LIFESTYLE

Grand Hotel Castrocaro Terme, la cura del benessere

Un albero della vita, anzi di lunga vita, quello stilizzato da Longlife, brand del benessere che si trova all’interno del Grand Hotel Castrocaro Terme e SPA. Quattro stelle S, come superior, ed è solo entrando in questa meravigliosa costruzione anni ’30 che si capisce il motivo di quella lettera in più.

È il 1928 l’anno di costruzione di questo bellissimo edificio in puro stile Art Déco, il cui personale è discreto e disponibile, attento alle esigenze del cliente con interesse, ma non invadenza.

Le camere sono dotate di ogni confort, dalla PayTV satellitare ai piccoli salotti, ma è nei sotterranei che si nasconde la formula di lunga vita.

Sì, una vera e propria formula, quella realizzata dalla Longlife, consigliata anche da Vanity Fair, che in un crescendo di temperature e vapori, aiuta gli ospiti di questo suggestivo centro termale a depurarsi da tossine e sentirsi a loro agio con il proprio corpo.

Le originali porte degli ambienti raccontano ancora di quei ruggenti anni in cui anche l’Italia scopriva i piaceri delle calde acque sulfuree castrocaresi.

Grand Hotel Castrocaro Terme, uno dei salotti interni

All’interno dell’albergo è consentito passeggiare in accappatoio, lo intuisco subito osservando gli uomini e le donne che si muovono con disinvoltura nella hall, mentre me lo spiegano alla reception. Trovo anch’io il mio nell’armadio all’interno di una confortevole stanza Deluxe, insieme agli infradito. È una sensazione che mi rinvigorisce, quella che mi avvolge come la morbida spugna bianca intorno al mio corpo, che si spoglia della quotidiana costrizione di abiti e scarpe, ritrovando una nuda libertà. Infilo il mio costume e sono pronto per iniziare il mio percorso.

Il mio percorso inizia con il bagno di vapore termale in grotta. È intensa l’esperienza del vapore in grotta che, grazie a un suggestivo cielo stellato cromo-terapico, mi dà la sensazione di trovarmi in un ambiente naturale, all’aperto, con un’umidità costante che arriva al 98% e una temperatura di 42 gradi. Si resta in silenzio, si respira piano, mentre la luce tenue delle stelle cambia, tracciando costellazioni indefinite. Un trattamento, questo, che mi porta inconsciamente tanti benefici, che vanno dalla perdita di peso alla regolazione della pressione, oltre ad essere, naturalmente, un efficace metodo per rilassarmi ed entrare completamente nello stato mentale di questo piccolo mondo.

Faccio una doccia, per depurare il mio corpo dalle tossine esalate sudando, e nel frattempo avanzo lungo il corridoio, dove scorgo salottini con sedute, lettini e bevande naturali come tè verde, mirtillo e frutti di bosco per aiutare l’organismo a depurarsi. Liquidi caldi dai sentori fruttati che mi proiettano in un mood di serenità psicofisica.

Con i suoi 79 gradi, apparentemente la sauna può spaventare. Immaginavo che una volta dentro non sarei riuscito a rilassarmi, invece con mia grande sorpresa, resisto al caldo molto meglio di quanto pensassi, depurando il mio corpo e riattivando la circolazione. È un bene non essere direttamente consapevoli dei benefici che portano al corpo questi trattamenti, perché in questo modo si pensa soltanto a rilassare la mente che, implicitamente, aiuta tutto il corpo a ritrovare il giusto equilibrio.

Non ho avuto animo di tuffarmi nella vasca d’acqua fredda, gelida direi, benché consapevole dei benefici per il corpo dopo una sauna, a mo’ di frigidarium pompeiano.

Il complesso non dispone soltanto di una doccia emozionale, ma anche della doccia tibetana, un secchio d’acqua gelata da tirarsi in testa (per veri coraggiosi!).

Mi sono diretto nel bagno turco, che conclude l’area di purificazione, qui declinato nella cromoterapia che, ai benefici del vapore acqueo, unisce fasci di luce colorata che si propagano nella nube come silenziosi fulmini in lontananza. E già sento il mio corpo rilassato, molle, temprato eppure insolitamente rilassato, respirando lentamente quella suggestiva atmosfera che ha sempre un retrogusto orientale.

La seconda parte è quella delle acque termali, e si apre con il percorso vascolare kneipp, che alterna due camminamenti di acqua calda e acqua fredda che aiutano notevolmente il drenaggio e la circolazione degli arti inferiori.

Un’ultima pausa in un altro salotto per godere di tisane e sedute, prima di lanciarmi nella piscina termale, apoteosi perfetta di una giornata intensa.

Nessuna sensazione di acqua fredda mentre mi immergo, gradino dopo gradino, nella grande piscina, portandomi in prossimità di una delle bocche dell’idromassaggio, mentre sento il mio corpo rigenerarsi sotto i getti vigorosi e delicati dell’acqua.

E quasi non voglio più uscire da questo rilassante mondo dove fluttuo senza gravità.

La mia perfetta giornata si è conclusa con amici in uno dei salottini finemente arredati del Grand Hotel, uno di quelli accanto al lounge bar, dove la musica si diffonde soffusa come in un film e si può godere delle atmosfere serali in perfetto stile Art Déco.

Cambia completamente l’albergo, che si anima per il popolo notturno di villeggianti e ospiti, che possono giocare a carte nei piccoli salotti con i tavoli da gioco o fare quattro chiacchiere in una teoria di divani per chi invece vuole godere della musica live e degli ottimi cocktail dei barman dell’albergo.

Il Grand Hotel Castrocaro è come un mondo senza tempo dove le atmosfere ovattate raccontate da Fitzgerald nei suoi romanzi ad inizio secolo, continuano a vivere indisturbate lontane dal logorio della vita moderna.

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ART NEWS

Un complesso di “Terme Repubblicane” spunta da Pompei

Dagli anni ’60 in poi, con la nascita della New Archaeology, il modo di fare archeologia è decisamente cambiato, grazie all’apporto di altre discipline come quelle scientifico-matematiche, fisiche e naturali che sono andate a incidere sulla metodologia e tecnica dello scavo. Oggi l’archeologo non è più quello che spennella il reperto rinvenuto nella terra, ma sempre più ricorre all’uso di computer e sofisticate tecniche digitali. È quello che è successo nei recenti rinvenimenti negli scavi di Pompei. Se appena qualche settimana fa la cittadina sepolta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. ci ha regalato una sepoltura pre-sannitica, dimostrando che tanto ancora ha da offrire questo luogo dal punto di vista archeologico, oggi un’altra importante scoperta è stata fatta ad opera dell’Università di Berlino e della Oxford University in collaborazione con la Soprintendenza di Pompei.

Grazie alle nuove tecniche della fotogrammetria, l’acquisizione di dati metrici come forma e posizione attraverso dei fotogrammi stereometrici, insieme alla tecnica del laserscan, strumento che permette il rilevamento tridimensionale dell’oggetto in questione, stanno contribuendo a riportare alla luce un nuovo tesoro nascosto dell’antica cittadina romana: le Terme Repubblicane. Si tratta di una serie di complessi termali, identificati all’interno della città, che rappresenterebbero il più antico stabilimento pubblico di Pompei.