LIFESTYLE

Le fragranze ispirate dai profumi della costiera amalfitana

Un momento magico per la costiera amalfitana, fucina di set cinematografici internazionali, e fonte di ispirazione per stilisti italiani e non. Se Dolce&Gabbana si concentrano sul folclore napoletano, Tom Ford si sposta un po’ più a sud, e sceglie i sentori fruttati della costiera per la sua nuova fragranza, Mandarino di Amalfi. La nuova fragranza si propone di catturare l’essenza delle ville imbiancate che caratterizzano la costa. Gli agrumi riproducono i profumi che durante il giorno inebriano i visitatori di Amalfi, con un retrogusto che ricorda invece le fragranze delle fioriture notturne, che si uniscono ad un fresco mix di menta e timo e fiori di campo.

Ma l’elegante Tom Ford non è il solo stilista che si è ispirato alla Costiera Amalfitana. Nel 2010 anche Giorgio Armani decise di lanciare Acqua di Gioia, corrispettivo femminile della sua famosa Acqua di Giò, vede tra i suoi sentori predominanti proprio il limone di Amalfi e la menta, che qui vengono ad amalgamarsi con le note di gelsomino, pepe rosa e peonia. Base di questo profumo il Labdano Francese, Cedro della Virginia e Zucchero.

Se preferite la linea italiana Acqua di Parma, la vostra scelta allora ricadrà su Blu Mediterraneo Arancia di Capri, una fragranza caratterizzata da note fresche e frizzanti dell’arancio e del mandarino, con i sentori freschi dei limoni di Sorrento e del pompelmo. Un profumo che si fa tropicale nell’aroma delle foglie di matè e del profumo fresco e deciso del cardamomo. Un’altra base dolce, composta dal caramello che qui trova le note più sensuali del muschio.

Li ho citati in apertura del mio post e non posso non menzionare, in questa breve lista di profumi ispirati alla mia terra, il noto Light Blue di Dolce & Gabbana. Il duo italiano della moda, infatti, non ha solo scelto i faraglioni dell’isola azzurra quale ambientazione del noto spot televisivo, ma ad essa si è ispirata per questo profumo che mescola sapientemente l’Arancio amaro alla buccia del cedro e al bergamotto, che inebriano l’olfatto insieme al profumo dolce del Neroli e l’Accordo Marino. Ma, a differenza degli altri, qui non abbiamo una base dolce. Ad accompagnare questi ingredienti c’è il legno di cedro e il vetiver, che fanno di questa fragranza maschile un classico intramontabile, che racchiude nell’ormai iconica tondeggiante bottiglia l’essenza di Capri.

Ma non si può parlare dei profumi ispirati alla nostra terra e ai suoi profumi, senza menzionare ancora Carthusia, oggi noto brand partenopeo, le cui radici affondano nel 1380. Secondo la leggenda infatti il padre priore della Certosa di San Giacomo, colto alla sprovvista dalla notizia dell’arrivo sull’isola di Capri di Giovanna D’Angiò, preparò dei fiori che rimasero in acqua per tre giorni. L’acqua era profumata, e il priore allora si rivolse al religioso erudito alchemico che individuò quel profumo nel garofilium silvestre caprese. Fu il primo, forse involontario, dei profumi che ebbero una prima produzione a cominciare dal 1948, quando nella stessa certosa furono rinvenute delle antiche formule di profumi che, su licenza del Papa, furono svelate ad un chimico di origine piemontese, che diede vita al piccolo laboratorio denominato Carthusia, ovvero Certosa.

Oggi sono tantissimi i profumi di questa linea, che qui voglio rappresentare parlando di Aria di Capri, che ho avuto il piacere di annusare, essendo una fragranza femminile, durante uno dei miei soggiorni sull’isola.

Una fragranza che vuole racchiudere l’essenza della fresca brezza marina dell’isola, e che trova il profumo un po’ aspro della mimosa al giaggiolo, che si uniscono, anch’essi come gli altri profumi, al limone e l’arancio, che si addolciscono nel profumo della pesca.

Fragranze che sono particolarmente adatte per le vacanze o per l’estate o per chi, anche d’inverno, vuole ricordarsi della bella stagione, come una griffata madeleine di proustiana memoria.

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CINEMA, LIFESTYLE

Animali Notturni: arriva finalmente al cinema il secondo film dello stilista Tom Ford

tony-susan-adelphi-animali-notturni-libro-film-internettualeFilm di questo weekend è stato Animali Notturni. A quasi sette anni da A Single Man, lo stilista Tom Ford si è rimesso dietro la macchina da presa. Ed è un ritorno felice, il suo, che con questa pellicola, presentata in anteprima alla 73esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia lo scorso settembre, ha ricevuto la nomination al Leone d’Oro, aggiudicandosi il Leone d’Argento – Gran premio della Giuria.

Ancora una volta è un libro ad ispirare la seconda fatica cinematografica dello stilista di Gucci, che sceglie il romanzo Tony e Susan di Austin Wright edito in Italia da Adelphi.

Se nella prima pellicola c’era il fascino di una bellissima Julianne Moore, è un’altra rossa, Amy Adams, ad animare la fantasia dello stilista che qui è anche sceneggiatore.

Non ci sono le solitudini di uomini soli qui. Il secondo film di Ford è un omaggio all’arte contemporanea e al cinema del passato. Una gallerista, la Adams, è ossessionata dalla violenza del romanzo scritto dal suo ex marito, interpretato da Jake Gyllenhaal, un thriller violento, che lei crede una velata minaccia e una chiara volontà di vendetta.

jake-gyllenhaal-in-animali-notturni-2016-internettualeRicorda molto le atmosfere di Arancia Meccanica e Funny Games, Animali Notturni, che trova il talento dello stilista nell’elegante overture di Abel Korzeniowski che accompagna i titoli di testa, componendo una colonna sonora che non maschera, ma enfatizza ogni espressione attoriale dei suoi protagonisti.

È un racconto nel racconto, una narrazione che si fa via via inspiegabilmente violenta, tesa, di una violenza gratuita e inspiegabile, che diventa paranoia.

Come recita il titolo, animali notturni, i protagonisti di questa vicenda si muovono e vivono di notte: notturne sono le letture di Susan, che come in una sorta di Eyes Wide Shut contemporaneo vive, pagina dopo pagina, le fantasie scritte del marito fino a farle sue; notturna è la storia narrata da Tony nel suo libro, su di un’imprecisata statale verso il Texas, tra i Motel tanto cari alla cinematografia statunitense e il lusso di una villa e gli ambienti dell’alta borghesia.

I costumi sono quelli di Arianne Phillips, già collaboratrice di Ford-regista e costumista di Madonna, che reinterpreta, senza eccessi, il glamour della moda con piccoli sprazzi di stravagante eleganza.

amy-adams-in-animali-notturni-2016-internettualeIntensa Amy Adams che vive sulla propria pelle le inquietudini cui, specularmente, Gyllenhaal dà il volto.

Se fate parte di quelli che cercano un senso ad ogni pellicola come a quest’opera, sappiate che Hitchcock non aveva sempre ragione dicendo che “il cinema è la vita con le parti noiose tagliate” e che talvolta un film, proprio come la vita che imita, può apparentemente non avere un senso, se non quello di trasmettere delle sensazioni. E se l’intento di Ford era quello di trasmettere delle sensazioni più che una narrazione coerente, l’obiettivo con questo film è pienamente raggiunto.