer.

Oggi ogni cantante ha il proprio canale YouTube, dove lancia i suoi videoclip, i backstage, i making of e le interviste esclusive. Non c’è più l’attesa. I video, una volta caricati, sono lì, nell’etere, e ognuno li guarda e può guardarli quando e dove vuole, dalle piattaforme più disparate: dal notebook allo smartphone, passando per i tablet e gli smartTV.

Persino la tiratura della certificazione dei riconoscimenti oro, platino e diamante è calata. Non si guarda più solo alla vendita dei dischi, ma all’eco mediatica che suscitano, agli ascolti sulle piattaforme streaming come Spotify, Apple Music e Deezer, alle visualizzazioni on-line, alle volte che vengono “Shazammati” con un app. Anche la musica si fa social. Non importa che si compri, ma che se ne parli. I maggiori introiti degli artisti, che spesso come Rihanna regalano in download gratuito le proprie opere, adesso arrivano dai contratti pubblicitari dei marchi del luxury e merchandising dei propri gadget o linee moda.

In un mondo sempre più globalizzato, dove la musica si propaga velocemente via internet come l’onda di uno tsunami, perde importanza l’emittente televisiva, che fa da sfondo solo a lounge bar e luoghi pubblici per clienti distratti che la guardano tra una chiacchiera e un drink in compagnia. Non stupisce dunque che, in questo panorama, MTV abbia perso il suo prestigio elitario e ha dovuto abbandonare la TV in chiaro, cedendo il posto al musicale VH1, che trasmette in rotazione successi di ieri e di oggi. Il suo logo tuttavia continuerà a rappresentare le tante emozioni di un’intera generazione di nostalgici cui mancheranno i grandi miti degli anni ’90.

MUSICA

ADELE è finalmente tornata con l’album “25”

A dispetto delle altre uscite discografiche, oggi tutti gli occhi, e le orecchie soprattutto, sono per lei, Adele, che ritorna dopo quattro anni di silenzio con l’album 25. Un nuovo numero, dopo il successo di “21” (ad oggi 30 milioni di copie vendute nel mondo), dà il titolo a questo lavoro discografico, ricordando ai fan l’età esatta della cantante delle prime fasi di scrittura e sessioni di registrazione del disco. Sì, perché per realizzarlo, Adele, oggi ventisettenne, ha lavorato ben due anni, trovando il tempo, nel 2013, di vincere anche un Oscar per Skyfall, tema sonoro dell’omonimo 007 con Daniel Craig.

Nessuno strafalcione, nessun “super-album”, ma undici nuovi pezzi di cui la cantante britannica è anche autrice. Anticipato dal singolo Hello, diventato subito uno dei migliori esordi del 2015 e per due settimane in cima alle classifiche di tutto il mondo, il terzo album da studio di Adele Laurie Blue Adkins, questo il nome completo, il disco, sulla falsariga del precedente, mixa sapientemente ballad a pezzi uptempo, per un risultato variegato, ma non per questo incoerente, come dimostra Send my love (to your new lover), che vede tra le firme anche il produttore Max Martin. Definita già l’ideale erede del brano Set rain to the fire, il pezzo I Miss You, scritto insieme a Paul Epworth, è cupo e potente, ricordando un po’ le atmosfere di Florence and The Machine.

Bellissima When we were young, che ripercorre il tema del tempo e della nostalgia degli anni felici, ascoltata on-line qualche giorno fa in una intensa versione live, così come Water under the bridge, unico brano ispirato all’ex storico cui è quasi completamente tributato “21”.

Ma è in chiusura che Adele dà il meglio di sé, con la ballad, in chiave acustica, Milion years ago, e la bellissima All I ask.

Ma se volete ascoltarlo, la sola strada sarà l’acquisto: come la sua collega Taylor Swift, la cantante britannica non ne consentirà lo streaming on-line su Spotify e simili, e immediata è stata la reazione dei fan che hanno subito gridato alla “snob!”, vedendo in questo gesto un vero e proprio voltafaccia.

E non è un caso se nei soli Stati Uniti ha toccato quota 3,6 milioni di copie di soli pre-order, 25 è la conferma di un talento, di una voce che canta il suo amore che è anche il nostro.

MUSICA

Janet Jackson “Unbreakable”: la regina del R&B ritorna dopo sette anni con un nuovo album

Janet Jackson è tornata. A sette anni dall’ultimo album di inediti, la cantante ritorna adesso con l’attesissimo Unbreakable. Anticipato dal singolo Sleeep, in featuring con J Cole, l’undicesimo album da studio della Jackson, come il primo estratto, è puro R&B old style. Il sound di questo interessante capitolo musicale, infatti, ricorda molto gli anni ’90. Un ritorno alle origini, a quel sofisticato modo di fare musica che con sensualità sussurra i testi, ammicca all’ascoltatore con una timbrica calda, che, all’età di 49 anni, riesce ancora a trasmettere le stesse emozioni degli esordi, ma con rinnovata energia. Lo dimostra il featuring con Missy Elliott, BURNITUP!, pre-orders su iTunes delle passate settimane, in cui la Jackson reinterpreta aggiornandolo il suo stile ai tempi che cambiano. Tanti i brani che vengono fuori da questo disco, a cominciare dall’uptempo The Greater Forever, in cui forse ricorda lo stile del fratello Michael, ma non mancano le ballad, come le suadenti After you fall e Promise. Ma sono tanti anche i pezzi venati d’elettronica, per ballare, come Night e Shoulda Know Better.

L’album uscirà in tutti i negozi e piattaforme digitali domani, 2 ottobre: diciassette tracce che diventano diciannove nella speciale Target Bonus Track Edition, che ci restituiscono una Janet in splendida forma e con la stessa voglia di dimostrare di essere ancora una delle ultime dive dell’R&B internazionale.

LIFESTYLE

Arriva anche in Italia Netflix, lo “spotify” di film e serietv

Dal download (anche illegale) a YouTube, il modo di guardare la televisione nel mondo è decisamente cambiato negli ultimi dieci anni. Se un tempo era necessario sottostare agli orari delle emittenti, oggi sempre più si assiste al fenomeno della personalizzazione dei palinsesti. Lo sapeva bene TiVo, rivoluzionario videoregistratore statunitense degli anni ‘90, che tanto aveva fatto la gioia di liberi professionisti e di chi aveva orari decisamente flessibili e poco adatti a seguire film e serie televisive. Le cose adesso sono cambiate: dallo streaming alla tv on demand cambiano anche i dispositivi attraverso i quali guardare. PC, tablet, smartphone, computer portatili hanno neutralizzato il monopolio del tubo catodico, rendendo l’esperienza interattiva, e se i servizi di paytv anche in Italia, come Sky Online e Mediaset Premium e Infinity, hanno spostato la loro attenzione su questo genere di offerta, arriva finalmente anche in Italia un altro attesissimo competitor. Si chiama NETFLIX, ed è la nuova piattaforma a pagamento per vedere serietv e film. Molti lo hanno già definito lo “Spotify di serietv e film”, iscriversi è semplicissimo e cancellarsi lo è ancora di più: bastano pochi click infatti per sottoscrivere un abbonamento il cui prezzo base dovrebbe aggirarsi intorno agli otto euro mensili. Con i suoi oltre 62 milioni di utenti nel mondo, Netflix si appresta così ad insidiare anche il nostro paese, con contenuti di qualità che vanno da film e serie italiane a produzioni originali. Unico imperativo “connettersi ad internet”, dopodiché si potranno vedere serie come The Crown, incentrata sulla storia della Regina Elisabetta o documentari come quello firmato da Leonardo Di Caprio sullo sfruttamento dell’ambiente e degli animali, ma anche film premiati alla 72esima Mostra del Cinema di Venezia come Beasts of no nation di Cary Fukunaga, sul bambino soldato.

Dopo aver sottoscritto il proprio abbonamento, ogni utente potrà creare fino ad un massimo di cinque profili diversi, da utilizzare, anche in contemporanea, su più dispositivi, riuscendo così ad incontrare le esigenze e ai diversi gusti di un’intera famiglia.

È a Netflix, e al suo lancio di tutti gli episodi di una serie in un giorno solo in contemporanea mondiale, che si deve il fenomeno del bridge watching, vere e proprie maratone di serials da parte degli appassionati.

Per le produzioni proprie pare invece che la società USA sia interessata a raccontare una grande storia italiana, che possa però riuscire a catturare l’attenzione mondiale: benché non ci siano ancora conferme, alcune indiscrezioni vorrebbero una serie sull’inchiesta di Mafia Capitale.

Non c’è ancora una data di lancio ufficiale, ma voci di corridoio vogliono l’arrivo della nuova piattaforma fissato per metà ottobre, offrendo a tutti i suoi potenziali clienti un mese di prova gratuito.