CINEMA

Le prime immagini di LORO, il nuovo film del premio Oscar napoletano Paolo Sorrentino

I parti in piscina, i trofei sportivi in bella vista, Roma. Sulla falsariga de La grande bellezza, è stato diffuso qualche ora fa il primo teaser trailer di LORO, nuovo attesissimo film del premio Oscar Paolo Sorrentino, che ritorna in coppia con Toni Servillo per dare vita ad una biografia, assolutamente non autorizzata, di Silvio Berlusconi.

Una Veronica Lario triste e c’è persino il cane, Dudù, assurto agli onori delle cronache per aver giocato, a Palazzo Grazioli, con Vladimir Putin.

Insomma promette bene il nuovo film del regista napoletano, che racconta il suo Silvio Berlusconi.

Toni Servillo nel film LORO di Paolo Sorrentino

Il film è stato girato tra il Lazio, la Toscana e la Sardegna, vanta un cast ricchissimo che, oltre al protagonista di La Grande Bellezza, vede recitare anche Riccardo Scamarcio nel ruolo di Gianpaolo Tarantini, l’imprenditore barese che portava da Patrizia D’Addario ad altre ragazze, Elena Sofia Ricci nel ruolo di una Lario particolarmente triste, alla cantante Chiara Iezzi, ex del duo Paola & Chiara, che prosegue il suo percorso attoriale e qui interpreta una speaker.

Ma vedremo anche Ricky Memphis, che interpreta l’imprenditore Stefano Ricucci, ma dovrebbe vedere anche la partecipazione di Fabrizio Bentivoglio e dell’ex letterina Alessia Fabiani.

Prodotto da Indigo FilmPathé e France 2 Cinéma, sarà distribuito da Universal Pictures, ma poco o nulla ci dice il teaser, che non svela nemmeno quando potremo andare a vederlo nelle sale.

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CINEMA

Le prime immagini di “The Young Pope”, la serie del premio Oscar Sorrentino con Jude Law

Si preannuncia come una delle serie televisive più attese della prossima stagione. Non solo perché è la nuova fatica filmica del premio Oscar Paolo Sorrentino, alle prese con un nuovo cast internazionale dopo YOUTH – La Giovinezza, ma per la controversa tematica sulla vita immaginaria di Papa Pio XIII, interpretato dall’attore Jude Law, primo pontefice americano alle prese con una Chiesa divisa tra modernità e tradizione.

The Young Pope, questo il titolo, è una coproduzione internazionale in otto puntate, che a Sky Atlantic vede affiancarsi emittenti di prestigio come la americana HBO, e la francese Canal+, per una prima visione, dal prossimo 5 ottobre, in contemporanea in Italia, Inghilterra, Irlanda, Germania, Austria e Francia.

Insieme al due volte nominato all’Oscar Jude Law, il premio Oscar Diane Keaton nelle vesti, anzi nell’abito, di Suor Mary e il nostrano Silvio Orlando nei panni del Cardinale Voiello.

The Young Pope Paolo Sorrentino Law trailer - internettualeLa trama ruota intorno alla controversa elezione del giovane e affascinante Lenny Belardo, che sale sul soglio pontificio in un’elezione che sembra più un gioco di immagine mediatica che non una missio spirituale per la comunità ecclesiastica.

A far da sfondo alla vicenda il Vaticano ed un manipolo di uomini di Dio che mostreranno quanto le apparenze a volte possano ingannare o che, più propriamente, l’abito non fa decisamente il monaco, e nemmeno il cardinale.

Lo stesso Pio XIII si rivelerà più misterioso e controverso di ogni altro. A rivelarlo sono già le prime immagini del trailer diffuse oggi sul sito ufficiale Sky, dove è lo stesso pontefice-Law a dire di sé stesso: «Sono una contraddizione. Come Dio, uno e trino. Come Maria, vergine e madre. Come l’uomo, buono e cattivo».

CINEMA

A 30 anni da Chernobyl, il film che parla di una scomoda verità

Quello di Chernobyl è probabilmente il disastro nucleare mai registrato in una centrale nucleare. Era l’1.23 del 26 aprile 1986 quando la centrale nucleare V.I. Lenin nell’Ucraina settentrionale esplose violentemente, scoperchiando il reattore che a sua volta provocò un vasto incendio.

Lo scoppio provocò la formazione di una nuvola di materiale radioattivo che investì e contaminò l’intera zona, al punto di dover evacuare circa 336.000 persone, estendendo il pericolo di nubi radioattive all’intera Europa e, addirittura, fino alla costa orientale del Nord America.

Il disastro, come poi si dirà, fu causato dalla negligenza del personale che, portando ad una temperatura maggiore il nocciolo del reattore numero 4, con un busco e incontrollato aumento della potenza.

Le cose però non sarebbero andate proprio in questo modo. A svelarlo un film di Chad Gracia, thriller politico vincitore del Gran Premio della Giuria al Sundance Film Festival nel 2015 come miglior documentario, che svelerebbe una realtà scomoda.

Duga Woodpecker array - internettualeSecondo un’indagine mostrata nella pellicola, infatti, tra le cause che avrebbero potuto portare al disastro ci sarebbe la Duga, gigantesca antenna russa, soprannominata woodpecker per il caratteristico battito di frequenza a 10 hz simile a quello di un picchio, da qui il nome originale del film, che aveva il compito di interferire con le trasmissioni radio occidentali per infiltrare quelle di propaganda politica sovietica.

Ufficialmente l’antenna, attiva tra il 1967 e il 1989, aveva il compito di trasmettere un segnale radio militare ad onde corte in tutto il mondo. Il sospetto che in realtà si trattasse di un radar a lungo raggio fu poi confermato soltanto durante gli anni della guerra fredda, e fu solo allora che fu reso noto il nome, duga, che in russo significa “arco”. A partire dagli anni ’60 infatti l’Unione Sovietica iniziò la sperimentazione del lancio di missili balistici a grande distanza.

La struttura, la cui parte denominata Duga-3 si estende fino all’area di Chernobyl, non ha mai funzionato, portando soltanto disturbi ai canali radio, probabilmente, come ipotizza la pellicola, non estranea allo scoppio della centrale nucleare.

Presentato oggi al Festival del Giornalismo di Perugia, il film arriva da domani, 7 aprile, anche nelle sale italiane con il titolo Il complotto di Chernobyl – The Russian Woodpecker.